Verso il 25 aprile: la Resistenza oggi

By firenzecittaaperta 1 anno ago
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Il ricordo di quanto accadde oltre 75 anni fa in vari paesi di Europa, e riuscì a sconfiggere il nazifascismo, deve essere di stimolo per vedere di quale Resistenza c’è urgente bisogno oggi, in un mondo in cui continuano guerre ed oppressioni, aumentano le diseguaglianze, si susseguono episodi di disumanità.

In una realtà mondiale, in cui prevalgono personaggi truci come Trump e Bolsonaro, si affermano un po’ dovunque forze populiste e reazionarie, ricompaiono minacciose le destre scopertamente fasciste, è da esperienze come quelle del popolo curdo nel Rojava con le sue amministrazioni autonome – con al centro la parità di genere, l’ambientalismo, l’intercultura – che può venire un forte impulso per resistere al dominio della finanza internazionale ed a lottare per nuove forme di democrazia sociale.

Oltre che da tali esperienze, la spinta alla mobilitazione viene anche dalle lotte contro la globalizzazione liberista, che continuano a svilupparsi nonostante le condizioni avverse, nonché dai movimenti messi in atto, un po’ dovunque, dalle giovanissime e dai giovanissimi, relativi ai cambiamenti climatici, per assicurare la sopravvivenza al pianeta (movimenti che, sviluppandosi, si trovano a dover fare i conti con il sistema capitalista, principale responsabile dell’attuale situazione di grave pericolo per la sorte dell’ambiente in cui viviamo)

Si tratta di iniziative e fermenti che danno un segnale di speranza in un momento che potrebbe indurre alla disperazione o alla rassegnazione.

Mentre invece è estremamente necessario mettere in campo tutte le energie e le risorse possibili per costruire una nuova Resistenza che sviluppi solidarietà, accoglienza, inclusione e riesca a sconfiggere intolleranza, disumanità, razzismo, fascismo e il liberismo che ne costituisce il brodo di coltura.

Una Resistenza che oltrepassi le frontiere (“nostra patria è il mondo intero”, come si afferma in un vecchio canto anarchico), assuma carattere internazionale, travolga le barriere sovraniste e populiste, assuma come temi principali le questioni dell’ambiente, del lavoro e della sua precarietà, della lotta alla violenza maschile sulle donne.

Con un impegno rinnovato, a livello culturale, per far diventare egemoni queste idee nella società, oggi pervasa da un pensiero comune che esalta l’individualismo e il privato.

L’internazionalismo oggi si manifesta (faccio alcune esemplificazioni)

  • attraverso scelte come quella di Lorenzo Orsetti, un partigiano nostro concittadino che è morto combattendo a fianco del popolo curdo nel Rojava,
  • nelle iniziative di alcune ONG – pensiamo in particolare alle organizzazioni impegnate nei salvataggi dei/delle migranti naufraghi/e nel Mediterraneo o comunque attive nella cooperazione internazionale (nella parte di essa non asservita a mire neo-colonialiste),
  • nell’attività degli operatori sanitari cubani che intervengono in varie parti del mondo (anche nella fase attuale, impegnandosi anche nei Paesi che partecipano all’embargo contro Cuba voluto dal Governo USA).

La pandemia del coronavirus, con tutte le tragedie che comporta, ha reso ancora più evidente la necessità che il pubblico e i beni comuni prevalgano sul privato, a partire dalla sanità, che si cambi radicalmente rotta, che si torni allo spirito ed agli ideali che animarono chi combatté i nazi-fascisti.

Per una nuova Resistenza in nome dell’umanità e della civiltà.

Moreno Biagioni

#CronacheDalFuturo

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