22 aprile 2070, pianeta Terra

By firenzecittaaperta 1 anno ago
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Chi lo avrebbe detto… sono passati già cinquant’anni da quell’aprile del 2020 che vide il nostro pianeta riorganizzarsi dopo la grande pandemia. In pochi avrebbero scommesso sulla capacità di cambiare così drasticamente e in così poco tempo, le priorità dell’umanità. O meglio: cambiare le priorità dei paesi con le economie più “sviluppate”!

È grazie a loro, infatti, che fu possibile la svolta. Il cambiamento. All’epoca tutte e tutti… beh, “quasi” tutte e tutti, avevano ben chiaro che non si sarebbe più potuti tornare allo stesso frenetico consumo delle risorse naturali, alla continua “crescita” come unico modello di “sopravvivenza”, alla sopraffazione dell’uomo sull’uomo e degli stati sugli stati. Non era più possibile. E non solo per il necessario bagno di umiltà che la nostra specie dovette fare di fronte alla forza di una natura troppo spesso violata, ma anche perché divenne evidente anche a chi fino ad allora si era voltato dall’altra parte, quanto le privazioni di beni e possibilità date sempre scontate, in realtà, scontate non sono.

Un lavoro dignitoso, una casa decente, un buon livello di assistenza sanitaria, un sistema scolastico in grado di formare cittadini consapevoli, il valore della solidarietà verso chi non ce la fa.

Tante persone, nell’opulento mondo occidentale, si trovarono in breve tempo a fare i conti con queste inattese difficoltà. Direttamente o indirettamente, nella propria famiglia o in quella dei vicini di casa, molte persone presero coscienza di ciò che era già la “normale” realtà di tanta parte dell’umanità.

Fortunatamente riuscirono ad incanalare la voglia di reazione che questa situazione provocò in loro, in una richiesta di cambiamento! Anche grazie ad una classe politica che seppe ascoltare e capire, si cambiarono in pochi mesi e con poche leggi ben mirate, le regole della convivenza: le retribuzioni ebbero il riconoscimento di un livello minimo garantito, la contribuzione fiscale venne rivista con una maggiore progressività, il diritto alla salute venne garantito a tutti da adeguate strutture pubbliche, i programmi scolastici vennero rivisti e le sedi ampliate ed attrezzate, il trasporto pubblico venne intensificato e migliorato nella sostenibilità ambientale, il consumo di carne diminuì a vantaggio di prodotti vegetali meno energivori, la collaborazione tra le nazioni si intensificò su molti versanti, la produzione di energia da fonti rinnovabili ebbe un notevole incremento, insomma: si cominciò a realizzare quel cambiamento che oggi possiamo finalmente ammirare, a distanza di cinquant’anni da quel periodo e cento dal 22 aprile 1970, quando le Nazioni Unite celebrarono il primo Earth Day.

I bambini che avevano dieci anni ai tempi della grande pandemia oggi sono adulti, e possono raccontare ai figli (e qualcuno anche ai nipoti) che i propri genitori seppero fare le scelte giuste, ed appena in tempo, oramai cinquant’anni fa.

Roberto Di Loreto

#CronacheDalFuturo

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