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Oltre 300 firme per la salute di tutti e la pace

29 Marzo 2020
L’appello lanciato dall’associazione politica Firenze Città Aperta già ha raccolto più di 300 firme. S’intitola Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari ed è indirizzato al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, al Sindaco di Firenze Dario Nardella e alla Prefetta di Firenze Laura Lega. La richiesta: le Istituzioni Locali e la Regione si adoperino perché la produzione di armi venga immediatamente esclusa dalle produzioni ritenute essenziali e, conseguentemente, si consenta ai lavoratori impegnati in questo settore di stare a casa. Nell’emergenza che stiamo attraversando, di fronte alle vistose falle del nostro sistema sanitario, di fronte a un’area sempre più vasta di cittadine e cittadini in gravi difficoltà economiche, di fronte alla necessaria chiusura di molte attività produttive e commerciali, le industrie di armi continuano indisturbate a costruire strumenti di distruzione. È il momento di dire basta, di fermare la produzione bellica, di riequilibrare il sistema di priorità del nostro paese, mettendo al primo posto la difesa e la promozione della salute di tutte e di tutti, la difesa dei diritti del lavoro, una reale redistribuzione delle ricchezze. Per questi motivi l’associazione Firenze Città Aperta ha lanciato l’appello Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari, che si pone come punto di partenza per chiedere al Governo italiano, da ora e nei prossimi mesi, di fermare la produzione e il commercio di armi, di ridurre drasticamente le inutili spese militari destinando tali fondi a settori ben più vitali del bilancio statale, di progettare una riconversione dell’industria bellica verso produzioni socialmente utili. La petizione è stata pubblicata su Change.org e ha rapidamente ottenuto la positiva accoglienza di centinaia di firmatari indignati. Di seguito il testo integrale dell’appello: Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari. Chiudiamo lo stabilimento degli F-35 e tutti gli impianti delle produzioni militari! Riteniamo che la produzione di armi – già da impedire o, quanto meno, limitare, in tempi normali – sia assolutamente da bloccare oggi a causa del Coronavirus e che vada tolta immediatamente dalle produzioni ritenute essenziali. Come sostiene la campagna lanciata da Sbilanciamoci, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo, a cui aderiamo, le fabbriche vanno immediatamente chiuse e va chiuso, fra gli altri, lo stabilimento di Cameri (Novara), che produce e assembla i caccia F-35, gli aerei da guerra di cui andrebbero definitivamente impediti sia la produzione, sia l’acquisto. Lo stabilimento di Noveri è ancora aperto nonostante due lavoratori siano già stati riscontrati positivi al Coronavirus. Anche le aziende militari dell’area fiorentina, a partire dalla Leonardo (ex Galileo), devono chiudere immediatamente e per questo chiediamo l’intervento della Prefetta di Firenze. Pensiamo anche che il blocco da noi richiesto debba essere anche uno stimolo per considerare seriamente la riconversione delle fabbriche che producono armi e sistemi d’arma. Chiediamo alla Regione Toscana e alle Istituzioni Locali di intervenire in appoggio a questo nostro appello e di adoperarsi perché l’emergenza attuale sia finalmente l’occasione per l’applicazione dell’Articolo 11

Resistere all’emergenza: il lavoro nei provvedimenti del governo in materia di Coronavirus

24 Marzo 2020
Care e cari Vi invitiamo a partecipare martedì 24 Marzo alle 18:30 al seguente video-incontro “Resistere all’emergenza: il lavoro nei provvedimenti del governo in materia di Coronavirus“ conavv. Danilo Conte, giuslavoristaprof. Giovanni Orlandini, Università di Sienadel “Centro Studi Diritti e lavoro flash“ Testo in PDF del DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18. PER PARTECIPAREDato che i numeri sono limitati dalla piattaforma, chiediamo di inviare una conferma di partecipazione a: firenzecittaaperta@gmail.com Altrimenti, se sono rimasti posti disponibili, puoi collegarti all’ora precisa a questo link. Se richiesto Numero riunione (codice di accesso): 146 138 810Password riunione: nUKnnMuq372 Da PC o smartphone di sarà richiesto di installare un programma o app per eseguire un’applicativo. È assolutamente normale e si tratta di servizi sicuri; se utilizzate smartphone consigliamo l’uso di internet tramite wireless dato che si utilizza una quantità di banda rilevante.Si consiglia l’uso di cuffie. Firenze Città Aperta Foto di rottonara da Pixabay

Siamo in guerra: un messaggio sbagliato alla cittadinanza

19 Marzo 2020
Siamo in guerra, ci ripetono dalla Giunta di Firenze. Tutto quel che viene fatto è quindi necessario, senza possibilità di replicare, sembra si voglia implicitamente intendere. Così vorrebbero che apprendessimo passivamente di un gruppo di container in un parcheggio scambiatore, per accogliere eventuali persone affette da COVID-19. Si sta realizzando quest’area di emergenza in viale Guidoni, nonostante la città sia svuotata dagli insostenibili flussi turistici a cui era sottoposta. Tra i provvedimenti nazionali per far fronte all’emergenza che stiamo attraversando c’è anche quello che offre la possibilità di requisire immobili per sei mesi (o periodi superiori se la crisi non si risolverà positivamente in questo lasso di tempo). Si è già fatto tutto il possibile in questo senso? Perché un campo allestito in 48 ore manda un messaggio sbagliato alla cittadinanza. Soprattutto se a chi solleva dubbi si risponde: così è, punto. Governare in emergenza vuol dire farlo con senso di responsabilità e capacità di ascolto. Aver pensato a questo campo di accoglienza con i container come risposta a una possibile emergenza è un errore. Quanti immobili erano destinati a struttura ricettiva e ora sono vuoti? Il bisogno delle persone e la loro dignità devono essere tutelati, come la salute pubblica! Dmitrij PalagiConsigliere Comunale di Sinistra Progetto Comune Ascolta il podcast: le perplessità di Dmitrij Palagi su Nova Radio

Lo statuto dei miserabili

10 Marzo 2020
Le rivolte nelle carceri italiane innestano, nella delicata situazione dell’emergenza per il Coronavirus, inedite manifestazioni, ma non nuove esigenze. Da circa quarant’anni, infatti, non accadeva di vedere scoppiare sommosse in decine di istituti penitenziari. In carcere la vita quotidiana è debolmente sospesa a un filo di speranza: un sorriso, una visita, la prospettiva di poter uscire e ricominciare. Quando in carcere scoppia una rivolta, significa che quel debole filo si è rotto trasformando la speranza in disperazione. Il sovraffollamento carcerario ormai registra una media nazionale del 119% (ma in alcuni istituti si arriva al 200%) sulla capienza regolamentare – presumibilmente calcolata tenendo conto degli spazi comuni e di quelli occupati dai letti. Tra i detenuti i suicidi nel 2019 sono stati 53. Sul corpo di polizia penitenziaria, già sottoposto a turni e a condizioni di lavoro duri, si riversano le conseguenze della condizione in cui versano i detenuti. Anche tra le fila degli agenti i casi di suicidio sono alti (un centinaio negli ultimi 10 anni). Il Pianeta Carcere è tutto qua, nei numeri del collasso e nei centimetri a disposizione per compiere il percorso rieducativo. Facendo finta che le leggi adottate dallo Stato per l’organizzazione della vita penitenziaria siano rispettate. Chiunque conosca il carcere sa perfettamente che chi fomenta rivolte e tiene in ostaggio qualcuno va punito con severità. L’emergenza odierna ha, però, messo a nudo il problema principale: l’umanità assente nelle relazioni tra Stato e istituti. La repressione violenta come unica risposta alle sommosse porterà a interrompere l’escalation, lasciando invariato e urgente il problema principale. Il virus ha cambiato la nostra percezione degli avvenimenti, inibendo le nostre già scarse difese immunitarie dall’irrazionalità. Rinunciare a una stretta di mano per noi comporta un transitorio imbarazzo. In carcere è molto di più. Un’operatrice del carcere di Foggia, ha spiegato che il saluto e la stretta di mano, sempre e comunque, sono tra le regole non scritte del carcere: “Non è stanca abitudine, l’ostentazione di un’educazione in parte ritrovata, a tratti forzata. Non era, non è, ubbidienza alla realtà ristretta”. Stringersi la mano per riconoscersi la dignità di esseri umani pur in quei pochi centimetri di spazio che stanno tra le sbarre e il cesso. Cosa si potrebbe fare? La popolazione detenuta ha per tradizione scarsa fiducia nelle promesse. Le rivolte sono iniziate per la decisione del Dap di interrompere i colloqui con i familiari. Una misura necessaria a contenere il pericolo contagio. I collegamenti Skype non sono, però, materia di qualche giorno: occorre trovare i computer, avere la connessione di rete, organizzare la turnazione tra i detenuti in maniera da evitare ulteriori problemi. Un progetto che ha bisogno di mesi (e di cui, peraltro, si parla già da qualche anno). S’ipotizzano un’amnistia e soprattutto un indulto, ma anche per avviare il delicato meccanismo istituzionale a ciò necessario occorrono mesi e mesi. E allora? Riccardo De Vito, magistrato di sorveglianza e presidente di Magistratura Democratica, ha spiegato che si potrebbe pensare alla “detenzione domiciliare fino a 2 anni, dopo aver accertato

Salvini e Bocci ci attaccano per la nostra bandiera “Grazie Carola”

30 Luglio 2019
Il Ministro della Paura continua la sua campagna sulla pelle dei migranti: domenica ha deciso di attaccare noi di Firenze Città Aperta e Sì – Toscana a Sinistra per aver esposto la nostra bandiera “Grazie Carola”. Sotto leggete le nostre risposte. Informiamo Matteo Salvini che non solo ringraziamo Carola, ma anche Mediterranea, i pescherecci e tutte le persone che ci fanno rimanere umani e, a differenza di lui, non ci fanno vergognare di essere italiani, europei e cittadini del mondo.. Salvini attacca Firenze Città Aperta e Sì – Toscana a Sinistra. Non lo paghiamo per questo, ma evidentemente non gli riesce proprio di lavorare. Ora saremo oggetto di attacchi di haters, finti omuncoli e qualche fascistello. Siamo in una lista prestigiosa insieme a Carola, Saviano, Montanari e tante altre persone per bene. Cari leghisti è bene che iniziate ad avere paura degli italiani. Non avete fatto un solo provvedimento a favore degli italiani, siete servi dei padroni, come tutti quelli che hanno comandato sino ad oggi. Siete fatti della stessa pasta. Ma presto vi chiederemo il conto. E lo zero del vostro bilancio certificherà la vostra nullità Ovviamente si sono scatenati i commenti sulla nostra pagina e la ciliegina sulla torta del degrado umano è stato l’intervento di Bocci (di cui riportiamo il virgolettato per chiarezza). Bocci scrive: “Trova le differenze: I compagni della sinistra in Regione Toscana “celebrano” la capitana Carola finita davanti ai giudici accusata di una serie di gravi reati, ma si dimenticano i funerali del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. Complimenti… A Palazzo Vecchio, su mia proposta come portavoce del centrodestra, la bandiera col giglio è stata messa a mezz’asta e il Gonfalone della città di Firenze listato a lutto in concomitanza coi funerali del nostro Carabiniere ucciso barbaramente a Roma” A cui non abbiamo fatto mancare una nostra replica “l’Ex candidato sindaco Ubaldo Bocci scimmiotta Salvini nell’attaccarci credendo di onorare la morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega contrapponendo la sua uccisione all’immagine di Carola, che ha come unica “colpa” di aver salvato delle vite… come se i carabinieri non dovessero salvare vite, come se fosse un qualcosa di cui vergognarsi. Ma chiaramente le strumentalizzazioni e le contraddizioni non spaventano Bocci che in campagna elettorale sbandierava la madonna di Lourdes e che oggi strumentalizza la morte di un servitore dello stato per prendersela con chi salva naufraghi. Crocifissi, madonne o carabinieri: va bene tutto se serve a guadagnare qualche like per la propria macchina del fango.” Nel frattempo in consiglio comunale il nostro Dmitrij Palagi depositava interrogazione urgente proprio sulle reazioni delle destre all’omicidio del vice brigadiere, sulla strumentalizzazione a sfondo razzista e xenofoba della sua morte. Qui la sua spiegazione dell’avvenuto. Oggi in aula abbiamo provato a chiedere di non strumentalizzare la morte di un funzionario dello Stato. Spiace leggere… Dmitrij Palagi paylaştı: 29 Temmuz 2019 Pazartesi Qui il comunicato stampa sul sito del comune. https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/omicidio-vice-brigadiere-cerciello-rega-palagi-e-bundu-spc-presa-di-posizione
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Antonella Bundu firma protocollo Rifiuti Zero

7 Aprile 2019
Firenze 6 aprile 2019 Caffé Letterario LE murate Firenze Città Aperta 10 passi verso i RIFIUTI ZERO ANTONELLA BUNDU firma il protocollo d’intesa con la presenza di ROSSANO ERCOLINI garante e presidente di Zero Waste Italia https://youtu.be/wexoI11aZXw riprese Giancarlo VENTURI

Antonella Bundu candidata Sindaca

1 Marzo 2019
Antonella Bundu annuncia la sua candidatura a Sindaca di Firenze alle elezioni comunali che si terrranno il 26 maggio 2019. Perché mi candido Sono un’attivista indipendente da sempre. Anche se non ho mai fatto parte di un partito politico, è dall’adolescenza che mi impegno nelle lotte che reputo giuste e per i valori in cui credo. Questi valori si richiamano tutti all’idea di uguaglianza e sono dunque i valori storici della sinistra. Se mi guardo intorno, credo che i miei valori siano oggi negati, privati di una degna rappresentanza dentro le istituzioni pubbliche ed è per questo che mi candido come sindaca della mia città. Destra e sinistra rimangono concetti e orizzonti separati. Intorno a me vedo una deriva di estrema destra, che si fa sempre più evidente, e non credo che il centrosinistra (o ciò che si autodefinisce come tale) possa arginarla. Il centrosinistra non fa che scimmiottare la destra, affannandosi a dare risposte alle paure irrazionali che vengono alimentate ad hoc dalla destra, senza mettere mano alle questioni reali che andrebbero affrontate per migliorare la vita di tutti i cittadini e le cittadine, indipendentemente dalla nazionalità.   Alcuni sembrano aver dimenticato che le politiche di sinistra devono poter includere tutti e tutte e non essere a vantaggio di pochi. Io non intendo accettare la narrazione prevalente e far passare per emergenze i deliri securitari della destra xenofoba. Dal mio punto di vista, le vere emergenze riguardano gli alloggi, la tutela dei diritti dei lavoratori, la lotta alle discriminazioni tutte, il rafforzamento dei servizi pubblici, la promozione della cultura, le politiche d’inclusione dei soggetti più deboli a prescindere dalla loro provenienza. Penso ad una città vivibile e accogliente per tutti e tutte, che faccia delle diversità una ricchezza culturale; una città come una piazza alberata con panchine dove condividere il sole. Spero che la mia candidatura serva a far ritrovare la voglia di impegnarsi per i propri diritti anche ai molti, ormai troppi, cittadini che rinunciano a esprimersi e persino a votare. Io ho sempre votato, perché credo fermamente nell’utilità di questo nostro diritto conquistato con il sudore e le lotte, ma conosco molte persone che non si presentano ai seggi ormai da anni. C’è una parte sempre più consistente di persone che non si sentono rappresentate dai partiti maggiori, o che si scoraggiano di fronte alla grande frammentazione dei partiti della sinistra. Uno dei motivi per cui ho accettato di candidarmi è l’ampiezza della coalizione che mi sostiene, che con le sue sfumature saprà porsi come riferimento per chi cerca una sinistra vera e unita, alla quale sono felice di poter dare il mio contributo. Noi siamo qui per vincere, non per partecipare. Al ballottaggio ci saremo noi, ma se così non dovesse essere, non farò apparentamenti né alcun tipo di accordo con le liste del centrosinistra e non darò indicazione di voto. So che sarà una grande sfida, ma sono pronta. In questi mesi avrò molto da imparare, ma anche tanto da dare. Sarò nelle strade e

Inaugurazione sito firenzecittaaperta.it

27 Febbraio 2019
Ebbene sì.. ecco finalmente il sito dell’associazione Firenze Città Aperta! Un sito che darà voce sia a tutte quelle persone che in questi anni hanno continuato a impegnarsi per una Firenze migliore nei movimenti sociali, sul territorio, in consiglio comunale e nei quartieri; sia a chi desidera farlo oggi. È questa la società civile che fa nascere Firenze Città Aperta, che vuole essere molto più di una semplice associazione: lo strumento per il cambiamento della nostra città. Firenze Città Aperta incarna i valori e le idee che da sempre la sinistra esprime e che le ultime amministrazioni hanno costantemente contrastato e vuole quindi guardare al futuro, dando rappresentanza politica alla Firenze solidale, antirazzista, femminista, ecologista, antifascista, accogliente, partecipata, gioiosa. Leggi qui il documento politico che ha avviato  il nostro percorso comune: Su la Testa, per un cantiere della sinistra fiorentina  

Una serata al fresco di Settignano – 18 luglio 2018 ore 20,30

18 Luglio 2018
Ci siamo! Mercoledì 18 luglio il cantiere di questi mesi diventa un’associazione. Il percorso preparatorio termina con la costituzione di un’associazione politica che ci consenta un’azione efficace, coinvolgente, aggregante ed appassionante. Saremo così pronti a intensificare il lavoro politico subito dopo la pausa estiva ( anche perchè ormai alle elezioni comunali mancano solo 10 mesi). Sceglieremo il nome, approveremo lo statuto, eleggeremo il presidente di garanzia e, sopratutto, scriveremo l’agenda dei compiti di settembre. Sceglieremo invece a settembre tutte le cariche “politiche” in un’ampia e larga assemblea. Ci vediamo quindi mercoledì 18 LUGLIO dalle ore 20,30 presso il giardino della casa del popolo di Settignano per una chiacchierata, bere qualcosa insieme , prendere un aperitivo , poi alle 21,20 inizieremo i lavori ed alla fine dell’assemblea, prevista per le 11:30, brinderemo assieme a questo piccolo ma importante passo fatto assieme. Non mancare!  

Per un cantiere della sinistra fiorentina – Lunedì 4 giugno 2018 ore 21:00

4 Giugno 2018
FIRENZE 2019 Nel 2019 si terranno a Firenze le elezioni amministrative. Riteniamo che occorra aprire da subito un cantiere in grado di proporre una piattaforma politica democratica, alternativa, partecipata, ambientalista, capace di parlare alla città, alle periferie dimenticate, alle tante persone che hanno visto negli anni un deterioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici. FIRENZE CITTÀ VIVA Firenze non è una merce. Vogliamo restituire nuova vita ad una città che si è smarrita. Pensiamo ad un modello di sviluppo orientato sull’economia solidale, su un nuovo welfare locale, sulle energie rinnovabili; sulla valorizzazione del paesaggio, del patrimonio artistico, della cultura come beni comuni; su una gestione avanzata di beni essenziali come acqua, energia e suolo. GOVERNO DELLA CITTÀ, GOVERNO DI TUTTE E TUTTI Se alla crisi economica si deve rispondere con investimenti pubblici, con un diverso concetto di sviluppo e con la reintroduzione dei diritti sociali, alla crisi della democrazia si deve rispondere allargando gli spazi democratici e di partecipazione, rendendo più vicini e trasparenti i luoghi dove vengono assunte le decisioni. FIRENZE CITTÀ DI PACE E ANTIRAZZISTA Vogliamo restituire a Firenze il ruolo di città promotrice di pace. Praticare un nuovo umanesimo che contrasti le politiche razziste e xenofobe che avanzano nella società e nelle istituzioni, che smilitarizzi le relazioni umane. UNO SPAZIO PER UNA NUOVA POLITICA Riteniamo che lo strumento più adatto sia la costituzione di una associazione politica di persone. Che si colleghi alle positive esperienze dei gruppi consiliari comunali e regionali della sinistra, ma che faccia tesoro anche dei molteplici percorsi, a partire dal Social forum, in cui in tante e tanti ci siamo incontrati. Pensiamo ad un modello organizzativo che favorisca la partecipazione e la condivisione delle decisioni, la feconda convivenza di sensibilità diverse. Un luogo che non ripeta gli errori del passato e sappia rinnovare anche i modi del fare politica, rendendoli più gioiosi e, per questo, accessibili a tutte e a tutti. Per ritrovarci e avviare una discussione promuoviamo un primo incontro pubblico Lunedì 4 Giugno alle 21 alla casa del popolo di San Quirico, via Pisana 576. BREVE-Su la testa – per un cantiere della sinistra fiorentina