Comunicati

Turno di notte in Gkn

1 Settembre 2021
Ultimi giorni di agosto, arriva il mio turno di sorveglianza notturna alla GKN di Campi Bisenzio. Fabbrica occupata. Si comincia alle 22 e si arriva alle 06, quando entra un altro gruppo. Quattro postazioni, agli angoli del quadrilatero enorme costituito dalla fabbrica. A noi tocca il “cinema”, proprio alle spalle della mega multisala di una zona che è quasi una sintesi perfetta di questa post-modernità. Iper centro commerciale da un lato, multisala dall’altro, i grandi magazzini dei centri della logistica, alcune fabbriche e l’immigrazione cinese tutt’intorno. Dove arriviamo c’è una specie di capannino coperto con teli di plastica perché quella del cinema è la postazione più aperta, da proteggere dal vento. In realtà, si capirà presto, dal freddo. Passano quasi subito a prendere le prenotazioni per gli spaghetti, programmati alle due di notte. Nello spazio all’ingresso dove si mangerà abbiamo già preso il caffè. Arriveranno anche latte e brioche verso le quattro di mattina. Inutile dire che l’atmosfera è magnifica. Siamo fra compagni. Si spezza il pane insieme, questa notte spaghetti e brioche. Sono momenti di una specie di amore politico, ci si sente straordinariamente vicini a degli sconosciuti. Fratelli. Verso mezzanotte arrivano cinque giovani operai. In quella postazione ci siamo solo noi, “esterni” di Firenze Città Aperta, e vogliono esserci per darci nel caso una mano. C’è infatti una ricetrasmittente per comunicare con la base, e nessuno di noi la sa usare. Portano un pallone, un cane e anche delle coperte. Il cane si occupa intensamente del pallone. Ci dicono che abbiamo beccato proprio la notte che segna la fine dell’estate. Hanno l’aria di scusarsi, quasi fosse colpa loro – oppure è il loro modo un po’ timido di ringraziarci per il gesto di solidarietà. Chiaro che ci considerano un po’ vecchietti dunque fragili. E non è che sbaglino di molto. Due operai ci fanno visitare l’interno della fabbrica. Sembra tutto nuovo, enorme, pieno di box e celle, monitor dappertutto, macchine e robot dalle braccia grandi, alcuni lucidissimi. Nuovi. Ci spiegano tutto, veramente tutto, come fosse la fabbrica una loro creatura, e noi facciamo finta di capire, ma è un linguaggio tutto particolare. Ci spiegano che è come un organismo vivente di cui bisogna avere cura (anche con le trappole per i topi che se no si mangiano i cavi), e in effetti sembra di sentire il respiro della megamacchina, ronzii, vibrazioni – artificiale e potente, come in certi film di fantascienza. Il più giovane dei due ci fa vedere i pezzi che giacciono nei contenitori, inutilizzati. Già venduti e abbandonati. Prende un lungo cilindro di ferro, ci dice che è un semiasse della Ferrari, Guardate che meraviglia. Dice anche che deve smettere, se no gli viene da piangere. Qui c’è ancora una sorta di sincero orgoglio del lavoro, del lavoro fatto bene. Quei pezzi così puliti sono figli di una meccanica che – per quanta automazione ci sia – ha sempre assoluto bisogno dell’intervento umano. Chi decide le procedure non ha quasi contatto con la realtà del lavoro. Tecnici e

Bando per lo stadio: i nostri dubbi, le nostre proposte.

29 Luglio 2021
𝗕𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼. 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝘂𝗻𝗱𝘂 𝗲 𝗗𝗺𝗶𝘁𝗿𝗶𝗷 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗴𝗶 (𝗦𝗣𝗖), 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗻𝗱𝗿𝗶 𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗚𝗲𝗻𝗴𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶 (𝗦𝗣𝗖 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝟮), 𝗧𝗼𝗺𝗺𝗮𝘀𝗼 𝗚𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶, 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗭𝗼𝗹𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 (𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮): “𝗜 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶, 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲”28 luglio 2021“Oggi è prevista la prima scadenza per i chiarimenti di primo grado, questa mattina si è tenuta una seduta di due commissioni per il concorso internazionale. Molti gli elementi di preoccupazione”“La giornata di oggi prevedeva la scadenza per i chiarimenti di primo grado sul Concorso Internazionale per la riqualificazione dell’area di Campo di Marte Nord e dello stadio di Pier Luigi Nervi di Firenze. Questa mattina – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu con i consiglieri di Sinistra Progetto Comune al Q1 Lorenzo Palandri e Francesco Gengaroli e con Tommaso Grassi, Filippo Zolesi e Massimo Torelli di Firenze Città Aperta – si è tenuta una seduta delle commissioni 3 e 5 congiunte, per dare informazioni su questo percorso, verso il quale abbiamo numerosi dubbi.Siamo sempre stati per una soluzione che garantisse un futuro pubblico del Franchi, ma vogliamo che le cose siano fatte bene. La documentazione ci pare evanescente e i tempi troppo stretti. Ci viene da dire che la vittoria da parte di uno studio come quello di Casamonti non ci stupirebbe.Che fine hanno fatto le promesse del Sindaco pre-Covid-19 sull’uso di risorse comunali, ora che al 50% il bando è coperto dalla sponsorizzazione della Fondazione Cassa di Risparmio e da Banca Intesa?Qual è l’idea di fondo del futuro di Campo di Marte e che ruolo avrà il consiglio comunale rispetto agli ampi margini lasciati alla progettazione, anche in modo improprio?Che tipo di mobilità è ipotizzata, concretamente?Nell’introdurre la conferenza stampa Massimo Torelli ha insistito sul fatto che è un’opera fondamentale per la città e che per questo c’è preoccupazione per i punti aleatori e precari dell’operazione nel suo insieme”.Lorenzo Palandri ha evidenziato “l’assenza di una progettualità sugli usi degli spazi e dell’area circostante, considerando problematici i 15.000 metri quadri di aree direzionale, residenziale e alberghiera previste, a cui si aggiunge un parcheggio in uno spazio di pertinenza di Ferrovie dello Stato che non si sa come dovrà essere recuperato. Quei 3.000 posti vicini allo stadio come faranno a non essere un ulteriore attrattore di traffico?”.Filippo Zolesi ha mostrato “mappe alla mano” come “ci sia un’intera area che rischia di rimanere scoperta anche una volta che verranno realizzate le linee della tramvia annunciate. Il tessuto urbano nel suo insieme è privo di una visione pubblica: ci sembra che troppo sia stato lasciato alle decisione dei privati”.Antonella Bundu era presente in commissione oggi, “la prima vera occasione per il Consiglio comunale di avere qualche informazione da parte dell’Amministrazione. Evidenzia le contraddizioni delle dichiarazioni della Giunta sui flussi turistici e le trasformazioni urbanistiche della città, con cui si rende chiara l’assenza di una progettazione pubblica effettiva”.Tommaso Grassi chiude su “quanto potrebbe essere nascosto dietro alla mancanza di chiarezza: quei 15.000 metri quadri sono lì per far quadrare i conti economici alla

Genova 2001/Genova 2021

15 Luglio 2021
Un ventennale segnato da numerosi attacchi all’occupazione, sostenuti dal Governo Draghi di Moreno Biagioni Come prima, peggio di prima – Da più parti, a più riprese, è stato riaffermato che dopo la pandemia la situazione sarebbe stata ben diversa da prima. E’ vero, se ne hanno molte avvisaglie, nel mondo del lavoro e nella società. Solo che ci troveremo, ci stiamo già trovando, in una situazione diversa sì, ma peggiore di quella precedente: stanno aumentando gli incidenti, spesso mortali, sul lavoro, sono entrate in azione, in alcuni casi, “squadracce” di picchiatori per impedire i picchettaggi anti-crumiri degli scioperanti, è iniziata la stagione dei licenziamenti, nonostante le diatribe fra chi voleva che la moratoria si prolungasse per lo meno fino ad agosto e chi invece voleva dare licenza di licenziare a partire da subito (la soluzione è stata il cosiddetto “avviso comune”, cioè la benevola sollecitazione ai “padroni” a voler cercare tutte le strade possibili prima di procedere ai licenziamenti). La Multinazionale inglese Melrose, – e non è certo un caso isolato – non ha fatto ricerche del genere né avviato confronti: ha deciso di chiudere la produzione a Campi Bisenzio, probabilmente per delocalizzarla laddove si ha un costo minore e probabilmente vi sono maestranze non sindacalizzate e quindi meno combattive: i/le 422 operai/e della Gkn Driveline dalla sera alla mattina si sono ritrovati senza lavoro (con conseguenze anche sull’indotto), avvisati/e da una mail sulla loro pec. Il necessario rilancio della lotta di classe – Da tempo c’è chi sostiene che “siamo tutti sulla stessa barca” (specialmente ora durante la pandemia) e che “non esistono alternative” (in inglese questa affermazione della signora Thatcher veniva condensata nell’acronimo TINA – There Is Not Alternative -), derivandone, come conseguenza, che le lotte sindacali e sociali non avevano e non hanno più senso. L’economista Luciano Gallino riteneva, peraltro, già qualche anno fa, che la lotta di classe non era  mai venuta meno, solo che, al momento, l’avevano vinta alla grande i padroni e si trattava di passare alla controffensiva. La situazione da allora non è cambiata, anzi, se possibile, si è ulteriormente aggravata, con il mondo del lavoro che è stato messo ancor più nell’angolo. Tanto è vero che in certi settori siamo tornati a condizioni lavorative dell’Ottocento, con la necessità di battersi nuovamente per ridurre l’orario di lavoro (ricordate il film “I compagni”, in cui Monicelli ci raccontava la storia di una lotta, nella Torino ottocentesca, per ridurre l’orario da 14 a 13 ore?). Grazie signora Thatcher e grazie signor Renzi  – L’intento dei “padroni del vapore” è di potersi liberare il più possibile dai “lacci e lacciuoli” dei contratti a tempo indeterminato per poter usufruire del lavoro precario, la forma oggi prevalente grazie a provvedimenti governativi che hanno avuto la loro punta di diamante nel “job act” di Renzi (sulle orme del suo modello inglese Tony Blair, il laburista degenere che aveva portato a compimento l’attacco a lavoratori e lavoratrici avviato dalla signora Thatcher). In certo qual modo, si fa un’operazione egualitaria, ma

Non è questa la Firenze che vogliamo

14 Luglio 2021
Firenze Città Aperta aderisce allo sciopero regionale del 19 luglio in sostegno a lavoratori e lavoratrici della GKN e dell’indotto. Il più grande licenziamento di massa dopo lo sblocco, avviene nel nostro territorio. Chi ha taciuto mentre veniva sancito lo sblocco dei licenziamenti, abbia la decenza di continuare a tacere. E ricordiamo che non è vero che le istituzioni sono assenti. Le istituzioni sono presenti ed in prima linea protagoniste di questa decisione, sono le istituzioni che l’hanno permessa, consentita, autorizzata e legittimata. E ci riferiamo anche alle istituzioni locali: le parole di solidarietà del presidente della Regione Toscana suonano di vuota retorica, così come quelle del sindaco di Firenze e della Città Metropolitana: hanno taciuto quando veniva deciso lo sblocco dei licenziamenti. Apprezzabile invece il segnale che manda il Sindaco di Campi Bisenzio, che firma un’ordinanza per impedire a TIR e camion di avvicinarsi alla fabbrica, in modo da non consentire alla proprietà di portare altrove i macchinari. Riteniamo questa lotta di importanza essenziale. Al di là dell’impietosa e quasi sadica modalità di licenziamento, questa vicenda dimostra prima di tutto la scarsa utilità dell’avviso pubblico firmato dalle Parti Sociali e dal Governo lo scorso 29 giugno. E dimostra come l’Art. 41 della Costituzione, che stabilisce che l’iniziativa privata non possa “svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, sia sempre meno tutelato. La risposta del territorio a questo attacco al diritto al lavoro e a una vita dignitosa, è stata ed è straordinaria, e come Firenze Città Aperta aderiamo allo sciopero regionale del 19 luglio, e invitiamo iscrittə e simpatizzanti dell’associazione a unirsi alle mobilitazioni. Firenze Città Aperta parteciperà inoltre al presidio davanti alla Prefettura in Via Cavour domani 15 luglio, in concomitanza con la riunione del Tavolo GKN convocato dal MISE a Firenze, cui parteciperanno anche i vertici di GKN. #insorgiamo, non è questa la Firenze che vogliamo!  “Se sfondano qua, sfondano dappertutto. Questa è una vertenza nazionale. La controparte non ha alcuna affidabilità. Il dito è puntato sul Governo.” (Collettivo di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze)

Licenziamenti e chiusura GKN

9 Luglio 2021
Non dovrebbe essere possibile. Ed invece sta accadendo a Firenze: 450 famiglie a casa senza lavoro senza stipendio già da questo mese. Il più grande licenziamento di massa dallo sblocco dei licenziamenti. Non si dica che non lo si sapeva, non apra bocca ora chi è stato zitto prima, chi ha accettato lo sblocco dei licenziamenti, chi ha votato a favore nel Consiglio dei Ministri e in Parlamento. Questo dimostra la fragilità e l’inadeguatezza dell’avviso pubblico firmato dalle Parti Sociali e dal Governo lo scorso 29 giugno, che, e questo fatto lo dimostra, non ha alcun peso. Qualcuno ha detto che le istituzioni sono assenti. Non è vero. Le istituzioni sono presenti ed in prima linea anzi sono protagoniste di questa decisione, sono le istituzioni che l’hanno permessa, consentita, autorizzata. Non c’è alternativa al conflitto sociale e di classe. Bisogna dire senza ambiguità che non consentiremo questo a Firenze. P. S.: Se qualche indignato dell’ultima ora dovesse decidere di protestare si informi bene sugli orari e i luoghi in cui questo è possibile perché con l’ultima ordinanza di Nardella a Firenze il diritto di riunione è severamente vietato e sanzionato. Firenze Città Aperta

Firenze Città Aperta sul governo Draghi e l’operato di Nardella

22 Giugno 2021
In questi primi mesi del governo Draghi stiamo assistendo a cambiamenti radicali, pessimi, che investono sia la struttura democratica del nostro paese, sia il tema dell’economia e della giustizia sociale. Se all’inizio, al momento dell’insediamento del governo, era forse lecito qualche dubbio, adesso è davvero difficile non riconoscere il carattere di fondo iperliberista dell’esecutivo. Di un neoliberismo paradossale e parassitario, esaltazione dell’iniziativa privata, ma con i soldi pubblici. L’allievo di Federico Caffè resta quello del pilota automatico che ha massacrato la Grecia. Nel    cuore    del PNRR esiste certo un ruolo dello stato, ma è quello di agevolare il più possibile l’accumulazione di risorse e la realizzazione di profitti da parte delle aziende. Sono loro il motore dello sviluppo, anzi della crescita economica, l’unico valore profondo della società. Compito della collettività è non frapporre ostacoli, non indirizzare altrove finanziamenti, non pensare a un intervento pubblico che non sia di puro sostegno all’iniziativa privata. E soprattutto, naturalmente, non tassare le ricchezze. Quelle diventeranno, per una sorta di movimento ontologico, investimenti, gli investimenti lavoro, il lavoro reddito. Dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezza e potere deriverà il benessere generale della società. Anzi sgocciolerà, secondo la teoria che ha sostenuto la rivoluzione conservatrice iniziata negli anni Ottanta. Teoria smentita da tutta la letteratura scientifica e oggi abbandonata anche da un moderato come Joe Biden. Per realizzare tutto questo i lavoratori devono essere disposti a tutto, a lavorare a qualunque condizione. In questo quadro, l’unico lavoro sicuro è quello che c’è e va accettato ‘whatever it takes’, non è più quello che non ferisce o non uccide. La sicurezza sul lavoro rallenta evidentemente l’efficienza e le semplificazioni del sistema di spesa. Per questo il reddito di cittadinanza è considerato una specie di perversione morale dei giovani, responsabile di un intollerabile vizio, l’abitudine e il “piacere del divano”: ragazze e ragazzi non accetteranno di lavorare per salari da fame se non saranno affamati, disponibili anche a condizioni lavorative semi schiavistiche. Al contrario, proprio questo è il merito del reddito di base: permettere di rifiutare lavoretti umilianti sotto-pagati o addirittura il lavoro gratuito, giustificato dall’esigenza di fare curriculum e diventare così brillanti imprenditori di se stessi. La povertà è una colpa. Il sostegno al reddito assistenzialismo. Allora perfino una misura modesta e di tradizione liberale come la tassazione delle successioni per i patrimoni più cospicui, non viene neppure presa in considerazione. La meritocrazia tanto celebrata come legittimazione delle “giuste disuguaglianze”, mostra qui la sua natura più autentica, quasi ontologica. È stabilita da prima del concepimento, si nasce ricchi cioè meritevoli. Una forma di superiore predestinazione. (Peraltro in quella famiglia avrai i libri importanti, farai le scuole giuste, ti presenterai agli esami con il curriculum adeguato. Alla fine avrai il voto che effettivamente “ti meriti”, mica sarai privilegiato). Ma pensare di intervenire sulla trasmissione dei patrimoni diventa mettere le mani in tasca agli italiani – perché va da sé che gli italiani sono tutti uguali, la società è un insieme organico dove non esistono differenze o

Sosteniamo il DDL ZAN

6 Giugno 2021
Firenze Città Aperta sostiene il Disegno di Legge Zan contro l’omolesbobitransfobia. Riteniamo indifferibile, infatti, che siano implementate misure di prevenzione e contrasto a qualsiasi forma di violenza e discriminazione basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Pensiamo che il DDL Zan sia una legge necessaria poiché la sua approvazione segnerebbe un deciso avanzamento nella direzione tracciata dall’art. 3 della nostra Costituzione repubblicana verso l’affermazione di un’uguaglianza di diritti per tutti e tutte. Riteniamo, inoltre, che il DDL Zan rappresenti un’importante occasione di emancipazione culturale per il nostro Paese, di messa in discussione di quelle tradizionali dinamiche di potere e oppressione che da sempre condizionano i rapporti fra le persone e, dunque, di miglioramento nella qualità della nostra vita associata aprendo nuovi spazi di libertà. Accelerando quel processo di trasformazione culturale già in atto, l’approvazione del DDL Zan sancirebbe un passo in avanti verso la realizzazione di una società più equa e democratica nella quale ognuno e ognuna possa davvero trovare piena cittadinanza.

Presidio a Costa San Giorgio- No al resort all’ex scuola di Sanità Militare

27 Maggio 2021
L’intervento del co-portavoce di Firenze Città Aperta, Francesco Torrigiani, in occasione del Presidio a Costa San Giorgio- No al resort all’ex scuola di Sanità Militare: “𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘲𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦̀ 𝘓’𝘐𝘕𝘛𝘌𝘙𝘝𝘌𝘕𝘛𝘖 𝘚𝘐 𝘗𝘶𝘰̀ 𝘈𝘕𝘊𝘏𝘌 𝘉𝘓𝘖𝘊𝘊𝘈𝘙𝘌 𝘦 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦. 𝘓𝘢 𝘷𝘢𝘳𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘦̀ 𝘢𝘥𝘰𝘵𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘮𝘢 𝘷𝘢 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘢, 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘦𝘴𝘦𝘤𝘶𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘤’𝘦̀, 𝘰𝘤𝘤𝘰𝘳𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘚𝘰𝘱𝘳𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘧𝘢𝘳 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘦 8 𝘤𝘢𝘮𝘪𝘰𝘯𝘤𝘪𝘯𝘪 𝘢𝘭 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘥𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘣𝘦𝘭𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦… 𝘌 𝘤𝘦 𝘭𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢 𝘕𝘢𝘳𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘩𝘢 𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 “𝘱𝘳𝘦𝘧𝘦𝘳𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘶𝘯 𝘳𝘦𝘴𝘰𝘳𝘵 𝘥𝘪 𝘭𝘶𝘴𝘴𝘰 𝘢 𝘶𝘯 𝘣𝘶𝘤𝘰 𝘯𝘦𝘳𝘰”: 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘦, 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘢𝘴𝘰. 𝘌 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘭𝘶𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘭’𝘶𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰. 𝘗𝘪𝘶𝘵𝘵𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘭𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘧𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘨𝘭𝘪 𝘩𝘰𝘵𝘦𝘭 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘦𝘭𝘦𝘯𝘤𝘰 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘭𝘶𝘪 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘪: 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗘𝗡𝗧 𝗛𝗢𝗧𝗘𝗟 • 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗽𝗮𝗿𝘁𝗮𝗰𝗼 𝗟𝗮𝘃𝗮𝗴𝗻𝗶𝗻𝗶, • 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗕𝗲𝗹𝗳𝗶𝗼𝗿𝗲, • 𝗠𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗧𝗮𝗯𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶• 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗱𝗼𝗿𝗻𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗶𝘁𝗼 • 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗠𝗼𝗿𝗴𝗮𝗴𝗻𝗶𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗚𝗛𝗜• 𝗠𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗧𝗮𝗯𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶 • 𝗖𝗮𝘀𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶• 𝗲𝘅 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗼• 𝘀𝗮𝗻 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗶𝗻𝗼 (𝘃𝗶𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝘂𝗼𝗹𝗼)• 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼, 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗚𝗼𝗿𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗣𝗲𝗿𝗲𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗡𝗼𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗲𝗻 𝟮𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗴𝗼• 𝗵𝗼𝘁𝗲𝗹 𝗜𝗹 𝗧𝗼𝗿𝗻𝗮𝗯𝘂𝗼𝗻𝗶, 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗲𝗿𝗯𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗽𝗼𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’ 𝗢𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗼𝗥𝗘𝗦𝗢𝗥𝗧 𝗘 𝗦𝗨𝗜𝗧𝗘• 𝗗𝗼𝗺𝘂𝘅 𝗛𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼𝘁𝘁𝗶• 𝗲𝘅 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗦𝘁𝗿𝗼𝘇𝘇𝗶 -𝟮𝟱 𝘀𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗛𝗼𝘁𝗲𝗹 𝗕𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗹• 𝗲𝘅 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗶𝗼 𝗟𝗮 𝗤𝘂𝗲𝗿𝗰𝗲- 𝗿𝗲𝘀𝗼𝗿𝘁 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝘀𝘀𝗼• 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶-𝗦𝗮𝗹𝘃𝗶𝗮𝘁𝗶, 𝟭𝟬𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗲𝘅 𝘀𝗲𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼. 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘦𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘷𝘪𝘥 𝘤𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘢 𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰. 𝘴𝘦 𝘭𝘦 𝘤𝘢𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘰 𝘢𝘷𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘦 4 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘧𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘳𝘪 𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭 𝘩𝘰𝘶𝘴𝘪𝘯𝘨… 𝘌 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘯𝘰𝘪 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘢𝘥 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘤𝘭𝘶𝘴𝘪𝘷𝘰 𝘦𝘥 𝘦𝘴𝘤𝘭𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦. 𝘈 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘨𝘢𝘳𝘢𝘯𝘻𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘢̀ 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘳𝘢𝘵𝘶𝘪𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘢𝘧𝘧𝘳𝘦𝘴𝘤𝘩𝘪 𝘦𝘵𝘤. 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘤𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘭’86% 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰, 9% 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘳𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 6% 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦. 16𝘮𝘪𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪. 𝘓𝘰𝘷𝘦𝘯𝘴𝘵𝘦𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘩𝘢 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘪𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘥𝘦𝘮𝘢𝘯𝘪𝘰 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘩𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘰: 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥’𝘢𝘮𝘰𝘳, 𝘯𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘰̀ 𝘪𝘭 𝘤𝘶𝘴𝘵𝘰𝘥𝘦. 𝘌 𝘯𝘰𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘥𝘪𝘤𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘳𝘦𝘴𝘰𝘳𝘵 𝘥𝘪 𝘭𝘶𝘴𝘴𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘍𝘪𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦. 𝘌̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢𝘵𝘰, 𝘪𝘯𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘧𝘢𝘭𝘭𝘢𝘤𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦. 𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘲𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘥𝘪𝘴𝘤𝘶𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘧𝘧𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘧𝘪𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘵𝘢̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘰𝘱𝘱𝘰𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰, 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘲𝘶𝘪 𝘰𝘨𝘨𝘪, 𝘮𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.”

Comunicato stampa – Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta avanzano una proposta per gli affitti commerciali contro la rendita immobiliare

22 Aprile 2021
Il sindaco Nardella ha detto che contro la rendita non può far nulla. Non è così, basta volerlo. Non si combatte la rendita e non si può risolvere la crisi che stiamo vivendo con la bacchetta magica, e neppure con slogan e proposte futuristiche, ma neppure auspicando un flashback al periodo pre-Covid. Immediatamente, prima che sia troppo tardi la prima mossa che ci aspettiamo dalle Istituzioni è un attacco frontale alla rendita immobiliare che strangola la città: una Legge scritta dai Comuni, insieme alle categorie economiche, ed inviata a Roma per una rapida approvazione che tagli e riduca, con logica e progressività, i costi che in questi mesi, i fondi commerciali, chiusi o con incassi ridotti, hanno dovuto continuare a sostenere. Una proposta ragionata che certo non ha i tempi di un’intervista sulla stampa o di un post o un tweet sui social, ma che merita di esser studiata. Nella pandemia è emersa nuovamente sulla città il peso della rendita immobiliare, la mano pesante di grandi multiproprietà che soffocano attività economiche e la residenza, con affitti altissimi e del tutto indisponibili a farsi carico della gravità della situazione, riducendo gli affitti. Parliamo di proprietà che hanno patrimoni immobiliari milionari e che stanno approfittando della crisi per ampliare le proprie proprietà: mentre c’è chi ha problemi ad arrivare alla fine del mese e di permettersi di avere i beni di prima necessità per mandare avanti la propria famiglia, c’è chi fa shopping in città di immobili e locali avendo una liquidità significativa, approfittando della disperazione di chi non vedendo un futuro, preferisce salvarsi svendendo il proprio bene. Abbiamo visto in questi mesi come i sussidi, dal costo per la collettività elevatissimo, che si è proposto persino di erogare direttamente ai proprietari degli immobili, non siano stati uno strumento che ha funzionato. Milioni di euro sono stati dati dallo Stato, come credito di imposta e contributi affitti, per pagare la proprietà, creando così il paradosso che lo Stato finanzia la rendita immobiliare, l’unica non toccata dalla crisi. Basta con questa logica. Vogliamo apprezzare quei soggetti insospettabili della città, dal Comune alla Camera di Commercio, hanno posto in evidenza questa situazione, ma registriamo che si sono limitati a dichiarazioni di massima e alla enunciazione di piani alquanto paradossali. Nardella dopo aver “venduto” l’immobile di Sant’Orsola propone di acquistare con fondi pubblici beni abbandonati nella stessa zona da destinare a imprenditori e artigiani per le loro attività. Dopo aver tentato la carriera di sensale nella vendita ai privati, il nostro Sindaco Nardella si sperimenta anche immobiliarista dell’ultima ora, con risultati deludenti in entrambi i campi. La pandemia ci obbliga a cambiare radicalmente e attaccare questo sistema che deve cambiare ma non con slogan e proposte futuristiche e neppure auspicando un flashback al periodo pre-Covid. La proposta sugli affitti commerciali Per questo stiamo elaborando un quadro di proposte, che vanno dal peso della rendita sugli esercizi commerciali e gli affitti residenziali alla regolamentazione degli AIRNB, dal come riportare residente reali in centro all’intervento sulle attività commerciali.

FIRENZE CITTÀ APERTA sul governo Draghi

12 Aprile 2021
La formazione del governo Draghi è un fatto importante su cui sentiamo la necessità di esprimerci, su più aspetti: il merito, il simbolo, il processo, la beatificazione. Merito: è un governo chiaramente conservatore, sia per il profilo del presidente, sia per il suo programma, sia per la squadra dei ministri. Avere come presidente del Consiglio dei ministri uno dei principali protagonisti delle privatizzazioni in Italia e l’autore della famosa lettera del 2011 con la quale si imponeva una serie di misure pesantissime è già un elemento di merito. I primi atti sono assolutamente coerenti con il giudizio: la scelta McKinsey come supporto tecnico per il Recovery fund, essendo la McKinsey tra i principali interpreti del paradigma iperliberista che anche Draghi ha interpretato a lungo; la scelta di un superliberista come Francesco Giavazzi come consulente economico; la scelta di un militare, generale Figliuolo, per gestire la campagna di vaccinazione; lo scioglimento, accogliendo le richieste della Lega, del precedente Comitato Tecnico Scientifico; il primo vero atto economico, un condono fiscale; il secondo atto, quello di avere previsto, a partire dal 1° luglio 2021, lo sblocco dei licenziamenti nel settore manifatturiero; l’opposizione alla richiesta di liberare i vaccini Covid dalla proprietà privata dei brevetti; la visita di Stato in Libia, la prima di Draghi, che ha legittimato quel paese come partner affidabile anche nella gestione dei flussi migratori, nonostante il non riconoscimento dei diritti dei rifugiati e le denunce di organismi internazionali sulle sistematiche violenze contro migranti cui viene impedita la partenza verso l’Italia; inserire all’interno del Recovery Plan importanti risorse finanziarie per finalità assurde come il “green washing” dell’industria degli armamenti, settore che ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti sostegni e facilitazioni, a scapito di settori ben più vitali per il paese, come la sanità e la scuola Simbolo: è una scelta di restaurazione e oligarchica Se la pandemia ha mostrato i fallimenti di trent’anni di politiche liberiste, la scelta del Presidente della Repubblica di affidare l’incarico ad uno dei massimi protagonisti di quel periodo è una scelta politica grave, che non condividiamo. Che sia una scelta di restaurazione è reso evidente dalla squadra dei ministri, con figure pessime che vengono richiamate a ministeri importanti. È una scelta d’ordine, che rappresenta nitidamente quello che aveva scritto Luciano Gallino, la “lotta di classe è in corso e l’hanno vinta i ricchi”.  Quindi capo del governo è uno dei protagonisti di questa vittoria. Alla necessità di maggiore uguaglianza e stato sociale, si risponde con un paladino della diseguaglianza, comunicando in sostanza che solo un’oligarchia può gestire il paese. Se anche una dose minima di protezione sociale (su reddito e altro) non potrà essere completamente cancellata, sarà però del tutto funzionale al disegno autoritario, neoliberista e conservatore. Processo: è una scelta politica che viene a completare la delegittimazione della politica rappresentativa, per creare una nuova scena politica. Come scrive Libertà e Giustizia “la scelta di chiamare Draghi al vertice di governo, a prescindere dalle valutazioni circa i suoi meriti, ha avuto il sapore di una radicale

REGIONE TOSCANA: LA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE È UN DISASTRO ANNUNCIATO

10 Aprile 2021
9 aprile 2021 Comunicato di Firenze Città Aperta REGIONE TOSCANA: LA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE È UN DISASTRO ANNUNCIATO UN’OPPOSIZIONE ESISTE E SCENDE IN PIAZZA SABATO 10 APRILE PER IL VACCINO BENE COMUNE I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE, aggiornati all’8 aprile 2021, indicano che la Toscana è ancora la penultima regione d’Italia nella vaccinazione alle persone sopra gli 80 anni. I cittadini anziani e le cittadine anziane che hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il COVID-19 sono il 31,4% e quelli che hanno ricevuto due dosi sono appena il 23,6%. La Toscana condivide il triste primato con la Sardegna e la Sicilia, due regioni amministrate dalla destra e la cui sanità pubblica non poggia su una tradizione di eccellenza. Crediamo che questi dati evidenzino alcune caratteristiche del governo regionale guidato da Eugenio Giani: 1) la subalternità ai potentati locali; 2) la superficialità che sfocia nell’incompetenza; 3) il tramonto definitivo di una sanità pubblica d’eccellenza. Aver preferito vaccinare gli avvocati non è stato un semplice errore, ma una precisa scelta politica. Il governo regionale ha voluto rispondere a un gruppo sociale dotato di potere e abilità lobbistiche, anteponendo gli interessi di alcuni al benessere della collettività. Si obietterà che AstraZeneca, il vaccino messo a disposizione degli avvocati, non poteva ai tempi essere somministrato agli over 65. Vero, ma chi stabilisce che gli avvocati corrano maggiori rischi rispetto ad esempio ai cassieri e alle cassiere dei supermercati? Lo stesso ragionamento vale per il personale accademico, già vaccinato, in confronto ad esempio agli autisti dei mezzi pubblici. I criteri da seguire avrebbe dovuto essere unicamente l’età, la fragilità e l’esposizione al virus. La superficialità consiste nel pensare che si possa procedere alle vaccinazioni seguendo criteri politici senza che ciò comporti disorganizzazione e lentezza. Impiegare energie, tempo e risorse organizzative per seguire percorsi vaccinali di tipo politico e non sanitario ha distolto quelle stesse fondamentali energie, tempo e risorse dalla realizzazione di un piano vaccinale serio e rivolto innanzitutto alle categorie sociali più a rischio. In politica la superficialità è sempre grave, anche in momenti di normalità, ma lo è molto di più in una fase di emergenza. Oggi essere superficiali significa essere incompetenti e impreparati a gestire una pandemia. Il 26 febbraio il Presidente Giani annunciava con grande squillo di trombe che la Toscana sarebbe rimasta zona arancione. Non era vero: siamo entrati in zona rossa il 27 febbraio e lo siamo ancora. Una zona che è rossa di vergogna: carenza di posti letto (dal 2012 al 2018 la Regione Toscana ha tagliato 1726 posti letto, piazzandosi seconda dopo la Lombardia); carenza cronica di anestesisti (come ha denunciato il dottor Luigi De Simone, presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani-Emac Toscana); generale carenza di personale e ospedali fiorentini definiti “allo stremo” dalla FP CGIL USL Toscana sia all’Ansa che al TG1, con malati di COVID-19 ricoverati in corridoio; 995 residenti in Toscana morti di COVID-19 nei primi due mesi del 2021, con un incremento della mortalità totale del +5,9% rispetto alle

Rinnovo delle cariche sociali di Firenze Città Aperta

25 Marzo 2021
L’ Assemblea di Firenze Città Aperta del 23/03/2021 ha eletto la nuova Portavoce femminile: Lara Panzani, e il nuovo Tesoriere dell’associazione: Tommaso Gai. In linea con la lettera dello Statuto, nel ruolo di Presidente rimane, per almeno altri due mesi, Andrea Bagni, mentre Francesco Torrigiani sarà ancora il Portavoce maschile per altri sei mesi.   A questo gruppo guida vanno i nostri più affettuosi ed entusiasti auguri di buon lavoro: noi saremo al vostro fianco.  Salutiamo e ringraziamo Daniela Chironi e Alberto Mariani (rispettivamente Portavoce femminile e Tesoriere uscenti) che lasciano il loro ruolo, ma entrano in Coordinamento di diritto.   Sono stati inoltre eletti dall’Assemblea come membri del Coordinamento dell’associazione Francesca Cavarocchi, Simonetta Di Pino, Monica Sgherri, Sandra Carpi Lapi, Silvano Ghisolfi, Tommaso Grassi, Gianni Mantelli, Dmitrij Palagi e Alessandro Orsetti.   Il nuovo Coordinamento sta lavorando adesso al rinnovo dei gruppi funzionali, mentre i gruppi tematici si riuniranno nelle due settimane successive all’Assemblea per scegliere i propri due rappresentanti per il Coordinamento.  Vi daremo conto del lavoro svolto e della composizione finale del coordinamento in prossime comunicazioni e nella prossima assemblea. 

TUTTE LE VITE VALGONO

26 Febbraio 2021
Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella sede dell’Associazione “Linea d’ombra”, che è anche l’abitazione dei due fondatori, Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi. Hanno sequestrato cellulari e computer, e Gian Andrea Franche, vicepresidente dell’Associazione, è inquisito per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Linea d’ombra è presente da tre anni in piazza, a Trieste, per portare aiuto e primo soccorso ai migranti che arrivano dalla rotta balcanica, dopo aver sopportato viaggi estenuanti e violenze intollerabili. Ad accoglierli, a fornire loro i primi indispensabili sostegni (pasti caldi, vestiti, cure) trovano i volontari dell’Associazione. Ma aiutare, portare sostegno e solidarietà in Italia possono diventare reati. E’ normale invece che le persone possano rimanere per strada senza cibo, senza riparo, con i piedi piagati da lunghe marce e addosso i segni delle violenze subite: così le istituzioni di un paese democratico calpestano impunemente i diritti umani. Lorena, Gian Andrea, e i volontari di Linea d’ombra fanno quello che le nostre istituzioni dovrebbero sentire il dovere di fare: garantire a donne e uomini in condizioni di difficoltà l’assistenza necessaria e il soddisfacimento dei bisogni primari. Garantire la loro dignità di persone. Firenze Città Aperta è al fianco di Lorena, di Gian Andrea, di tutti quelli che non hanno paura di schierarsi dalla parte giusta, riportando una luce di umanità e di speranza nel nostro paese.

Sciopero della fame a staffetta.

8 Febbraio 2021
Firenze, 5 febbraio 2021 Migranti bloccati in Bosnia in condizioni disumane – da Firenze adesioni allo sciopero della fame per dire “no” ai respingimenti lungo la rotta balcanica. Una situazione drammatica e di aperta violazione dei diritti umani, che avviene nel quasi silenzio dell’informazione:per questo Firenze Città Aperta e il Gruppo Consiliare Sinistra Progetto Comune di Firenze aderiscono allo sciopero della fame promosso da Rete Dasi Fvg, http://sconfini.net/tutte-le-vite-valgono-rottabalcanica-norespingimenti/ Un’iniziativa nata per denunciare le responsabilità dell’Europa, dei singoli stati membri e dell’Italia nell’attuazione dei respingimenti a catena, chiamati “riammissioni informali”, messi in atto da Italia, Slovenia e Croazia nei confronti dei migranti. Sono chiamate “riammissioni informali”, ma di fatto sono respingimenti, respingimenti che violano ogni norma nazionale, come la Costituzione, ed internazionale: Secondo una sentenza del Tribunale di Roma del 18 gennaio 2021, la procedura delle “riammissioni” dall’Italia alla Slovenia (che nel 2020 ha riguardato almeno 1.400 persone) viola le norme internazionali, europee e nazionali che regolano l’accesso alla procedura di asilo, in particolare l’articolo 10 della costituzione italiana, l’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sui rifugiati che sancisce il divieto di respingimento e l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che sancisce lo stesso principio.Non è un caso isolato, non sono soldati e poliziotti croati o sloveni fuori controllo a operare i respingimenti e le violazioni per scoraggiare, umiliando e vessando i migranti “riammessi”. Eseguono ordini, la chiusura della rotta balcanica fa parte di un preciso disegno politico, che porta all’esternalizzazione delle frontiere dell’Unione Europea coinvolgendo paesi membri dell’UE come Croazia e Slovenia.Sono migliaia le persone abbandonate e vessate nei campi della Bosnia, sono più di 500 i minori non accompagnati abbandonati a se stessi in mezzo alla neve, mentre le guardie bosniache distruggono e incendiano i rifugi di fortuna ricavati nelle rovine della guerra degli anni ’90.Di fronte a questa situazione drammatica, Firenze Città Aperta e il Gruppo Consiliare Sinistra Progetto Comune di Firenze, aderiscono allo sciopero della fame a staffetta, lanciato da Rete Dasi Fvg.Lo sciopero della fame inizierà a staffetta in febbraio, comunicheremo a breve il calendario della staffetta. Aderiscono: Andrea Bagni, Presidente di Firenze Città Aperta Antonella Bundu, Consigliera Comunale Sinistra Progetto Comune Maria Agnese Cardini Sandra Carpi Lapi, Firenze Città Aperta, Rete Antirazzista Firenze Luigi Casamento, Consigliere di Quartiere Sinistra Progetto Comune Danilo Conte, Firenze Città Aperta Francesco Gengaroli, Consigliere di Quartiere Sinistra Progetto Comune Claudio Lombardi Lucia Mazzeschi Dmitrij Palagi, Consigliere Comunale Sinistra Progetto Comune Lorenzo Palandri, Consigliere di Quartiere Sinistra Progetto Comune Lara Panzani, Firenze Città Aperta Massimo Torelli, Firenze Città Aperta Francesco Torrigiani, co-portavoce di Firenze Città Aperta eConsigliere di Quartiere Sinistra Progetto Comune

Balcani: la porta chiusa dell’Europa

21 Gennaio 2021
MARTEDÌ 26 GENNAIO 2021 ALLE ORE 18:15 Martedì 26 gennaio 2021 – ore 18:15 VIDEO INCONTROIl 23 dicembre il campo profughi di Lipa, in Bosnia, è stato distrutto da un incendio. La situazione già drammatica dei migranti che vi alloggiavano si è così ulteriormente aggravata: oggi oltre tremila persone sopravvivono in condizioni estreme, senza nessuna protezione contro temperature che arrivano di notte a -20°. Mancano acqua e cibo.Cosa intende fare l’Europa? Quali iniziative intraprendere perché siano rispettati i diritti umani? Cosa possiamo fare? Ne parliamo con– Gianfranco Schiavone, vicepresidente A.S.G.I.– Annalisa Comuzzi e Michele Negro ReteDASI FVG per la campagna #rottabalcanica #norespingimenti.– Antonella Bundu, consigliera comunale di Firenze. per collegarsi: https://meet.google.com/qop-bgwa-vcn ********************* Per documentarsihttps://www.facebook.com/retedasifvg/http://sconfini.net/https://www.facebook.com/RiVoltiAiBalcani/https://www.facebook.com/lungolarottabalcanicahttps://lungolarottabalcanica.wordpress.com/https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Migranti-Bosnia-Erzegovina-lager-d-Europa-207727https://vimeo.com/393507989

“il manifesto” per noi è importante. Oggi forse più che mai.

30 Dicembre 2020
Nell’Italia segnata dall’emergenza di questi mesi, una parte delle donne e degli uomini soffre per le persone che ama, teme per chi lavora negli ospedali o nelle case di cura; un’altra ha perduto il lavoro e il reddito e ha bisogno di aiuto; un’altra ancora arriva a pensarla come Confindustria: bisogna ricominciare a vivere, cioè a produrre, se qualcuno muore pazienza – tanto sono vecchi improduttivi. E davvero la crisi è sanitaria e sociale ed economica. Ma rende molto politica la dimensione etica, il riconoscimento dell’altro,  cioè di noi: della vulnerabilità di ogni essere umano. In questa Italia in drammatica emergenza incredibilmente non scompare l’Italietta della politica istituzionale. Leggere le dichiarazioni di molti e molte – le ambizioni narcisistiche di alcuni leader di se stessi, le ripicche di altri, le vendette e i ricatti degli addetti ai lavori (della serie “stiamo lavorando per noi”) fa cadere le braccia. E tuttavia continua ad apparire ogni tanto un mondo di ragazze e ragazzi, di donne e uomini, che è vivo di un’altra vita. Le reti di auto aiuto, di volontariato, di sostegno alle povertà, anche nella nostra città di Firenze, si sono moltiplicate. Le navi delle associazioni di soccorso non hanno smesso di navigare per salvare chi cerca una vita decente altrove, in viaggio sulla terra come tutti noi. Sulla terra di cui nessuno è proprietario e il cui equilibrio ambientale è messo a rischio da questo modello di sviluppo. C’è un movimento per la società della cura che si va ramificando e che segnala come sia forte l’esigenza di una dimensione pubblica dell’esistenza, di relazioni collettive di ascolto e riconoscimento. Come la libertà abbia bisogno di un tessuto intorno di relazioni umane. Davvero oggi nessuna e nessuno si salva da solo. In questo mondo e in questo momento per noi il manifesto è un po’ come una zattera con cui attraversare la tempesta. Una zattera, fragile –  non un transatlantico o uno yacht. Non si sta comodissimi. Ogni tanto si litiga, qualcosa che leggiamo non ci piace. E tuttavia questo giornale lo sentiamo come nostro: la nostra casa di carta, uno spazio comune di pensieri e parole. Di sentimenti condivisi. La vita del manifesto da cinquant’anni si è intrecciata con la nostra, ci ha accompagnato e aiutato nelle battaglie e nelle riflessioni. La critica non cancella mai l’affetto. E questo affetto è un fatto politico. Se il manifesto scomparisse dalle edicole sarebbe gravissimo. Nell’epoca dei bonus governativi rovesciati a raffica su un po’ tutto, determinare la chiusura di  un giornale libero per celebrare la legge del mercato, la mano tutt’altro che invisibile (la manata) che esiste solo per uccidere l’indipendenza della critica e arredare di gadget i deserti del pensiero, sarebbe una ferita per la democrazia del nostro paese oltre che un grande dolore per noi. E faremo di tutto perché non accada Inviateci per mail la vostra adesione, che gireremo poi al quotidiano! Singole persone o associazioni potranno scriverci all’indirizzo: firenzecittaaperta@gmail.com (immagine di Danilo Maramotti)

Multi-utility Toscana: una proposta pessima che tradisce il referendum del 2011 per l’acqua pubblica.

11 Dicembre 2020
Una proposta pessima, dannosa e falsa. Non si può dire altro e bene fa il nostro gruppo consiliare a denunciare che la direzione è sbagliata (https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/palagi-e-bundu-spc-una-multi-utility-toscana-che-possa-continuare-fare-profitti) Pessima, perché ripropone schemi di multi-utiliy degli anni 90, modelli che sono in crisi ovunque. Pessima, perché, nel mezzo della più grande crisi sociale ed economica del tempo recente legata alla pandemia di Covid-19, ripropone il mito della quotazione in borsa del 40% e del business su servizi essenziali per la comunità. Pessima, perché viene guidata da una figura, Alberto Irace, che ha contraddistinto la sua azione come amministratore di Publiacqua prima ed in seguito di Acea con l’aver garantito gli interessi degli investitori privati e nell’avere scaricato sulle bollette degli utenti investimenti obbligatori. Dannosa, perché quel modello di integrazione non funziona più, come dimostrano i conti in rosso di Alia, la nostra azienda dei rifiuti, e di altre realtà in Italia. E più in generale il lavoro per macroaree riduce la qualità del servizio. Dannosa, perché la quotazione in borsa NON deve garantire migliore servizi e minori tariffe, ma dividendi. Falsa, perché neanche il sindaco Nardella riesce a garantire che le tariffe non aumenteranno, ma si limita a dire che l’impegno è quello di non aumentarle. Falsa, perché proposta da chi nelle ultime campagna elettorali (l’ultimo Giani, prima Nardella) aveva dichiarato che finalmente avremmo rispettato il referendum del 2011, per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Firenze Città Aperta

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Daniela Chironi, Tommaso Grassi e Massimo Torelli (Firenze Città Aperta): “Requisire per meglio curare: le proposte che il Comune può fare a Giani”

24 Novembre 2020
24 novembre 2020 “Due ordinanze della Regione Toscana indicano la possibilità e l’opportunità di utilizzare lo strumento della requisizione per aumentare i posti letto, senza ricorrere a più costose soluzioni come il campo container visto in viale Guidoni. Ieri al question time la Giunta ha detto di non essere interessata a essere parte attiva di questa soluzione. Un errore che rischia di pagare tutta la città” “Come sempre – introduce il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi – la peggiore risposta che si può ricevere è nessuna risposta. Per quante proposte specifiche possa avanzare il gruppo Sinistra Progetto Comune ci siamo trovati di fronte all’indisponibilità della Giunta di accoglierle, a prescindere da quali siano. Ringraziamo Firenze Città Aperta per aver lanciato la campagna mesi fa. Ci mette oggi in condizioni di chiedere, puntualmente, perché non si sta prendendo in considerazione l’idea di utilizzare i cosiddetti student hotel, o perché non si sia provato a vedere se tra il patrimonio immobiliare del nostro territorio ci fossero spazi adeguati per rispondere alla richiesta della Regione Toscana, che il Comune ritiene non sia di sua competenza. Confidiamo che il peggio sia alle nostre spalle ma la stessa Vicesindaca ha ammesso che la fase è cambiata. Non si prevede più la necessità di un campo container come quello di viale Guidoni, proprio per la possibilità aperta dalla Regione Toscana di insistere sullo strumento della requisizione, che già la Costituzione individua come possibile e che la storia di Firenze ha conosciuto bene, anche se in forme diverse e in relazione al bisogno abitativo. A questo punto, ricevuta la risposta, senza registrare una contrarietà al requisire, come se tutto l’onere fosse della sola Regione, proporremo al Consiglio comunale – aggiunge Palagi – alcune soluzioni, per prevenire l’emergenza, invece di subirla”. “L’Associazione Firenze Città Aperta – dichiarano Daniela Chironi, Tommaso Grassi e Massimo Torelli durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi – ha lanciato la proposta Requisire per meglio curare a marzo (https://www.firenzecittaaperta.it/requisire-per-meglio-curare/) con l’obiettivo di prepararci ad un periodo lungo e difficile. I cardini della proposta erano: tra immobili pubblici e privati recuperare almeno 1.000 posti letto in città per la gestione della quarantena e separare i nuclei familiari con contagiato (individuando, sul modello cinese, il nucleo familiare come spazio di contagio), recuperare ad utilizzo collettivo parte del patrimonio pubblico cittadino, per avere una città della cura, che sappia affrontare in modo permanente situazioni di crisi, rompere il tabù della prevalenza della proprietà privata a discapito del bene pubblico, come se un profitto servisse a qualcosa in una generale situazione di crisi ed emergenza. Quindi suggerivamo di ricorrere per interesse pubblico alla requisizione di strutture e strumentazioni sanitarie sia di immobili. Questo supportato dall’art. 6, comma 4 del Decreto Legge n. 18/2020 che il governo emanò in marzo. E presentammo un piano complessivo, prevedendo che l’emergenza non finisse con l’estate. Né a Firenze né in Italia ci siamo preparati alla seconda ondata pandemica e quindi la riproponiamo, trovando un valido supporto in

ZTL: per di qua o per di là?

11 Agosto 2020
Sull’apertura della ZTL l’amministrazione fiorentina prova ad arrampicarsi sugli specchi e porta a giustificazione di questa scelta scellerata i mancati introiti delle attività commerciali del centro storico, che in un periodo di emergenza come questo devono essere sostenute. Le situazioni straordinarie necessitano di decisioni extra-ordinarie, di coraggio e di inventiva ma non di passi indietro, col ritorno ad una Firenze anni ‘80 che credevamo ormai lasciata definitivamente alle spalle. Anche perché nelle scorse settimane il Sindaco e l’Assessore Giorgetti non hanno fatto altro che parlare di mobilità green, strade scolastiche, pedibus, ciclabili di ogni tipo, portando a termine pedonalizzazioni importanti e significative, anche sul piano dell’immaginario, come quella del Lungarno Acciaiuoli. Poi con un provvedimento di apertura della ZTL hanno vanificato con i fatti molte parole e molte buone intenzioni… Non sappiamo fino a che punto loro stessi credano realmente che questo provvedimento giovi ai fiorentini e alle attività commerciali, o quanto sia invece una mossa pre-elettorale per imbonirsi qualche categoria. Di certo possiamo elencare alcuni fatti per come li conosciamo: • i residenti lamentano scarsità di parcheggi, e con l’apertura della ztl i loro posti auto saranno occupati da chi va in centro in macchina. • se da una parte si incentivano i cittadini ad usare la bicicletta, dall’altra li esponiamo al pericolo del traffico privato nelle strette strade del centro storico. • il distanziamento fisico imposto dal covid viene rispettato dando più spazio ai pedoni, non costringendoli sui marciapiedi per lasciare la carreggiata ai mezzi privati. • concedendo i dehor esterni e contemporaneamente aprendo le strade a tutto il traffico privato, si viene a creare una situazione malsana, antigienica e spiacevole per i clienti stessi • il commercio respira e fiorisce nelle strade pedonali, in cui è facile guardare le vetrine e scegliere dove fermarsi in sicurezza; questo è un dato di fatto rilevato da decine di studi condotti in molti paesi del mondo e basati sul flusso dei pagamenti nelle aree pedonali o nelle attività che insistono lungo le piste ciclabili. • i cambiamenti sulla mobilità, necessari a Firenze come in ogni altra città italiana, si fanno con chiarezza e determinazione, incrementando la sicurezza stradale, i mezzi pubblici e la sharing mobility; dando incentivi, sconti e soluzioni per chi utilizza metodi di spostamento sostenibili. Aprire il centro storico per qualche mese non servirà a niente, se non a farci vergognare di fronte ai visitatori internazionali, e la strada verso una città più sostenibile e vivibile sarà molto più lunga facendo avanti e indietro fra soluzioni rattoppate e messaggi contraddittori.

“Signor Stella, ma mi faccia il piacere!”

11 Giugno 2020
È tempo di campagna elettorale in Toscana ed è normale che ogni parte politica cerchi visibilità mediatica e sui social. Quello che invece non dovrebbe essere normale è farlo con dei video nei quali si filmano le persone senza consenso per scopi elettorali, si utilizzano accenti razzisti e si dimostra disprezzo per le persone povere. Non crediamo infatti che simili pratiche e contenuti siano compatibili con la dialettica democratica, che dovrebbe invece riguardare i piani per il futuro delle nostre città e della Regione, soprattutto durante e dopo una pandemia. Sembra voler ignorare tutto questo Marco Stella, attuale consigliere regionale di Forza Italia, che durante una diretta Facebook dal Mercato di Sant’Ambrogio a Firenze ha ironicamente parlato di “risorse” con riferimento ai migranti, utilizzando una modalità espressiva che speravamo ci fossimo lasciati alle spalle. Stella cerca degrado là dove non c’è: filma due persone rom (è forse un reato essere rom?), denuncia la presenza di una -UNA- persona che chiede l’elemosina (è forse un reato chiedere l’elemosina, per giunta in un’epoca di crisi senza precedenti?), parla dell’assenza dei vigili urbani, pur sapendo che la sede dei carabinieri è a pochi metri di distanza, in piazza dei Ciompi. Non contento, Stella ricorda sdegnato che a Firenze c’è stata una manifestazione dei Rom (perché a loro è forse vietato manifestare?) e aggiunge anche una serie di falsità in proposito: in primis che il loro scopo era la richiesta di soldi al Comune, quando in realtà la richiesta riguardava unicamente dei buoni alimentari. Al minuto 15:40 Stella viene bruscamente interrotto da un passante indignato almeno quanto noi dalla volgarità di quel video, che di “politico” non ha nulla, essendo pura propaganda di bassa lega. Il consigliere di Forza Italia denuncia l’accaduto su Facebook parlando di grave aggressione e incassa la cieca solidarietà di alcuni, compreso il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani che nel suo comunicato non introduce nessuna precisazione sul contesto dei fatti e sulle provocazioni di Stella. Mentre gli Stati Uniti e il mondo intero sono in pieno fermento antirazzista, la nostra solidarietà va alle vittime della pessima comunicazione politica di Marco Stella, al quale ricordiamo -per intero- l’Art. 3 della Costituzione repubblicana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il compito di chi ricopre un ruolo istituzionale è tradurre in politiche pubbliche i valori costituzionali, non raccogliere like su Facebook con subdoli mezzi. Firenze Città Aperta Per chi si fosse perso l’aggressione con minacce può andare direttamente al minuto 15:40.

Il patrimonio di Firenze in svendita

9 Giugno 2020
💥  In nome dell’emergenza sanitaria e sociale, Nardella vuole mano libera sui beni vincolati. “Nel decreto semplificazione bisogna consentire ai sindaci delle città d’arte, e sono tantissimi in Italia, di superare un muro di vincoli burocratici sul patrimonio storico-artistico senza il quale noi non potremmo fare niente. (…), non possiamo fare un piano di ristrutturazione vero e serio perché è tutto vincolato. Allora questo decreto semplificazione deve dare ai sindaci dei poteri chiari su tutto il fronte della burocrazia, altrimenti ci prendiamo in giro” 🏦 Ora, sappiamo che già oggi a Firenze, grazie alla variante all’Art. 13 del Regolamento Urbanistico, siano permessi interventi di ristrutturazione degli edifici tutelati come beni culturali, purchè sia garantita la salvaguardia integrale «sostanziale» della sagoma e della facciata. In altre parole, il Comune due anni fa con questa variante si spoglia della sua funzione a tutela del patrimonio storico-architettonico, che resta in mano alla Sovrintendenza. 🏗 Togliendo anche questi ultimi “lacci e lacciuoli”, si darà via libera a ogni intervento. 💲 Già sappiamo che nel post Covid-19 il valore di mercato di molti palazzi e appartamenti di lusso fiorentini sia sceso anche del 30%, e che ci siano società e gruppi (come gli israeliani di Webuyhotel73 “Jointly buying a hotel at covid-19 opportunities”) che apertamente dichiarano di voler approfittare della crisi per acquistare beni a prezzi stracciati: la “semplificazione” che vorrebbe Nardella punta ad attrarre anche questo tipo di “investitori”? 🐑 Intanto Nardella diserta il Consiglio, ma lo ascoltiamo spesso alla Radio in “Un giorno da pecora”, compare nelle trasmissioni internazionali col cappello in mano cercando donatori, cui sarà data la possibilità di “dire la loro” sullo sviluppo della città. 🎢 Intanto le varianti per l’Ex ospedale militare San Gallo e quella dell’Ex Caserma di Costa San Giorgio (con annessa cremagliera che passa dentro Boboli per unire il nuovo resort di lusso a Forte Belvedere) vengono approvate come se nulla fosse successo. 6️⃣ Intanto la Giunta ammette di voler ignorare la Mozione di Sinistra Progetto Comune approvata dal Consiglio, che la invita a reperire i 6 milioni per le spese sociali, risorse già disponibili nel bilancio delle società partecipate. 🤳 Eppure fino a pochissime settimane, e già sembrano anni, fa sentivamo dire dal sindaco che “nulla sarà più come prima”, che dopo il Covid-19 “va ripensato il modello di sviluppo basato sul turismo”, che occorre “combattere la rendita” e “riportare i fiorentini a risiedere in Centro”. 🌬 Tutte parole al vento, come in un incubo sembra che il Covid-19 stia davvero offrendo opportunità per svendere meglio e più velocemente il patrimonio della nostra città. Firenze Città Aperta Svenditalia – Report (08/06/2020) Link alla puntata con le precisazioni di Cecilia Del Re assessore all’urbanistica del Comune di Firenze del 09/06/2020. La risposta del sindaco e del Comune.

2 Giugno: come ricordare la nascita della Repubblica e della sua Carta Costituzionale

2 Giugno 2020
Quest’anno, come conseguenza della pandemia da COVID-19, non avremo le consuete sfilate militari il giorno della Festa della Repubblica ed è uno dei pochi fatti positivi nella situazione drammatica che stiamo vivendo. Il 2 giugno si festeggiano la Repubblica e la Costituzione che la caratterizza, frutto della Resistenza e dell’impegno antifascista. Vi sono due articoli in particolare, il 10 e l’11, che scaturiscono da visioni del mondo e della vita completamente alternative a quelle del fascismo. Il primo riconosce il dovere per l’Italia di dare asilo a tutte/i coloro a cui nei loro Paesi sono negati i diritti riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale: è evidente come ciò sia stato influenzato dall’esperienza di chi aveva dovuto cercare rifugio in altri paesi durante il Ventennio. Il secondo ripudia la guerra, che era stata invece un punto essenziale nella teoria e nella pratica fasciste (uno dei motti mussoliniani era “libro e moschetto, fascista perfetto”). Tutto questo, evidentemente, ha poco a che fare con lo spirito che, qualunque sia la situazione politico/istituzionale a cui sono collegate, aleggia nelle parate militari. Sappiamo bene che in certe situazioni è stato, ed è, inevitabile ricorrere all’uso delle armi. Lo è stato ieri durante la Resistenza, fenomeno europeo che contrastò idee e azioni aberranti, ispirate dal concetto che esistano “razze” superiori destinate a dominare il mondo; lo è oggi nel Rojava dove curde/i in armi difendono le loro esperienze di autogoverno locale dalle aggressioni di Daesh e della Turchia di Erdogan. I combattenti di ieri e di oggi sono espressioni di esperienze che mettono al centro ideali e progetti basati sullo spirito di solidarietà, di accoglienza, di inclusione per tutti gli esseri umani, da qualunque parte del mondo provengano (“nostra patria è il mondo intero”, come sostiene un vecchio canto anarchico), sull’uguaglianza di genere, sull’ambientalismo, sull’interculturalità. Hanno un retroterra che affonda le sue radici nella vita di uomini e donne in carne ed ossa, nella loro umanità, nel tessuto di relazioni da loro prodotto, nel patrimonio di idee e di sentimenti che ne scaturisce: si tratta di un insieme di fattori diversi che fanno della Resistenza del secolo scorso un fenomeno non riducibile alla lotta armata e della lotta del popolo curdo una forma di Resistenza esemplare dei nostri giorni. La Repubblica che festeggiamo il 2 giugno ha quindi poco da spartire con eserciti e armamenti e sarebbe più in sintonia con manifestazioni di lavoratrici e lavoratori, di operatrici e operatori del sociale, di persone impegnate in interventi di solidarietà, finalizzati all’interesse collettivo, di cooperazione internazionale, di tutela ambientale (un tema che si impone sempre di più come prioritario per la nostra sopravvivenza). Va messo in evidenza che sono il lavoro (quello che permette la piena realizzazione delle persone e non quello precario, privo di diritti e in certi casi anche schiavistico, oggi prevalente) e l’interesse collettivo punti importanti della Costituzione (tanto che l’iniziativa economica è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale). Va anche rilevato come vi siano stati, e continuino a esservi, atti,

Vittoria! Bundu e Palagi: “Impegno del Comune a sostegno delle persone in difficoltà per 6 milioni”

13 Maggio 2020
Approvata dal Consiglio comunale la proposta portata avanti da Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta. “Assieme a Firenze Città Aperta avevamo lavorato alla proposta da 6 milioni avanzata per il nostro Comune, perché ci fosse un intervento diretto teso a far fronte alle numerose emergenze presenti sul territorio. Le risorse stanziate – ricordano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – non bastano e sono legate a quanto arriva dal livello nazionale e regionale. Non sono bastati i soldi per gli aiuti alimentari, per i buoni spesa e per il contributo affitti: la richiesta continua a crescere. Inoltre tante persone e famiglie stanno denunciando la difficoltà a far fronte alle bollette, di cui si è sospesa solo la scadenza.  Riteniamo che ogni ipotesi di ulteriore indebitamento dell’ente utilizzando il proprio patrimonio immobiliare sia da rifiutare, mentre abbiamo proposto concretamente delle strade diverse. Siamo soddisfatti del risultato conseguito oggi in aula che attesta come la nostra opposizione sia interessata a trovare risposte per la nostra Città, pur avendo molte perplessità sul percorso chiamato “Patto per la Città” e su alcune affermazioni di queste settimane sotto emergenza. Ringraziamo Firenze Città Aperta per il lavoro che voluto condividere con noi, permettendo di arrivare a un atto modificato in parte rispetto a quando inizialmente pensato, ma non mutato nella sostanza. Il nostro voto è ovviamente quello di tutta la coalizione, in questi mesi sempre coerente a un programma elettorale che aveva saputo indicare una direzione politica confermata da questa mozione”. Oggi – aggiungono Francesco Torrigiani e Tommaso Grassi di Firenze Città Aperta – è stato approvato un vero e proprio piano di spesa, con delle indicazioni che vanno nella direzione come indicato dal nostro atto. In particolare la Giunta ha ricevuto dal Consiglio l’indicazione di utilizzare le risorse dai risparmi delle utenze e ha proposto di non pagare gli interessi sui mutui in essere, dirottando le risorse per pacchi alimentari, buoni spesa, sostegno al pagamento delle bollette e ad un concreto sostegno all’affitto alle famiglie che stanno soffrendo questa situazione. La crisi non può aspettare e non può dipendere solo dall’azione del governo. Questo ci ha mosso.  Soddisfazione che dimostra come le proposte se elaborate entrando nel merito e calandosi nella realtà del nostro Comune possano vincere anche le resistenze politiche di chi ha raramente saputo ascoltare. Siamo convinti che la vittoria di oggi sia della Città e per la cittadinanza, prima che di qualunque parte politica”. Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta #6MilioniperFirenze Scarica la mozione approvata

Tutto bene ma non benissimo, a Firenze: bloccato oggi l’accesso di nuove famiglie al servizio Pacchi alimentari

8 Maggio 2020
Mentre la consegna di buoni alimentari, finanziati essenzialmente con fondi governativi, è terminata da quasi un mese, oggi ci arrivano notizie da parte di varie realtà e persone attive in diversi quartieri: chi non era nella lista dei destinatari dei pacchi alimentari e oggi ha chiamato il numero del comune per richiederli, si è sentito rispondere: “ci lasci il suo telefono, le faremo sapere”. In alcuni casi oggi si è supplito con dei buoni spesa forniti da una fondazione privata. Preoccupa la mancanza di informazioni chiare da parte del Comune, che sembra attendere la chiusura della campagna di crowdfunding per fare comunicati ufficiali, e il fatto che ci si affidi a raccolte fondi da privati per rispondere a bisogni assolutamente primari delle persone. Serve ed è possibile, un intervento strutturale. Preoccupa la difficoltà di accesso di informazioni chiare, che penalizza le persone più vulnerabili. Preoccupa anche il possibile cambiamento di numeri telefonici e procedure di riferimento, che potrebbero variare in base ai donatori/finanziatori, rischiando di rendere le pratiche, già non banali, inaccessibili per persone che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità Preoccupa lo scarso coinvolgimento delle associazioni che operano sul territorio. Preoccupa che un servizio così importante possa essere delegato a una associazione privata e a dinamiche di donazione benevola che mettono a rischio la continuità del servizio e dell’assistenza . Firenze Città Aperta e Sinistra Progetto Comune hanno analizzato il bilancio del Comune, identificando una serie di voci e di meccanismi che renderebbero disponibili 6 milioni di euro, tra cui 1 milione, da Toscana Energia, che consentirebbero di coprire la spesa per i pacchi alimentari fino a dicembre 2020. Proposta che sarà discussa lunedì in Consiglio Comunale. Speriamo che sia fatta chiarezza sui pacchi alimentari, e soprattutto speriamo che la vecchia logica di delegare al terzo settore la copertura dei diritti e dei bisogni sociali, lasci il posto a una logica diversa, che recupera centralità al pubblico. Mai come oggi serve un po’ di coraggio, unito a una buona analisi del bilancio comunale e di quello delle imprese partecipate. Crediamo che questa sia la lezione da trarre dall’emergenza sociale che Covid-19 ha creato a Firenze. Firenze Città Aperta

Mobilità in fase 2: riaprire la ZTL non è la soluzione!

28 Aprile 2020
Comunicato stampa di Firenze Città Aperta – Firenze 28 aprile 2020 Mobilità in fase 2 Firenze Città Aperta sull’eventualità di riaprire la ZTL al traffico privato: l’amministrazione fiorentina brancola pericolosamente nel buio di fronte alla necessità di garantire la mobilità delle persone nel rispetto delle distanze di sicurezza. Le nostre proposte alternative per una mobilità sostenibile, rispettosa delle misure di distanziamento, rispettosa della sicurezza stradale, rispettosa della salute pubblica. Mentre in tutte le città europee e italiane le amministrazioni locali lavorano su pedonalizzazioni e reti ciclabili di emergenza, a Firenze si fa avanti l’idea di aprire al traffico privato la ZTL che protegge il Patrimonio Unesco e la vivibilità del centro storico per i residenti. Ma allora questa emergenza sanitaria non ci ha insegnato niente? Si moltiplicano gli studi che legano la diffusione del virus all’alta concentrazione di particolato nell’aria. Si moltiplicano gli appelli di università, scienziati e organismi internazionali per un’uscita dal lockdown che porti con sé una trasformazione e un ridimensionamento della nostra impronta ecologica sul mondo. Anche solo la messa in dubbio della ZTL rivela che l’amministrazione fiorentina brancola pericolosamente nel buio di fronte a quello che sarà uno degli aspetti centrali della fase 2: come garantire la mobilità delle persone nel rispetto delle distanze di sicurezza. Invitiamo con forza il sindaco Dario Nardella, l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti e tutta la giunta ad aprirsi al confronto con le molte città italiane che hanno già iniziato le sperimentazioni e ad utilizzare gli strumenti e le competenze messe a disposizione dalle associazioni e dagli urbanisti che da anni si occupano di mobilità sostenibile. Un’altra mobilità è possibile: è una mobilità rispettosa delle misure di distanziamento, rispettosa della sicurezza stradale, rispettosa della salute pubblica. E non passa dall’uso del mezzo privato. Firenze Città Aperta propone: – l’aumento delle corse di tutti i mezzi pubblici (treni, tramvia, bus) per rispettare le normative sul distanziamento; – l’incremento delle corsie preferenziali per garantire la funzionalità del servizio; – la creazione in tempi brevissimi di una Rete di Mobilità di Emergenza nelle strade ad alto scorrimento. La Rete deve essere costituita da spazi pedonali e piste ciclabili realizzate sottraendo carreggiata alle auto private, attraverso l’installazione temporanea e removibile di segnaletica orizzontale e verticale; – la ciclabilità diffusa in ZTL e nelle strade di quartiere da attuare attraverso la limitazione della velocità: “zone 30” (velocità max 30km orari) per garantire la sicurezza di chi sceglierà di lasciare l’auto a casa. Bisogna tenere presente che avremo in strada molti minori, anziani, categorie fragili, che hanno il diritto in special modo dopo due mesi di esclusione, di godere della possibilità di muoversi nello spazio pubblico in sicurezza; – la pedonalizzazione diurna di almeno una strada in ogni quartiere: è necessario per attuare il rispetto delle distanze di sicurezza fra gli utenti degli esercizi commerciali, istituire la pedonalizzazione delle “strade dei negozi” (quelle con concentrazione di attività commerciali e marciapiedi stretti, dove è alto il rischio di sosta selvaggia) – la predisposizione e l’ampliamento ad uso dei