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Eletta la nuova Presidente della nostra associazione.

18 Giugno 2021
Ieri 17 giugno, l’assemblea di Firenze Città Aperta, riunita presso l’SMS Rifredi, ha eletto all’unanimità la nuova Presidente, Sandra Carpi Lapi.Grazie a Sandra per aver accettato con entusiasmo, e buon lavoro!E grazie al Presidente uscente Andrea Bagni, per aver sostenuto e rappresentato l’associazione in un periodo complicato per tutti e tutte.

Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto

27 Maggio 2021
Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto per farci una struttura ricettiva di alto livello. Dopo l’ex scuola di Sanità Militare di Costa San Giorgio, su cui continua la polemica. ancora una volta una struttura sanitaria come Villa Basilewsky diventerà una struttura ricettiva di lusso. E come ci ricordava La Città invisibile – Rivista di PerUnaltracittà Firenze con questo articolo dello scorso settembre, il valore si è più che dimezzato in pochi anni.https://www.perunaltracitta.org/2020/09/09/villa-basilewsky-in-svendita-le-promesse-di-giani-smentite-dai-fatti-anzi-dagli-atti/

La nostra storia: Firenze fra Resistenza e occupazione

23 Aprile 2021
di Lorenzo Lazzerini Firenze “fascistissima” secondo la definizione mussoliniana o Firenze “Capitale morale della Resistenza”? Ancora oggi, il dualismo del capoluogo toscano lungo il ciclo storico del fascismo  e della Resistenza riflette un’identità cittadina complessa e difficile da decifrare. Nella Firenze del ventennio di regime c’era, certamente, un sentimento popolare antifascista, spesso taciuto, radicato soprattutto in alcuni quartieri (l’Oltrarno e vicino alla Pignone; i quartieri di San Jacopino e Rifredi, con un forte tessuto operaio, nel nord della città). Questo sentimento popolare antifascista si nutriva di tradizioni familiari o del ricordo ancora vivo delle violenze squadriste, di casi simbolici come l’assassinio del sindacalista comunista Spartaco Lavagnini o, infine, dei tumulti del febbraio-marzo 1921. Ma c’era anche il volto di una città plasmata dall’animo squadrista e del fascismo locale, dall’accettazione conformista del regime, o dall’immagine della folla plaudente che accolse Hitler in occasione della sua visita il 9 maggio 1938. La guerra, con i suoi disastri militari e l’impatto sulla popolazione civile, mostrò a Firenze come nel resto d’Italia, le fragilità del fascismo, dando all’antifascismo clandestino la possibilità di farsi forza di massa. Già nel gennaio 1943 si costituì un primo coordinamento antifascista, precursore di quel CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) che costituirà il vertice politico della Resistenza, mentre gli uffici politici delle questure segnalavano un crescente sentimento sovversivo nella popolazione. La caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 causò poi manifestazioni di entusiasmo sotto il segno di un antifascismo e di un ripudio della guerra ormai diffusi, sia pure più a livello istintivo che di coscienza politica. Se in città si riorganizzava la politica delle correnti antifasciste, dai liberali ai comunisti, furono Monte Morello e Monte Giovi a ospitare, nei giorni successivi all’armistizio italiano e all’occupazione tedesca, i primi nuclei del movimento partigiano della provincia. Alla nascita del movimento partigiano provinciale contribuirono sia nuclei di attivisti già politicizzati, sia la massa dei militari sbandati: dal “Regio Esercito “, con il grado di tenente, proveniva anche il leader militare più capace della Resistenza locale, Aligi Barducci, noto con il nom de guerre di “Potente”, in contatto con l’organizzazione militare comunista patrocinata, a livello regionale, da Alessandro Sinigaglia. Sull’eccezionale figura di Sinigaglia, di origini ebraico-fiorentina da parte paterna e afro-americana da parte materna,  consiglio la lettura della biografia scritta da Mauro Valeri “Negro, ebreo, comunista”. Intanto a Firenze le frange estremiste del fascismo, si riorganizzavano all’ombra degli occupanti, dopo la nascita  della “Repubblica  Sociale” di Mussolini, trovando un riferimento nazionale nel fiorentino Alessandro Pavolini, segretario del neo-costituito Partito Fascista  Repubblicano, e distinguendosi subito per la ferocia repressiva di alcune formazioni paramilitari, come la banda del Maggiore Mario Carità. La risposta urbana più attiva della Resistenza fu allora la nascita dei GAP (Gruppi d’Azione Patriottica), diretti dai comunisti e guidati a Firenze da Sinigaglia e Bruno Fanciullacci, mentre per le attività d’intelligence militare fu importante il ruolo del gruppo di Radio Cora capeggiato dall’avvocato Italo Bocci e legato al Partito d’Azione. Le azioni dei GAP fiorentini cominciarono nel dicembre 1943 e seminarono

Rinnovo delle cariche sociali di Firenze Città Aperta

25 Marzo 2021
L’ Assemblea di Firenze Città Aperta del 23/03/2021 ha eletto la nuova Portavoce femminile: Lara Panzani, e il nuovo Tesoriere dell’associazione: Tommaso Gai. In linea con la lettera dello Statuto, nel ruolo di Presidente rimane, per almeno altri due mesi, Andrea Bagni, mentre Francesco Torrigiani sarà ancora il Portavoce maschile per altri sei mesi.   A questo gruppo guida vanno i nostri più affettuosi ed entusiasti auguri di buon lavoro: noi saremo al vostro fianco.  Salutiamo e ringraziamo Daniela Chironi e Alberto Mariani (rispettivamente Portavoce femminile e Tesoriere uscenti) che lasciano il loro ruolo, ma entrano in Coordinamento di diritto.   Sono stati inoltre eletti dall’Assemblea come membri del Coordinamento dell’associazione Francesca Cavarocchi, Simonetta Di Pino, Monica Sgherri, Sandra Carpi Lapi, Silvano Ghisolfi, Tommaso Grassi, Gianni Mantelli, Dmitrij Palagi e Alessandro Orsetti.   Il nuovo Coordinamento sta lavorando adesso al rinnovo dei gruppi funzionali, mentre i gruppi tematici si riuniranno nelle due settimane successive all’Assemblea per scegliere i propri due rappresentanti per il Coordinamento.  Vi daremo conto del lavoro svolto e della composizione finale del coordinamento in prossime comunicazioni e nella prossima assemblea. 

Balcani: la porta chiusa dell’Europa

21 Gennaio 2021
MARTEDÌ 26 GENNAIO 2021 ALLE ORE 18:15 Martedì 26 gennaio 2021 – ore 18:15 VIDEO INCONTROIl 23 dicembre il campo profughi di Lipa, in Bosnia, è stato distrutto da un incendio. La situazione già drammatica dei migranti che vi alloggiavano si è così ulteriormente aggravata: oggi oltre tremila persone sopravvivono in condizioni estreme, senza nessuna protezione contro temperature che arrivano di notte a -20°. Mancano acqua e cibo.Cosa intende fare l’Europa? Quali iniziative intraprendere perché siano rispettati i diritti umani? Cosa possiamo fare? Ne parliamo con– Gianfranco Schiavone, vicepresidente A.S.G.I.– Annalisa Comuzzi e Michele Negro ReteDASI FVG per la campagna #rottabalcanica #norespingimenti.– Antonella Bundu, consigliera comunale di Firenze. per collegarsi: https://meet.google.com/qop-bgwa-vcn ********************* Per documentarsihttps://www.facebook.com/retedasifvg/http://sconfini.net/https://www.facebook.com/RiVoltiAiBalcani/https://www.facebook.com/lungolarottabalcanicahttps://lungolarottabalcanica.wordpress.com/https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Migranti-Bosnia-Erzegovina-lager-d-Europa-207727https://vimeo.com/393507989

Ultimi Comunicati

Sosteniamo il DDL ZAN

6 Giugno 2021
Firenze Città Aperta sostiene il Disegno di Legge Zan contro l’omolesbobitransfobia. Riteniamo indifferibile, infatti, che siano implementate misure di prevenzione e contrasto a qualsiasi forma di violenza e discriminazione basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Pensiamo che il DDL Zan sia una legge necessaria poiché la sua approvazione segnerebbe un deciso avanzamento nella direzione tracciata dall’art. 3 della nostra Costituzione repubblicana verso l’affermazione di un’uguaglianza di diritti per tutti e tutte. Riteniamo, inoltre, che il DDL Zan rappresenti un’importante occasione di emancipazione culturale per il nostro Paese, di messa in discussione di quelle tradizionali dinamiche di potere e oppressione che da sempre condizionano i rapporti fra le persone e, dunque, di miglioramento nella qualità della nostra vita associata aprendo nuovi spazi di libertà. Accelerando quel processo di trasformazione culturale già in atto, l’approvazione del DDL Zan sancirebbe un passo in avanti verso la realizzazione di una società più equa e democratica nella quale ognuno e ognuna possa davvero trovare piena cittadinanza.

Presidio a Costa San Giorgio- No al resort all’ex scuola di Sanità Militare

27 Maggio 2021
L’intervento del co-portavoce di Firenze Città Aperta, Francesco Torrigiani, in occasione del Presidio a Costa San Giorgio- No al resort all’ex scuola di Sanità Militare: “𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘲𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦̀ 𝘓’𝘐𝘕𝘛𝘌𝘙𝘝𝘌𝘕𝘛𝘖 𝘚𝘐 𝘗𝘶𝘰̀ 𝘈𝘕𝘊𝘏𝘌 𝘉𝘓𝘖𝘊𝘊𝘈𝘙𝘌 𝘦 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦. 𝘓𝘢 𝘷𝘢𝘳𝘪𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘦̀ 𝘢𝘥𝘰𝘵𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘮𝘢 𝘷𝘢 𝘢𝘱𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘢, 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘦𝘴𝘦𝘤𝘶𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘤’𝘦̀, 𝘰𝘤𝘤𝘰𝘳𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘚𝘰𝘱𝘳𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘧𝘢𝘳 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘦 8 𝘤𝘢𝘮𝘪𝘰𝘯𝘤𝘪𝘯𝘪 𝘢𝘭 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰 𝘥𝘢 𝘧𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘣𝘦𝘭𝘷𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦… 𝘌 𝘤𝘦 𝘭𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢 𝘕𝘢𝘳𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘩𝘢 𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 “𝘱𝘳𝘦𝘧𝘦𝘳𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘶𝘯 𝘳𝘦𝘴𝘰𝘳𝘵 𝘥𝘪 𝘭𝘶𝘴𝘴𝘰 𝘢 𝘶𝘯 𝘣𝘶𝘤𝘰 𝘯𝘦𝘳𝘰”: 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘵𝘦, 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘢𝘴𝘰. 𝘌 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘱𝘦𝘳𝘭𝘶𝘴𝘴𝘰 𝘴𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘭’𝘶𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰. 𝘗𝘪𝘶𝘵𝘵𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘭𝘦 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘧𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘨𝘭𝘪 𝘩𝘰𝘵𝘦𝘭 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘦𝘭𝘦𝘯𝘤𝘰 𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢 𝘭𝘶𝘪 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘪: 𝗦𝗧𝗨𝗗𝗘𝗡𝗧 𝗛𝗢𝗧𝗘𝗟 • 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗽𝗮𝗿𝘁𝗮𝗰𝗼 𝗟𝗮𝘃𝗮𝗴𝗻𝗶𝗻𝗶, • 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗕𝗲𝗹𝗳𝗶𝗼𝗿𝗲, • 𝗠𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗧𝗮𝗯𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶• 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗱𝗼𝗿𝗻𝗮-𝗥𝗼𝗺𝗶𝘁𝗼 • 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗩𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗠𝗼𝗿𝗴𝗮𝗴𝗻𝗶𝗔𝗟𝗕𝗘𝗥𝗚𝗛𝗜• 𝗠𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗧𝗮𝗯𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶 • 𝗖𝗮𝘀𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗖𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗶• 𝗲𝘅 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗮𝗻 𝗚𝗮𝗹𝗹𝗼• 𝘀𝗮𝗻 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗶𝗻𝗼 (𝘃𝗶𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝘂𝗼𝗹𝗼)• 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼, 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗚𝗼𝗿𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝗣𝗲𝗿𝗲𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗡𝗼𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗲𝗻 𝟮𝟱.𝟬𝟬𝟬 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗴𝗼• 𝗵𝗼𝘁𝗲𝗹 𝗜𝗹 𝗧𝗼𝗿𝗻𝗮𝗯𝘂𝗼𝗻𝗶, 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗲𝗿𝗯𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗽𝗼𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’ 𝗢𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗥𝗶𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗼𝗥𝗘𝗦𝗢𝗥𝗧 𝗘 𝗦𝗨𝗜𝗧𝗘• 𝗗𝗼𝗺𝘂𝘅 𝗛𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼𝘁𝘁𝗶• 𝗲𝘅 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗦𝘁𝗿𝗼𝘇𝘇𝗶 -𝟮𝟱 𝘀𝘂𝗶𝘁𝗲 𝗛𝗼𝘁𝗲𝗹 𝗕𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗹• 𝗲𝘅 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗶𝗼 𝗟𝗮 𝗤𝘂𝗲𝗿𝗰𝗲- 𝗿𝗲𝘀𝗼𝗿𝘁 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝘀𝘀𝗼• 𝗽𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶-𝗦𝗮𝗹𝘃𝗶𝗮𝘁𝗶, 𝟭𝟬𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗲𝘅 𝘀𝗲𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼. 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘦𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘷𝘪𝘥 𝘤𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘢 𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘤𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘰. 𝘴𝘦 𝘭𝘦 𝘤𝘢𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘰 𝘢𝘷𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘦 4 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘧𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘢𝘳𝘪 𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭 𝘩𝘰𝘶𝘴𝘪𝘯𝘨… 𝘌 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘯𝘰𝘪 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘢𝘥 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘦𝘴𝘤𝘭𝘶𝘴𝘪𝘷𝘰 𝘦𝘥 𝘦𝘴𝘤𝘭𝘶𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦. 𝘈 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘨𝘢𝘳𝘢𝘯𝘻𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘢̀ 𝘢𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘳𝘢𝘵𝘶𝘪𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘢𝘧𝘧𝘳𝘦𝘴𝘤𝘩𝘪 𝘦𝘵𝘤. 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘤𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘭’86% 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰, 9% 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘳𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 6% 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦. 16𝘮𝘪𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪. 𝘓𝘰𝘷𝘦𝘯𝘴𝘵𝘦𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘩𝘢 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘪𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘥𝘦𝘮𝘢𝘯𝘪𝘰 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘩𝘢 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘰: 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘥’𝘢𝘮𝘰𝘳, 𝘯𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘰̀ 𝘪𝘭 𝘤𝘶𝘴𝘵𝘰𝘥𝘦. 𝘌 𝘯𝘰𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘥𝘪𝘤𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘳𝘦𝘴𝘰𝘳𝘵 𝘥𝘪 𝘭𝘶𝘴𝘴𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘣𝘦𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘍𝘪𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦. 𝘌̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢𝘵𝘰, 𝘪𝘯𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦, 𝘧𝘢𝘭𝘭𝘢𝘤𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦. 𝘚𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘲𝘶𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘣𝘭𝘰𝘤𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘥𝘪𝘴𝘤𝘶𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘧𝘧𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘧𝘪𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘵𝘢̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘰𝘱𝘱𝘰𝘯𝘨𝘰𝘯𝘰, 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘲𝘶𝘪 𝘰𝘨𝘨𝘪, 𝘮𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.”

Comunicato stampa – Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta avanzano una proposta per gli affitti commerciali contro la rendita immobiliare

22 Aprile 2021
Il sindaco Nardella ha detto che contro la rendita non può far nulla. Non è così, basta volerlo. Non si combatte la rendita e non si può risolvere la crisi che stiamo vivendo con la bacchetta magica, e neppure con slogan e proposte futuristiche, ma neppure auspicando un flashback al periodo pre-Covid. Immediatamente, prima che sia troppo tardi la prima mossa che ci aspettiamo dalle Istituzioni è un attacco frontale alla rendita immobiliare che strangola la città: una Legge scritta dai Comuni, insieme alle categorie economiche, ed inviata a Roma per una rapida approvazione che tagli e riduca, con logica e progressività, i costi che in questi mesi, i fondi commerciali, chiusi o con incassi ridotti, hanno dovuto continuare a sostenere. Una proposta ragionata che certo non ha i tempi di un’intervista sulla stampa o di un post o un tweet sui social, ma che merita di esser studiata. Nella pandemia è emersa nuovamente sulla città il peso della rendita immobiliare, la mano pesante di grandi multiproprietà che soffocano attività economiche e la residenza, con affitti altissimi e del tutto indisponibili a farsi carico della gravità della situazione, riducendo gli affitti. Parliamo di proprietà che hanno patrimoni immobiliari milionari e che stanno approfittando della crisi per ampliare le proprie proprietà: mentre c’è chi ha problemi ad arrivare alla fine del mese e di permettersi di avere i beni di prima necessità per mandare avanti la propria famiglia, c’è chi fa shopping in città di immobili e locali avendo una liquidità significativa, approfittando della disperazione di chi non vedendo un futuro, preferisce salvarsi svendendo il proprio bene. Abbiamo visto in questi mesi come i sussidi, dal costo per la collettività elevatissimo, che si è proposto persino di erogare direttamente ai proprietari degli immobili, non siano stati uno strumento che ha funzionato. Milioni di euro sono stati dati dallo Stato, come credito di imposta e contributi affitti, per pagare la proprietà, creando così il paradosso che lo Stato finanzia la rendita immobiliare, l’unica non toccata dalla crisi. Basta con questa logica. Vogliamo apprezzare quei soggetti insospettabili della città, dal Comune alla Camera di Commercio, hanno posto in evidenza questa situazione, ma registriamo che si sono limitati a dichiarazioni di massima e alla enunciazione di piani alquanto paradossali. Nardella dopo aver “venduto” l’immobile di Sant’Orsola propone di acquistare con fondi pubblici beni abbandonati nella stessa zona da destinare a imprenditori e artigiani per le loro attività. Dopo aver tentato la carriera di sensale nella vendita ai privati, il nostro Sindaco Nardella si sperimenta anche immobiliarista dell’ultima ora, con risultati deludenti in entrambi i campi. La pandemia ci obbliga a cambiare radicalmente e attaccare questo sistema che deve cambiare ma non con slogan e proposte futuristiche e neppure auspicando un flashback al periodo pre-Covid. La proposta sugli affitti commerciali Per questo stiamo elaborando un quadro di proposte, che vanno dal peso della rendita sugli esercizi commerciali e gli affitti residenziali alla regolamentazione degli AIRNB, dal come riportare residente reali in centro all’intervento sulle attività commerciali.

FIRENZE CITTÀ APERTA sul governo Draghi

12 Aprile 2021
La formazione del governo Draghi è un fatto importante su cui sentiamo la necessità di esprimerci, su più aspetti: il merito, il simbolo, il processo, la beatificazione. Merito: è un governo chiaramente conservatore, sia per il profilo del presidente, sia per il suo programma, sia per la squadra dei ministri. Avere come presidente del Consiglio dei ministri uno dei principali protagonisti delle privatizzazioni in Italia e l’autore della famosa lettera del 2011 con la quale si imponeva una serie di misure pesantissime è già un elemento di merito. I primi atti sono assolutamente coerenti con il giudizio: la scelta McKinsey come supporto tecnico per il Recovery fund, essendo la McKinsey tra i principali interpreti del paradigma iperliberista che anche Draghi ha interpretato a lungo; la scelta di un superliberista come Francesco Giavazzi come consulente economico; la scelta di un militare, generale Figliuolo, per gestire la campagna di vaccinazione; lo scioglimento, accogliendo le richieste della Lega, del precedente Comitato Tecnico Scientifico; il primo vero atto economico, un condono fiscale; il secondo atto, quello di avere previsto, a partire dal 1° luglio 2021, lo sblocco dei licenziamenti nel settore manifatturiero; l’opposizione alla richiesta di liberare i vaccini Covid dalla proprietà privata dei brevetti; la visita di Stato in Libia, la prima di Draghi, che ha legittimato quel paese come partner affidabile anche nella gestione dei flussi migratori, nonostante il non riconoscimento dei diritti dei rifugiati e le denunce di organismi internazionali sulle sistematiche violenze contro migranti cui viene impedita la partenza verso l’Italia; inserire all’interno del Recovery Plan importanti risorse finanziarie per finalità assurde come il “green washing” dell’industria degli armamenti, settore che ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti sostegni e facilitazioni, a scapito di settori ben più vitali per il paese, come la sanità e la scuola Simbolo: è una scelta di restaurazione e oligarchica Se la pandemia ha mostrato i fallimenti di trent’anni di politiche liberiste, la scelta del Presidente della Repubblica di affidare l’incarico ad uno dei massimi protagonisti di quel periodo è una scelta politica grave, che non condividiamo. Che sia una scelta di restaurazione è reso evidente dalla squadra dei ministri, con figure pessime che vengono richiamate a ministeri importanti. È una scelta d’ordine, che rappresenta nitidamente quello che aveva scritto Luciano Gallino, la “lotta di classe è in corso e l’hanno vinta i ricchi”.  Quindi capo del governo è uno dei protagonisti di questa vittoria. Alla necessità di maggiore uguaglianza e stato sociale, si risponde con un paladino della diseguaglianza, comunicando in sostanza che solo un’oligarchia può gestire il paese. Se anche una dose minima di protezione sociale (su reddito e altro) non potrà essere completamente cancellata, sarà però del tutto funzionale al disegno autoritario, neoliberista e conservatore. Processo: è una scelta politica che viene a completare la delegittimazione della politica rappresentativa, per creare una nuova scena politica. Come scrive Libertà e Giustizia “la scelta di chiamare Draghi al vertice di governo, a prescindere dalle valutazioni circa i suoi meriti, ha avuto il sapore di una radicale

REGIONE TOSCANA: LA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE È UN DISASTRO ANNUNCIATO

10 Aprile 2021
9 aprile 2021 Comunicato di Firenze Città Aperta REGIONE TOSCANA: LA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE È UN DISASTRO ANNUNCIATO UN’OPPOSIZIONE ESISTE E SCENDE IN PIAZZA SABATO 10 APRILE PER IL VACCINO BENE COMUNE I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE, aggiornati all’8 aprile 2021, indicano che la Toscana è ancora la penultima regione d’Italia nella vaccinazione alle persone sopra gli 80 anni. I cittadini anziani e le cittadine anziane che hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il COVID-19 sono il 31,4% e quelli che hanno ricevuto due dosi sono appena il 23,6%. La Toscana condivide il triste primato con la Sardegna e la Sicilia, due regioni amministrate dalla destra e la cui sanità pubblica non poggia su una tradizione di eccellenza. Crediamo che questi dati evidenzino alcune caratteristiche del governo regionale guidato da Eugenio Giani: 1) la subalternità ai potentati locali; 2) la superficialità che sfocia nell’incompetenza; 3) il tramonto definitivo di una sanità pubblica d’eccellenza. Aver preferito vaccinare gli avvocati non è stato un semplice errore, ma una precisa scelta politica. Il governo regionale ha voluto rispondere a un gruppo sociale dotato di potere e abilità lobbistiche, anteponendo gli interessi di alcuni al benessere della collettività. Si obietterà che AstraZeneca, il vaccino messo a disposizione degli avvocati, non poteva ai tempi essere somministrato agli over 65. Vero, ma chi stabilisce che gli avvocati corrano maggiori rischi rispetto ad esempio ai cassieri e alle cassiere dei supermercati? Lo stesso ragionamento vale per il personale accademico, già vaccinato, in confronto ad esempio agli autisti dei mezzi pubblici. I criteri da seguire avrebbe dovuto essere unicamente l’età, la fragilità e l’esposizione al virus. La superficialità consiste nel pensare che si possa procedere alle vaccinazioni seguendo criteri politici senza che ciò comporti disorganizzazione e lentezza. Impiegare energie, tempo e risorse organizzative per seguire percorsi vaccinali di tipo politico e non sanitario ha distolto quelle stesse fondamentali energie, tempo e risorse dalla realizzazione di un piano vaccinale serio e rivolto innanzitutto alle categorie sociali più a rischio. In politica la superficialità è sempre grave, anche in momenti di normalità, ma lo è molto di più in una fase di emergenza. Oggi essere superficiali significa essere incompetenti e impreparati a gestire una pandemia. Il 26 febbraio il Presidente Giani annunciava con grande squillo di trombe che la Toscana sarebbe rimasta zona arancione. Non era vero: siamo entrati in zona rossa il 27 febbraio e lo siamo ancora. Una zona che è rossa di vergogna: carenza di posti letto (dal 2012 al 2018 la Regione Toscana ha tagliato 1726 posti letto, piazzandosi seconda dopo la Lombardia); carenza cronica di anestesisti (come ha denunciato il dottor Luigi De Simone, presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani-Emac Toscana); generale carenza di personale e ospedali fiorentini definiti “allo stremo” dalla FP CGIL USL Toscana sia all’Ansa che al TG1, con malati di COVID-19 ricoverati in corridoio; 995 residenti in Toscana morti di COVID-19 nei primi due mesi del 2021, con un incremento della mortalità totale del +5,9% rispetto alle

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