Dopo il successo degli incontri sulla Flotilla (5 novembre 2025) e sugli autoritarismi (10 marzo scorso), Firenze Città Aperta prosegue il suo ciclo tematico sul mondo con questo terzo appuntamento.
Siamo sempre più immersi nella guerra.
- Lo Stretto di Hormuz è bloccato in una tregua armata d’incertissimo esito che alimenta speculazioni finanziarie e profitti per l’industria bellica ed energetica.
- Israele continua a invadere Cisgiordania e sud del Libano, uccidere a Gaza e spadroneggia nel Mediterraneo contro la Global Sumud Flotilla senza incontrare opposizione concreta dall’Europa.
Di questo parleremo lunedì sera, con MARCO REVELLI, PAOLA RIVETTI, FRANCESCA ANNETTI, SERGIO LABATE, ALESSANDRO “SNUPO” TAPINASSI e FRANCESCA CAVAROCCHI.
La serata sarà una nuova occasione per raccogliere fondi per la Global Sumud Flottila.
Vedremo video sulla distruzione di Gaza e avremo un video messaggio dalla Flottilla.
In tutta Europa esiste un fermento di mobilitazione, come dimostra anche il milione di firme raccolte per l’ICE sulla sospensione degli accordi di cooperazione con Israele.
Abbiamo preso spunto da questo articolo di Marco Revelli del mese scorso, per cercare di ragionare insieme oltre la mera cronaca:
“Certo è che, allo stato attuale delle cose, gli esiti sembrano in qualche misura simili a quelli subiti da Creso: dopo un mese e mezzo di guerra, l’Iran (la Persia, con la sua millenaria civiltà) è ancora in piedi, il suo potenziale militare non appare esaurito, lo stretto di Hormuz è bloccato e sotto il controllo delle armi iraniane, le basi americane nel Golfo sono pesantemente colpite e/o neutralizzate, il tanto mitizzato Iron Dome israeliano si è clamorosamente rivelato vulnerabile come un colabrodo. Soprattutto, l’intero sistema di alleanze degli Stati Uniti come baricentro dell’Occidente appare gravemente vulnerato e attraversato da fratture sempre più profonde mentre cresce simmetricamente la rete di connessioni geopolitiche dell’Iran (non solo Cina e Russia, ma ora anche l’Unione Africana) e Israele appare sempre più isolato nella sua immagine di Stato terroristico, nemico e minaccia per l’umanità non solo per il genocidio di Gaza ma anche per aver causato, con una decisione miope e unilaterale, una crisi energetica e finanziaria che colpisce l’intero pianeta. Ci sono tutti gli ingredienti per parlare della crisi – o (possibile) fine – di un Impero (L’Impero Americano? L’Impero d’Occidente? Ognuno scelga l’etichetta). O, se si preferisce, di un (possibile) “passaggio di egemonia”.
Firenze Città Aperta