Comunicati

ZTL: per di qua o per di là?

11 Agosto 2020
Sull’apertura della ZTL l’amministrazione fiorentina prova ad arrampicarsi sugli specchi e porta a giustificazione di questa scelta scellerata i mancati introiti delle attività commerciali del centro storico, che in un periodo di emergenza come questo devono essere sostenute. Le situazioni straordinarie necessitano di decisioni extra-ordinarie, di coraggio e di inventiva ma non di passi indietro, col ritorno ad una Firenze anni ‘80 che credevamo ormai lasciata definitivamente alle spalle. Anche perché nelle scorse settimane il Sindaco e l’Assessore Giorgetti non hanno fatto altro che parlare di mobilità green, strade scolastiche, pedibus, ciclabili di ogni tipo, portando a termine pedonalizzazioni importanti e significative, anche sul piano dell’immaginario, come quella del Lungarno Acciaiuoli. Poi con un provvedimento di apertura della ZTL hanno vanificato con i fatti molte parole e molte buone intenzioni… Non sappiamo fino a che punto loro stessi credano realmente che questo provvedimento giovi ai fiorentini e alle attività commerciali, o quanto sia invece una mossa pre-elettorale per imbonirsi qualche categoria. Di certo possiamo elencare alcuni fatti per come li conosciamo: • i residenti lamentano scarsità di parcheggi, e con l’apertura della ztl i loro posti auto saranno occupati da chi va in centro in macchina. • se da una parte si incentivano i cittadini ad usare la bicicletta, dall’altra li esponiamo al pericolo del traffico privato nelle strette strade del centro storico. • il distanziamento fisico imposto dal covid viene rispettato dando più spazio ai pedoni, non costringendoli sui marciapiedi per lasciare la carreggiata ai mezzi privati. • concedendo i dehor esterni e contemporaneamente aprendo le strade a tutto il traffico privato, si viene a creare una situazione malsana, antigienica e spiacevole per i clienti stessi • il commercio respira e fiorisce nelle strade pedonali, in cui è facile guardare le vetrine e scegliere dove fermarsi in sicurezza; questo è un dato di fatto rilevato da decine di studi condotti in molti paesi del mondo e basati sul flusso dei pagamenti nelle aree pedonali o nelle attività che insistono lungo le piste ciclabili. • i cambiamenti sulla mobilità, necessari a Firenze come in ogni altra città italiana, si fanno con chiarezza e determinazione, incrementando la sicurezza stradale, i mezzi pubblici e la sharing mobility; dando incentivi, sconti e soluzioni per chi utilizza metodi di spostamento sostenibili. Aprire il centro storico per qualche mese non servirà a niente, se non a farci vergognare di fronte ai visitatori internazionali, e la strada verso una città più sostenibile e vivibile sarà molto più lunga facendo avanti e indietro fra soluzioni rattoppate e messaggi contraddittori.

“Signor Stella, ma mi faccia il piacere!”

11 Giugno 2020
È tempo di campagna elettorale in Toscana ed è normale che ogni parte politica cerchi visibilità mediatica e sui social. Quello che invece non dovrebbe essere normale è farlo con dei video nei quali si filmano le persone senza consenso per scopi elettorali, si utilizzano accenti razzisti e si dimostra disprezzo per le persone povere. Non crediamo infatti che simili pratiche e contenuti siano compatibili con la dialettica democratica, che dovrebbe invece riguardare i piani per il futuro delle nostre città e della Regione, soprattutto durante e dopo una pandemia. Sembra voler ignorare tutto questo Marco Stella, attuale consigliere regionale di Forza Italia, che durante una diretta Facebook dal Mercato di Sant’Ambrogio a Firenze ha ironicamente parlato di “risorse” con riferimento ai migranti, utilizzando una modalità espressiva che speravamo ci fossimo lasciati alle spalle. Stella cerca degrado là dove non c’è: filma due persone rom (è forse un reato essere rom?), denuncia la presenza di una -UNA- persona che chiede l’elemosina (è forse un reato chiedere l’elemosina, per giunta in un’epoca di crisi senza precedenti?), parla dell’assenza dei vigili urbani, pur sapendo che la sede dei carabinieri è a pochi metri di distanza, in piazza dei Ciompi. Non contento, Stella ricorda sdegnato che a Firenze c’è stata una manifestazione dei Rom (perché a loro è forse vietato manifestare?) e aggiunge anche una serie di falsità in proposito: in primis che il loro scopo era la richiesta di soldi al Comune, quando in realtà la richiesta riguardava unicamente dei buoni alimentari. Al minuto 15:40 Stella viene bruscamente interrotto da un passante indignato almeno quanto noi dalla volgarità di quel video, che di “politico” non ha nulla, essendo pura propaganda di bassa lega. Il consigliere di Forza Italia denuncia l’accaduto su Facebook parlando di grave aggressione e incassa la cieca solidarietà di alcuni, compreso il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani che nel suo comunicato non introduce nessuna precisazione sul contesto dei fatti e sulle provocazioni di Stella. Mentre gli Stati Uniti e il mondo intero sono in pieno fermento antirazzista, la nostra solidarietà va alle vittime della pessima comunicazione politica di Marco Stella, al quale ricordiamo -per intero- l’Art. 3 della Costituzione repubblicana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il compito di chi ricopre un ruolo istituzionale è tradurre in politiche pubbliche i valori costituzionali, non raccogliere like su Facebook con subdoli mezzi. Firenze Città Aperta Per chi si fosse perso l’aggressione con minacce può andare direttamente al minuto 15:40.

Il patrimonio di Firenze in svendita

9 Giugno 2020
💥  In nome dell’emergenza sanitaria e sociale, Nardella vuole mano libera sui beni vincolati. “Nel decreto semplificazione bisogna consentire ai sindaci delle città d’arte, e sono tantissimi in Italia, di superare un muro di vincoli burocratici sul patrimonio storico-artistico senza il quale noi non potremmo fare niente. (…), non possiamo fare un piano di ristrutturazione vero e serio perché è tutto vincolato. Allora questo decreto semplificazione deve dare ai sindaci dei poteri chiari su tutto il fronte della burocrazia, altrimenti ci prendiamo in giro” 🏦 Ora, sappiamo che già oggi a Firenze, grazie alla variante all’Art. 13 del Regolamento Urbanistico, siano permessi interventi di ristrutturazione degli edifici tutelati come beni culturali, purchè sia garantita la salvaguardia integrale «sostanziale» della sagoma e della facciata. In altre parole, il Comune due anni fa con questa variante si spoglia della sua funzione a tutela del patrimonio storico-architettonico, che resta in mano alla Sovrintendenza. 🏗 Togliendo anche questi ultimi “lacci e lacciuoli”, si darà via libera a ogni intervento. 💲 Già sappiamo che nel post Covid-19 il valore di mercato di molti palazzi e appartamenti di lusso fiorentini sia sceso anche del 30%, e che ci siano società e gruppi (come gli israeliani di Webuyhotel73 “Jointly buying a hotel at covid-19 opportunities”) che apertamente dichiarano di voler approfittare della crisi per acquistare beni a prezzi stracciati: la “semplificazione” che vorrebbe Nardella punta ad attrarre anche questo tipo di “investitori”? 🐑 Intanto Nardella diserta il Consiglio, ma lo ascoltiamo spesso alla Radio in “Un giorno da pecora”, compare nelle trasmissioni internazionali col cappello in mano cercando donatori, cui sarà data la possibilità di “dire la loro” sullo sviluppo della città. 🎢 Intanto le varianti per l’Ex ospedale militare San Gallo e quella dell’Ex Caserma di Costa San Giorgio (con annessa cremagliera che passa dentro Boboli per unire il nuovo resort di lusso a Forte Belvedere) vengono approvate come se nulla fosse successo. 6️⃣ Intanto la Giunta ammette di voler ignorare la Mozione di Sinistra Progetto Comune approvata dal Consiglio, che la invita a reperire i 6 milioni per le spese sociali, risorse già disponibili nel bilancio delle società partecipate. 🤳 Eppure fino a pochissime settimane, e già sembrano anni, fa sentivamo dire dal sindaco che “nulla sarà più come prima”, che dopo il Covid-19 “va ripensato il modello di sviluppo basato sul turismo”, che occorre “combattere la rendita” e “riportare i fiorentini a risiedere in Centro”. 🌬 Tutte parole al vento, come in un incubo sembra che il Covid-19 stia davvero offrendo opportunità per svendere meglio e più velocemente il patrimonio della nostra città. Firenze Città Aperta Svenditalia – Report (08/06/2020) Link alla puntata con le precisazioni di Cecilia Del Re assessore all’urbanistica del Comune di Firenze del 09/06/2020. La risposta del sindaco e del Comune.

2 Giugno: come ricordare la nascita della Repubblica e della sua Carta Costituzionale

2 Giugno 2020
Quest’anno, come conseguenza della pandemia da COVID-19, non avremo le consuete sfilate militari il giorno della Festa della Repubblica ed è uno dei pochi fatti positivi nella situazione drammatica che stiamo vivendo. Il 2 giugno si festeggiano la Repubblica e la Costituzione che la caratterizza, frutto della Resistenza e dell’impegno antifascista. Vi sono due articoli in particolare, il 10 e l’11, che scaturiscono da visioni del mondo e della vita completamente alternative a quelle del fascismo. Il primo riconosce il dovere per l’Italia di dare asilo a tutte/i coloro a cui nei loro Paesi sono negati i diritti riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale: è evidente come ciò sia stato influenzato dall’esperienza di chi aveva dovuto cercare rifugio in altri paesi durante il Ventennio. Il secondo ripudia la guerra, che era stata invece un punto essenziale nella teoria e nella pratica fasciste (uno dei motti mussoliniani era “libro e moschetto, fascista perfetto”). Tutto questo, evidentemente, ha poco a che fare con lo spirito che, qualunque sia la situazione politico/istituzionale a cui sono collegate, aleggia nelle parate militari. Sappiamo bene che in certe situazioni è stato, ed è, inevitabile ricorrere all’uso delle armi. Lo è stato ieri durante la Resistenza, fenomeno europeo che contrastò idee e azioni aberranti, ispirate dal concetto che esistano “razze” superiori destinate a dominare il mondo; lo è oggi nel Rojava dove curde/i in armi difendono le loro esperienze di autogoverno locale dalle aggressioni di Daesh e della Turchia di Erdogan. I combattenti di ieri e di oggi sono espressioni di esperienze che mettono al centro ideali e progetti basati sullo spirito di solidarietà, di accoglienza, di inclusione per tutti gli esseri umani, da qualunque parte del mondo provengano (“nostra patria è il mondo intero”, come sostiene un vecchio canto anarchico), sull’uguaglianza di genere, sull’ambientalismo, sull’interculturalità. Hanno un retroterra che affonda le sue radici nella vita di uomini e donne in carne ed ossa, nella loro umanità, nel tessuto di relazioni da loro prodotto, nel patrimonio di idee e di sentimenti che ne scaturisce: si tratta di un insieme di fattori diversi che fanno della Resistenza del secolo scorso un fenomeno non riducibile alla lotta armata e della lotta del popolo curdo una forma di Resistenza esemplare dei nostri giorni. La Repubblica che festeggiamo il 2 giugno ha quindi poco da spartire con eserciti e armamenti e sarebbe più in sintonia con manifestazioni di lavoratrici e lavoratori, di operatrici e operatori del sociale, di persone impegnate in interventi di solidarietà, finalizzati all’interesse collettivo, di cooperazione internazionale, di tutela ambientale (un tema che si impone sempre di più come prioritario per la nostra sopravvivenza). Va messo in evidenza che sono il lavoro (quello che permette la piena realizzazione delle persone e non quello precario, privo di diritti e in certi casi anche schiavistico, oggi prevalente) e l’interesse collettivo punti importanti della Costituzione (tanto che l’iniziativa economica è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale). Va anche rilevato come vi siano stati, e continuino a esservi, atti,

Vittoria! Bundu e Palagi: “Impegno del Comune a sostegno delle persone in difficoltà per 6 milioni”

13 Maggio 2020
Approvata dal Consiglio comunale la proposta portata avanti da Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta. “Assieme a Firenze Città Aperta avevamo lavorato alla proposta da 6 milioni avanzata per il nostro Comune, perché ci fosse un intervento diretto teso a far fronte alle numerose emergenze presenti sul territorio. Le risorse stanziate – ricordano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – non bastano e sono legate a quanto arriva dal livello nazionale e regionale. Non sono bastati i soldi per gli aiuti alimentari, per i buoni spesa e per il contributo affitti: la richiesta continua a crescere. Inoltre tante persone e famiglie stanno denunciando la difficoltà a far fronte alle bollette, di cui si è sospesa solo la scadenza.  Riteniamo che ogni ipotesi di ulteriore indebitamento dell’ente utilizzando il proprio patrimonio immobiliare sia da rifiutare, mentre abbiamo proposto concretamente delle strade diverse. Siamo soddisfatti del risultato conseguito oggi in aula che attesta come la nostra opposizione sia interessata a trovare risposte per la nostra Città, pur avendo molte perplessità sul percorso chiamato “Patto per la Città” e su alcune affermazioni di queste settimane sotto emergenza. Ringraziamo Firenze Città Aperta per il lavoro che voluto condividere con noi, permettendo di arrivare a un atto modificato in parte rispetto a quando inizialmente pensato, ma non mutato nella sostanza. Il nostro voto è ovviamente quello di tutta la coalizione, in questi mesi sempre coerente a un programma elettorale che aveva saputo indicare una direzione politica confermata da questa mozione”. Oggi – aggiungono Francesco Torrigiani e Tommaso Grassi di Firenze Città Aperta – è stato approvato un vero e proprio piano di spesa, con delle indicazioni che vanno nella direzione come indicato dal nostro atto. In particolare la Giunta ha ricevuto dal Consiglio l’indicazione di utilizzare le risorse dai risparmi delle utenze e ha proposto di non pagare gli interessi sui mutui in essere, dirottando le risorse per pacchi alimentari, buoni spesa, sostegno al pagamento delle bollette e ad un concreto sostegno all’affitto alle famiglie che stanno soffrendo questa situazione. La crisi non può aspettare e non può dipendere solo dall’azione del governo. Questo ci ha mosso.  Soddisfazione che dimostra come le proposte se elaborate entrando nel merito e calandosi nella realtà del nostro Comune possano vincere anche le resistenze politiche di chi ha raramente saputo ascoltare. Siamo convinti che la vittoria di oggi sia della Città e per la cittadinanza, prima che di qualunque parte politica”. Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta #6MilioniperFirenze Scarica la mozione approvata

Tutto bene ma non benissimo, a Firenze: bloccato oggi l’accesso di nuove famiglie al servizio Pacchi alimentari

8 Maggio 2020
Mentre la consegna di buoni alimentari, finanziati essenzialmente con fondi governativi, è terminata da quasi un mese, oggi ci arrivano notizie da parte di varie realtà e persone attive in diversi quartieri: chi non era nella lista dei destinatari dei pacchi alimentari e oggi ha chiamato il numero del comune per richiederli, si è sentito rispondere: “ci lasci il suo telefono, le faremo sapere”. In alcuni casi oggi si è supplito con dei buoni spesa forniti da una fondazione privata. Preoccupa la mancanza di informazioni chiare da parte del Comune, che sembra attendere la chiusura della campagna di crowdfunding per fare comunicati ufficiali, e il fatto che ci si affidi a raccolte fondi da privati per rispondere a bisogni assolutamente primari delle persone. Serve ed è possibile, un intervento strutturale. Preoccupa la difficoltà di accesso di informazioni chiare, che penalizza le persone più vulnerabili. Preoccupa anche il possibile cambiamento di numeri telefonici e procedure di riferimento, che potrebbero variare in base ai donatori/finanziatori, rischiando di rendere le pratiche, già non banali, inaccessibili per persone che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità Preoccupa lo scarso coinvolgimento delle associazioni che operano sul territorio. Preoccupa che un servizio così importante possa essere delegato a una associazione privata e a dinamiche di donazione benevola che mettono a rischio la continuità del servizio e dell’assistenza . Firenze Città Aperta e Sinistra Progetto Comune hanno analizzato il bilancio del Comune, identificando una serie di voci e di meccanismi che renderebbero disponibili 6 milioni di euro, tra cui 1 milione, da Toscana Energia, che consentirebbero di coprire la spesa per i pacchi alimentari fino a dicembre 2020. Proposta che sarà discussa lunedì in Consiglio Comunale. Speriamo che sia fatta chiarezza sui pacchi alimentari, e soprattutto speriamo che la vecchia logica di delegare al terzo settore la copertura dei diritti e dei bisogni sociali, lasci il posto a una logica diversa, che recupera centralità al pubblico. Mai come oggi serve un po’ di coraggio, unito a una buona analisi del bilancio comunale e di quello delle imprese partecipate. Crediamo che questa sia la lezione da trarre dall’emergenza sociale che Covid-19 ha creato a Firenze. Firenze Città Aperta

Mobilità in fase 2: riaprire la ZTL non è la soluzione!

28 Aprile 2020
Comunicato stampa di Firenze Città Aperta – Firenze 28 aprile 2020 Mobilità in fase 2 Firenze Città Aperta sull’eventualità di riaprire la ZTL al traffico privato: l’amministrazione fiorentina brancola pericolosamente nel buio di fronte alla necessità di garantire la mobilità delle persone nel rispetto delle distanze di sicurezza. Le nostre proposte alternative per una mobilità sostenibile, rispettosa delle misure di distanziamento, rispettosa della sicurezza stradale, rispettosa della salute pubblica. Mentre in tutte le città europee e italiane le amministrazioni locali lavorano su pedonalizzazioni e reti ciclabili di emergenza, a Firenze si fa avanti l’idea di aprire al traffico privato la ZTL che protegge il Patrimonio Unesco e la vivibilità del centro storico per i residenti. Ma allora questa emergenza sanitaria non ci ha insegnato niente? Si moltiplicano gli studi che legano la diffusione del virus all’alta concentrazione di particolato nell’aria. Si moltiplicano gli appelli di università, scienziati e organismi internazionali per un’uscita dal lockdown che porti con sé una trasformazione e un ridimensionamento della nostra impronta ecologica sul mondo. Anche solo la messa in dubbio della ZTL rivela che l’amministrazione fiorentina brancola pericolosamente nel buio di fronte a quello che sarà uno degli aspetti centrali della fase 2: come garantire la mobilità delle persone nel rispetto delle distanze di sicurezza. Invitiamo con forza il sindaco Dario Nardella, l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti e tutta la giunta ad aprirsi al confronto con le molte città italiane che hanno già iniziato le sperimentazioni e ad utilizzare gli strumenti e le competenze messe a disposizione dalle associazioni e dagli urbanisti che da anni si occupano di mobilità sostenibile. Un’altra mobilità è possibile: è una mobilità rispettosa delle misure di distanziamento, rispettosa della sicurezza stradale, rispettosa della salute pubblica. E non passa dall’uso del mezzo privato. Firenze Città Aperta propone: – l’aumento delle corse di tutti i mezzi pubblici (treni, tramvia, bus) per rispettare le normative sul distanziamento; – l’incremento delle corsie preferenziali per garantire la funzionalità del servizio; – la creazione in tempi brevissimi di una Rete di Mobilità di Emergenza nelle strade ad alto scorrimento. La Rete deve essere costituita da spazi pedonali e piste ciclabili realizzate sottraendo carreggiata alle auto private, attraverso l’installazione temporanea e removibile di segnaletica orizzontale e verticale; – la ciclabilità diffusa in ZTL e nelle strade di quartiere da attuare attraverso la limitazione della velocità: “zone 30” (velocità max 30km orari) per garantire la sicurezza di chi sceglierà di lasciare l’auto a casa. Bisogna tenere presente che avremo in strada molti minori, anziani, categorie fragili, che hanno il diritto in special modo dopo due mesi di esclusione, di godere della possibilità di muoversi nello spazio pubblico in sicurezza; – la pedonalizzazione diurna di almeno una strada in ogni quartiere: è necessario per attuare il rispetto delle distanze di sicurezza fra gli utenti degli esercizi commerciali, istituire la pedonalizzazione delle “strade dei negozi” (quelle con concentrazione di attività commerciali e marciapiedi stretti, dove è alto il rischio di sosta selvaggia) – la predisposizione e l’ampliamento ad uso dei

Rassegna stampa #6MilioniperFirenze

27 Aprile 2020
Articoli sulla stampa locale relativi a #6MilioniPerFirenze, proposta di Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta. Il ManifestoLa Sinistra fiorentina avverte Nardella: “Occorrono altri 6 milioni per le famiglie messe ko dal virus”. Leggi per intero STAMP ToscanaSinistra, piano da 6 milioni dal bilancio, contro l’emergenza. Leggi per intero Il Sito di FirenzeSPC e Firenze Città Aperta: “6 milioni di euro per raddoppiare gli aiuti: ecco come”. Leggi per intero Nove da FirenzeSostegno a chi è in difficoltà: sono finiti i fondi?. Leggi per intero AskanewsCoronavirus, Sinistra: Comune Firenze trovi 6 mln per famiglie. Leggi per intero Corriere FiorentinoLa Sinistra. Contributi e buoni spesa: il Comune ha fatto poco. Leggi per intero #6MilioniPerFirenze

#6MilioniPerFirenze: la proposta

24 Aprile 2020
Soldi immediati per l’Emergenza economica e sociale. Serve un intervento economico diretto e immediato del Comune Ora. Una proposta da 6 milioni di euro. SPENDERE PER COSA La nostra proposta è finalizzata a: ·         PACCHI ALIMENTARI– rendere permanente per il 2020 l’erogazione ·         BUONI SPESE: ripetere la distribuzione terminata allargando la platea a chi è risultato escluso ·         CONTRIBUTI AFFITTI– si prevede di coprire ulteriori 2.200 famiglie ·         FONDO BOLLETTE/LIQUIDITÀ– si prevede di istituire un fondo per piccoli contributi di liquidità per famiglie in assoluta – almeno 1.000 famiglie DOVE RECUPERARE LE RISORSE Nel PESSIMO bilancio comunale, una giunta che ha il CORAGGIO di impegnarsi per questa emergenza può immediatamente, con CORAGGIO, attivare le seguenti proposte, divise in 3 capitoli. CAPITOLO PARTECIPATE ·         Erogazione da Toscana Energia– A Prato Consiag ha erogato come donazione liberale 1 mln di euro per l’emergenza ai comuni pratesi. CHIEDIAMO al Comune di attivarsi su per analoga erogazione e di destinare tali risorse ai Pacchi Alimentari ·         Anticipazione del 50% dei canoni e degli utili da Publiacqua e Toscana Energia. Prevediamo di utilzzare il 17% di tale importo pari a euro 2,5 mln per i Buoni Spesa. ·         Utilizzo del fondo morosità di Publiacqua pereuro 300.000 per Fondo Bollette BILANCIO COMUNALE ·         Riduzione Spese per Pandemia– in questi mesi si sono ridotte le spese per utenze e consumi. Si consideri che le spese sono circa 27 mln complessive annue. Prevediamo un risparmio di 2 mln da destinare per il 10%, ovvero 200.000 al fondo bollette MUTUI ·         Mutui-pagamento solo del capitale e non degli interessi. Ad oggi su 62 mln di restituzione mutui circa 8.4 mln sono di interessi. Rimodulazione della restituzione dei fondi, senza sospensione pagamenti del capitale, ma rinvio degli interessi a dopo che arrivano somme da Governo e tasse per coprire. Operazione emergenziale: utilizzare quelle somme di cassa per spesa immediata. Recupero entro il 30/06 di almeno 3 milioni. Proponiamo di impegnare 2 mln per il contributo affitti. Per fare questo ci vuole un’amministrazione coraggiosa. CONCLUSIONI L’equilibrio del bilancio comunale (sul cui stato stiamo completando l’analisi generale) può essere garantito solo da un intervento straordinario dello Stato. Esprimiamo grande preoccupazione, la stima annunciata dal governo di 3,5 miliardi è assolutamente insufficiente, la necessità è di 7 miliardi. Lo ribadiamo.  Ma questa situazione che riguarda tutti i comuni italiani, non può essere la giustificazione a non intervenire rispetto all’emergenza della nostra città. #6MilioniPerFirenze Allegati:La situazioneSpeseNuove entrate Foto di aymane jdidi da Pixabay

Non sta andando tutto bene. 6 milioni di euro per raddoppiare gli aiuti: ecco come

24 Aprile 2020
La proposta di Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta. Bundu, Palagi, Torrigiani e Grassi: “I problemi del bilancio vengono da lontano e attraversano una città dove tante persone sono in difficoltà. Ecco le nostre proposte per trovare soldi necessari ad aiutare i pagamenti delle bollette e la sopravvivenza di chi è rimasto tagliato fuori dagli aiuti” “Non andrà tutto bene, ma soprattutto, non sta andando tutto bene” dichiarano la consigliera Antonella Bundu e il consigliere Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune. “Tante persone non riescono ad accedere agli strumenti di sostegno materiale pensati dalle istituzioni. Le responsabilità – aggiungono Bundu e Palagi – non sono unicamente della Giunta e capiamo le difficoltà, ma occorre un impegno condiviso per trovare soluzioni coraggiose. Dirsi che stiamo facendo il massimo per non affrontare i problemi sarebbe l’errore più grande”. “Firenze Città Aperta è dall’inizio della pandemia impegnata a sostenere le numerose risposte solidali che sono nate nei nostri quartieri” aggiunge Francesco Torrigiani, co-portavoce di FCA e consigliere del quartiere 1. “Abbiamo misurato direttamente le difficoltà di tantissime persone e qualsiasi realtà può testimoniare storie di chi è rimasto fuori dagli aiuti. Manca inoltre completamente una forma di sostegno al pagamento delle utenze. Se è vero che per questa fase non sono previsti stacchi e morosità, ci sono tante situazioni debitorie precedenti – continua Francesco Torrigiani – che non sono state sospese e, soprattutto, tutti i pagamenti sono solo rinviati, come le difficoltà a sostenere le spese”. “I problemi del bilancio del Comune di Firenze vengono da lontano” conclude Tommaso Grassi di Firenze Città Aperta e già capogruppo di Firenze Riparte a Sinistra in Palazzo Vecchio. “Questo – prosegue Tommaso Grassi – non è il momento di evidenziare tante difficoltà che oggi si sarebbero potute evitare, specialmente nel rapporto che avevano le nostre casse con i flussi turistici incontrollati. È il momento di trovare soluzioni. Noi le stiamo offrendo, con i numeri che alleghiamo. Risorse necessarie per dare sollievo alla drammatica situazione di tante famiglie e persone. Abbiamo anche avanzato una proposta precisa di quali possano essere le voci da cui recuperarle. Molto ancora può essere fatto e deve essere fatto”. “Il Comune di Firenze deve intervenire con risorse proprie: nelle difficoltà – concludono Grassi, Torrigiani, Bundu e Palagi – il primo impegno di tutta la Città deve essere quella di partire da chi è più in difficoltà”. Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta #6MilioniPerFirenze

RSA e Covid-19: la necessità di avere informazioni

22 Aprile 2020
“Le RSA e le RA presentavano numerosi problemi anche prima dell’emergenza Covid-19. Ne abbiamo parlato numerose volte, sia in Regione Toscana che all’interno di Palazzo Vecchio, anche grazie alle proposte o alle denunce della sinistra di opposizione. Le associazioni a tutela dei diritti e le parti sindacali da anni denunciano limiti e mancanze di un sistema da ripensare. La scelta di schiacciare tutto nella dialettica pubblico-privato non ci convince, pur essendo indiscutibilmente a favore del pubblico. Ci sono troppi luoghi dimenticati dalla società, vissuti come spazi in cui nascondere le fragilità, di cui il sistema non è in grado di farsi carico. Il volontariato e la generosità dei parenti sono spesso l’unica soglia a difesa della dignità umana delle persone. In queste settimane il tema è esploso a livello nazionale e anche sul nostro territorio aumenta la paura. In una democrazia la premessa indispensabile è l’informazione. Cosa succede all’interno delle RSA e delle RA? Spesso le comunicazioni mancano addirittura tra utenza e nuclei familiari. È uno dei temi posti anche da lettere dell’associazioni rivolte direttamente a Palazzo Vecchio. Poi c’è un livello di informazione fortemente richiesto dalle parti sindacali, rispetto alle condizioni di chi lavora nelle strutture, a propria tutela e a tutela delle persone ospitate. Si aggiunge il piano più strettamente istituzionale: come viene gestita la situazione sul territorio? Quante strutture sono interessate da commissariamento? Quali problematicità maggiori sono emerse? Come procedono i monitoraggi? Per chi lavora e per l’utenza quanti tamponi vengono fatti, in che tempi? Quali sono i dati e come vengono aggiornati per quanto riguarda gli alberghi Covid-19? Come si immagina la gestione delle quarantene e del distanziamento che dovrà proseguire ancora per qualche mese? La sensazione in città non è positiva. Le persone morte comunicate come numeri, un forte silenzio attorno alle situazioni critiche, l’estremo imbarazzo di dover ammettere che le situazioni fragili sono rimaste indietro nell’emergenza… Il Consiglio comunale può e deve svolgere una funzione di informazione, controllo e di dialogo con la cittadinanza, anche a partire dai Consigli di quartiere. A questo livello, infatti, ci risulta che solo in un caso siano arrivate alcune delle risposte alle domande dei nostri gruppi. Come Sinistra Progetto Comune abbiamo anche recentemente promosso un’iniziativa pubblica telematica in cui abbiamo evidenziato l’importanza della politica e dei territori nel ripensare un sistema socio-sanitario attaccato da decenni di tagli, che deve lavorare sulla cura e sulla prevenzione. La seduta delle commissioni congiunte di venerdì deve dare delle risposte. In questi giorni le paure e i timori aumentano, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il modo migliore per uscire da questa situazione è conoscere il quadro reale. Ascoltare. Rispondere. Non è semplice, ma è indispensabile”. Firenze Città Aperta e Sinistra Progetto Comune Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Infanzia e adolescenza nel tempo sospeso del coronavirus

11 Aprile 2020
La lettera con cui un gruppo di genitori ha chiesto al sindaco di Firenze almeno una mezz’ora d’aria per i propri figli è un segnale della difficoltà che le famiglie attraversano nella reclusione forzata, ma anche un richiamo a pensare in modo più organico ed efficace ai bisogni dei bambini e delle bambine, e degli/delle adolescenti. Nel dramma dell’emergenza, sono state emanate regole di comportamento stringenti e valide per tutti, finalizzate a contenere il contagio. Però non siamo tutti uguali: per bambini e ragazzi fare e stare nel mondo è un bisogno vitale, di crescita; è come il pane. Per quanto con difficoltà, noi adulti abbiamo gli strumenti per superare la distanza che ci separa dagli altri: la memoria, la parola, la capacità di mantenere vivo un mondo interno. Per bambini e adolescenti è molto più difficile. Senza contare che non sappiamo quanto l’angoscia per ciò che sta accadendo nel mondo incida sulla loro fiducia e sulla capacità di elaborare le paure. A un mese dall’inizio del distanziamento sociale, la possibilità per i/le bambini/e di uscire per una breve passeggiata potrebbe rappresentare l’occasione per sentire che il mondo è ancora lì, li aspetta (anche se a vederlo ora non sembra proprio il mondo di prima). Occorre anche considerare che le famiglie non vivono tutte nella stessa situazione. La scuola rappresenta il principale canale attraverso cui si realizzano, sia pure fra mille ostacoli, le pari opportunità di bambini e adolescenti. Ora ciascuno torna, per decreto e per necessità, alla propria famiglia, a spazi quotidiani che possono essere ampi o ristretti, a situazioni relazionali armoniose o difficili, a contesti culturali e materiali diversi. La stessa esperienza della didattica online ha disvelato le grandi differenze fra famiglie e contesti diversi. Secondo l’Istat il 33,8% delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet (41% al Sud) e il 47,2% ne ha uno da dividere tra genitori e figli. Questo divario digitale spesso è radicato nelle disuguaglianze economiche e nelle differenze geografiche per quanto riguarda l’accesso a Internet. Esiste poi un divario culturale e, come sappiamo, tipi diversi di disuguaglianza non vanno necessariamente di pari passo. Per ovvi motivi, le famiglie di insegnanti sono certamente quelle che in questa situazione meglio hanno saputo riorganizzare e seguire il percorso di apprendimento dei loro figli e figlie. Inoltre, come molti genitori hanno notato, non tutte le famiglie sono pronte e attrezzate per interagire coi bambini e gli adolescenti h24 adesso che filtri importanti – la scuola, lo sport, i nonni, per citarne alcuni – sono improvvisamente divenuti più distanti. Infine, c’è un fattore che pesa enormemente sulla vita di migliaia di bambini e bambine e che riguarda il tema della sperequazione abitativa. Il divario di censo incide senz’altro sulla possibilità di accesso agli strumenti dell’informatica e quindi alla didattica a distanza – che è comunque inadeguata e poco efficace per tutte/i – ma più ancora incide sull’accesso allo spazio e alla luce. Molte famiglie, infatti, vivono in contesti abitativi troppo ristretti, o sovraffollati, o comunque

Lettera di LIBERE TUTTE al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

7 Aprile 2020
Firenze Città Aperta sostiene con determinazione la proposta di Libere Tutte: in tempo di Coronavirus, la libertà di scelta delle donne deve essere tutelata e garantita. Mentre apprendiamo con sgomento che un’associazione cattolica fondamentalista vorrebbe approfittare dell’emergenza per sospendere le interruzioni volontarie di gravidanza, sottoscriviamo ogni parola della LETTERA che Libere Tutte ha indirizzato al Presidente della Regione Enrico Rossi. Qui il testo integrale: Egregio Presidente della Regione Toscana dottor Enrico Rossi, Quella che stiamo attraversando è un’emergenza pandemica mondiale che ha come principale strumento per contrastarla quello di evitare contatti con le altre persone e limitare l’accesso agli ospedali. Ospedali in sofferenza e personale sanitario allo stremo e che sta pagando un alto tributo anche in termini di vite umane. L’emergenza ricade in misura superiore sulle donne, perché la cura della casa, la spesa, le pulizie, la gestione dei figli gravano pesantemente su loro. Inoltre i dati nazionali riferiscono un calo nelle segnalazioni di violenze domestiche dovuto alla difficoltà delle denunce da parte delle donne, spesso chiuse in casa con i propri persecutori. Da qui la campagna “mascherina 1522”. Per quanto riguarda, inoltre, la questione dell’IVG nessuna misura, a oggi, è stata presa per affrontare l’emergenza. Con l’aumento dei contagi sono state via via sospese tutte le prestazioni differibili e non urgenti. Tra le prestazioni non differibili, ovviamente, rientrano le interruzioni volontarie di gravidanza. Questo servizio, già in sofferenza a causa dell’aumento continuo dell’obiezione di coscienza (per cui sono nate reti regionali come in Toscana il “Coordinamento 194” e a livello nazionale “Pro-choise”), è ancora più a rischio a causa della pandemia. Occorre tener presente che potrebbero crearsi condizioni tali da veder superati i limiti temporali stabiliti dalla legge con il risultato concreto di non potersi più avvalere del diritto di interrompere la gravidanza e il ritorno all’aborto clandestino con tutti i pericoli che ciò comporterebbe per la salute della donna. Per tali ragioni, in questo periodo di emergenza sanitaria, si chiede di potenziare l’aborto farmacologico e di effettuarlo negli ambulatori e consultori (in Toscana la percentuale è ancora molto bassa rispetto a molti paesi europei), snellire il percorso attuale e praticarlo anche negli ambulatori e nei consultori. L’aborto farmacologico, effettuato nelle strutture sanitarie territoriali oltreché consentire l’accesso alle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica e meno rischiose per la salute delle donne (v. art 8 legge 194/78), comporterebbe anche un notevole risparmio economico rispetto a quello chirurgico. È necessario aumentare il periodo in cui si può effettuare l’aborto farmacologico portandolo, come previsto dall’Agenzia Europea del Farmaco, a 63 giorni di amenorrea. Per le ragioni che abbiamo espresso, si chiede di poter procedere simultaneamente alla consegna del primo farmaco (Mifepristone) e alla prescrizione medica del secondo farmaco (Prostaglandine) con un unico passaggio nell’ambulatorio ospedaliero o in consultorio. Per questo Le chiediamo di adottare, nell’immediato, misure provvisorie urgenti volte a garantire l’accesso alla interruzione volontaria di gravidanza, privilegiando la procedura farmacologia che permetterebbe, se condotta in conformità con le linee guida delle società scientifiche internazionali, di limitare

Requisire per meglio curare

31 Marzo 2020
A Firenze 1.000 posti letto per la quarantena di contagiati, sorvegliati e persone a rischio? SI PUÒ FARE!Costa meno in termini di vite perse e di denaro speso. Scarica il testo integrale della proposta in PDFScarica il volantino In queste ore l’attenzione di tutte le istituzioni è giustamente centrata sull’emergenza sanitaria, per tamponare agli effetti di un decennio di tagli del SISTEMA SANITARIO NAZIONALE che ci ha fatto trovare impreparati. E questa impreparazione è ancora più evidente per quanto riguarda la produzione dei DISPOSITIVI DI SICUREZZA.I teorici della spending review in campo sanitario che hanno tagliato e ridotto le capacità del pubblico affidandosi progressivamente al privato per subentrare e poter teoricamente sopperire alle mancanze dello Stato, cosa direbbero oggi? È ormai sotto gli occhi di tutti e tutte che se riuscissimo a calcolare i costi sociali, economici e umani che sosteniamo e dovremo sostenere nei prossimi mesi per l’emergenza Covid19 questi sarebbero di molto superiori rispetto al ‘risparmio’ ottenuto dai tagli alla Sanità in Italia. Siamo di fronte ad un’azione profonda e necessaria da condurre ad ogni livello. I comuni, ed in particolare gli enti di medie dimensioni e quelli che, come il Comune di Firenze, non vi hanno provveduto ancora, visto l’esplosione dell’emergenza, possono fare molto per prepararsi al periodo di gestione della quarantena ed evitare che la pandemia si sviluppi oltre. Questo lo si deve fare anche prevedendo di poter aiutare gli altri territori più in difficoltà. Ne usciremo quanto prima riusciremo a comprendere che non esistono più confini a proteggerci. La gestione della quarantena e dell’allontanamento da situazioni di rischio è e sarà fondamentale, sia per le persone contagiate che per i familiari che sono le prime persone esposte da non obbligare alla convivenza forzata che può diventare causa di ulteriore contagio. A questo proposito abbiamo trovato di particolare interesse l’articolo pubblicato dal Presidente dell’accademia dei Lincei Giorgio Parisi. Ad oggi il Comune di Firenze, tramite una convenzione della Regione con gli alberghi, ha comunicato di avere reperito alcune centinaia di camere, al prezzo giornaliero tra €30,90 i €38 oltre al costo dei servizi necessari. È una misura utile, non c’è dubbio, ma che sarebbe stata adeguata ad una situazione ordinaria. In questa fase NON BASTANO le misure ordinarie.  Siamo in una situazione di emergenza dove ogni euro deve esser speso ottenendo il massimo beneficio, tramite l’utilizzo di ogni strumento messo a disposizione dalla normativa emergenziale, comprese appunto le requisizioni. #NIENTESARAPIUCOMEPRIMA Tante e tanti fiorentini, nel silenzio, hanno messo a disposizione di medici, infermieri e personale sanitario, i propri alloggi vuoti, di norma locati a turisti, anche gratuitamente, avendo scelto di sostenere così chi sta salvando le vite. CHIEDIAMO che la stessa cosa sia fatta dalle grandi proprietà che gestiscono enormi patrimoni immobiliari (banche, curia, assicurazioni). Certo c’è bisogno di attenzione e studio. Non ogni immobile va bene, non qualunque spazio può essere utile ad ogni tipo di situazione e persona da accogliere. Ovvero se per le famiglie che hanno necessità di spostarsi dall’abitazione per stare lontano dal familiare

Il Sindaco Nardella: ossessionato dal controllo, ma disinteressato al rischio di chi lavora

23 Marzo 2020
COMUNICATO STAMPA DI FIRENZE CITTÀ APERTA – 23/03/2020 L’associazione politica Firenze Città Aperta: “il Sindaco Dario Nardella chieda al Prefetto di verificare la chiusura di tutte le attività non essenziali. E ancora: avvii i controlli nelle aziende aperte e chiuda quelle non in regola. Il tempo di mostrare che le Istituzioni Locali hanno un ruolo nella gestione della crisi sanitaria è adesso. Da questa mattina migliaia di lavoratrici e lavoratori di Firenze si trovano a fronteggiare l’incerta applicazione dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio Conte, che lascia molti aspetti indeterminati e troppe aziende aperte. Mentre il Parlamento e i Consigli Comunali limitano o interrompono le loro attività per proteggersi dal contagio, non vediamo la stessa attenzione per i lavoratori e le lavoratrici. La chiusura delle attività non essenziali va applicata con immediata prontezza e nella maniera più severa possibile. Ci aspetteremmo che il Sindaco Nardella parlasse di questo e che attivasse la macchina comunale per l’ottenimento di questo risultato, finalizzato a bloccare l’espansione della pandemia. Invece anche oggi rilascia dichiarazioni finalizzate solo alla sorveglianza dei cittadini, reclama l’esercito, richiede al prefetto l’utilizzo di software illeciti per rilevare assembramenti. Nemmeno una parola e un’azione per chi lavora, per chi deve prendere i mezzi pubblici, per il controllo della situazione di sicurezza nelle aziende, comprese quelle connesse ad attività essenziali. Il decreto permette alle aziende persino di comunicare aperture in deroga al decreto stesso: questa opportunità è francamente inaccettabile. Ma anche su questo nulla, mutismo totale! Eppure lo sa bene anche Lei, Sindaco Nardella: o non è forse per questa ragione che ha firmato e inviato al Presidente del Consiglio Conte e al Presidente della Regione Rossi una lettera in cui si chiede: “che sia fatto uno sforzo ulteriore: quello della chiusura, sull’intero territorio nazionale, di tutte le attività che non facciano parte del settore alimentare, medicale o sanitario, e delle relative filiere di produzione e di distribuzione o dell’informazione e degli altri settori essenziali”? Ricordiamo ancora una volta che il Sindaco ha il compito istituzionale di garantire la salute pubblica. Ci sono una serie di azioni che il suo ruolo gli consente e dato che a lui non sono venute in mente gliele suggeriamo noi. Sia coerente, Sindaco: chieda al Prefetto di NON autorizzare alcuna deroga; concordi col Prefetto un piano di verifiche sanitarie nelle aziende aperte e un piano di monitoraggio nelle aziende pubbliche; comunichi alle aziende che NON permetterà alcun abuso; apra un tavolo permanente con le organizzazioni sindacali. Le nostre strade sono vuote di cittadini e piene di telecamere, di mezzi militari e di Polizia Municipale. Usiamo queste risorse non per minacciare e sorvegliare i residenti, ma per verificare che le lavoratrici e i lavoratori non rischino la propria salute e quella degli altri per raggiungere il luogo lavoro e, una volta arrivati, all’interno di esso. Sappiamo che Dario Nardella è fiero del numero di telecamere installate in città. Noi invece vorremmo che comunicasse i numeri: dei nostri concittadini che possono NON rischiare la vita stando a casa;

Il Sindaco di Firenze non nasconda la testa sotto la sabbia

21 Marzo 2020
COMUNICATO STAMPA DI FIRENZE CITTÀ APERTA – Firenze 21/03/2020 “Il Sindaco di Firenze non nasconda la testa sotto la sabbia. La salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici viene prima del profitto!” È con queste parole che l’associazione politica Firenze Città Aperta chiede al Sindaco di Firenze Dario Nardella di intervenire per la chiusura immediata di tutte le aziende con l’esclusione solo di quelle strettamente indispensabili e comunque di tutte le aziende che non siano in grado di garantire la massima sicurezza ai lavoratori e alle lavoratrici. I sindaci sono responsabili della salute pubblica nelle città che amministrano. Ne sono consapevoli quei sindaci della provincia fiorentina che hanno già accolto la richiesta proveniente da diversi sindacati di intervenire per far chiudere le aziende che non garantivano le condizioni di sicurezza assolutamente indispensabili per continuare la produzione. Questa giusta rivendicazione si sta levando sempre più forte da più parti a livello nazionale. Ma non basta: oggi più che mai è necessario chiudere tutte le aziende che operano in settori non essenziali. Continuare a far muovere ogni giorno milioni di persone per raggiungere fabbriche e uffici rischia di rendere inutili i provvedimenti governativi e vanifica gli sforzi che il Paese sta facendo in questo momento. Se il Governo è già intervenuto con vari decreti, le Istituzioni Locali hanno tutto il diritto e – aggiungiamo noi – anche il dovere di chiedere alle aziende che non sono in grado di rispettare le condizioni di sicurezza di chiudere e sanificare gli ambienti, in quanto possibile elemento di rischio per la salute dei lavoratori e, quindi, di tutta la comunità. Inoltre, i Sindaci possono avere un ruolo nell’assicurare controlli in particolare nelle piccole e medie imprese che, a differenza delle grandi fabbriche sindacalizzate, potrebbero non ottemperare alle disposizioni nazionali. Allo stesso modo, è necessario controllare che le normative di sicurezza siano rispettate in materia di trasporto pubblico locale sia per quanto riguarda il contingentamento dei passeggeri, sia per quanto attiene alla pulizia dei mezzi. Dopo gli esempi dei sindaci di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, chiediamo a Dario Nardella di non nascondere la testa sotto la sabbia e decidersi a difendere la salute pubblica non solo con ordinanze che sorvegliano lo spostamento dei singoli, ma andando alla radice del problema: ossia la difesa del lavoro e della sua dignità. L’associazione Firenze Città Aperta Portavoce Daniela Chironi e Francesco Torrigiani Presidente Andrea Bagni Foto di joffi da Pixabay

“Firenze città aperta”: un sogno, un desiderio, un programma per il futuro.

16 Marzo 2020
La città è come in pausa, semi vuota oppure in coda, sorprendentemente ordinata, a distanza di sicurezza davanti ai supermercati, ognuna/o con il suo carrello, qualche volta con un libro da leggere nell’attesa. Poi alle 18 arrivano i notiziari della protezione civile, che sembrano bollettini di guerra. Da settimane vedevamo scene orribili, di spaventosa disumanità, alle frontiere della Grecia, sulle coste delle sue isole. Fucili e bastoni contro persone disperate che tendevano le braccia, pronte a ringraziare, da barche sovraffollate. Bambine e bambini oltre muri e fili spinati. Il virus da cui ci si voleva difendere era quello della disperazione, della sofferenza umana: il bisogno e la speranza di una vita migliore che spinge a partire – che ha sempre spinto a partire. Poi è arrivato il coronavirus, che non conosce frontiere né muri, viaggia sulle ali della libertà sempre riconosciuta alle merci (solo alle merci) dal neoliberismo, che ha da tempo contagiato il mondo con la sua razionalità economicistica, producendo solitudini, distruggendo natura e paesaggio, azzerando protezioni sociali. Diceva Margareth Tatcher che la società non esiste, esistono solo gli individui. Ognuno deve essere imprenditore di se stesso in una competizione universale. Adesso l’universale è arrivato in forma di virus. Adesso si scopre che nessuno si salva da solo. Che la nostra salute (salute-saluto-salvezza, come per i poeti antichi) dipende dalle altre e dagli altri, dalla comunità cui apparteniamo. Che avere tagliato in nome delle privatizzazioni risorse e posti letto negli ospedali pubblici, il personale e i reparti di terapia intensiva, mette in pericolo le nostre possibilità di vita. Non si è infermieri medici o anestesisti di se stessi. E tutto questo distrugge lavoro, artigianato e partite IVA, negozi e attività commerciali. Lascia le lavoratrici e i lavoratori dei servizi, i precari, gli operai delle fabbriche, quasi indifesi di fronte al pericolo del contagio. Gli ultimi, di nuovo, servi delle macchine e dell’economia come nel mondo prima del Novecento. Si torna improvvisamente a paure antiche, che riportano alle origini, al bios. La minaccia del contagio ci riconsegna alla nostra natura fragile, precaria. Rimette in scena il nostro corpo, il respiro, le parole, le mani. La nostra vulnerabilità. Il bisogno che abbiamo per esistere di appartenere a una comunità che ci accoglie, ci mette nel mondo e ci protegge. Ci fa diventare quello che siamo, con la nostra individualità e la nostra storia. Ci riconosce e ci permette di conoscerci. Nell’emergenza cresce un’etica dell’aiuto reciproco che ci unisce e si mostra dalle finestre e dai balconi. Nelle lenzuola che abbiamo visto esposte davanti agli ospedali di Firenze in cui si ringraziavano tutte e tutti gli operatori che assistono i malati. Adesso, nell’epoca della post-verità, dove sembra si possa dire qualunque cosa e la conoscenza è considerata roba da “professoroni” buona per i salotti delle élite, medici e ricercatori sono diventati la nostra speranza. Un po’ tardi, considerato come i governi hanno trattato la ricerca in questi anni. Ma la scienza sembra ritrovare la sua autorevolezza. Firenze Città Aperta è vicina a

Buon LOTTO MARZO a tutte!

8 Marzo 2020
Viviamo giorni di grande preoccupazione. Oggi è l’8 marzo, la festa delle donne, trasformata dai movimenti femministi in “sciopero globale” delle donne. Noi italiane non potremo manifestare, ma con il cuore e la mente siamo con le centinaia di migliaia che ancora combattono per una società nuova, libera e felice. In questa giornata eccezionale, di preoccupazione e insieme di lotta, il pensiero di Firenze Città Aperta va a tutte le lavoratrici e i lavoratori del sistema sanitario #pubblico e dell’amministrazione cittadina; alle volontarie e ai volontari delle associazioni di solidarietà e a tutte/i coloro che si stanno infaticabilmente prodigando per affrontare la crisi. Siamo solidali con chi, nella difficile situazione attuale, ha già perso il lavoro o ha lo stipendio sospeso. Oggi lottare significa anche chiedere a gran voce che i governi di ogni livello (locale, regionale e nazionale) si adoperino per salvaguardare i posti di lavoro e sostenere le fasce più deboli della popolazione. E lottare insieme significa anche, e soprattutto, che tutti e tutte in questi giorni adottiamo comportamenti responsabili e solidali. L’unità e la solidarietà sono l’unica via verso una società nuova, libera e felice: ce lo insegnano le donne. Buon LOTTO MARZO a tutte! Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

La tramvia da Piazza della Libertà a Bagno a Ripoli

13 Dicembre 2019
Firenze Città Aperta è favorevole alla nuova linea tramviaria che collegherà Piazza della Libertà e Bagno a Ripoli. La tramvia ha infatti il pregio di togliere spazio alle auto, disincentivando il traffico privato. Tuttavia, rileviamo anche le criticità insite nel progetto e la necessità di alcuni significativi miglioramenti. Sia i problemi che i margini di miglioramento sono legati all’esigenza di una maggiore integrazione e interconnessione trasversale con la rete ATAF, con il sistema ferroviario metropolitano, con la rete ciclabile e con il traffico su gomma. Si tratta di un’opera che ha un impatto significativo su tutta la città e che implica una quantità di investimenti economici impressionante. Per questi motivi, non può rimanere ancorata a un progetto di vent’anni fa, sebbene la giunta comunale non mostri l’intenzione di ridiscuterlo e ripensarlo nel confronto con chi ha avanzato critiche costruttive specifiche e puntuali. L’insistenza dell’attuale amministrazione sulla tramvia come unica risposta al problema della mobilità ci pare limitante, soprattutto all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce la corretta assegnazione tramite gara della gestione dei servizi su gomma ad AutolineeToscane, a scapito di Mobit. Al contrario, pensiamo che sia irrimandabile la pianificazione di un trasporto pubblico ben integrato tra tramvia, autobus e minibus elettrici, ferrovia, bicicletta e gomma, e sottolineiamo l’importanza di creare parcheggi scambiatori gratuiti per lavoratori, studenti e pendolari. Nel frattempo aumentano i km di piste ciclabili, ma senza una reale interconnessione né una loro efficiente integrazione con il sistema di trasporto cittadino. Le piste ciclabili si fanno dove c’è posto, giusto per aumentarne i km, ma non dove realmente servirebbe. Meglio che nulla? Non ci basta! E non ci basta l’attenzione alla sicurezza stradale: la mortalità di pedoni e ciclisti è in aumento: ribadiamo la necessità di allargare la zona a 30km/h, di realizzare più attraversamenti pedonali e ciclabili rialzati e debitamente illuminati e segnalati e di adeguare quelli esistenti. Insomma tramvia sì, ma nel contesto di un piano integrato di mobilità pubblica serio e capillare, come abbiamo già sostenuto nel nostro programma elettorale. Il nostro programma. Firenze Città Aperta Immagine di MarcusObal – Opera propria, CC BY-SA 3.0
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UNA IMMIGRATA LA PRIMA VITTIMA: IL PREFETTO RITIRI L’ORDINANZA ZONE ROSSE

19 Aprile 2019
Qui la notizia: la nazione-zone rosse 19.04.19 Ritiratela. Non avete altra via d’uscita per salvare la faccia. Il prefetto ritiri l’ordinanza e il sindaco chieda scusa alla città per aver applaudito ad un provvedimento liberticida, incostituzionale e autoritario. Ve lo hanno già chiesto l’ordine degli avvocati e la magistratura. Oggi che la prima vittima del provvedimento è una tranquilla lavoratrice che aspettava l’autobus ve lo chiede anche il buon senso. Salvini, Nardella, i vostri provvedimenti antidegrado oscillano tra la tragedia ed il ridicolo. Chi non sa risolvere i veri problemi, chi non sa governare ed amministrare, se ne torni a casa. Lista Firenze Città aperta
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LA TUA FIRMA PER LA LISTA FIRENZE CITTÀ APERTA!

18 Aprile 2019
È partita la raccolta di firme per la presentazione della lista Firenze Città aperta! Deve concludersi entro martedì 23 aprile con almeno 500 firme raccolte. Ecco qui la lista: LISTA FCA Comune di Firenze 2019 I tempi sono stretti e si richiede il contributo attivo di tutte e tutti. Chi è candidato/a in liste (per Comune o Circoscrizione) non può ovviamente firmare ma si impegna a portare altre persone! Firma chi è residente a Firenze ed ha compiuto 18 anni I punti di raccolta sono il Circolo ARCI Porta al Prato e il Circolo Il Progresso (via Vittorio Emanuele) Per il circolo di Porta al Prato (via Porte Nuove 33) siamo presenti da martedì 16 a sabato 20 nei seguenti orari: da martedì a venerdì ore 17,30- 22 sabato ore 9,30-13,30 Affiancheremo anche la raccolta in alcuni luoghi pubblici, in particolare mercati, in orari specifici, in via di definizione. VIENI PRIMA POSSIBILE!
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Bocci: a scuola di Costituzione!

18 Aprile 2019
Il signor Bocci, candidato a Sindaco di Firenze per lo schieramento di destra, ha dichiarato che non parteciperà alla Festa della Liberazione il 25 Aprile. Eppure in questa ricorrenza si riconoscono tutte le forze che hanno combattuto il fascismo, dato vita alla Resistenza, elaborato la Costituzione. Verrebbe spontaneo consigliare al signor Bocci un corso intensivo ed accelerato di scuola serale perché apprendesse cosa è stato il fascismo, da chi era composto il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), da chi, per rimanere a livello locale, è stata liberata Firenze, quali sono i principi antifascisti affermati dalla Carta Costituzionale. Ma sappiamo bene che lui sta dall’altra parte, dalla parte di quanti negano che la vita democratica di questo Paese abbia le sue radici nella Resistenza e nella Costituzione, vorrebbero tornare ad un regime autoritario ed oppressivo, strizzano l’occhio ai fascisti del terzo millennio di Casa Pound che portano avanti, come sta facendo il Ministro dell’Interno, politiche discriminatorie e razziste. Per tutti questi motivi il signor Bocci è incompatibile con la carica di Sindaco di Firenze, città medaglia d’oro per il ruolo svolto nella Resistenza. Lista FIRENZE CITTÀ APERTA
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“Mini Daspo”? No, grazie.

12 Aprile 2019
“Mini Daspo”? No, grazie. I candidati dell’Associazione Firenze Città Aperta stigmatizzano l’ordinanza che istituisce aree vietate ai cittadini “indesiderati”. La città sicura è quella in cui donne, uomini e bambini possono abitare, incontrarsi, muoversi liberamente, riappropriarsi degli spazi e dei beni comuni, accogliere le differenze e farle diventare ricchezza per il futuro. Il sindaco uscente Dario Nardella, lanciato in campagna elettorale all’inseguimento della Lega e della peggiore destra, e in pieno accordo con la Prefetta Laura Lega, prosegue la sua opera di sterilizzazione della città attraverso l’espulsione di cittadini “indesiderati” dalle zone più frequentate dai turisti. Si rafforza l’idea di una città a mobilità limitata, dove la “sicurezza” si realizza attraverso la costruzione di barriere e di confini che scavano una profonda cesura fra centro storico, vetrina commerciale per i turisti, e il resto della città, lasciata all’improvvisazione e spesso all’abbandono. La creazione di “zone rosse” rappresenta una limitazione arbitraria della libertà personale, e non è un caso che Nardella si appelli al decreto Minniti, a conferma della sostanziale continuità fra l’attuale governo e il precedente. Come si procederà all’attuazione? Avremo pattuglie di poliziotti o di vigili urbani ad ogni angolo, a chiedere l’identificazione (immotivata) di chi si appresta ad entrare in Borgo San Lorenzo oppure nei giardini della Fortezza? Oppure, ipotesi più probabile, l’identificazione avverrà in base all’abbigliamento, al colore della pelle, all’ispirazione del momento? La mercificazione della città viene difesa con provvedimenti sempre più repressivi, illiberali e anticostituzionali: non è questa la “sicurezza” che vogliamo, una “sicurezza che mette a rischio la libertà di tutte e di tutti. La città sicura è quella in cui donne, uomini e bambini possono abitare, incontrarsi, muoversi liberamente, riappropriarsi degli spazi e dei beni comuni, accogliere le differenze e farle diventare ricchezza per il futuro. I candidati e le candidate dell’associazione “Firenze Città Aperta” Daniela Chironi Marco Filippini Sara Cassai Filippo Zolesi Annaclaudia Franci

Lorenzo Orsetti

18 Marzo 2019
Come Firenze Città Aperta esprimiamo al nostro compagno Alessandro il nostro più profondo dolore per la scomparsa di suo figlio Lorenzo. Molti di noi non sapevano che Lorenzo fosse volontario in Siria per cui la notizia della sua morte oggi ci ha raggelati. Alessandro oggi ha detto a ragione di essere orgoglioso di lui. In un mondo di egoismo frammentato, una scelta di vita come quella che ha fatto suo figlio costituisce un esempio di generosità che stordisce e lascia senza parole. Conta su di noi per diffondere il messaggio di umanità che la vita di Lorenzo custodisce. Ad Alessandro, a sua moglie, alla figlia e a tutta la sua famiglia giunga il nostro abbraccio più sentito e il nostro più sincero affetto, il coordinamento di Firenze Città Aperta

UNA COALIZIONE VERA E UNA FUSIONE DI INTENTI-NASCE UNA NUOVA SINISTRA

7 Marzo 2019
Venerdì 1 Marzo, per la coalizione di sinistra – alternativa sia al Pd del sindaco Nardella sia alla destra – che sostiene la candidata sindaca Antonella Bundu, è stato un vero giorno di festa. Perché a Firenze, va detto senza indugi, è accaduto un miracolo vero. La sinistra a sinistra del PD si presenterà unita alle elezioni amministrative del prossimo maggio. La coalizione è un progetto largo che tiene insieme associazioni come Firenze Città Aperta e partiti politici come MdP, Possibile, Potere al Popolo, Rifondazione e Sinistra Italiana. Possiamo inoltre contare sul prezioso appoggio del gruppo consiliare comunale Firenze Riparte a Sinistra, oltre che sui gruppi degli altri partiti che compongono la coalizione. La coalizione ha scelto una candidata che, con il suo profilo di attivista, le sue origini (il padre era della Sierra Leone, dove anche lei ha vissuto), il suo impegno a fianco dei movimenti antirazzisti, dei migranti, per la difesa dei diritti civili e dei beni comuni e con la sua stessa storia di cittadina del mondo, incarna e rappresenta i valori storici della sinistra. Dunque una coalizione vera e una fusione di intenti e non, come abbiamo avuto occasione di leggere, uno spezzatino di sinistra. Firenze è l’unica città in Italia fra quelle che andranno al voto fra qualche mese – fra l’altro la più importante di tutte le città impegnate nella disputa elettorale – nella quale la sinistra si presenta con una coalizione così ampia e unitaria, insieme civica e politica (e questa è un’altra importante novità). Il percorso di ricomposizione, durato un anno, è stato affrontato con spirito libero e aperto e con grande senso di responsabilità da parte di tutti. L’auspicio è che Firenze rappresenti, ben oltre il perimetro locale e regionale, un piccolo-grande laboratorio politico della sinistra a livello nazionale. Questa consapevolezza unisce la coalizione, non annulla le differenze certo, ma rafforza la convinzione che sia sempre più urgente definire una proposta politica unitaria e alternativa sia alla destra, sia al sempre più declinante Partito Democratico. Ripartiamo da Firenze per restituire alla nostra città la vocazione di città internazionale e della pace, i suoi valori storici di città antifascista, aperta, accogliente verso tutti i cittadini del mondo. Abbiamo l’ambizione di governare la città, di chiudere la pessima stagione delle privatizzazioni, dell’inceneritore a tutti i costi, dell’allargamento dell’aeroporto a tutti i costi, delle opere inutili, dannose e costose che non creano lavoro e sviluppo ma ingrossano solo il portafoglio dei poteri forti. Proponiamo idee innovative, rivolte al futuro, alla valorizzazione dell’ambiente, delle energie rinnovabili e pulite, alla mobilità sostenibile, alla riqualificazione delle periferie, alla riaffermazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. E lo facciamo a fianco di Antonella Bundu, del suo volto pulito e sorridente, di donna nera, fiorentina e di sinistra, lontana anni luce dalle tristezze della vecchia politica.