Il 1 marzo scatta il divieto di taglio della vegetazione a tutela della nidificazione. Ieri lungo le sponde dell’Arno, tra Ponte alle Grazie e Ponte San Niccolò, nell’area del cosiddetto Terzo Giardino, alberi e canneti sono stati eliminati, distruggendo un sito di nidificazione per oltre 56 specie censite da Alessio Rivola (che ringraziamo per le foto e la segnalazione). Intervenire due giorni prima del divieto suona beffardo: questa primavera lì non nidificherà nulla.
Il tutto sarà giustificato con la “sicurezza idraulica”, ma questi lavori — come già segnalato anche da noi, evidentemente invano — erano iniziati da oltre un anno (settembre 2024). E resta incomprensibile il silenzio di Quartiere 1 e Comune di Firenze: se la gestione del bacino è regionale, la tutela dell’ambiente urbano è responsabilità del Comune. La Commissione Ambiente non ha mai preso posizione sulla distruzione della vegetazione riparia del Terzo Giardino.
La domanda è semplice: che idea di città vogliamo?
Una Firenze che arriva sempre “un attimo prima del divieto” per cancellare pezzi di natura, o una che protegge davvero i suoi ecosistemi urbani? Servono trasparenza, responsabilità e l’impegno a non ripetere questi interventi.
L’Arno non è un cantiere da ripulire in fretta: è un habitat da custodire, per la biodiversità e per la cittadinanza.




