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La politica che progetta per il futuro, l’utopia, il conflitto

17 Dicembre 2020
Le innovazioni, mancate, della politica – Si è detto da più parti che la pandemia, oltre alle conseguenze drammatiche che comporta, avrebbe portato ad innovare profondamente la politica in senso positivo, e cioè come rivalutazione del pubblico sul privato, come definizione di priorità diverse nella destinazione delle risorse, come maggiore attenzione alle tematiche ambientali. Ebbene, non vi sono segnali concreti e significativi di svolte in tal senso. Tanto che il Governo attuale, nonostante che abbia grandi limiti, vivendo alla giornata e senza progetti per il futuro che colgano le esigenze di innovazione e di trasformazione (ma piuttosto quelle dei poteri forti per l’utilizzo dei finanziamenti che arriveranno dall’Europa al fine di contrastare le conseguenze del corona virus), non ha alternative, se non peggiorative. Una proposta di buon senso come quella di una imposta straordinaria sui grandi patrimoni – per trovare le risorse necessarie in questo momento di emergenza – suscita reazioni scomposte e grida di allarme per il minacciato attentato ai ceti medi (ceti medi che si sarebbero arricchiti tutto ad un tratto, venendo, evidentemente e improvvisamente, in possesso di grandi patrimoni). Fa scandalo, infatti, il proposito di intervenire, con una tassazione progressiva che andrebbe dallo 0,2 al 2 %, su patrimoni superiori a 500.000 euro, con tasse cioè che riguarderebbero il 6% della popolazione italiana, quel 6% che detiene il 45% della ricchezza complessiva. Un ragionamento serio andrebbe fatto sul perché si sia determinato un aumento della distanza fra chi ha molto e chi ha poco o niente, come attesta il rapporto del CENSIS, sulla crescita dei Paperoni miliardari da un lato e di quanti vivono in condizioni di povertà assoluta e relativa dall’altro, su come, quindi, ci si sia allontanati sempre di più da quelle misure volte ad eliminare gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini/delle cittadine, misure prospettate dalla Costituzione. Ci si concentra, invece, sullo sbarrare il passo ad un accenno di patrimoniale. L’ambiente, una priorità solo a parole – Sull’ambiente, una priorità assoluta secondo le dichiarazioni degli scienziati (per evitare che la vita sulla terra diventi impossibile entro i prossimi decenni), si continuano a fare enunciazioni, a livello centrale e periferico, senza cominciare ad operare concretamente, mettendo termine, finalmente, agli investimenti per grandi, e piccole, opere inutili e dannose (si pensi, tanto per esemplificare, al TAV in Val di Susa e, restando nell’area fiorentina, al sottoattraversamento TAV di Firenze ed all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, un aeroporto che, fra l’altro, non ha nemmeno le carte in regola per funzionare così com’è, progetti entrambi riproposti con forza dal Presidente regionale Giani). E si continua ad ignorare l’unica grande opera urgentemente necessaria, quella della messa in sicurezza del territorio, che significa interventi di manutenzione, cessazione delle cementificazioni e della distruzione degli ambienti naturali, sostegno all’agricoltura diffusa e non monotematica, rivitalizzazione delle numerose  zone in via di abbandono (il che, fra l’altro, comporterebbe numerose possibilità occupazionali – sia di tecnici ed esperti che di operai ed agricoltori, italiani e migranti

Cara Lidia

7 Dicembre 2020
Cara Lidia, questa maledetta pandemia ha preso anche te. Ti ha presa dopo una vita vissuta “dalla parte del torto”, in tutti i conflitti di questi anni belli e difficili. Non ti sarebbe piaciuta la retorica militarista che ha applicato alla pandemia , e a te, la categoria della battaglia, della guerra, combattuta, vinta o persa. Ti sarebbe piaciuta invece la parola “resistenza”. Alla malattia hai opposto resistenza. A quella contro il nazifascismo avevi partecipato attivamente, fino a quella repubblica dell’Ossola che fu, anche se di breve durata, uno dei momenti più alti, perché in quei 40 giorni furono elaborati quei principi che poi sarebbero stati alla base della Costituzione. Ti piaceva anche la parola “conflitto”. Il conflitto lo avevi vissuto nelle varie forme in cui si è presentato. Conflitto di classe, conflitto fra i sessi. Conflitti che ritenevi necessario gestire non con la prospettiva di eliminare l’avversario, ma nemmeno di cercare una conciliazione con la retorica della “buona volontà”. I conflitti si affrontano e si superano trovando collettivamente la forza per sconfiggere la sopraffazione, lo sfruttamento. Tu non hai perso una guerra e nemmeno una battaglia. La tua morte non segna la fine di qualcosa. Quello che rimane non è soltanto un ricordo. Se è vero che ci mancherai, è ancora più vero che vivrai nel ricordo di tante donne, da quelle che ti hanno conosciuto a quelle che ti hanno solo sentita citare. Il tuo essere femminista non era una definizione formale. Era la parola che indicava una scelta di campo, un posizionamento, che poteva tenere insieme tutte le donne che guardano il mondo e affrontano i conflitti con uno sguardo di genere. Addio Lidia. Che la terra ti sia lieve. Una compagna

Spesa SOSpesa – Speciale Natale

5 Dicembre 2020
Questo Natale sarà diverso, e per tante persone sarà più diverso e difficile che per altre.Per questo ti chiediamo di fare con noi un regalo SOSpeso, con una donazione che ci consenta di portare un pacco natalizio ad oltre 200 famiglie delle Piagge e non solo. La festa più giusta è quella solidale, che non lascia indietro nessuno.15 euro per un pacco, con l’obbiettivo di arrivare almeno a 200 pacchi. In ogni pacco un panettone , un litro d’olio extravergine e Caffè o marmellata, lenticchie o tonno, tagliatelle o riso, spezie ( N.B. ed extra un libro e un gioco per i più piccoli. Ed una “golosità”) DONA ( 1 o più pacchi) qui https://spesasospesafirenze.company.site/

#6milioniperFirenze rassegna stampa dopo il presidio

9 Giugno 2020
Invisibili sotto il Palazzo nel primo giorno di consiglio: STAMP Toscana In piazza per un cambio nelle politiche sociali: Novaradio “Sbloccate i 6 milioni per i buoni alimentari”: Firenze Today Protesta in piazza per il reddito di emergenza: QuiNews Firenze Sotto Palazzo Vecchio per chiedere lo sblocco dei 6 milioni: 055Firenze Servizio del TG3 Toscana

Presidio davanti a Palazzo Vecchio #6MilioniperFirenze

9 Giugno 2020
Oggi, durante il presidio organizzato per chiedere l’applicazione della mozione “6 milioni” presentata da Sinistra Progetto Comune e approvata l’11 maggio in Consiglio Comunale, una delegazione composta da Firenze Città Aperta, Potere al Popolo e due attiviste delle reti di solidarietà, ha incontrato l’assessore Vannucci. Volevamo conoscere i tempi di applicazione di questo “Atto di Indirizzo”, che indica come e dove reperire 6 milioni da destinare alle spese sociali (aiuto alimentare, aiuto ai consumi e alle bollette). L’Assessore ha precisato che non si tratta di una modifica di bilancio ma “solo” di un “atto di indirizzo”, aggiungendo che ritiene inopportuno parlare di “vittoria” come abbiamo fatto noi. Sì assessore, per noi anche questo Atto di Indirizzo è una vittoria politica, e appunto, noi volevamo sapere quando e come sarebbe stato dato coerentemente seguito a questo indirizzo, in modo da rendere immediatamente disponibili queste risorse. L’assessore ha aggiunto che dal suo punto di vista, non sarebbe responsabile “tagliare dei servizi” per dare aiuti alimentari. Ora, a parte che la nostra proposta prevede di stanziare vari tipi di aiuti (bollette, aiuti al consumo), non si capisce perché si dovrebbero tagliare dei servizi, quando la mozione approvata in Consiglio prevede per esempio di utilizzare i dividendi delle società partecipate: “PRESO ATTO che il Comune di Firenze potrebbe realizzare un piano di spesa, finanziata attraverso il contributo delle società partecipate che ogni anno erogano ai soci una quantità ingente di utili e dividenti, da risparmi del bilancio 2020, e dalla ‘forzatura’ delle norme e degli accordi con le banche, in virtù del periodo di crisi eccezionale e di sofferenza della popolazione”. Il messaggio è comunque chiaro: è responsabilità del Consiglio Comunale l’approvazione di una variazione di bilancio, in coerenza con questa mozione. L’11 luglio intanto scadono i termini per l’applicazione della mozione. “Non va tutto bene”, l’ha ammesso l’Assessore Vannucci: su questo siamo perfettamente d’accordo. Questi 6 milioni non risolveranno tutti i problemi. Ma intanto iniziamo da qui, con 6 milioni per tante persone potrebbe andare molto meglio. Questa mozione invita la Giunta a reperire 6 milioni, e ci sono passi che la Giunta può e deve fare, anche senza variazioni di bilancio, senza scaricare le responsabilità di quest’atto sul Consiglio Comunale. Il tempo stringe, seguiremo da vicino la questione. Firenze Città Aperta

Ultimi Comunicati

“il manifesto” per noi è importante. Oggi forse più che mai.

30 Dicembre 2020
Nell’Italia segnata dall’emergenza di questi mesi, una parte delle donne e degli uomini soffre per le persone che ama, teme per chi lavora negli ospedali o nelle case di cura; un’altra ha perduto il lavoro e il reddito e ha bisogno di aiuto; un’altra ancora arriva a pensarla come Confindustria: bisogna ricominciare a vivere, cioè a produrre, se qualcuno muore pazienza – tanto sono vecchi improduttivi. E davvero la crisi è sanitaria e sociale ed economica. Ma rende molto politica la dimensione etica, il riconoscimento dell’altro,  cioè di noi: della vulnerabilità di ogni essere umano. In questa Italia in drammatica emergenza incredibilmente non scompare l’Italietta della politica istituzionale. Leggere le dichiarazioni di molti e molte – le ambizioni narcisistiche di alcuni leader di se stessi, le ripicche di altri, le vendette e i ricatti degli addetti ai lavori (della serie “stiamo lavorando per noi”) fa cadere le braccia. E tuttavia continua ad apparire ogni tanto un mondo di ragazze e ragazzi, di donne e uomini, che è vivo di un’altra vita. Le reti di auto aiuto, di volontariato, di sostegno alle povertà, anche nella nostra città di Firenze, si sono moltiplicate. Le navi delle associazioni di soccorso non hanno smesso di navigare per salvare chi cerca una vita decente altrove, in viaggio sulla terra come tutti noi. Sulla terra di cui nessuno è proprietario e il cui equilibrio ambientale è messo a rischio da questo modello di sviluppo. C’è un movimento per la società della cura che si va ramificando e che segnala come sia forte l’esigenza di una dimensione pubblica dell’esistenza, di relazioni collettive di ascolto e riconoscimento. Come la libertà abbia bisogno di un tessuto intorno di relazioni umane. Davvero oggi nessuna e nessuno si salva da solo. In questo mondo e in questo momento per noi il manifesto è un po’ come una zattera con cui attraversare la tempesta. Una zattera, fragile –  non un transatlantico o uno yacht. Non si sta comodissimi. Ogni tanto si litiga, qualcosa che leggiamo non ci piace. E tuttavia questo giornale lo sentiamo come nostro: la nostra casa di carta, uno spazio comune di pensieri e parole. Di sentimenti condivisi. La vita del manifesto da cinquant’anni si è intrecciata con la nostra, ci ha accompagnato e aiutato nelle battaglie e nelle riflessioni. La critica non cancella mai l’affetto. E questo affetto è un fatto politico. Se il manifesto scomparisse dalle edicole sarebbe gravissimo. Nell’epoca dei bonus governativi rovesciati a raffica su un po’ tutto, determinare la chiusura di  un giornale libero per celebrare la legge del mercato, la mano tutt’altro che invisibile (la manata) che esiste solo per uccidere l’indipendenza della critica e arredare di gadget i deserti del pensiero, sarebbe una ferita per la democrazia del nostro paese oltre che un grande dolore per noi. E faremo di tutto perché non accada Inviateci per mail la vostra adesione, che gireremo poi al quotidiano! Singole persone o associazioni potranno scriverci all’indirizzo: firenzecittaaperta@gmail.com (immagine di Danilo Maramotti)

Multi-utility Toscana: una proposta pessima che tradisce il referendum del 2011 per l’acqua pubblica.

11 Dicembre 2020
Una proposta pessima, dannosa e falsa. Non si può dire altro e bene fa il nostro gruppo consiliare a denunciare che la direzione è sbagliata (https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/palagi-e-bundu-spc-una-multi-utility-toscana-che-possa-continuare-fare-profitti) Pessima, perché ripropone schemi di multi-utiliy degli anni 90, modelli che sono in crisi ovunque. Pessima, perché, nel mezzo della più grande crisi sociale ed economica del tempo recente legata alla pandemia di Covid-19, ripropone il mito della quotazione in borsa del 40% e del business su servizi essenziali per la comunità. Pessima, perché viene guidata da una figura, Alberto Irace, che ha contraddistinto la sua azione come amministratore di Publiacqua prima ed in seguito di Acea con l’aver garantito gli interessi degli investitori privati e nell’avere scaricato sulle bollette degli utenti investimenti obbligatori. Dannosa, perché quel modello di integrazione non funziona più, come dimostrano i conti in rosso di Alia, la nostra azienda dei rifiuti, e di altre realtà in Italia. E più in generale il lavoro per macroaree riduce la qualità del servizio. Dannosa, perché la quotazione in borsa NON deve garantire migliore servizi e minori tariffe, ma dividendi. Falsa, perché neanche il sindaco Nardella riesce a garantire che le tariffe non aumenteranno, ma si limita a dire che l’impegno è quello di non aumentarle. Falsa, perché proposta da chi nelle ultime campagna elettorali (l’ultimo Giani, prima Nardella) aveva dichiarato che finalmente avremmo rispettato il referendum del 2011, per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Firenze Città Aperta

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Daniela Chironi, Tommaso Grassi e Massimo Torelli (Firenze Città Aperta): “Requisire per meglio curare: le proposte che il Comune può fare a Giani”

24 Novembre 2020
24 novembre 2020 “Due ordinanze della Regione Toscana indicano la possibilità e l’opportunità di utilizzare lo strumento della requisizione per aumentare i posti letto, senza ricorrere a più costose soluzioni come il campo container visto in viale Guidoni. Ieri al question time la Giunta ha detto di non essere interessata a essere parte attiva di questa soluzione. Un errore che rischia di pagare tutta la città” “Come sempre – introduce il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi – la peggiore risposta che si può ricevere è nessuna risposta. Per quante proposte specifiche possa avanzare il gruppo Sinistra Progetto Comune ci siamo trovati di fronte all’indisponibilità della Giunta di accoglierle, a prescindere da quali siano. Ringraziamo Firenze Città Aperta per aver lanciato la campagna mesi fa. Ci mette oggi in condizioni di chiedere, puntualmente, perché non si sta prendendo in considerazione l’idea di utilizzare i cosiddetti student hotel, o perché non si sia provato a vedere se tra il patrimonio immobiliare del nostro territorio ci fossero spazi adeguati per rispondere alla richiesta della Regione Toscana, che il Comune ritiene non sia di sua competenza. Confidiamo che il peggio sia alle nostre spalle ma la stessa Vicesindaca ha ammesso che la fase è cambiata. Non si prevede più la necessità di un campo container come quello di viale Guidoni, proprio per la possibilità aperta dalla Regione Toscana di insistere sullo strumento della requisizione, che già la Costituzione individua come possibile e che la storia di Firenze ha conosciuto bene, anche se in forme diverse e in relazione al bisogno abitativo. A questo punto, ricevuta la risposta, senza registrare una contrarietà al requisire, come se tutto l’onere fosse della sola Regione, proporremo al Consiglio comunale – aggiunge Palagi – alcune soluzioni, per prevenire l’emergenza, invece di subirla”. “L’Associazione Firenze Città Aperta – dichiarano Daniela Chironi, Tommaso Grassi e Massimo Torelli durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi – ha lanciato la proposta Requisire per meglio curare a marzo (https://www.firenzecittaaperta.it/requisire-per-meglio-curare/) con l’obiettivo di prepararci ad un periodo lungo e difficile. I cardini della proposta erano: tra immobili pubblici e privati recuperare almeno 1.000 posti letto in città per la gestione della quarantena e separare i nuclei familiari con contagiato (individuando, sul modello cinese, il nucleo familiare come spazio di contagio), recuperare ad utilizzo collettivo parte del patrimonio pubblico cittadino, per avere una città della cura, che sappia affrontare in modo permanente situazioni di crisi, rompere il tabù della prevalenza della proprietà privata a discapito del bene pubblico, come se un profitto servisse a qualcosa in una generale situazione di crisi ed emergenza. Quindi suggerivamo di ricorrere per interesse pubblico alla requisizione di strutture e strumentazioni sanitarie sia di immobili. Questo supportato dall’art. 6, comma 4 del Decreto Legge n. 18/2020 che il governo emanò in marzo. E presentammo un piano complessivo, prevedendo che l’emergenza non finisse con l’estate. Né a Firenze né in Italia ci siamo preparati alla seconda ondata pandemica e quindi la riproponiamo, trovando un valido supporto in

ZTL: per di qua o per di là?

11 Agosto 2020
Sull’apertura della ZTL l’amministrazione fiorentina prova ad arrampicarsi sugli specchi e porta a giustificazione di questa scelta scellerata i mancati introiti delle attività commerciali del centro storico, che in un periodo di emergenza come questo devono essere sostenute. Le situazioni straordinarie necessitano di decisioni extra-ordinarie, di coraggio e di inventiva ma non di passi indietro, col ritorno ad una Firenze anni ‘80 che credevamo ormai lasciata definitivamente alle spalle. Anche perché nelle scorse settimane il Sindaco e l’Assessore Giorgetti non hanno fatto altro che parlare di mobilità green, strade scolastiche, pedibus, ciclabili di ogni tipo, portando a termine pedonalizzazioni importanti e significative, anche sul piano dell’immaginario, come quella del Lungarno Acciaiuoli. Poi con un provvedimento di apertura della ZTL hanno vanificato con i fatti molte parole e molte buone intenzioni… Non sappiamo fino a che punto loro stessi credano realmente che questo provvedimento giovi ai fiorentini e alle attività commerciali, o quanto sia invece una mossa pre-elettorale per imbonirsi qualche categoria. Di certo possiamo elencare alcuni fatti per come li conosciamo: • i residenti lamentano scarsità di parcheggi, e con l’apertura della ztl i loro posti auto saranno occupati da chi va in centro in macchina. • se da una parte si incentivano i cittadini ad usare la bicicletta, dall’altra li esponiamo al pericolo del traffico privato nelle strette strade del centro storico. • il distanziamento fisico imposto dal covid viene rispettato dando più spazio ai pedoni, non costringendoli sui marciapiedi per lasciare la carreggiata ai mezzi privati. • concedendo i dehor esterni e contemporaneamente aprendo le strade a tutto il traffico privato, si viene a creare una situazione malsana, antigienica e spiacevole per i clienti stessi • il commercio respira e fiorisce nelle strade pedonali, in cui è facile guardare le vetrine e scegliere dove fermarsi in sicurezza; questo è un dato di fatto rilevato da decine di studi condotti in molti paesi del mondo e basati sul flusso dei pagamenti nelle aree pedonali o nelle attività che insistono lungo le piste ciclabili. • i cambiamenti sulla mobilità, necessari a Firenze come in ogni altra città italiana, si fanno con chiarezza e determinazione, incrementando la sicurezza stradale, i mezzi pubblici e la sharing mobility; dando incentivi, sconti e soluzioni per chi utilizza metodi di spostamento sostenibili. Aprire il centro storico per qualche mese non servirà a niente, se non a farci vergognare di fronte ai visitatori internazionali, e la strada verso una città più sostenibile e vivibile sarà molto più lunga facendo avanti e indietro fra soluzioni rattoppate e messaggi contraddittori.

“Signor Stella, ma mi faccia il piacere!”

11 Giugno 2020
È tempo di campagna elettorale in Toscana ed è normale che ogni parte politica cerchi visibilità mediatica e sui social. Quello che invece non dovrebbe essere normale è farlo con dei video nei quali si filmano le persone senza consenso per scopi elettorali, si utilizzano accenti razzisti e si dimostra disprezzo per le persone povere. Non crediamo infatti che simili pratiche e contenuti siano compatibili con la dialettica democratica, che dovrebbe invece riguardare i piani per il futuro delle nostre città e della Regione, soprattutto durante e dopo una pandemia. Sembra voler ignorare tutto questo Marco Stella, attuale consigliere regionale di Forza Italia, che durante una diretta Facebook dal Mercato di Sant’Ambrogio a Firenze ha ironicamente parlato di “risorse” con riferimento ai migranti, utilizzando una modalità espressiva che speravamo ci fossimo lasciati alle spalle. Stella cerca degrado là dove non c’è: filma due persone rom (è forse un reato essere rom?), denuncia la presenza di una -UNA- persona che chiede l’elemosina (è forse un reato chiedere l’elemosina, per giunta in un’epoca di crisi senza precedenti?), parla dell’assenza dei vigili urbani, pur sapendo che la sede dei carabinieri è a pochi metri di distanza, in piazza dei Ciompi. Non contento, Stella ricorda sdegnato che a Firenze c’è stata una manifestazione dei Rom (perché a loro è forse vietato manifestare?) e aggiunge anche una serie di falsità in proposito: in primis che il loro scopo era la richiesta di soldi al Comune, quando in realtà la richiesta riguardava unicamente dei buoni alimentari. Al minuto 15:40 Stella viene bruscamente interrotto da un passante indignato almeno quanto noi dalla volgarità di quel video, che di “politico” non ha nulla, essendo pura propaganda di bassa lega. Il consigliere di Forza Italia denuncia l’accaduto su Facebook parlando di grave aggressione e incassa la cieca solidarietà di alcuni, compreso il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani che nel suo comunicato non introduce nessuna precisazione sul contesto dei fatti e sulle provocazioni di Stella. Mentre gli Stati Uniti e il mondo intero sono in pieno fermento antirazzista, la nostra solidarietà va alle vittime della pessima comunicazione politica di Marco Stella, al quale ricordiamo -per intero- l’Art. 3 della Costituzione repubblicana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il compito di chi ricopre un ruolo istituzionale è tradurre in politiche pubbliche i valori costituzionali, non raccogliere like su Facebook con subdoli mezzi. Firenze Città Aperta Per chi si fosse perso l’aggressione con minacce può andare direttamente al minuto 15:40.

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