Oltre 300 firme per la salute di tutti e la pace

By firenzecittaaperta 1 anno ago
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L’appello lanciato dall’associazione politica Firenze Città Aperta già ha raccolto più di 300 firme. S’intitola Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari ed è indirizzato al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, al Sindaco di Firenze Dario Nardella e alla Prefetta di Firenze Laura Lega.

La richiesta: le Istituzioni Locali e la Regione si adoperino perché la produzione di armi venga immediatamente esclusa dalle produzioni ritenute essenziali e, conseguentemente, si consenta ai lavoratori impegnati in questo settore di stare a casa.

Nell’emergenza che stiamo attraversando, di fronte alle vistose falle del nostro sistema sanitario, di fronte a un’area sempre più vasta di cittadine e cittadini in gravi difficoltà economiche, di fronte alla necessaria chiusura di molte attività produttive e commerciali, le industrie di armi continuano indisturbate a costruire strumenti di distruzione.

È il momento di dire basta, di fermare la produzione bellica, di riequilibrare il sistema di priorità del nostro paese, mettendo al primo posto la difesa e la promozione della salute di tutte e di tutti, la difesa dei diritti del lavoro, una reale redistribuzione delle ricchezze.

Per questi motivi l’associazione Firenze Città Aperta ha lanciato l’appello Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari, che si pone come punto di partenza per chiedere al Governo italiano, da ora e nei prossimi mesi, di fermare la produzione e il commercio di armi, di ridurre drasticamente le inutili spese militari destinando tali fondi a settori ben più vitali del bilancio statale, di progettare una riconversione dell’industria bellica verso produzioni socialmente utili.

La petizione è stata pubblicata su Change.org e ha rapidamente ottenuto la positiva accoglienza di centinaia di firmatari indignati.

Di seguito il testo integrale dell’appello:

Emergenza Coronavirus: Firenze città operatrice di pace per il blocco delle produzioni militari.

Chiudiamo lo stabilimento degli F-35 e tutti gli impianti delle produzioni militari!

Riteniamo che la produzione di armi – già da impedire o, quanto meno, limitare, in tempi normali – sia assolutamente da bloccare oggi a causa del Coronavirus e che vada tolta immediatamente dalle produzioni ritenute essenziali.

Come sostiene la campagna lanciata da Sbilanciamoci, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo, a cui aderiamo, le fabbriche vanno immediatamente chiuse e va chiuso, fra gli altri, lo stabilimento di Cameri (Novara), che produce e assembla i caccia F-35, gli aerei da guerra di cui andrebbero definitivamente impediti sia la produzione, sia l’acquisto. Lo stabilimento di Noveri è ancora aperto nonostante due lavoratori siano già stati riscontrati positivi al Coronavirus.

Anche le aziende militari dell’area fiorentina, a partire dalla Leonardo (ex Galileo), devono chiudere immediatamente e per questo chiediamo l’intervento della Prefetta di Firenze.

Pensiamo anche che il blocco da noi richiesto debba essere anche uno stimolo per considerare seriamente la riconversione delle fabbriche che producono armi e sistemi d’arma.

Chiediamo alla Regione Toscana e alle Istituzioni Locali di intervenire in appoggio a questo nostro appello e di adoperarsi perché l’emergenza attuale sia finalmente l’occasione per l’applicazione dell’Articolo 11 della Costituzione, con cui “l’Italia ripudia la guerra”.

Appello promosso dall’associazione Firenze Città Aperta.

Per adesioni di movimenti, associazioni e partiti, scrivere a: sandra.carpilapi@gmail.com

Foto di ArtTower da Pixabay

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