“il manifesto” per noi è importante. Oggi forse più che mai.

By Firenze Città Aperta 3 settimane ago
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Nell’Italia segnata dall’emergenza di questi mesi, una parte delle donne e degli uomini soffre per le persone che ama, teme per chi lavora negli ospedali o nelle case di cura; un’altra ha perduto il lavoro e il reddito e ha bisogno di aiuto; un’altra ancora arriva a pensarla come Confindustria: bisogna ricominciare a vivere, cioè a produrre, se qualcuno muore pazienza – tanto sono vecchi improduttivi.

E davvero la crisi è sanitaria e sociale ed economica. Ma rende molto politica la dimensione etica, il riconoscimento dell’altro,  cioè di noi: della vulnerabilità di ogni essere umano.

In questa Italia in drammatica emergenza incredibilmente non scompare l’Italietta della politica istituzionale. Leggere le dichiarazioni di molti e molte – le ambizioni narcisistiche di alcuni leader di se stessi, le ripicche di altri, le vendette e i ricatti degli addetti ai lavori (della serie “stiamo lavorando per noi”) fa cadere le braccia.

E tuttavia continua ad apparire ogni tanto un mondo di ragazze e ragazzi, di donne e uomini, che è vivo di un’altra vita. Le reti di auto aiuto, di volontariato, di sostegno alle povertà, anche nella nostra città di Firenze, si sono moltiplicate. Le navi delle associazioni di soccorso non hanno smesso di navigare per salvare chi cerca una vita decente altrove, in viaggio sulla terra come tutti noi. Sulla terra di cui nessuno è proprietario e il cui equilibrio ambientale è messo a rischio da questo modello di sviluppo. C’è un movimento per la società della cura che si va ramificando e che segnala come sia forte l’esigenza di una dimensione pubblica dell’esistenza, di relazioni collettive di ascolto e riconoscimento. Come la libertà abbia bisogno di un tessuto intorno di relazioni umane. Davvero oggi nessuna e nessuno si salva da solo.

In questo mondo e in questo momento per noi il manifesto è un po’ come una zattera con cui attraversare la tempesta.

Una zattera, fragile –  non un transatlantico o uno yacht.

Non si sta comodissimi. Ogni tanto si litiga, qualcosa che leggiamo non ci piace. E tuttavia questo giornale lo sentiamo come nostro: la nostra casa di carta, uno spazio comune di pensieri e parole. Di sentimenti condivisi.

La vita del manifesto da cinquant’anni si è intrecciata con la nostra, ci ha accompagnato e aiutato nelle battaglie e nelle riflessioni. La critica non cancella mai l’affetto. E questo affetto è un fatto politico.

Se il manifesto scomparisse dalle edicole sarebbe gravissimo. Nell’epoca dei bonus governativi rovesciati a raffica su un po’ tutto, determinare la chiusura di  un giornale libero per celebrare la legge del mercato, la mano tutt’altro che invisibile (la manata) che esiste solo per uccidere l’indipendenza della critica e arredare di gadget i deserti del pensiero, sarebbe una ferita per la democrazia del nostro paese oltre che un grande dolore per noi.

E faremo di tutto perché non accada

Inviateci per mail la vostra adesione, che gireremo poi al quotidiano! Singole persone o associazioni potranno scriverci all’indirizzo: firenzecittaaperta@gmail.com

(immagine di Danilo Maramotti)

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