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Referendum GKN: Firenze Città Aperta sostiene e organizza seggi per la consultazione popolare sul futuro dei lavoratori.

1 Dicembre 2022
Dall’1 all’11 dicembre si terrà una consultazione popolare nelle province di Firenze e Prato per capire quale può essere il futuro della fabbrica ex GKN.   Tantissimi saranno i seggi aperti sul territorio (qui elenco completo https://insorgiamo.org/). PARTECIPIAMO E VOTIAMO. Anche noi, come Firenze Città Aperta diamo il nostro contributo, organizzando questi seggi: Venerdì 2 dalle 10 libreria Punti Fermi, Via Giovanni Boccaccio, 49r Martedì 6 dalle 10- libreria Marabuk,  Via Maragliano, 29/E Martedì 6 dalle 17 libreria Punti Fermi, Via Giovanni Boccaccio, 49r Mercoledì 7 dalle 10 libreria Marabuk,  Via Maragliano, 29/E Giovedì 8 dalle 10 alle 18 GAZEBO PIAZZA DALMAZIA Venerdì 9 dalle 10 Libreria Florida- via Corridoni 32/r Venerdì 9 dalle 15.30 alle 17.30 a Libri Liberi via San Gallo 25r Venerdì 9 ore 20-21 Cinema Alfieri,  Via dell’Ulivo, 8, Sabato 10 ore 20-21 Cinema Alfieri,  Via dell’Ulivo, 8, Domenica 11 ore 20-21 Cinema Alfieri,  Via dell’Ulivo, 8 Se vuoi aiutarci in uno di questi turni, contatta Francesco: francesco.torrigiani67@gmail.com Firenze Città Aperta**Ecco il perché e come funziona Ecco come il collettivo GKN ha presentato la Consultazione popolare per una fabbrica pubblica e socialmente integrata ️ Ci hanno chiamato la fabbrica di Firenze. Prendiamoli in parola. L’attuale proprietà ha un progetto industriale insufficiente o inconsistente. O forse addirittura inesistente. La fabbrica è ferma, brucia liquidità, noi siamo senza stipendio. ️ La stessa proprietà ammette che senza fondi pubblici non si riparte. Ma in GKN l’alternativa non è tra intervento pubblico e privato ma tra intervento pubblico a coprire i costi del privato o intervento pubblico con pubblica utilità e controllo pubblico, a partire dalla messa a disposizione dello stabilimento alle proposte che verranno da soggetti pubblici, privati e dall’associazionismo operaio. ️ Intervento pubblico, se e come, decidiamolo noi  Il Quesito “Preso atto dell’impasse: Preso atto dell’impasse e dell’inconsistenza dei piani industriali presentati dall’attuale proprietà della ex Gkn, tra l’altro legati alla richiesta di ingenti fondi pubblici, sei favorevole a un intervento pubblico immediato così come all’ dell’eventuale concessione della cassa integrazione, vincolandoli però al principio di “pubblica utilità” e “controllo pubblico”, a partire dal riconoscimento della messa a disposizione dello stabilimento alle proposte industriali e sociali provenienti dai soggetti pubblici, o privati, comprensivi dell’attuale associazionismo operaio, dall’assemblea dei lavoratori che verranno presentate nel comitato di proposta e di verifica regionale come da accordo quadro del 19 gennaio 2022?” Firenze lo sa fare. Firenze lo farà.Il passato lo conoscete già, il presente lo state vedendo, rompere l’assedio e tentiamo il futuro. #insorgiamo

W IL VENTENNALE! ABBASSO IL VENTENNIO!

27 Ottobre 2022
MERCOLEDÌ 26 OTTOBRESPAZIO ALFIERI- via dell’Ulivo 8𝗩𝗘𝗡𝗧’𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗗𝗢𝗣𝗣𝗜𝗢 𝗔𝗣𝗣𝗨𝗡𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 verso il ventennale del Social Forum 2002 FIRENZE- 10/13 novembre 2022 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬𝗤𝗨𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗟’𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗛𝗔 𝗜𝗠𝗣𝗔𝗥𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗔𝗡𝗗𝗘𝗠𝗜𝗔.𝗣𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻’𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮𝑽𝑰𝑻𝑻𝑶𝑹𝑰𝑶 𝑨𝑮𝑵𝑶𝑳𝑬𝑻𝑻𝑶, Coordinatore della campagna “Nessun profitto sulla pandemia𝑵𝑰𝑪𝑶𝑳𝑬𝑻𝑻𝑨 𝑫𝑬𝑵𝑻𝑰𝑪𝑶, Direttrice del programma di salute globale, Society for International Development𝑴𝑨𝑺𝑺𝑰𝑴𝑶 𝑭𝑳𝑶𝑹𝑰𝑶, Ordinario di scienza delle finanze, Università di MilanoIntroducono Lara Panzani e Roberto Spini 𝓞𝓻𝓮 20.00 𝓟𝓪𝓾𝓼𝓪 𝓪𝓹𝓮𝓻𝓲𝓽𝓲𝓿𝓸 𝗢𝗿𝗲 𝟮𝟭.𝟬𝟬𝗪 𝗜𝗟 𝗩𝗘𝗡𝗧𝗘𝗡𝗡𝗔𝗟𝗘! 𝗔𝗕𝗕𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗜𝗟 𝗩𝗘𝗡𝗧𝗘𝗡𝗡𝗜𝗢!𝗘𝗩𝗘𝗡𝗧𝗢- 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 “𝗠𝗮𝗿𝗰𝗶𝗮 𝘀𝘂 𝗥𝗼𝗺𝗮” di Mark Cousins, presentato al Festival di Venezia- (𝘪𝘯𝘨𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘌𝘶𝘳𝘰 5,00) Nel centenario della Marcia su Roma, un documentario per riflettere sull’Italia e sull’EuropaIntroducono la proiezione Francesca Cavarocchi, Francesca Di Marco e Dmitrij Palagi. 𝔽𝕚𝕣𝕖𝕟𝕫𝕖 ℂ𝕚𝕥𝕥𝕒̀ 𝔸𝕡𝕖𝕣𝕥𝕒

La Giunta dà il via alla Pistoiese Rosselli nel silenzio della stampa fiorentina. Così si devastano le Cascine.

22 Agosto 2022
Nei giorni di ferragosto la stampa locale ha dato la notizia di due delibere di Giunta: per la linea 2, si formalizza l’avvio della progettazione della variante per l’estensione della Linea 2 fino a Sesto. Per la futura Linea 4, Leopolda-Piagge (4.1) e Piagge-Campi Bisenzio (4.2), si dà il via libera al progetto di fattibilità, c’è già un cronogramma e i soldi, del PNRR. Verrà dunque dismessa come previsto,  già da settembre, la linea ferroviaria che da Porta al Prato attraversa le Cascine lungo il Canale Macinante per arrivare alle Piagge. Quello che nessuno dice, è che a questa progettazione della Linea 4.1 è associata[1] quella della Pistoiese Rosselli, una strada di penetrazione di traffico che porterà, secondo le previsioni, 1.700 auto l’ora  nel cuore delle Cascine e verso il centro[2]. Nessuno fa notare come questa nuova bretella, che verrà connessa col ponte all’Indiano, comporterà consumo e impermeabilizzazione di suolo, abbattimento di alberi, la copertura con cemento dei Canali Macinante e Goricina, perdita di biodiversità e l’aumento del traffico in città, verso il centro e dentro il parco monumentale delle Cascine. Mentre l’assessore all’ambiente dà la colpa ai vincoli della Sovrintendenza se c’è poco verde a Firenze, mentre ci parlano di deasfaltare e depermeabilizzare la città (ancora l’assessore, e il Prof Mancuso), mentre siamo in balia di eventi meteorici sempre più gravi e imprevedibili. Il giorno dopo la tempesta improvvisa e quasi imprevista che ha abbattuto migliaia di alberi in Toscana, si va avanti con questo progetto. Un’idea vecchia già quando è nata, la prima delibera è del 2006: eppure il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), se si va a leggere l’Appendice 1 conferma la  visione: “la strada Rosselli – Pistoiese con andamento parallelo alla linea ferroviaria Porta a Prato – Cascine, costituirà un asse prioritario per il collegamento della piana fiorentina con le aree più centrali della città. La vicinanza del suo estremo più periferico con il viadotto del Ponte all’Indiano (…) la renderà estremamente appetibile per il collegamento centro-periferia per i veicoli provenienti da settori urbani dell’ovest, anche diversi da quelli direttamente attraversati. L’idea è quella di realizzare una viabilità a doppio senso di marcia con poche connessioni con la viabilità esistente, con la funzione di intercettare parte del traffico proveniente sia dalla direttrice Pistoiese che dal raccordo dell’Indiano e diretto verso il centro città”. Ora diventa funzionale non solo a portare auto in centro, ma anche alle trasformazioni in corso: come chiarisce il ancora il PUMS:  “La nuova strada servirà anche a collegare in modo efficiente alla città le nuove centralità dell’ex Manifattura Tabacchi e dell’ex OGR, creando i presupposti per un miglioramento delle condizioni di esercizio del sistema della viabilità a servizio dei nuovi insediamenti”. Un progetto sbagliato, da bloccare Francesco Torrigiani – Firenze Città Aperta [1] La delibera di Giunta è chiara: “procedere alla progettazione definitiva della linea tramviaria 4.1 tratta Leopolda – Piagge e delle opere ad essa strettamente supplementari, ovvero la nuova viabilità Pistoiese – Rosselli, Parcheggio Scambiatore Svincolo Indiano e

𝗨𝗻𝗶𝘀𝗰𝗶𝘁𝗶 𝗮 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮, 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗼/𝗮 𝗼 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮.

7 Febbraio 2022
Anche quest’anno contiamo su di te-Il tuo sostegno ci ha permesso di tenere in vita Firenze Città Aperta in un periodo di forte difficoltà. Il 2021 è stato un anno ricchissimo di impegni, sia sul versante della politica cittadina tramite l’azione dei nostri eletti nei consigli Comunale e di Quartiere, sia per l’azione contro la 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 della nostra città portata avanti dalla giunta #Nardella, sia con la partecipazione alla lotta della e per la #GKN. Come compete a chi svolge il ruolo di soggetto di rappresentanza cittadino. Abbiamo accompagnato queste iniziative con attività di solidarietà attiva come la 𝙎𝙥𝙚𝙨𝙖 𝙎𝙤𝙨𝙥𝙚𝙨𝙖.https://www.facebook.com/hashtag/SpesaSospesaQ5/ Ed abbiamo continuato il nostro 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗮𝘇𝘇𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗮 in città.𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼, ed anche per il 2022 abbiamo necessità di un tuo “piccolo” ma per noi “grandissimo” contributo con queste soluzioni: • Ridotto Euro 10,00 (pensionati, studenti, disoccupati) • Ordinario Euro 20,00 • Sostenitore Euro 40,00 Se puoi e se vuoi, e se non lo hai ancora fatto, associati a #Firenze #Città #Aperta, è una bella iniziativa e una bella esperienza: • puoi fare tutto 𝙤𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚 al seguente link: https://www.firenzecittaaperta.it/modulo-adesione-aderisci-a-firenze-citta-aperta-anno-2022 • oppure con 𝙗𝙤𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙤 bancarioBeneficiario Firenze Città ApertaIBAN IT46R05018 02800 000016784043Causale : Tesseramento 2022 (indica mail di riferimento) • oppure 𝙥𝙧𝙚𝙣𝙤𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 tramite cellulare o WA o Telegram con pagamento da concordareAlberto 334 9178819Massimo 393 9259281

𝗗𝗘𝗡𝗨𝗡𝗖𝗘 𝗧𝗢𝗦𝗖𝗔𝗡𝗔 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗔𝗨𝗟𝗘𝗧𝗧𝗔 𝗘 𝗧𝗢𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜: 𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗔𝗥𝗖𝗛𝗜𝗩𝗜𝗔, 𝗔𝗖𝗖𝗨𝗦𝗘 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗗𝗜 𝗢𝗚𝗡𝗜 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢

5 Febbraio 2022
“𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒆 𝒄𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒂𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆”. E’ questo il presupposto fondamentale sulla base del quale la giudice ha respinto il ricorso fatto dai legali di 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐍𝐚𝐥𝐝𝐢, amministratore delegato di 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐀𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢, contro l’archiviazione, già richiesta dal PM, nei confronti del consigliere comunale Ciccio Auletta della coalizione della sinistra “𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞” di Pisa e di Massimo Torelli, portavoce di 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚. La giudice ha così disposto 𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 del procedimento riconoscendo che quanto da noi affermato rientra nel “𝒍𝒆𝒈𝒊𝒕𝒕𝒊𝒎𝒐 𝒆𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂”. In particolare “𝒍𝒆 𝒐𝒔𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒆 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝑪𝒐𝒓𝒑𝒐𝒓𝒂𝒄𝒊𝒐𝒏 𝑨𝒎𝒆𝒓𝒊𝒄𝒂 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒔.𝒑.𝒂. 𝒆 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒆𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒔.𝒑.𝒂. -𝒅𝒊 𝒄𝒖𝒊 𝒊𝒍 𝑵𝒂𝒍𝒅𝒊 𝒆̀ 𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒆𝒈𝒂𝒕𝒐- 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒍𝒆𝒈𝒊𝒕𝒕𝒊𝒎𝒆 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒅 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒂𝒅𝒖𝒕𝒆 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒔𝒖𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒅𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒆𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒊𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒍𝒐𝒄𝒂𝒍𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂”.In altre parole, la giudice ha confermato quanto già sostenuto dal PM: la totale infondatezza delle accuse di Toscana Aeroporti. Si tratta di una sconfitta pesantissima e senza appello per questa società, che ha tra i suoi soci anche la 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 e i Comuni di 𝐏𝐢𝐬𝐚 e 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞. Hanno imbastito questa denuncia sul nulla solo per provare ad intimidire noi e soprattutto mandare un monito, come lo stesso Naldi ha ripetuto pubblicamente, contro chiunque si voglia opporre ai progetti di questa multinazionale che prova a svendere i lavoratori e le lavoratrici, come nel caso del comparto dell’handling, e a realizzare una grande opera, come la nuova pista di Peretola, che porterà solo devastazione e speculazione. Si tratta di una ulteriore conferma del disprezzo che Toscana Aeroporti ha per le forme della democrazia previste dalla nostra Costituzione in cui, invece, la libera informazione e il ruolo dei rappresentanti eletti dal popolo sono strumenti fondamentali. Questa sentenza mette a nudo la strategia di intimidazione che questa società ha provato a portare avanti, strategia che abbiamo battuto anche nelle aule giudiziarie. 𝗣𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗔𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼.In questo quadro è emerso il sostegno nei fatti a Toscana Aeroporti, di cui è presidente 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐫𝐚𝐢, da parte della Regione Toscana che non ha preso minimamente parola su questa denuncia intimidatoria e del 𝐏𝐃 di #Firenze, che ha bocciato in commissione al Consiglio Comunale di Firenze una mozione di invito a ritirare l’opposizione all’archiviazione, atto che invece il Consiglio comunale di #Pisa ha assunto alla unanimità. 𝑫𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆: 𝑼𝒏𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 – 𝑹𝒊𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒔𝒕𝒂 𝑷𝒊𝒔𝒂- 𝑷𝒊𝒔𝒂 𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆𝑭𝒊𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝑨𝒑𝒆𝒓𝒕𝒂𝑺𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂 𝑷𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒐 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 – 𝑭𝒊𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆

Eletto il nuovo coportavoce di Firenze Città Aperta

26 Ottobre 2021
L’assemblea di Firenze Città Aperta ha eletto ieri sera Massimo Torelli come nuovo portavoce dell’associazione. Tra Piazze e Draghi, confidiamo che saprà fare un ottimo lavoro, con competenza ed impegno. Un grande grazie va ovviamente a Francesco Torrigiani, per la disponibilità, l’energia ed il gran lavoro fatto per l’associazione in mesi decisamente non semplici.Adelante! Nella foto (da sinistra verso destra), oltre a Massimo Torelli (Coportavoce entrante) e Francesco Torrigiani (Coportavoce uscente) anche Lara Panzani (Coportavoce) e Sandra Carpi Lapi (Presidente). Leggi la bozza di discussione per l’assemblea𝗜𝗹 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲

Firenze Città Aperta sul governo Draghi e l’operato di Nardella

22 Giugno 2021
In questi primi mesi del governo Draghi stiamo assistendo a cambiamenti radicali, pessimi, che investono sia la struttura democratica del nostro paese, sia il tema dell’economia e della giustizia sociale. Se all’inizio, al momento dell’insediamento del governo, era forse lecito qualche dubbio, adesso è davvero difficile non riconoscere il carattere di fondo iperliberista dell’esecutivo. Di un neoliberismo paradossale e parassitario, esaltazione dell’iniziativa privata, ma con i soldi pubblici. L’allievo di Federico Caffè resta quello del pilota automatico che ha massacrato la Grecia. Nel    cuore    del PNRR esiste certo un ruolo dello stato, ma è quello di agevolare il più possibile l’accumulazione di risorse e la realizzazione di profitti da parte delle aziende. Sono loro il motore dello sviluppo, anzi della crescita economica, l’unico valore profondo della società. Compito della collettività è non frapporre ostacoli, non indirizzare altrove finanziamenti, non pensare a un intervento pubblico che non sia di puro sostegno all’iniziativa privata. E soprattutto, naturalmente, non tassare le ricchezze. Quelle diventeranno, per una sorta di movimento ontologico, investimenti, gli investimenti lavoro, il lavoro reddito. Dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezza e potere deriverà il benessere generale della società. Anzi sgocciolerà, secondo la teoria che ha sostenuto la rivoluzione conservatrice iniziata negli anni Ottanta. Teoria smentita da tutta la letteratura scientifica e oggi abbandonata anche da un moderato come Joe Biden. Per realizzare tutto questo i lavoratori devono essere disposti a tutto, a lavorare a qualunque condizione. In questo quadro, l’unico lavoro sicuro è quello che c’è e va accettato ‘whatever it takes’, non è più quello che non ferisce o non uccide. La sicurezza sul lavoro rallenta evidentemente l’efficienza e le semplificazioni del sistema di spesa. Per questo il reddito di cittadinanza è considerato una specie di perversione morale dei giovani, responsabile di un intollerabile vizio, l’abitudine e il “piacere del divano”: ragazze e ragazzi non accetteranno di lavorare per salari da fame se non saranno affamati, disponibili anche a condizioni lavorative semi schiavistiche. Al contrario, proprio questo è il merito del reddito di base: permettere di rifiutare lavoretti umilianti sotto-pagati o addirittura il lavoro gratuito, giustificato dall’esigenza di fare curriculum e diventare così brillanti imprenditori di se stessi. La povertà è una colpa. Il sostegno al reddito assistenzialismo. Allora perfino una misura modesta e di tradizione liberale come la tassazione delle successioni per i patrimoni più cospicui, non viene neppure presa in considerazione. La meritocrazia tanto celebrata come legittimazione delle “giuste disuguaglianze”, mostra qui la sua natura più autentica, quasi ontologica. È stabilita da prima del concepimento, si nasce ricchi cioè meritevoli. Una forma di superiore predestinazione. (Peraltro in quella famiglia avrai i libri importanti, farai le scuole giuste, ti presenterai agli esami con il curriculum adeguato. Alla fine avrai il voto che effettivamente “ti meriti”, mica sarai privilegiato). Ma pensare di intervenire sulla trasmissione dei patrimoni diventa mettere le mani in tasca agli italiani – perché va da sé che gli italiani sono tutti uguali, la società è un insieme organico dove non esistono differenze o

Eletta la nuova Presidente della nostra associazione.

18 Giugno 2021
Ieri 17 giugno, l’assemblea di Firenze Città Aperta, riunita presso l’SMS Rifredi, ha eletto all’unanimità la nuova Presidente, Sandra Carpi Lapi.Grazie a Sandra per aver accettato con entusiasmo, e buon lavoro!E grazie al Presidente uscente Andrea Bagni, per aver sostenuto e rappresentato l’associazione in un periodo complicato per tutti e tutte.

Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto

27 Maggio 2021
Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto per farci una struttura ricettiva di alto livello. Dopo l’ex scuola di Sanità Militare di Costa San Giorgio, su cui continua la polemica. ancora una volta una struttura sanitaria come Villa Basilewsky diventerà una struttura ricettiva di lusso. E come ci ricordava La Città invisibile – Rivista di PerUnaltracittà Firenze con questo articolo dello scorso settembre, il valore si è più che dimezzato in pochi anni.https://www.perunaltracitta.org/2020/09/09/villa-basilewsky-in-svendita-le-promesse-di-giani-smentite-dai-fatti-anzi-dagli-atti/

La nostra storia: Firenze fra Resistenza e occupazione

23 Aprile 2021
di Lorenzo Lazzerini Firenze “fascistissima” secondo la definizione mussoliniana o Firenze “Capitale morale della Resistenza”? Ancora oggi, il dualismo del capoluogo toscano lungo il ciclo storico del fascismo  e della Resistenza riflette un’identità cittadina complessa e difficile da decifrare. Nella Firenze del ventennio di regime c’era, certamente, un sentimento popolare antifascista, spesso taciuto, radicato soprattutto in alcuni quartieri (l’Oltrarno e vicino alla Pignone; i quartieri di San Jacopino e Rifredi, con un forte tessuto operaio, nel nord della città). Questo sentimento popolare antifascista si nutriva di tradizioni familiari o del ricordo ancora vivo delle violenze squadriste, di casi simbolici come l’assassinio del sindacalista comunista Spartaco Lavagnini o, infine, dei tumulti del febbraio-marzo 1921. Ma c’era anche il volto di una città plasmata dall’animo squadrista e del fascismo locale, dall’accettazione conformista del regime, o dall’immagine della folla plaudente che accolse Hitler in occasione della sua visita il 9 maggio 1938. La guerra, con i suoi disastri militari e l’impatto sulla popolazione civile, mostrò a Firenze come nel resto d’Italia, le fragilità del fascismo, dando all’antifascismo clandestino la possibilità di farsi forza di massa. Già nel gennaio 1943 si costituì un primo coordinamento antifascista, precursore di quel CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) che costituirà il vertice politico della Resistenza, mentre gli uffici politici delle questure segnalavano un crescente sentimento sovversivo nella popolazione. La caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 causò poi manifestazioni di entusiasmo sotto il segno di un antifascismo e di un ripudio della guerra ormai diffusi, sia pure più a livello istintivo che di coscienza politica. Se in città si riorganizzava la politica delle correnti antifasciste, dai liberali ai comunisti, furono Monte Morello e Monte Giovi a ospitare, nei giorni successivi all’armistizio italiano e all’occupazione tedesca, i primi nuclei del movimento partigiano della provincia. Alla nascita del movimento partigiano provinciale contribuirono sia nuclei di attivisti già politicizzati, sia la massa dei militari sbandati: dal “Regio Esercito “, con il grado di tenente, proveniva anche il leader militare più capace della Resistenza locale, Aligi Barducci, noto con il nom de guerre di “Potente”, in contatto con l’organizzazione militare comunista patrocinata, a livello regionale, da Alessandro Sinigaglia. Sull’eccezionale figura di Sinigaglia, di origini ebraico-fiorentina da parte paterna e afro-americana da parte materna,  consiglio la lettura della biografia scritta da Mauro Valeri “Negro, ebreo, comunista”. Intanto a Firenze le frange estremiste del fascismo, si riorganizzavano all’ombra degli occupanti, dopo la nascita  della “Repubblica  Sociale” di Mussolini, trovando un riferimento nazionale nel fiorentino Alessandro Pavolini, segretario del neo-costituito Partito Fascista  Repubblicano, e distinguendosi subito per la ferocia repressiva di alcune formazioni paramilitari, come la banda del Maggiore Mario Carità. La risposta urbana più attiva della Resistenza fu allora la nascita dei GAP (Gruppi d’Azione Patriottica), diretti dai comunisti e guidati a Firenze da Sinigaglia e Bruno Fanciullacci, mentre per le attività d’intelligence militare fu importante il ruolo del gruppo di Radio Cora capeggiato dall’avvocato Italo Bocci e legato al Partito d’Azione. Le azioni dei GAP fiorentini cominciarono nel dicembre 1943 e seminarono

Rinnovo delle cariche sociali di Firenze Città Aperta

25 Marzo 2021
L’ Assemblea di Firenze Città Aperta del 23/03/2021 ha eletto la nuova Portavoce femminile: Lara Panzani, e il nuovo Tesoriere dell’associazione: Tommaso Gai. In linea con la lettera dello Statuto, nel ruolo di Presidente rimane, per almeno altri due mesi, Andrea Bagni, mentre Francesco Torrigiani sarà ancora il Portavoce maschile per altri sei mesi.   A questo gruppo guida vanno i nostri più affettuosi ed entusiasti auguri di buon lavoro: noi saremo al vostro fianco.  Salutiamo e ringraziamo Daniela Chironi e Alberto Mariani (rispettivamente Portavoce femminile e Tesoriere uscenti) che lasciano il loro ruolo, ma entrano in Coordinamento di diritto.   Sono stati inoltre eletti dall’Assemblea come membri del Coordinamento dell’associazione Francesca Cavarocchi, Simonetta Di Pino, Monica Sgherri, Sandra Carpi Lapi, Silvano Ghisolfi, Tommaso Grassi, Gianni Mantelli, Dmitrij Palagi e Alessandro Orsetti.   Il nuovo Coordinamento sta lavorando adesso al rinnovo dei gruppi funzionali, mentre i gruppi tematici si riuniranno nelle due settimane successive all’Assemblea per scegliere i propri due rappresentanti per il Coordinamento.  Vi daremo conto del lavoro svolto e della composizione finale del coordinamento in prossime comunicazioni e nella prossima assemblea. 

Balcani: la porta chiusa dell’Europa

21 Gennaio 2021
MARTEDÌ 26 GENNAIO 2021 ALLE ORE 18:15 Martedì 26 gennaio 2021 – ore 18:15 VIDEO INCONTROIl 23 dicembre il campo profughi di Lipa, in Bosnia, è stato distrutto da un incendio. La situazione già drammatica dei migranti che vi alloggiavano si è così ulteriormente aggravata: oggi oltre tremila persone sopravvivono in condizioni estreme, senza nessuna protezione contro temperature che arrivano di notte a -20°. Mancano acqua e cibo.Cosa intende fare l’Europa? Quali iniziative intraprendere perché siano rispettati i diritti umani? Cosa possiamo fare? Ne parliamo con– Gianfranco Schiavone, vicepresidente A.S.G.I.– Annalisa Comuzzi e Michele Negro ReteDASI FVG per la campagna #rottabalcanica #norespingimenti.– Antonella Bundu, consigliera comunale di Firenze. per collegarsi: https://meet.google.com/qop-bgwa-vcn ********************* Per documentarsihttps://www.facebook.com/retedasifvg/http://sconfini.net/https://www.facebook.com/RiVoltiAiBalcani/https://www.facebook.com/lungolarottabalcanicahttps://lungolarottabalcanica.wordpress.com/https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Migranti-Bosnia-Erzegovina-lager-d-Europa-207727https://vimeo.com/393507989

La politica che progetta per il futuro, l’utopia, il conflitto

17 Dicembre 2020
Le innovazioni, mancate, della politica – Si è detto da più parti che la pandemia, oltre alle conseguenze drammatiche che comporta, avrebbe portato ad innovare profondamente la politica in senso positivo, e cioè come rivalutazione del pubblico sul privato, come definizione di priorità diverse nella destinazione delle risorse, come maggiore attenzione alle tematiche ambientali. Ebbene, non vi sono segnali concreti e significativi di svolte in tal senso. Tanto che il Governo attuale, nonostante che abbia grandi limiti, vivendo alla giornata e senza progetti per il futuro che colgano le esigenze di innovazione e di trasformazione (ma piuttosto quelle dei poteri forti per l’utilizzo dei finanziamenti che arriveranno dall’Europa al fine di contrastare le conseguenze del corona virus), non ha alternative, se non peggiorative. Una proposta di buon senso come quella di una imposta straordinaria sui grandi patrimoni – per trovare le risorse necessarie in questo momento di emergenza – suscita reazioni scomposte e grida di allarme per il minacciato attentato ai ceti medi (ceti medi che si sarebbero arricchiti tutto ad un tratto, venendo, evidentemente e improvvisamente, in possesso di grandi patrimoni). Fa scandalo, infatti, il proposito di intervenire, con una tassazione progressiva che andrebbe dallo 0,2 al 2 %, su patrimoni superiori a 500.000 euro, con tasse cioè che riguarderebbero il 6% della popolazione italiana, quel 6% che detiene il 45% della ricchezza complessiva. Un ragionamento serio andrebbe fatto sul perché si sia determinato un aumento della distanza fra chi ha molto e chi ha poco o niente, come attesta il rapporto del CENSIS, sulla crescita dei Paperoni miliardari da un lato e di quanti vivono in condizioni di povertà assoluta e relativa dall’altro, su come, quindi, ci si sia allontanati sempre di più da quelle misure volte ad eliminare gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini/delle cittadine, misure prospettate dalla Costituzione. Ci si concentra, invece, sullo sbarrare il passo ad un accenno di patrimoniale. L’ambiente, una priorità solo a parole – Sull’ambiente, una priorità assoluta secondo le dichiarazioni degli scienziati (per evitare che la vita sulla terra diventi impossibile entro i prossimi decenni), si continuano a fare enunciazioni, a livello centrale e periferico, senza cominciare ad operare concretamente, mettendo termine, finalmente, agli investimenti per grandi, e piccole, opere inutili e dannose (si pensi, tanto per esemplificare, al TAV in Val di Susa e, restando nell’area fiorentina, al sottoattraversamento TAV di Firenze ed all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, un aeroporto che, fra l’altro, non ha nemmeno le carte in regola per funzionare così com’è, progetti entrambi riproposti con forza dal Presidente regionale Giani). E si continua ad ignorare l’unica grande opera urgentemente necessaria, quella della messa in sicurezza del territorio, che significa interventi di manutenzione, cessazione delle cementificazioni e della distruzione degli ambienti naturali, sostegno all’agricoltura diffusa e non monotematica, rivitalizzazione delle numerose  zone in via di abbandono (il che, fra l’altro, comporterebbe numerose possibilità occupazionali – sia di tecnici ed esperti che di operai ed agricoltori, italiani e migranti

Cara Lidia

7 Dicembre 2020
Cara Lidia, questa maledetta pandemia ha preso anche te. Ti ha presa dopo una vita vissuta “dalla parte del torto”, in tutti i conflitti di questi anni belli e difficili. Non ti sarebbe piaciuta la retorica militarista che ha applicato alla pandemia , e a te, la categoria della battaglia, della guerra, combattuta, vinta o persa. Ti sarebbe piaciuta invece la parola “resistenza”. Alla malattia hai opposto resistenza. A quella contro il nazifascismo avevi partecipato attivamente, fino a quella repubblica dell’Ossola che fu, anche se di breve durata, uno dei momenti più alti, perché in quei 40 giorni furono elaborati quei principi che poi sarebbero stati alla base della Costituzione. Ti piaceva anche la parola “conflitto”. Il conflitto lo avevi vissuto nelle varie forme in cui si è presentato. Conflitto di classe, conflitto fra i sessi. Conflitti che ritenevi necessario gestire non con la prospettiva di eliminare l’avversario, ma nemmeno di cercare una conciliazione con la retorica della “buona volontà”. I conflitti si affrontano e si superano trovando collettivamente la forza per sconfiggere la sopraffazione, lo sfruttamento. Tu non hai perso una guerra e nemmeno una battaglia. La tua morte non segna la fine di qualcosa. Quello che rimane non è soltanto un ricordo. Se è vero che ci mancherai, è ancora più vero che vivrai nel ricordo di tante donne, da quelle che ti hanno conosciuto a quelle che ti hanno solo sentita citare. Il tuo essere femminista non era una definizione formale. Era la parola che indicava una scelta di campo, un posizionamento, che poteva tenere insieme tutte le donne che guardano il mondo e affrontano i conflitti con uno sguardo di genere. Addio Lidia. Che la terra ti sia lieve. Una compagna

Spesa SOSpesa – Speciale Natale

5 Dicembre 2020
Questo Natale sarà diverso, e per tante persone sarà più diverso e difficile che per altre.Per questo ti chiediamo di fare con noi un regalo SOSpeso, con una donazione che ci consenta di portare un pacco natalizio ad oltre 200 famiglie delle Piagge e non solo. La festa più giusta è quella solidale, che non lascia indietro nessuno.15 euro per un pacco, con l’obbiettivo di arrivare almeno a 200 pacchi. In ogni pacco un panettone , un litro d’olio extravergine e Caffè o marmellata, lenticchie o tonno, tagliatelle o riso, spezie ( N.B. ed extra un libro e un gioco per i più piccoli. Ed una “golosità”) DONA ( 1 o più pacchi) qui https://spesasospesafirenze.company.site/

#6milioniperFirenze rassegna stampa dopo il presidio

9 Giugno 2020
Invisibili sotto il Palazzo nel primo giorno di consiglio: STAMP Toscana In piazza per un cambio nelle politiche sociali: Novaradio “Sbloccate i 6 milioni per i buoni alimentari”: Firenze Today Protesta in piazza per il reddito di emergenza: QuiNews Firenze Sotto Palazzo Vecchio per chiedere lo sblocco dei 6 milioni: 055Firenze Servizio del TG3 Toscana

Presidio davanti a Palazzo Vecchio #6MilioniperFirenze

9 Giugno 2020
Oggi, durante il presidio organizzato per chiedere l’applicazione della mozione “6 milioni” presentata da Sinistra Progetto Comune e approvata l’11 maggio in Consiglio Comunale, una delegazione composta da Firenze Città Aperta, Potere al Popolo e due attiviste delle reti di solidarietà, ha incontrato l’assessore Vannucci. Volevamo conoscere i tempi di applicazione di questo “Atto di Indirizzo”, che indica come e dove reperire 6 milioni da destinare alle spese sociali (aiuto alimentare, aiuto ai consumi e alle bollette). L’Assessore ha precisato che non si tratta di una modifica di bilancio ma “solo” di un “atto di indirizzo”, aggiungendo che ritiene inopportuno parlare di “vittoria” come abbiamo fatto noi. Sì assessore, per noi anche questo Atto di Indirizzo è una vittoria politica, e appunto, noi volevamo sapere quando e come sarebbe stato dato coerentemente seguito a questo indirizzo, in modo da rendere immediatamente disponibili queste risorse. L’assessore ha aggiunto che dal suo punto di vista, non sarebbe responsabile “tagliare dei servizi” per dare aiuti alimentari. Ora, a parte che la nostra proposta prevede di stanziare vari tipi di aiuti (bollette, aiuti al consumo), non si capisce perché si dovrebbero tagliare dei servizi, quando la mozione approvata in Consiglio prevede per esempio di utilizzare i dividendi delle società partecipate: “PRESO ATTO che il Comune di Firenze potrebbe realizzare un piano di spesa, finanziata attraverso il contributo delle società partecipate che ogni anno erogano ai soci una quantità ingente di utili e dividenti, da risparmi del bilancio 2020, e dalla ‘forzatura’ delle norme e degli accordi con le banche, in virtù del periodo di crisi eccezionale e di sofferenza della popolazione”. Il messaggio è comunque chiaro: è responsabilità del Consiglio Comunale l’approvazione di una variazione di bilancio, in coerenza con questa mozione. L’11 luglio intanto scadono i termini per l’applicazione della mozione. “Non va tutto bene”, l’ha ammesso l’Assessore Vannucci: su questo siamo perfettamente d’accordo. Questi 6 milioni non risolveranno tutti i problemi. Ma intanto iniziamo da qui, con 6 milioni per tante persone potrebbe andare molto meglio. Questa mozione invita la Giunta a reperire 6 milioni, e ci sono passi che la Giunta può e deve fare, anche senza variazioni di bilancio, senza scaricare le responsabilità di quest’atto sul Consiglio Comunale. Il tempo stringe, seguiremo da vicino la questione. Firenze Città Aperta

Tutto sulla spesa SOSpesa 2020

30 Maggio 2020
Da qui puoi arrivare a tutte le informazioni riguardanti l’iniziativa Spesa SOSpesa dell’Associazione Firenze Città Aperta. Se vuoi fare una donazione in denaro. Se vuoi unirti a noi come volontario/a.

Spesa SOSpesa: abbiamo bisogno del vostro aiuto

20 Maggio 2020
Care amiche/amici Come forse saprete stiamo collaborando alla raccolta cibo per supportare il lavoro di distribuzione della Comunità delle Piagge di Don Alessandro Santoro, nel quartiere 5 di Firenze. Qui trovate le informazioni. Ma la quantità è insufficiente per le necessità che la crisi economica, indotta dalla pandemia, ha fatto esplodere drammaticamente. Inoltre alcune tipologie di viveri non vengono sufficientemente forniti, per cui è necessario effettuare acquisti mirati. Per tali motivi abbiamo attivato anche tre canali di raccolta fondi, ai quali vi chiediamo di donare anche solo un piccolo, prezioso contributo, e di diffonderne l’esistenza tra i vostri contatti: FacebookAttraverso la collaborazione di attiviste ed attivisti della associazione Firenze Città Aperta. Dopo quella di Sandra Carpi, Andrea Bagni e Massimo Torelli, attualmente è il turno di Francesco Torrigiani. Accedi alla raccolta fondi da qui. Bonifico bancario direttamente sul conto della associazione Iban: IT 46 R 05018 02800 000016784043 Banca etica Agenzia 07 filiale Firenze Beneficiario: Firenze Città Aperta Causale: Donazione per SPESA SOSPESA Crowdfunding Tramite la piattaforma GoFoundMe, a questo link. Potete contribuire anche condividendo questo appello sui social, nelle chat e nelle mailing list: possiamo fare di più! Firenze Città Aperta

La rinascita di Firenze passa attraverso il lavoro

16 Maggio 2020
In molti dicono che non dobbiamo permettere che da questa tragedia si esca con le vecchie logiche di sviluppo. Già negli anni ’70 i lavori di vari autori (Commoner, Gabor&Colombo) mostravano come l’intensità dei consumi di capitale, risorse ed energia fosse inversamente proporzionale alla richiesta di lavoro. In altre parole, un oggetto che richiede alti costi di materiali ed energia durante la sua vita, richiede poco lavoro per produrlo e mantenerlo. La Pennacchi (Il manifesto 1/5/’20) ricorda che il New Deal roosveltiano si basava “sull’idea-cardine che alle persone si dovesse dare non un sussidio ma un lavoro con una paga adeguata”. Quindi per superare la crisi economica di cui vediamo solo l’inizio, riferendoci alla realtà fiorentina dobbiamo partire da quelle che sono le caratteristiche della città e dai suoi bisogni spingendo su investimenti ad alta richiesta di lavoro. Uscendo dalla sbornia turistica ritengo che i punti di forza siano: l’industria meccanica l’Università ed i centri di ricerca l’industria farmaceutica e biomedicale la moda ed il design Le scuole di restauro le biblioteche l’artigianato di alta qualità Per far partire questi settori che spesso sono legati all’esportazione occorrerà attendere che si attenuino le norme di “distanziamento sociale” antivirus, e considerare comunque che difficilmente si tornerà alla situazione pre-pandemia; il timore di nuovi spillover resterà. Nel frattempo che facciamo? Il PO in elaborazione del Comune dovrà aprire fortemente all’uso delle fonti rinnovabili facilitando la formazione di Comunità Energetiche che attualmente possono formarsi per l’uso del fotovoltaico. Secondo un recentissimo studio dell’Università di Oxford, ogni investimento nell’energia pulita crea il triplo dei posti di lavoro rispetto allo stesso ammontare speso nei combustibili fossili. E inoltre, le infrastrutture connesse a fonti rinnovabili come eolico e solare sono più “resistenti” agli effetti perversi della globalizzazione, come le delocalizzazioni. Si dovrebbe spingere Fiorentinagas (o altri interessati) ad attuare una politica di cogenerazione. Usare direttamente il calore di scarto dalla produzione di energia elettrica nel riscaldamento/condizionamento e l’energia elettrica per riscaldare altre abitazioni con pompe di calore. A parità di servizio emetteremmo il 40% in meno. In questo modo si diffonderebbe l’uso delle pompe di calore, fondamentale in un passaggio futuro a sistemi prevalentemente elettrici. L’attuale incentivazione per interventi di risparmio energetico e sicurezza sismica prevede sgravi fiscali fino all’80%, sgravi che dovrebbero essere ulteriormente aumentati. Non tutti possono permettersi l’investimento, tuttavia è già possibile cedere il credito fiscale ad una azienda che faccia l’intervento. Purtroppo le aziende toscane sono spesso piccole e sottocapitalizzate; spetta alle aziende pubbliche intervenire, in particolare a Firenze potrebbe essere Casa SpA a guidare una serie di interventi che rimetterebbero in moto l’edilizia ed i settori connessi, studi professionali ed impianti. Si potrebbe coinvolgere l’Università per interventi innovativi che accedano a fondi di ricerca. Ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale, nel settore dell’approvvigionamento alimentare ), potremmo aggiungere un nuovo tipo di GAS, Gruppi di AFFITTO Solidale. In questo caso una serie di beni verrebbero acquisiti e messi a disposizione dei soci che pagherebbero solo una quota di “sostituzione”; ciò incentiverebbe la produzione

Verso un programma di sinistra per uscire dalla crisi

15 Maggio 2020
È indubbio che il Governo attuale tenga maggiormente presenti le esigenze della grande impresa che quelle dei lavoratori e delle lavoratrici (come del resto hanno fatto, in misure diverse, tutti quelli – di destra, di centro e di centro-sinistra – che l’hanno preceduto). Per superare la drammatica crisi che stiamo vivendo, occorre impegnarsi a livello politico-istituzionale, ma anche in ambito sociale, sindacale e di movimento su obiettivi precisi: – la tutela dei diritti di chi lavora, che sono sotto attacco da parte della Confindustria con il pretesto dell’emergenza; – il sostegno doveroso delle istituzioni, attraverso il reddito di cittadinanza, a chi il lavoro lo perde (o viene reso ancor più precario); – la regolarizzazione di tutte/i le/i migranti presenti in Italia (un punto su cui Salvini, rimasto un po’ in ombra perché oscurato dal virus, è tornato ad essere sé stesso); – l’istituzione di un’imposta patrimoniale per reperire i fondi necessari (per far fronte alla crisi economica e occupazionale); – il rilancio, con adeguati finanziamenti, della sanità pubblica, di cui il virus ha messo ancor più in luce l’insostituibilità; – la riproposizione con forza delle misure urgenti, a livello nazionale e locale, per contrastare la devastazione dell’ambiente; – la riduzione delle spese militari; – l’inversione di rotta rispetto alle politiche militariste e di guerra che l’Italia ancora persegue (con l’acquisto degli F/35, ad esempio); – la cessazione della produzione e del commercio di armi; – la revisione in profondità del sistema educativo. Il tutto accompagnato da un’accorta vigilanza sul fatto che i provvedimenti dettati dall’emergenza siano effettivamente necessari e non divengano stabili. È affrontando questi temi, dandoci questi obiettivi, mobilitandoci su di essi, che si potrebbe cercare veramente che nel dopo-emergenza non si tornasse alla normalità di prima. Moreno Biagioni #CronacheDalFuturo

Rassegna stampa #6MilioniperFirenze

14 Maggio 2020
VITTORIA! Firenze Città Aperta con Sinistra Progetto Comune: impegno del Comune per 6 milioni di euro. Rassegna stampa “Consiglio comunale approva mozione di SPC”. Il sito di Firenze “Firenze: 6 milioni a favore dei bisognosi”. Nove da Firenze “L’Assemblea di Palazzo Vecchio batte un colpo”. Il Manifesto “Passa la mozione di Spc”. STAMP Toscana “Ma la Sinistra di Bundu e Palagi sui 6 milioni, non molla”. La Nazione “Passata una mozione della sinistra di Bundu e Palagi”. La Repubblica Scarica la mozione approvata #6MilioniperFirenze

PROVIAMO A CAPIRCI: PAROLE E CONCETTI NELLA PANDEMIA

11 Maggio 2020
Primo appuntamento giovedì 14 maggio, ultimo giovedì 11 giugno. Scarica il programma completo In questi mesi di pandemia emergono parole usate in passato e del cui significato si era persa la memoria, accanto ad altre più comuni ma che vengono spesso fraintese, perché usate in modo confuso e improprio.E alcune parole sono diventate di larghissimo uso e di difficile interpretazione. “Ma l’ordinanza lo permette? Ordinanza della Regione, del Comune o ti riferisci al Decreto del governo?” qui ci stavamo interrogando sul conflitto di competenze Stato Regioni. “Stai in famiglia” ma cosa è la famiglia? In questi mesi quante volte ci siamo trovati in queste discussioni o scambi. Il fenomeno è particolarmente evidente in campo giuridico e socio-politico. Proviamo a capirci! E impariamo a riusare queste parole con proprietà.Proponiamo perciò un primo CICLO FORMATIVO di 9 incontri(dalle 18.45 alle 19.30), in cui esperti ed esperte offrono il loro contributo di chiarimento e approfondimento. Percorso di formazione con: Alessandra Algostino ( Unito), Gianluca Bonaiuti ( Unifi), Erika Cellini ( Unifi), Alberto Chellini ( Unifi), Wladimiro Gasparri ( Unifi) Francesco Pallante (Unito), Giuseppe Matulli ( Ist. storico Resistenza) Livio Pepino ( già magistrato), Silvia Rodeschini ( Unifi). Puoi seguire gli incontri su: ✅ DIRETTA FACEBOOK✅ DIRETTA YOUTUBE PROGRAMMA Tutti gli incontri si svolgono dalle 18.45 alle 19.30 Giovedì 14 maggio Alberto Chellini – Università di Firenze – Conflitto di competenze Stato Regione Martedì 19 maggio Alessandra Algostino – I diritti e le libertà insopprimibili nella pandemia Giovedì 21 maggio Wladimiro Gasparri – La requisizione Martedì 26 maggio Francesco Pallante – Stato d’emergenza e costituzione Giovedì 28 maggio Silvia Rodeschini– Casa e spazio pubblico Mercoledì 3 giugno Livio Pepino – Diritto penale e sicurezza Venerdì 5 giugno Gianluca Bonaiuti – Catastrofe, stress collettivo, la gestione politica Martedì 9 giugno Erika Cellini – Famiglia e differenze di genere Giovedì 11 giugno Giuseppe Matulli – Le requisizioni di La Pira Scarica il programma completo Firenze Città Aperta

Spesa SOSpesa: Quartiere 5 solidale

7 Maggio 2020
Sostieni le famiglie in difficoltà del quartiere 5 acquistando qualcosa in più quando fai la spesa L’emergenza coronavirus non è solo sanitaria ma anche economica e sociale: per molte famiglie è diventato difficile procurarsi anche i beni di prima necessità. La perdita del posto di lavoro o l’impossibilità di svolgere piccole attività quotidiane rappresentano la perdita improvvisa dell’unica fonte di reddito per fasce di popolazione che non godono di alcuna protezione. La Comunità delle Piagge sta sostenendo un gran numero di famiglie che in questa situazione mancano dei minimi mezzi di sopravvivenza. Possiamo aiutare la loro azione con un semplice contributo: la spesa sospesa solidale. Chi entra in un negozio per fare la spesa, acquista qualcosa in più e lo lascia presso il negoziante in modo che possiamo in seguito ritirarlo per distribuirlo alle persone in difficoltà. Forniremo ai negozianti un contenitore dove mettere gli articoli acquistati e ci accorderemo per il ritiro, porteremo anche un volantino informativo da affiggere nel negozio. Servono:Alimenti a lunga conservazionePasta, passata di pomodoro, legumi, tonno, sardine e carne in scatola, riso, farina, zucchero, caffè, latte UHT, olio di semi, biscotti, patate, cipolle, pane a cassetta, pane di giornata invenduto, omogeneizzati per bambini e fette biscottate.Articoli per l’igienePannolini neonato varie misure, carta igienica, dentifricio, bagnoschiuma, shampoo e sapone, assorbenti donna, sapone piatti e sapone bucato. Chiediamo ai negozianti di aderire a questa iniziativa, e a tutti voi di contribuire a diffonderla fra i negozi che conoscete e che frequentate abitualmente. La lista degli esercizi aderenti verrà pubblicizzata tramite social e inserita in questa mappa. VOLONTARI/E PER IL RITIROAbbiamo bisogno di volontari/e per il ritiro dei contenitori e la consegna in un centro di raccolta. Gli/le interessati/e possono scrivere a robertodiloreto@gmail.com NEGOZIANTIPer comunicare l’adesione del vostro negozio -telefono o Whatsapp: Caterina 3200138762 o Sandra 3382708123 -mail: posta@comunitadellepiagge.it o a sandra.carpilapi@gmail.com SCARICA MATERIALIVolantino spesa SOSpesaVolantino commerciantiVolantino volontari

Fase 2

3 Maggio 2020
Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, mi pare abbia fatto un errore quasi pedagogico nella famosa conferenza stampa che ha annunciato questa benedetta fase due. Quando nelle scuole si parte (si partiva) in gita scolastica si stabiliscono delle regole in parte nuove, non c’è più il set della classe a definire confini e comportamenti – sui quali pure si può e si deve anche “giocare”, ma si trasgredisce qualcosa che esiste e in parte dà misura. Fuori, tutto si confonde un po’. Una buona regola è fare patti chiari e onesti, contrattazioni che definiscono comportamenti condivisi. Molto sbagliato, secondo me, annunciare norme che poi non sei in grado di far rispettare. Tanto più che quasi sempre tutti sanno che non c’è nessuna possibilità di controllare: si fa finta di accettare ma è un po’ una farsa. Serve a chi detta le regole per salvarsi la coscienza – io l’avevo detto che non dovevate farlo – ma in realtà ti fa perdere molta autorità e soprattutto svaluta il tuo rapporto con gli studenti. Non li responsabilizza, tu non ti fidi di loro. Loro non si fideranno di te. Alla fine hai un mare di norme e nessun comportamento davvero condiviso. Qui siamo all’opposto della gita, siamo alla autoreclusione, però in questa seconda fase rischia di saltare un vero accordo sulla condivisione dell’emergenza. Per la verità non mi è dispiaciuto in questi mesi lo stile comunicativo di Conte. Complice, forse, il fatto che sono stato in contatto con persone – spesso giovani – che lo vivevano come un personaggio molto diverso dai tradizionali “politici”. Più tranquillo per certi versi, nel senso che non essendo “uomo di partito” sembrava meno interessato alla propaganda deteriore, a quella campagna elettorale permanente a cui ci siamo abituati negli ultimi anni. Probabilmente era ed è solo un modo più elegante di stare sulla scena, più sobrio ed equilibrato, però credo che abbia funzionato. Una sorta di disinvolto paternalismo, accettabile perché capace di una certa empatia. E quando faceva riferimento alla Costituzione dava l’impressione di sapere di cosa parlasse. Oggi Meloni e Salvini o Renzi che gridano al regime totalitario dell’uomo solo al comando e alla marginalizzazione del parlamento (che pure c’è) non è che brillino di credibilità. E tuttavia adesso, in questa famosa fase due, qualcosa non va. Lasciamo perdere le critiche che il governo ha ricevuto da destra. Le questioni legate alla chiusura delle aziende, al lavoro, al commercio o al turismo sono certo importanti, ma non possano fare dimenticare il rischio alto che rimane per lavoratrici e lavoratori, per i trasporti o per l’affollarsi nei luoghi delle città. Le persone ancora muoiono, sole. Ancora i contagiati contagiano. Allora la critica per i ritardi nella ripartenza dell’economia può essere feroce solo da parte di chi mette le ragioni della produzione e dei profitti al di sopra di quelle della salute, della tutela dei lavoratori, delle lavoratrici e delle loro famiglie. La Confindustria, Renzi e il resto della destra. Per la verità mi convincono poco anche certe