Comunicati

Referendum GKN: Firenze Città Aperta sostiene e organizza seggi per la consultazione popolare sul futuro dei lavoratori.

1 Dicembre 2022
Dall’1 all’11 dicembre si terrà una consultazione popolare nelle province di Firenze e Prato per capire quale può essere il futuro della fabbrica ex GKN.   Tantissimi saranno i seggi aperti sul territorio (qui elenco completo https://insorgiamo.org/). PARTECIPIAMO E VOTIAMO. Anche noi, come Firenze Città Aperta diamo il nostro contributo, organizzando questi seggi: Venerdì 2 dalle 10 libreria Punti Fermi, Via Giovanni Boccaccio, 49r Martedì 6 dalle 10- libreria Marabuk,  Via Maragliano, 29/E Martedì 6 dalle 17 libreria Punti Fermi, Via Giovanni Boccaccio, 49r Mercoledì 7 dalle 10 libreria Marabuk,  Via Maragliano, 29/E Giovedì 8 dalle 10 alle 18 GAZEBO PIAZZA DALMAZIA Venerdì 9 dalle 10 Libreria Florida- via Corridoni 32/r Venerdì 9 dalle 15.30 alle 17.30 a Libri Liberi via San Gallo 25r Venerdì 9 ore 20-21 Cinema Alfieri,  Via dell’Ulivo, 8, Sabato 10 ore 20-21 Cinema Alfieri,  Via dell’Ulivo, 8, Domenica 11 ore 20-21 Cinema Alfieri,  Via dell’Ulivo, 8 Se vuoi aiutarci in uno di questi turni, contatta Francesco: francesco.torrigiani67@gmail.com Firenze Città Aperta**Ecco il perché e come funziona Ecco come il collettivo GKN ha presentato la Consultazione popolare per una fabbrica pubblica e socialmente integrata ️ Ci hanno chiamato la fabbrica di Firenze. Prendiamoli in parola. L’attuale proprietà ha un progetto industriale insufficiente o inconsistente. O forse addirittura inesistente. La fabbrica è ferma, brucia liquidità, noi siamo senza stipendio. ️ La stessa proprietà ammette che senza fondi pubblici non si riparte. Ma in GKN l’alternativa non è tra intervento pubblico e privato ma tra intervento pubblico a coprire i costi del privato o intervento pubblico con pubblica utilità e controllo pubblico, a partire dalla messa a disposizione dello stabilimento alle proposte che verranno da soggetti pubblici, privati e dall’associazionismo operaio. ️ Intervento pubblico, se e come, decidiamolo noi  Il Quesito “Preso atto dell’impasse: Preso atto dell’impasse e dell’inconsistenza dei piani industriali presentati dall’attuale proprietà della ex Gkn, tra l’altro legati alla richiesta di ingenti fondi pubblici, sei favorevole a un intervento pubblico immediato così come all’ dell’eventuale concessione della cassa integrazione, vincolandoli però al principio di “pubblica utilità” e “controllo pubblico”, a partire dal riconoscimento della messa a disposizione dello stabilimento alle proposte industriali e sociali provenienti dai soggetti pubblici, o privati, comprensivi dell’attuale associazionismo operaio, dall’assemblea dei lavoratori che verranno presentate nel comitato di proposta e di verifica regionale come da accordo quadro del 19 gennaio 2022?” Firenze lo sa fare. Firenze lo farà.Il passato lo conoscete già, il presente lo state vedendo, rompere l’assedio e tentiamo il futuro. #insorgiamo

Da ottobre niente più stipendi alle/ai 320 lavoratorə ex GKN.

14 Novembre 2022
Francesco Borgomeo alza il livello dello scontro e toglie gli stipendi cercando di prendere per fame le lavoratrici e i lavoratori e di provocare così una smobilitazione. Nel frattempo, rilascia interviste in cui cerca di nascondere una verità ormai ineludibile – il fatto che non esiste nessun piano di reindustrializzazione da parte sua- criminalizzando le lavoratrici e i lavoratori GKN in presidio da 16 mesi e scaricando su di loro la responsabilità di una mancata riapertura che QF non ha mai davvero perseguito. Come dichiara il Collettivo di Fabbrica, il presidio c’è perché manca il lavoro, e non certo il contrario. GKN vanta un patrimonio di terreni, macchine, capannoni, robot, pezzi di circa 60 milioni di euro: non può certo essere un presidio che chiede lavoro a ostacolare un progetto serio di reindustrializzazione. E’ fondamentale in questo momento sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, non solo attraverso la partecipazione alle iniziative di mobilitazione, ma anche contribuendo economicamente alla cassa di resistenza: IBAN: IT 24 C 05018 02800 000017089491 Causale: mutuo soccorso Come Firenze Città Aperta daremo il nostro contributo e invitiamo tutte e tutti, cittadine/i, associazioni, realtà del territorio, a sostenere questa vertenza, per scrivere insieme una storia di lotta che non sia la solita storia: quella di Zanussi, Electrolux, quella di Piombino, di un paese senza politica industriale in cui il lavoro si dismette e si rottama. #GKN #Insorgiamo

Sabato 5 novembre in piazza. A Roma e a Napoli, per la pace, il lavoro, l’ambiente e per tutto.

4 Novembre 2022
L’unità è difficile a farsi, altrimenti sarebbe già patrimonio comune. La parola d’ordine convergenza è preziosa e da praticare. Tante e tanti di noi sabato saranno a Roma e a Napoli. A Roma per la manifestazione nazionale Europe For Peace, a Napoli per il terzo appuntamento di piazza lanciato nel nuovo percorso del Collettivo di Fabbrica GKN (assieme al gruppo di supporto Insorgiamo).Sono istanze diverse ma che guardano alla stessa prospettiva. Firenze Città Aperta nasce, come parole d’ordine, venti anni fa, all’interno di quel movimento dei movimenti che al sangue della repressione di Stato di Genova 2001 rispose attraverso chiarezza di parole d’ordine e capacità di mobilitare le persone per obiettivi comuni, nel riconoscimento delle differenze.Certo, sarebbe stato meglio non far scegliere a quale appuntamento partecipare. Vogliamo però svolgere un ruolo che non drammatizza ma costruisce ponti e dialoghi. Perché in entrambi i momenti, quello di Roma e quello di Napoli, ci saranno eterogeneità che devono continuare a dialogare. Dalla fabbrica di Campi Bisenzio è partita una lotta fondamentale per il nostro tempo.Altrettanto centrale è fermare la guerra. Smetterla di farla coincidere con la vittoria militare e l’umiliazione di una parte. Con la minaccia nucleare l’emergenza si fa pesante e assume caratteristiche inimmaginabili. Firenze Città Aperta ha contribuito all’organizzazione degli autobus di sabato per la manifestazione di Roma. E sarà presente a Napoli.Perché i percorsi si possano ritrovare a partire dai giorni immediatamente successivi. FIRENZE CITTÀ APERTA

STOP ALL’INVIO DI ARMI- NEGOZIATO SUBITO

3 Novembre 2022
𝗦𝗧𝗢𝗣 𝗔𝗟𝗟’𝗜𝗡𝗩𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗔𝗥𝗠𝗜- 𝗡𝗘𝗚𝗢𝗭𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗦𝗨𝗕𝗜𝗧𝗢𝗩𝗜𝗡𝗖𝗘𝗥𝗘𝗠𝗢 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗖𝗘La guerra in Ucraina, scatenata dall’attacco russo di febbraio, è ormai chiaramente una guerra che coinvolge tutto l’Occidente, Stati Uniti e Europa alleati nella NATO: un’alleanza che non è più difensiva, se mai lo è stata, ma che chiede il riarmo e l’aumento delle spese militari con l’obiettivo di imporre gli interessi americani in tutti gli scacchieri mondiali.Il diritto alla difesa dell’Ucraina è indubbiamente legittimo, ma in realtà questa diventa una guerra di attacco nel momento in cui Zelensky, sostenuto da Europa e Stati Uniti, dichiara la volontà di riconquistare la Crimea e chiede per questo agli alleati occidentali armi adeguate, mentre le potenze occidentali addestrano truppe ucraine con i fondi che dovrebbero essere destinati alla pace.Ma per la pace niente viene fatto, anzi, si rifiutano le possibilità di incontro fra le parti, fino ad escludere la Russia proprio da quei contesti in cui maggiormente si dovrebbe ricercare un confronto, come in occasione del recente incontro di esperti sulla lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, svoltosi a Roma e per il quale è stato ritirato l’invito alla Russia. Invece di sostenere quella parte della popolazione russa che si oppone all’intervento armato, l’Europa chiude le proprie frontiere ai cittadini russi che rifiutano di arruolarsi e che andrebbero, al contrario, accolti.La soluzione del conflitto non può che essere politica: è urgente mettere in campo tutte le risorse della diplomazia per dare avvio ad un negoziato che si basi sui principi fondamentali della coesistenza e della legalità internazionale, e sul rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.Inviare armi sempre più potenti, addestrare militari, rifiutare le occasioni di incontro (come ha dichiarato Biden in occasione del G20), dichiarare che l’Ucraina deve vincere la guerra (come detto da Von der Lyen): non è questa la strada che può portare alla pace.Questa guerra non la “vincerà” nessuno, la perderemo tutti: volano le minacce sull’uso di armi nucleari come se si trattasse di parole che si possono usare. Ma non è così, le armi nucleari, tattiche o no, non dovrebbero essere neanche nominate, non sono un’opzione perché sarebbe l’ultima.L’Italia, con tutte le basi NATO e le testate che ospitano, sarebbe uno dei primi obiettivi: Putin, la NATO e Zelensky, non possono trascinarci in una terza guerra mondiale, come di fatto sta avvenendo.𝗟’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲 𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝘁𝗶𝗿𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗰𝗼 𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗴𝗼𝘇𝗶𝗮𝘁𝗼.𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗱𝗲𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝟱 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 Firenze Città Aperta

W IL VENTENNALE! ABBASSO IL VENTENNIO!

27 Ottobre 2022
MERCOLEDÌ 26 OTTOBRESPAZIO ALFIERI- via dell’Ulivo 8𝗩𝗘𝗡𝗧’𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗗𝗢𝗣𝗣𝗜𝗢 𝗔𝗣𝗣𝗨𝗡𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 verso il ventennale del Social Forum 2002 FIRENZE- 10/13 novembre 2022 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬𝗤𝗨𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗟’𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗛𝗔 𝗜𝗠𝗣𝗔𝗥𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗡𝗗𝗘𝗠𝗜𝗔.𝗣𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮𝑽𝑰𝑻𝑻𝑶𝑹𝑰𝑶 𝑨𝑮𝑵𝑶𝑳𝑬𝑻𝑻𝑶, Coordinatore della campagna “Nessun profitto sulla pandemia𝑵𝑰𝑪𝑶𝑳𝑬𝑻𝑻𝑨 𝑫𝑬𝑵𝑻𝑰𝑪𝑶, Direttrice del programma di salute globale, Society for International Development𝑴𝑨𝑺𝑺𝑰𝑴𝑶 𝑭𝑳𝑶𝑹𝑰𝑶, Ordinario di scienza delle finanze, Università di MilanoIntroducono Lara Panzani e Roberto Spini 𝓞𝓻𝓮 20.00 𝓟𝓪𝓾𝓼𝓪 𝓪𝓹𝓮𝓻𝓲𝓽𝓲𝓿𝓸 𝗢𝗿𝗲 𝟮𝟭.𝟬𝟬𝗪 𝗜𝗟 𝗩𝗘𝗡𝗧𝗘𝗡𝗡𝗔𝗟𝗘! 𝗔𝗕𝗕𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗜𝗟 𝗩𝗘𝗡𝗧𝗘𝗡𝗡𝗜𝗢!𝗘𝗩𝗘𝗡𝗧𝗢- 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 “𝗠𝗮𝗿𝗰𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝗥𝗼𝗺𝗮” di Mark Cousins, presentato al Festival di Venezia- (𝘪𝘯𝘨𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘌𝘶𝘳𝘰 5,00) Nel centenario della Marcia su Roma, un documentario per riflettere sull’Italia e sull’EuropaIntroducono la proiezione Francesca Cavarocchi, Francesca Di Marco e Dmitrij Palagi. 𝔽𝕚𝕣𝕖𝕟𝕫𝕖 ℂ𝕚𝕥𝕥𝕒̀ 𝔸𝕡𝕖𝕣𝕥𝕒

IL 25 SETTEMBRE STA PER ARRIVARE E NON SARÀ UN GIORNO DI FESTA. ANDIAMO A VOTARE.

14 Settembre 2022
Mancano ormai pochi giorni alla fatidica e temuta data delle elezioni politiche. Come Firenze Città Aperta non siamo parte di nessuna delle proposte elettorali in campo ma riteniamo di condividere il confronto che abbiamo fatto nel Coordinamento. Come compagne e compagni attivi siamo dentro quella grande parte del paese che vive l’annunciato successo della Meloni come un giorno di lutto. Per la democrazia e per il paese. È dal 2019, dal Papeete di Salvini, che si rinvia l’appuntamento elettorale per evitare un dominio della destra e l’assalto alla Costituzione (allora a guida Salvini, ora a guida Meloni). Per fare questo era necessario cambiare politiche, cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, creare una sinistra competitiva. Sono passati quasi tre anni, abbiamo la stessa legge elettorale ed un quadro disastroso. I sondaggi e la conoscenza di questa legge elettorale mostrano come la destra neofascista di Fratelli d’Italia sia proiettata verso il successo e la coalizione di destra si avvii a conquistare un’ampia maggioranza. Le sole incertezze che ad oggi avvertiamo sono se la destra avrà o meno la maggioranza qualificata dei seggi (67%) che le permetta di cambiare la Costituzione senza referendum e se arriverà alla maggioranza assoluta di voti validi. È un esito annunciato da anni, che si realizza nelle modalità peggiori. È una conseguenza di cosa ha rappresentato l’avvento del governo Draghi, ovvero la restaurazione dei vecchi poteri e dei soliti interessi, in un quadro bellico. E del sostegno incondizionato alla Nato e al permanere della guerra in Ucraina a qualsiasi costo. E dell’irrituale scelta del Presidente Mattarella che ha sciolto le Camere a fine luglio senza neanche le consultazioni per verificare altre soluzioni, al culmine di mesi di una campagna mediatica contro chiunque avesse contrarietà e dubbi sulla guerra e contro alcune proposte progressiste avanzate dai M5S. Il tutto è passato dalla legittimazione di Meloni come garante delle istituzioni sovranazionali, a partire da quelle atlantiche e finanziarie. Nessun allarme democratico, neppure in caso di vittoria del partito neofascista. Toni molto diversi da quelli utilizzati da moderati come Joe Biden che attacca Donald Trump definendolo, giustamente, come un quasi fascista. Di questa legittimazione appare sempre più garante lo stesso Draghi. Ma a fine luglio, allo scioglimento delle Camere, alcune azioni di salvaguardia potevano essere attivate e così non è stato per una scelta politica precisa del PD, che di fatto accetta la propria certa sconfitta consegnando il paese nelle mani di questa destra illiberale. Interrogarsi sul perché è utile anche per il domani: ricordiamo che, in chiave di emergenza democratica, poteva e doveva essere fatto un accordo tecnico fra tutti i soggetti che si oppongono alla destra nei collegi uninominali (come proposto da mille parti) così almeno da poter ridimensionare la prevedibile vittoria. Per il PD, ed il sistema internazionale di cui è parte, elemento fondativo è l’asse con gli Usa e l’impegno della Nato nella guerra escludendo qualsiasi azione per il cessate il fuoco e per la pace, non si considera in fondo questa destra e la Meloni

La Giunta dà il via alla Pistoiese Rosselli nel silenzio della stampa fiorentina. Così si devastano le Cascine.

22 Agosto 2022
Nei giorni di ferragosto la stampa locale ha dato la notizia di due delibere di Giunta: per la linea 2, si formalizza l’avvio della progettazione della variante per l’estensione della Linea 2 fino a Sesto. Per la futura Linea 4, Leopolda-Piagge (4.1) e Piagge-Campi Bisenzio (4.2), si dà il via libera al progetto di fattibilità, c’è già un cronogramma e i soldi, del PNRR. Verrà dunque dismessa come previsto,  già da settembre, la linea ferroviaria che da Porta al Prato attraversa le Cascine lungo il Canale Macinante per arrivare alle Piagge. Quello che nessuno dice, è che a questa progettazione della Linea 4.1 è associata[1] quella della Pistoiese Rosselli, una strada di penetrazione di traffico che porterà, secondo le previsioni, 1.700 auto l’ora  nel cuore delle Cascine e verso il centro[2]. Nessuno fa notare come questa nuova bretella, che verrà connessa col ponte all’Indiano, comporterà consumo e impermeabilizzazione di suolo, abbattimento di alberi, la copertura con cemento dei Canali Macinante e Goricina, perdita di biodiversità e l’aumento del traffico in città, verso il centro e dentro il parco monumentale delle Cascine. Mentre l’assessore all’ambiente dà la colpa ai vincoli della Sovrintendenza se c’è poco verde a Firenze, mentre ci parlano di deasfaltare e depermeabilizzare la città (ancora l’assessore, e il Prof Mancuso), mentre siamo in balia di eventi meteorici sempre più gravi e imprevedibili. Il giorno dopo la tempesta improvvisa e quasi imprevista che ha abbattuto migliaia di alberi in Toscana, si va avanti con questo progetto. Un’idea vecchia già quando è nata, la prima delibera è del 2006: eppure il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), se si va a leggere l’Appendice 1 conferma la  visione: “la strada Rosselli – Pistoiese con andamento parallelo alla linea ferroviaria Porta a Prato – Cascine, costituirà un asse prioritario per il collegamento della piana fiorentina con le aree più centrali della città. La vicinanza del suo estremo più periferico con il viadotto del Ponte all’Indiano (…) la renderà estremamente appetibile per il collegamento centro-periferia per i veicoli provenienti da settori urbani dell’ovest, anche diversi da quelli direttamente attraversati. L’idea è quella di realizzare una viabilità a doppio senso di marcia con poche connessioni con la viabilità esistente, con la funzione di intercettare parte del traffico proveniente sia dalla direttrice Pistoiese che dal raccordo dell’Indiano e diretto verso il centro città”. Ora diventa funzionale non solo a portare auto in centro, ma anche alle trasformazioni in corso: come chiarisce il ancora il PUMS:  “La nuova strada servirà anche a collegare in modo efficiente alla città le nuove centralità dell’ex Manifattura Tabacchi e dell’ex OGR, creando i presupposti per un miglioramento delle condizioni di esercizio del sistema della viabilità a servizio dei nuovi insediamenti”. Un progetto sbagliato, da bloccare Francesco Torrigiani – Firenze Città Aperta [1] La delibera di Giunta è chiara: “procedere alla progettazione definitiva della linea tramviaria 4.1 tratta Leopolda – Piagge e delle opere ad essa strettamente supplementari, ovvero la nuova viabilità Pistoiese – Rosselli, Parcheggio Scambiatore Svincolo Indiano e

Draghi non è il salvatore, no davvero!

20 Luglio 2022
Pensavamo di vivere l’emergenza della guerra in Ucraina, l’emergenza sociale che sta esplodendo, l’emergenza climatica che non si può più nascondere. E scopriamo, da tutti i media, che l’unica emergenza del nostro paese è la tenuta del governo Draghi. A questo coro supplicante stanno partecipando forze politiche, imprenditoriali, associative, categorie professionali, sindaci. Stiamo sbagliando? No. È una situazione che ci sbalordisce e ci preoccupa. Sbalordisce perché mostra un nucleo di interessi del tutto staccato dalla situazione sempre più difficile del paese, colpito dagli stipendi bassi e dalla precarizzazione crescente, lavorativa, sociale, sanitaria, educativa, ambientale. Ci preoccupa perché mostra una saldatura intorno a politiche conservatrici e paternalistiche e manifesta chiaramente il rifiuto di ogni dialettica democratica come quella aperta – in ritardo – dal M5S. È evidente il peso delle relazioni internazionali e dei rapporti con gli USA: Draghi è un protagonista, nella situazione di guerra, della trasformazione dell’Unione Europea in appendice della NATO. Su Draghi e cosa rappresenta (lo abbiamo definito draghismo) ci siamo espressi più volte: aprile 2021 https://www.firenzecittaaperta.it/firenze-citta-aperta-sul-governo-draghi/ giugno 2021 https://www.firenzecittaaperta.it/firenze-citta-aperta-sul-governo-draghi-e-loperato-di-nardella/ ottobre 2021 https://www.firenzecittaaperta.it/il-draghismo-imperante-primi-movimenti-sociali-lassenza-di-una-sinistra-politica-nazionale-e-bagliori-a-firenze/ Sono sempre attualissimi. Ora ci interessa riprendere 2 aspetti: ASPETTO SIMBOLICO: Draghi rappresenta una scelta di restaurazione oligarchica. Se la pandemia ha mostrato i fallimenti di trent’anni di politiche liberiste, la scelta del Presidente della Repubblica di affidare l’incarico ad uno dei massimi protagonisti di quel periodo è una scelta politica grave, una scelta d’ordine. Alla necessità di maggiore uguaglianza e stato sociale, si risponde con un paladino della diseguaglianza, comunicando in sostanza che solo un’oligarchia può gestire il paese. Se anche una dose minima di protezione sociale (su reddito e altro) non potrà essere completamente cancellata, sarà però del tutto funzionale al disegno autoritario, neoliberista e conservatore. ASPETTO DEMOCRATICO: la decisione di chiamare Draghi al vertice di governo, con la definizione del “governo dei migliori”, ha avuto il sapore di una radicale delegittimazione del ceto politico italiano, nella sua totalità. È una scelta che ha sancito la delegittimazione della politica rappresentativa, dei meccanismi democratici. In questo contesto si inserisce la CRONACA DI QUESTE ORE. Draghi pur avendo la fiducia si presenta dimissionario (in un contesto completamente al di fuori del nostro quadro costituzionale), parte la campagna mediatica di santificazione di Draghi unita al tentativo, altrettanto martellante, di distruggere la credibilità politica di Conte, colpevole, in fondo, soltanto di aver chiesto qualche timida misura progressista al governo che appoggia. La sua colpa, in questa situazione, è definibile come reato di LESA MAESTA’. E si arriva al punto culminante: non è il Parlamento che deve votare la fiducia a Draghi ma Draghi che deve darla al Parlamento. Una “MANFRINA” inaccettabile. Leggiamo appelli come “L’Italia ha bisogno di Draghi.” Quale Italia e per fare cosa? diciamo noi. Per fare quello che ha fatto in questi mesi certamente no. Conosciamo compagne e compagni che si appellano a Draghi con la motivazione che se cade vince la Meloni. A loro, di cui capiamo la paura, rispondiamo che con queste politiche, con queste scelte, senza una legge elettorale proporzionale,

FIRENZE A FIANCO DEL POPOLO CURDO.

1 Luglio 2022
MARTEDÌ 5 LUGLIO MOBILITAZIONE CITTADINANESSUN SILENZIO E NESSUNA COMPLICITÀ CON LA GUERRA E CON LA NATO • ore 18.00 PRESIDIO al consolato della Svezia- Via Bonifacio Lupi, 14• ore 18.45 CORTEO fino alla Prefettura, via Cavour Il progetto di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato rappresenta un ulteriore passo verso una guerra permanente ed una escalation militare imprevedibile.È una scelta sbagliata che allontana la possibilità di un cessate il fuoco.Mai come ora è importante mantenere viva la prospettiva di una fascia smilitarizzata dal Baltico al Mar Nero. E tutto questo viene fatto sulla pelle del movimento curdo, che in Svezia e Finlandia aveva trovato fino ad ora ospitalità. Nel protocollo d’accordo firmato si richiede l’estradizione verso le carceri turche di 33 persone. Non solo, al punto 8 del documento si prevede, «sulla base delle informazioni fornite dalla Turchia», l’estradizione di membri del Pkk, come presunti terroristi, ma anche degli appartenenti alle organizzazioni affiliate come l’Ypg curdo-siriano, le milizie che proteggono l’esistenza del Rojava.Non basta, viene sancito che Finlandia e Svezia toglieranno anche il bando alla vendita di armi ad Ankara e che la Svezia adotti una nuova legge in Svezia «più severa sulla criminalità terroristica che entrerà in vigore il 1° luglio» oltre a un «inasprimento della legislazione antiterrorismo» e la cessazione di qualsiasi supporto alle Ypg curde o al movimento di opposizione turco Gülen. Tutto questo svela nuovamente l’ipocrisia e la falsità di chi dice di combattere per libertà e diritti. La NATO, con la continua espansione e con i progetti dell’ultimo vertice di Madrid, di rafforzamento militare in Europa con nuove basi anche in Italia, oltre alle 135 esistenti, è nient’altro che strumento di guerra e tale si dimostra anche ora.NON SIAMO SORPRESE E SORPRESI di come si volti le spalle a chi ha combattuto contro l’Isis ed è sottoposto alla repressione di Erdogan: l’abbandono degli amici pro-tempore contro i nemici pro-tempore è quello che le grandi e piccole potenze hanno sempre fatto. Il progetto curdo di emancipazione sociale e popolare, anticapitalista, ecologista e antisessista rimane antagonista a questo sistema di potere e reale alternativa per l’area alle politiche di sfruttamento e guerra.PROVIAMO RABBIA E INDIGNAZIONE. Ed anche un po’ di vergogna.Il movimento curdo, che ben conosce queste ipocrisie, sa che può contare su sé stesso e sulla solidarietà reale di chi lotta per gli stessi valori. La città di Firenze, la città di Lorenzo Orsetti che ha espresso in questi anni grande solidarietà al movimento curdo, è al fianco di chi realmente combatte per la libertà e l’emancipazione, ed è messo fuori legge proprio nei nostri paesi. Nel silenzio, complice, di questa città e della Regione.Per questo – FIRENZE A FIANCO DEL POPOLO CURDO.MARTEDÌ 5 LUGLIO MOBILITAZIONE CITTADINA- PRESIDIO ORE 18.00 CONSOLATO SVEDESE Promosso da: Coordinamento Toscano per il Kurdistan, Comunità curda Toscana, Firenze Città Aperta, Associazione per Lorenzo Orsetti Orso Tekoşer, Assemblea fiorentina contro la guerraPer adesioni: toscana.kurdistan@gmail.com Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/400713198746822/

Referendum giustizia: dannosi per il Paese e per l’istituto del referendum

8 Giugno 2022
In questi mesi, come la maggior parte dei cittadini e delle cittadine italiani, non abbiamo investito grande attenzione sui quesiti sulla #GIUSTIZIA, promossi in primis dalla 𝑳𝒆𝒈𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝑺𝒂𝒍𝒗𝒊𝒏𝒊 𝑷𝒓𝒆𝒎𝒊𝒆𝒓 e depositati solo tramite la firma dei loro nove presidenti di Regione. Per buona prassi ci esprimiamo sulle cose di cui discutiamo e su cui promuoviamo iniziative. Avendo però avuto sollecitazioni da parte dei nostri iscritti e iscritte, il coordinamento di Firenze Città Aperta si è confrontato sul tema e ha deciso di rendere pubbliche le proprie valutazioni. Avremmo voluto votare i referendum sulla legalizzazione della cannabis e l’eutanasia legale, perché questi sono dei temi su cui una consultazione ampia e realmente partita dal basso può incidere e smuovere dibattito e sistema normativo. Battaglie come quella di 𝑾𝒂𝒍𝒕𝒆𝒓 𝑫𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒆𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 in Toscana sulla legalizzazione della #CannabisLegale, o quella legata al caso di 𝑭𝒂𝒃𝒊𝒐 𝑹𝒊𝒅𝒐𝒍𝒇𝒊 sul diritto a una morte dignitosa (#EutanasiaLegale) interrogano direttamente e indirettamente, un numero importante di persone che possono e devono esprimersi anche con lo strumento referendario. I #referendum che ci vengono ora proposti, invece, riguardano alcuni aspetti molto tecnici del sistema giudiziario che dovrebbero essere parte di una riforma organica, da troppo tempo necessaria. Per questo, gli esiti delle modifiche richieste dai quesiti avrebbero delle ricadute difficili, tra loro anche contraddittorie e difficili da ricondurre a sistema. L’aspetto che emerge e preoccupa è che, anziché migliorare i diritti e le domande di giustizia, esprimono una diffidenza nei confronti del lavoro dei magistrati e del controllo della legalità. Da qui le ragioni della nostra 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝗶𝘁𝗶. Il quesito sulle modalità di presentazione delle candidature dei magistrati per le elezioni del #CSM e quello sulla partecipazione dei membri laici alla redazione delle “pagelle” dei magistrati sono del tutto irrilevanti ai fini di un migliore funzionamento della giustizia. Il quesito sulla divisione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici avrebbe l’unico effetto di allontanare il Pubblico Ministero dalla cultura della giurisdizione, schiacciandolo su un’attività di polizia. Ed infatti è un 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗯𝗲𝗿𝗹𝘂𝘀𝗰𝗼𝗻𝗶𝗮𝗻𝗮. Il quesito sulla custodia cautelare è riferito a tutte le misure sia coercitive sia interdittive e quindi è ingannevole. Esclusi i delitti di mafia e quelli commessi con l’uso delle armi, l’effetto sarebbe non solo impedire la custodia cautelare per chi ha commesso reati gravi, ma anche l’allontanamento dalla casa familiare del coniuge violento o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona vittima di atti persecutori. Infine, il quesito sull’abrogazione della legge #Severino è particolarmente odioso perché abroga l’intera disciplina riguardante la decadenza e l’incandidabilità degli eletti condannati con sentenza definitiva a una pena superiore a due anni. Il referendum è uno degli strumenti principali per l’esercizio della democrazia diretta; utilizzarlo per promuovere e tutelare interessi molto particolari rischia di snaturarne la funzione, contribuendo ad allontanare ulteriormente la cittadinanza dalla partecipazione alla vita politica del Paese. La distanza fra società e istituzioni, sempre più visibile nei momenti elettorali con il costante aumento dell’astensionismo, è oggi

Lettera a Primicerio

18 Marzo 2022
Noi, come Voi, crediamo invece fermamente nella Pace come “Realismo di un’utopia” per dirla con Padre Ernesto Balducci e pertanto siamo fermamente convinti che l’invio di armi all’Ucraina, ben lungi dall’aiutare il popolo ucraino nelle sofferenze dell’aggressione subita, costituisca un clamoroso errore che porterà ancora più lutti e sofferenze e non aiuterà la soluzione pacifica del conflitto in corso. Ci opporremo ad un ulteriore aumento delle spese militari nel nostro Paese chiedendone al contrario una diminuzione ed una cessazione dell’esportazione di armi, concordando con Giorgio La Pira quando auspicava che “scompaia l’equilibrio del terrore, perchè si attui il disarmo generale e completo, perchè venga la coesistenza pacifica, perchè la persona umana sia rispettata e perchè venga la liberazione dei popoli da ogni oppressione politica, culturale, giuridica, sociali ed economica, perchè le spese di guerra siano trasformate in spese di pace”.

Solidarietà antifascista a Tomaso Montanari e Eric Gobetti.

15 Febbraio 2022
Abitare, attivare la conoscenza della storia per denunciare l’uso strumentale della memoria fa evidentemente ancora paura. L’iniziativa organizzata il 9 febbraio scorso dalla Università per Stranieri di Siena ‘Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo’ è stata bollata da Fratelli d’Italia e Forza Nuova come negazionista, generando proteste sotto l’Università. Ma soprattutto, cosa gravissima, ha costretto il Rettore Tomaso Montanari e lo storico Eric Gobetti a ricorrere alla scorta per uscire dall’Ateneo, a causa di un presidio fascista e delle numerose minacce subite da chi mette sullo stesso piano il fascismo con la #Resistenza e la #Costituzione che ne ha ereditato i principi. #Calamandrei diceva ‘𝑳𝒂 𝑪𝒐𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆̀ 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒕𝒂, 𝒍𝒂 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒐 𝒄𝒂𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒂 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒐 𝒓𝒊𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒎𝒃𝒖𝒔𝒕𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒄𝒊 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍’𝒊𝒎𝒑𝒆𝒈𝒏𝒐, 𝒍𝒐 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐, 𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒐𝒏𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒎𝒂𝒏𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒎𝒆𝒔𝒔𝒆, 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒐𝒏𝒔𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀’. La nostra solidarietà e il nostro sostegno saranno sempre al fianco di chi esercita questo impegno prendendosene carico e responsabilità tutti i giorni dell’anno. Oggi, per questo, vanno a Tomaso #Montanari e ad Eric #Gobetti. Firenze Città Aperta #GiornoDelRicordo#FoibeUniversità per Stranieri di Siena

𝗗𝗘𝗡𝗨𝗡𝗖𝗘 𝗧𝗢𝗦𝗖𝗔𝗡𝗔 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗔𝗨𝗟𝗘𝗧𝗧𝗔 𝗘 𝗧𝗢𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜: 𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗔𝗥𝗖𝗛𝗜𝗩𝗜𝗔, 𝗔𝗖𝗖𝗨𝗦𝗘 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗗𝗜 𝗢𝗚𝗡𝗜 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢

5 Febbraio 2022
“𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒆 𝒄𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒂𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆”. E’ questo il presupposto fondamentale sulla base del quale la giudice ha respinto il ricorso fatto dai legali di 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐍𝐚𝐥𝐝𝐢, amministratore delegato di 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐀𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢, contro l’archiviazione, già richiesta dal PM, nei confronti del consigliere comunale Ciccio Auletta della coalizione della sinistra “𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞” di Pisa e di Massimo Torelli, portavoce di 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚. La giudice ha così disposto 𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 del procedimento riconoscendo che quanto da noi affermato rientra nel “𝒍𝒆𝒈𝒊𝒕𝒕𝒊𝒎𝒐 𝒆𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂”. In particolare “𝒍𝒆 𝒐𝒔𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒆 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝑪𝒐𝒓𝒑𝒐𝒓𝒂𝒄𝒊𝒐𝒏 𝑨𝒎𝒆𝒓𝒊𝒄𝒂 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒔.𝒑.𝒂. 𝒆 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒆𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒔.𝒑.𝒂. -𝒅𝒊 𝒄𝒖𝒊 𝒊𝒍 𝑵𝒂𝒍𝒅𝒊 𝒆̀ 𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒆𝒈𝒂𝒕𝒐- 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒍𝒆𝒈𝒊𝒕𝒕𝒊𝒎𝒆 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒅 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒂𝒅𝒖𝒕𝒆 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒔𝒖𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒅𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒆𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒊𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒍𝒐𝒄𝒂𝒍𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂”.In altre parole, la giudice ha confermato quanto già sostenuto dal PM: la totale infondatezza delle accuse di Toscana Aeroporti. Si tratta di una sconfitta pesantissima e senza appello per questa società, che ha tra i suoi soci anche la 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 e i Comuni di 𝐏𝐢𝐬𝐚 e 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞. Hanno imbastito questa denuncia sul nulla solo per provare ad intimidire noi e soprattutto mandare un monito, come lo stesso Naldi ha ripetuto pubblicamente, contro chiunque si voglia opporre ai progetti di questa multinazionale che prova a svendere i lavoratori e le lavoratrici, come nel caso del comparto dell’handling, e a realizzare una grande opera, come la nuova pista di Peretola, che porterà solo devastazione e speculazione. Si tratta di una ulteriore conferma del disprezzo che Toscana Aeroporti ha per le forme della democrazia previste dalla nostra Costituzione in cui, invece, la libera informazione e il ruolo dei rappresentanti eletti dal popolo sono strumenti fondamentali. Questa sentenza mette a nudo la strategia di intimidazione che questa società ha provato a portare avanti, strategia che abbiamo battuto anche nelle aule giudiziarie. 𝗣𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗔𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼.In questo quadro è emerso il sostegno nei fatti a Toscana Aeroporti, di cui è presidente 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐫𝐚𝐢, da parte della Regione Toscana che non ha preso minimamente parola su questa denuncia intimidatoria e del 𝐏𝐃 di #Firenze, che ha bocciato in commissione al Consiglio Comunale di Firenze una mozione di invito a ritirare l’opposizione all’archiviazione, atto che invece il Consiglio comunale di #Pisa ha assunto alla unanimità. 𝑫𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆: 𝑼𝒏𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 – 𝑹𝒊𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒔𝒕𝒂 𝑷𝒊𝒔𝒂- 𝑷𝒊𝒔𝒂 𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆𝑭𝒊𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝑨𝒑𝒆𝒓𝒕𝒂𝑺𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂 𝑷𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒐 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 – 𝑭𝒊𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆

La candidatura di Berlusconi è un oltraggio al pudore.

18 Gennaio 2022
ELEZIONI PRESIDENZIALI- La candidatura di Berlusconi è un oltraggio al pudore. Ma non basta stopparla per rispettare la Costituzione. In queste ore, dopo l’ufficializzazione da parte della Destra del sostegno alla candidatura di Berlusconi, stanno piovendo appelli molto condivisibili ma poche mobilitazioni, che mostrino lo sdegno. Per questo ci dichiariamo disponibili a mobilitarci, in piazza, nel prossimo week end. E sarebbe importante farlo in contemporanea in tante città d’Italia. Non possiamo assistere in silenzio, solo sui social, ad un oltraggio al pudore, quale è solo il proporre Berlusconi alla presidenza della Repubblica. Non ci volevamo credere, ma questa candidatura esiste. Come scrivono Ferrajoli e altri “Silvio Berlusconi, protagonista di uno scontro che per lunghi anni ha diviso il nostro Paese, già esponente della loggia P2 che aveva come fine l’instaurazione in Italia di un’altra Repubblica, titolare tuttora di un vistoso conflitto di interessi, condannato per gravi reati, prosciolto per prescrizione da delitti di corruzione e tuttora imputato in procedimenti penali, non ha i requisiti per poter svolgere le funzioni di Capo dello Stato. Riteniamo pertanto un’offesa alla dignità della Repubblica e di milioni di cittadini italiani il fatto che venga candidato e votato come Presidente della Repubblica.” Come nell’appello https://www.change.org/p/una-candidature-che-offende-le-donne la candidatura di Berlusconi legittima la mercificazione costante del corpo femminile, praticata e promossa nell’ambito di un indecente sistema di scambio prostitutivo tra potere, denaro e sesso. Ma la risposta ad una candidatura irricevibile non può essere l’elezione di Mario Draghi, con il suo spostamento da capo del Governo a Presidente della Repubblica. Sarebbe una svolta iperpresidenzialista “di fatto”, che non è prevista dalla nostra Costituzione. Sarebbe una conferma dell’incapacità della classe politica di guardare oltre i fragili equilibri che la sostengono, affidandosi sempre di più nelle mani di un solo uomo ritenuto capace di garantire la governabilità del paese. La governabilità, forse, ma non certo l’applicazione della Costituzione, il superamento delle disuguaglianze, la tutela delle fasce più fragili della popolazione. Ricordiamo che Il Presidente della Repubblica deve essere espressione de ’“l’unità nazionale”, come richiede l’articolo 87, 1° comma della Costituzione. È garante di questa Costituzione e deve assicurare fedeltà ad essa come impone l’articolo 91. L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica, come è preteso dall’articolo 84, 2° comma. Egli presiede il Consiglio Superiore della Magistratura a garanzia dell’autonomia e indipendenza dell’ordine della magistratura da qualsiasi altro potere, come è scritto negli articoli 87 e 104.” Una alternativa ancora esiste, gracile ma da praticare, e sta proprio nella Costituzione. Mobilitiamoci per pressare i partiti e i parlamentari affinché- come chiede Libertà e Giustizia- avvertano la responsabilità di “nobilitare” l’elezione del Presidente con una figura di cui essere orgogliosi, che rappresenti un modello civile e che parli al Paese con una voce autorevole e indipendente, che rispetti la Costituzione e ne incarni i valori più profondi. E non è vero che non esistono altri nomi. Basta uscire da questa gabbia. In questo paese esistono figure e storie di DONNE che risponderebbero benissimo a questo profilo. Da fiorentine e fiorentini sappiamo, ad esempio, che la giudice Costituzionale Silvana

𝗡𝗮𝗹𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗹𝗮𝘁𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗿𝗲𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗔𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶. 𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮.

13 Gennaio 2022
Comunicato stampa 13/01/2022 “La scelta fatta ha già segnato un punto positivo e vale come monito a chi si arroga il diritto di calunnia”. Sono queste le affermazioni rilasciate alla stampa ( allegato) dall’amministratore di Toscana Aeroporti, Roberto Naldi, per spiegare il significato della querela per diffamazione fatta nei nostri confronti, su cui il PM già chiesto l’archiviazione.In maniera plateale e spudorata Naldi conferma che l’azione della società è una intimidazione e che al di là dell’esito giudiziario il suo risultato è già stato raggiunto: chiunque vuole criticare l’operato di Toscana Aeroporti è avvertito su cosa gli accadrà. Siamo di fronte ad un messaggio di una gravità inaudita che conferma non solo l’arroganza e protervia di questa multinazionale, ma anche la mancanza di qualsiasi rispetto verso i fondamenti dell’assetto democratico, attraverso un uso spericolato dello strumento giudiziario. Si fanno le denunce non perché si pensa che siano minimamente fondate, come lo stesso PM ha oltretutto chiarito, ma per mandare un messaggio molto preciso: nei confronti di Toscana Aeroporti non vale il diritto di critica ma solo il principio feudale di lesa maestà.Con queste dichiarazioni, qualora ce ne fosse bisogno, Naldi getta definitivamente la maschera sull’obiettivo tutto politico che la società cerca di raggiungere con queste querele, inviando un segnale chiaro al mondo della politica, alle istituzioni, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e movimenti che difendono il territorio e l’ambiente dai devastanti progetto urbanistici ed immobiliari di Toscana Aeroporto. Siamo alla sacralizzazione ed intoccabilità degli interessi privati.𝗡𝗼𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗶𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼, 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗶𝗿𝗲: 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗰𝘂𝘀𝗲.Di fronte a simili affermazioni occorre una presa di distanza ed una condanna netta da parte dei soci pubblici, ma anche di tutte le forze politiche e sindacali a livello locale e regionale. Qui è in gioco il concetto stesso di libertà di opinione e per questo già nei prossimi giorni rilanceremo nuove iniziative pubbliche in vista dell’udienza del prossimo 26 gennaio – 𝐷𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑃𝑖𝑠𝑎: 𝑈𝑛𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 – 𝑅𝑖𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 – 𝑃𝑖𝑠𝑎 𝑃𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒– 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝐴𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎– 𝑆𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 – 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒

Il Draghismo imperante, primi movimenti sociali, l’assenza di una sinistra politica nazionale e bagliori a Firenze

10 Gennaio 2022
Draghi: La ripresa dell’attività dopo l’estate, come discusso nel nostro precedente incontro di giugno, si caratterizza dallo sviluppo in tutta la sua forza dell’azione del governo Draghi. Un governo conservatore, sempre sintonizzato con le richieste di Confindustria, sta portando avanti cambiamenti radicali, pessimi, che investono la struttura democratica del Paese e che rimuovono, atto dopo atto, il tema della giustizia sociale nel nostro paese. Draghi sta svolgendo questo ruolo con grande capacità, viene applaudito e rispettato dalla gran parte delle forze politiche, dal complesso dei media e da buona parte dell’opinione pubblica. Il carattere del governo è ben espresso da questo passaggio all’assemblea di Confindustria: “alcuni Paesi hanno affrontato gli anni 70, che sono stati anni difficilissimi, con successo. E una caratteristica che separa questi paesi dall’Italia, è proprio il sistema di relazioni industriali. In questi Paesi le relazioni industriali, pur stimolate, pur stressate da quello che avveniva intorno, sono state relazioni industriali buone.” Di conseguenza individua nelle lotte operaie e nei diritti sindacali la fine della competitività, priorità e valore assoluto dell’azione di Governo, dell’Italia. E coerentemente con il Pnrr sta predisponendo uno Stato debole, pagatore dei conti delle aziende, affidando tutto (anche i servizi locali con l’annunciata riforma Concorrenza) alla centralità delle aziende a cui sono affidati decine di migliaia di miliardi. Quindi un paese che non ha un progetto industriale, non ha un piano per lavoro, che si ritroverà tra 5 anni più arretrato degli altri paesi europei che stanno investendo sul rafforzare lo Stato, per renderlo resistente a nuove pandemie, e sulla transizione ecologica. FISCO In questo contesto si inseriscono varie riforme. La più importante è l’annunciata riforma fiscale. Una riforma a misura di Confindustria, che ha il perno nel taglio delle tasse alle imprese. Una riforma che può essere così definita “Lo stato che non ridistribuisce”. Cosa prevede: ▪️Meno tasse per i redditi societari; ▪️No a riforma progressiva del fisco; ▪️Via l’Irap (utilizzato al 90% per i trasferimenti alle Regioni destinati al Fondo Sanitario Nazionale, quindi alla sanità pubblica!) Il dibattito che si è aperto è emblematico del periodo che stiamo vivendo: senza guardare il merito, per difenderla dalle critiche di Salvini su punti marginali e che non sono all’ordine del giorno, questa proposta viene battezzata e difesa come simbolo del progressismo. DRAGHISMO Questo è il DRAGHISMO, una forma di controllo del dibattito politico, che fa passare per normali, accettabili, inevitabili o quasi, proposte che rimuovono i principi della lotta alla diseguaglianza. Il ‘whatever it takes’ applicato in casa alza una cortina fumogena e fa quindi dimenticare che dal 31 ottobre ci sarà lo sblocco generalizzato dei licenziamenti. E rimuove il tema del lavoro povero nero e sempre più pericoloso, dei bassi salari, della povertà e delle diseguaglianze crescenti. Agisce nella disattenzione generale, di un’opinione pubblica che sta allontanandosi forse dai sovranismi e dagli estremismi, che cerca una guida riconosciuto a livello internazionale e dalla forma pacata per passare una nottata che si sta facendo sempre più buia per tanti e tante. Il Draghismo spicca

𝗜𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶

3 Gennaio 2022
Abbiamo scoperto sotto le feste che 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒓𝒆𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 ha denunciato il nostro portavoce Massimo Torelli, il consigliere comunale di Pisa Ciccio Auletta e altri.Per cosa: per l’attività politica a difesa dei #lavoratori e delle #lavoratrici di #Toscana #Aeroporti (diretti, indiretti, in appalto) e contro una grande opera devastante come la nuova Pista di #Peretola da 2400 metri. Il Gip ha chiesto l’archiviazione chiarendo che non si tratta in alcun modo di diffamazione, ma di critica politica, evidenziando che non c’è un intento diffamatorio ma il solo ed esclusivo fine di criticare una strategia di carattere politico-economico e riaffermando la piena legittimità della critica politica. Ma 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒓𝒆𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 ha fatto #opposizione, continuando la propria azione di #intimidazione. E quindi ci sarà un’udienza preliminare il 26 gennaio, in cui il giudice dovrà decidere se archiviare o meno il procedimento. Di cosa è accusato Massimo? Del fatto che sulla nostra pagina sia stato condiviso questo comunicato del gruppo consiliare: https://www.facebook.com/Firenzecittaaperta/posts/2846998302252388 (circostanza curiosa e che forse è sfuggita a chi indaga: il comunicato incriminato è presente sul sito del #Comune di #Firenze). Domani, 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟰 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟮 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗖𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗔𝘂𝗹𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗹’𝗮𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝘀𝗮, 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 Dmitrij Palagi, e con i compagni e le compagne di 𝑫𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆: Una città in comune – Rifondazione Comunista Federazione di Pisa – Pisa Possibile – Comitato ‘Gli Spettinati’.In questi anni abbiamo portato avanti insieme la battaglia contro la nuova pista di Peretola, a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici. Non ci facciamo certo intimidire e domani rilanceremo le nostre battaglie a tutela degli interessi pubblici. 𝙀 𝙘𝙞 𝙨𝙩𝙧𝙞𝙣𝙜𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙖 𝙈𝙖𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙚 𝘾𝙞𝙘𝙘𝙞𝙤. Firenze Città Aperta https://www.facebook.com/Firenzecittaaperta/posts/3144529019165980

Il divieto di manifestazione è un atto di eversione costituzionale. Come è possibile applaudirlo??

10 Novembre 2021
Il Ministero dell’Interno, tramite messaggi social e dichiarazioni, annuncia il divieto dal 10 novembre tutte le manifestazioni nei centri storici “tutte non solo quelle no greenpass e no vax” dichiara il sottosegretario Sibilia. Solo presidi statici quindi e cortei in zone periferiche.Ci sono tutti i mezzi per impedire gli assembramenti senza mascherine, con i conseguenti contagi, di alcune manifestazioni No greenpass, ma si sceglie di vietare le manifestazioni a tutti.Non lo condividiamo, è un fatto grave che crea una situazione di limitazione alla libertà di manifestare gravissima.E lo fa, e questo aumenta la gravità, raccogliendo la richiesta dei commercianti. Lo shopping pre-natalizio deve andare avanti, la democrazia costituzionale può andare indietro fino a scomparire. Questa decisione rientra nella cultura di Draghi, che rigetta il conflitto e impone il silenzio, in nome dell’ordine costituito e del profitto. Ma il consenso che sta ricevendo da forze politiche che si dichiarano democratiche ci lascia sconcertati e preoccupati. Firenze Città Aperta

La vergogna dell’affossamento del disegno di legge Zan

27 Ottobre 2021
L’affossamento del Disegno di Legge Zan contro l’omolesbobitransfobia è una marcia indietro grave nel cammino di emancipazione culturale del nostro Paese, uno stop pesante all’affermazione dell’eguaglianza dei diritti delle persone contenuta nell’art. 3 della Costituzione, un atto di inciviltà politica che si inserisce cupamente nella negazione in atto, da parte delle destre al governo di alcuni paesi europei, del contrasto alla violenza ed alle discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. In Italia questo avviene grazie all’alleanza in Parlamento fra le forze della destra e parte del centrosinistra, grazie soprattutto ai voti di Italia Viva, ampiamente e non da ora minacciati e usati come arma di ricatto. Una sconfitta annunciata dell’equità e della democrazia, che mette in luce tutte le contraddizioni e la debolezza intrinseca del centrosinistra, non solo sul terreno dei diritti sociali ma anche su quello dei diritti civili. Firenze Città Aperta #DDLZan

𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝗮𝘂𝗱𝗶𝘁𝗮. #iostoconmimmolucano

30 Settembre 2021
13 anni e 2 mesi di carcere e 700mila € di multa per Mimmo Lucano, che secondo il presidente del Tribunale di Locri è a capo di una associazione a delinquere. La richiesta della Procura è stata raddoppiata. Siamo storditi, arrabbiati e stupiti per questa pesantissima sentenza. Che vuole cancellare il modello #Riace e tutto quello che ha rappresentato in Italia e nel mondo. Aspettiamo con fiducia l’appello, e come Firenze Città Aperta ribadiamo con maggiore forza il nostro affetto solidale e la nostra stima incondizionata a Mimmo #Lucano e al modello di accoglienza che ha portato avanti per anni. #iostoconmimmolucano #eoracondannatecituttietutte #Riacenonsiarresta

Turno di notte in Gkn

1 Settembre 2021
Ultimi giorni di agosto, arriva il mio turno di sorveglianza notturna alla GKN di Campi Bisenzio. Fabbrica occupata. Si comincia alle 22 e si arriva alle 06, quando entra un altro gruppo. Quattro postazioni, agli angoli del quadrilatero enorme costituito dalla fabbrica. A noi tocca il “cinema”, proprio alle spalle della mega multisala di una zona che è quasi una sintesi perfetta di questa post-modernità. Iper centro commerciale da un lato, multisala dall’altro, i grandi magazzini dei centri della logistica, alcune fabbriche e l’immigrazione cinese tutt’intorno. Dove arriviamo c’è una specie di capannino coperto con teli di plastica perché quella del cinema è la postazione più aperta, da proteggere dal vento. In realtà, si capirà presto, dal freddo. Passano quasi subito a prendere le prenotazioni per gli spaghetti, programmati alle due di notte. Nello spazio all’ingresso dove si mangerà abbiamo già preso il caffè. Arriveranno anche latte e brioche verso le quattro di mattina. Inutile dire che l’atmosfera è magnifica. Siamo fra compagni. Si spezza il pane insieme, questa notte spaghetti e brioche. Sono momenti di una specie di amore politico, ci si sente straordinariamente vicini a degli sconosciuti. Fratelli. Verso mezzanotte arrivano cinque giovani operai. In quella postazione ci siamo solo noi, “esterni” di Firenze Città Aperta, e vogliono esserci per darci nel caso una mano. C’è infatti una ricetrasmittente per comunicare con la base, e nessuno di noi la sa usare. Portano un pallone, un cane e anche delle coperte. Il cane si occupa intensamente del pallone. Ci dicono che abbiamo beccato proprio la notte che segna la fine dell’estate. Hanno l’aria di scusarsi, quasi fosse colpa loro – oppure è il loro modo un po’ timido di ringraziarci per il gesto di solidarietà. Chiaro che ci considerano un po’ vecchietti dunque fragili. E non è che sbaglino di molto. Due operai ci fanno visitare l’interno della fabbrica. Sembra tutto nuovo, enorme, pieno di box e celle, monitor dappertutto, macchine e robot dalle braccia grandi, alcuni lucidissimi. Nuovi. Ci spiegano tutto, veramente tutto, come fosse la fabbrica una loro creatura, e noi facciamo finta di capire, ma è un linguaggio tutto particolare. Ci spiegano che è come un organismo vivente di cui bisogna avere cura (anche con le trappole per i topi che se no si mangiano i cavi), e in effetti sembra di sentire il respiro della megamacchina, ronzii, vibrazioni – artificiale e potente, come in certi film di fantascienza. Il più giovane dei due ci fa vedere i pezzi che giacciono nei contenitori, inutilizzati. Già venduti e abbandonati. Prende un lungo cilindro di ferro, ci dice che è un semiasse della Ferrari, Guardate che meraviglia. Dice anche che deve smettere, se no gli viene da piangere. Qui c’è ancora una sorta di sincero orgoglio del lavoro, del lavoro fatto bene. Quei pezzi così puliti sono figli di una meccanica che – per quanta automazione ci sia – ha sempre assoluto bisogno dell’intervento umano. Chi decide le procedure non ha quasi contatto con la realtà del lavoro. Tecnici e

Bando per lo stadio: i nostri dubbi, le nostre proposte.

29 Luglio 2021
𝗕𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼. 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝘂𝗻𝗱𝘂 𝗲 𝗗𝗺𝗶𝘁𝗿𝗶𝗷 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗴𝗶 (𝗦𝗣𝗖), 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗻𝗱𝗿𝗶 𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗚𝗲𝗻𝗴𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶 (𝗦𝗣𝗖 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝟮), 𝗧𝗼𝗺𝗺𝗮𝘀𝗼 𝗚𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶, 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗭𝗼𝗹𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 (𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮): “𝗜 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶, 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲”28 luglio 2021“Oggi è prevista la prima scadenza per i chiarimenti di primo grado, questa mattina si è tenuta una seduta di due commissioni per il concorso internazionale. Molti gli elementi di preoccupazione”“La giornata di oggi prevedeva la scadenza per i chiarimenti di primo grado sul Concorso Internazionale per la riqualificazione dell’area di Campo di Marte Nord e dello stadio di Pier Luigi Nervi di Firenze. Questa mattina – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu con i consiglieri di Sinistra Progetto Comune al Q1 Lorenzo Palandri e Francesco Gengaroli e con Tommaso Grassi, Filippo Zolesi e Massimo Torelli di Firenze Città Aperta – si è tenuta una seduta delle commissioni 3 e 5 congiunte, per dare informazioni su questo percorso, verso il quale abbiamo numerosi dubbi.Siamo sempre stati per una soluzione che garantisse un futuro pubblico del Franchi, ma vogliamo che le cose siano fatte bene. La documentazione ci pare evanescente e i tempi troppo stretti. Ci viene da dire che la vittoria da parte di uno studio come quello di Casamonti non ci stupirebbe.Che fine hanno fatto le promesse del Sindaco pre-Covid-19 sull’uso di risorse comunali, ora che al 50% il bando è coperto dalla sponsorizzazione della Fondazione Cassa di Risparmio e da Banca Intesa?Qual è l’idea di fondo del futuro di Campo di Marte e che ruolo avrà il consiglio comunale rispetto agli ampi margini lasciati alla progettazione, anche in modo improprio?Che tipo di mobilità è ipotizzata, concretamente?Nell’introdurre la conferenza stampa Massimo Torelli ha insistito sul fatto che è un’opera fondamentale per la città e che per questo c’è preoccupazione per i punti aleatori e precari dell’operazione nel suo insieme”.Lorenzo Palandri ha evidenziato “l’assenza di una progettualità sugli usi degli spazi e dell’area circostante, considerando problematici i 15.000 metri quadri di aree direzionale, residenziale e alberghiera previste, a cui si aggiunge un parcheggio in uno spazio di pertinenza di Ferrovie dello Stato che non si sa come dovrà essere recuperato. Quei 3.000 posti vicini allo stadio come faranno a non essere un ulteriore attrattore di traffico?”.Filippo Zolesi ha mostrato “mappe alla mano” come “ci sia un’intera area che rischia di rimanere scoperta anche una volta che verranno realizzate le linee della tramvia annunciate. Il tessuto urbano nel suo insieme è privo di una visione pubblica: ci sembra che troppo sia stato lasciato alle decisione dei privati”.Antonella Bundu era presente in commissione oggi, “la prima vera occasione per il Consiglio comunale di avere qualche informazione da parte dell’Amministrazione. Evidenzia le contraddizioni delle dichiarazioni della Giunta sui flussi turistici e le trasformazioni urbanistiche della città, con cui si rende chiara l’assenza di una progettazione pubblica effettiva”.Tommaso Grassi chiude su “quanto potrebbe essere nascosto dietro alla mancanza di chiarezza: quei 15.000 metri quadri sono lì per far quadrare i conti economici alla

Genova 2001/Genova 2021

15 Luglio 2021
Un ventennale segnato da numerosi attacchi all’occupazione, sostenuti dal Governo Draghi di Moreno Biagioni Come prima, peggio di prima – Da più parti, a più riprese, è stato riaffermato che dopo la pandemia la situazione sarebbe stata ben diversa da prima. E’ vero, se ne hanno molte avvisaglie, nel mondo del lavoro e nella società. Solo che ci troveremo, ci stiamo già trovando, in una situazione diversa sì, ma peggiore di quella precedente: stanno aumentando gli incidenti, spesso mortali, sul lavoro, sono entrate in azione, in alcuni casi, “squadracce” di picchiatori per impedire i picchettaggi anti-crumiri degli scioperanti, è iniziata la stagione dei licenziamenti, nonostante le diatribe fra chi voleva che la moratoria si prolungasse per lo meno fino ad agosto e chi invece voleva dare licenza di licenziare a partire da subito (la soluzione è stata il cosiddetto “avviso comune”, cioè la benevola sollecitazione ai “padroni” a voler cercare tutte le strade possibili prima di procedere ai licenziamenti). La Multinazionale inglese Melrose, – e non è certo un caso isolato – non ha fatto ricerche del genere né avviato confronti: ha deciso di chiudere la produzione a Campi Bisenzio, probabilmente per delocalizzarla laddove si ha un costo minore e probabilmente vi sono maestranze non sindacalizzate e quindi meno combattive: i/le 422 operai/e della Gkn Driveline dalla sera alla mattina si sono ritrovati senza lavoro (con conseguenze anche sull’indotto), avvisati/e da una mail sulla loro pec. Il necessario rilancio della lotta di classe – Da tempo c’è chi sostiene che “siamo tutti sulla stessa barca” (specialmente ora durante la pandemia) e che “non esistono alternative” (in inglese questa affermazione della signora Thatcher veniva condensata nell’acronimo TINA – There Is Not Alternative -), derivandone, come conseguenza, che le lotte sindacali e sociali non avevano e non hanno più senso. L’economista Luciano Gallino riteneva, peraltro, già qualche anno fa, che la lotta di classe non era  mai venuta meno, solo che, al momento, l’avevano vinta alla grande i padroni e si trattava di passare alla controffensiva. La situazione da allora non è cambiata, anzi, se possibile, si è ulteriormente aggravata, con il mondo del lavoro che è stato messo ancor più nell’angolo. Tanto è vero che in certi settori siamo tornati a condizioni lavorative dell’Ottocento, con la necessità di battersi nuovamente per ridurre l’orario di lavoro (ricordate il film “I compagni”, in cui Monicelli ci raccontava la storia di una lotta, nella Torino ottocentesca, per ridurre l’orario da 14 a 13 ore?). Grazie signora Thatcher e grazie signor Renzi  – L’intento dei “padroni del vapore” è di potersi liberare il più possibile dai “lacci e lacciuoli” dei contratti a tempo indeterminato per poter usufruire del lavoro precario, la forma oggi prevalente grazie a provvedimenti governativi che hanno avuto la loro punta di diamante nel “job act” di Renzi (sulle orme del suo modello inglese Tony Blair, il laburista degenere che aveva portato a compimento l’attacco a lavoratori e lavoratrici avviato dalla signora Thatcher). In certo qual modo, si fa un’operazione egualitaria, ma

Non è questa la Firenze che vogliamo

14 Luglio 2021
Firenze Città Aperta aderisce allo sciopero regionale del 19 luglio in sostegno a lavoratori e lavoratrici della GKN e dell’indotto. Il più grande licenziamento di massa dopo lo sblocco, avviene nel nostro territorio. Chi ha taciuto mentre veniva sancito lo sblocco dei licenziamenti, abbia la decenza di continuare a tacere. E ricordiamo che non è vero che le istituzioni sono assenti. Le istituzioni sono presenti ed in prima linea protagoniste di questa decisione, sono le istituzioni che l’hanno permessa, consentita, autorizzata e legittimata. E ci riferiamo anche alle istituzioni locali: le parole di solidarietà del presidente della Regione Toscana suonano di vuota retorica, così come quelle del sindaco di Firenze e della Città Metropolitana: hanno taciuto quando veniva deciso lo sblocco dei licenziamenti. Apprezzabile invece il segnale che manda il Sindaco di Campi Bisenzio, che firma un’ordinanza per impedire a TIR e camion di avvicinarsi alla fabbrica, in modo da non consentire alla proprietà di portare altrove i macchinari. Riteniamo questa lotta di importanza essenziale. Al di là dell’impietosa e quasi sadica modalità di licenziamento, questa vicenda dimostra prima di tutto la scarsa utilità dell’avviso pubblico firmato dalle Parti Sociali e dal Governo lo scorso 29 giugno. E dimostra come l’Art. 41 della Costituzione, che stabilisce che l’iniziativa privata non possa “svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, sia sempre meno tutelato. La risposta del territorio a questo attacco al diritto al lavoro e a una vita dignitosa, è stata ed è straordinaria, e come Firenze Città Aperta aderiamo allo sciopero regionale del 19 luglio, e invitiamo iscrittə e simpatizzanti dell’associazione a unirsi alle mobilitazioni. Firenze Città Aperta parteciperà inoltre al presidio davanti alla Prefettura in Via Cavour domani 15 luglio, in concomitanza con la riunione del Tavolo GKN convocato dal MISE a Firenze, cui parteciperanno anche i vertici di GKN. #insorgiamo, non è questa la Firenze che vogliamo!  “Se sfondano qua, sfondano dappertutto. Questa è una vertenza nazionale. La controparte non ha alcuna affidabilità. Il dito è puntato sul Governo.” (Collettivo di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze)