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La nostra storia: Firenze fra Resistenza e occupazione

23 Aprile 2021
di Lorenzo Lazzerini Firenze “fascistissima” secondo la definizione mussoliniana o Firenze “Capitale morale della Resistenza”? Ancora oggi, il dualismo del capoluogo toscano lungo il ciclo storico del fascismo  e della Resistenza riflette un’identità cittadina complessa e difficile da decifrare. Nella Firenze del ventennio di regime c’era, certamente, un sentimento popolare antifascista, spesso taciuto, radicato soprattutto in alcuni quartieri (l’Oltrarno e vicino alla Pignone; i quartieri di San Jacopino e Rifredi, con un forte tessuto operaio, nel nord della città). Questo sentimento popolare antifascista si nutriva di tradizioni familiari o del ricordo ancora vivo delle violenze squadriste, di casi simbolici come l’assassinio del sindacalista comunista Spartaco Lavagnini o, infine, dei tumulti del febbraio-marzo 1921. Ma c’era anche il volto di una città plasmata dall’animo squadrista e del fascismo locale, dall’accettazione conformista del regime, o dall’immagine della folla plaudente che accolse Hitler in occasione della sua visita il 9 maggio 1938. La guerra, con i suoi disastri militari e l’impatto sulla popolazione civile, mostrò a Firenze come nel resto d’Italia, le fragilità del fascismo, dando all’antifascismo clandestino la possibilità di farsi forza di massa. Già nel gennaio 1943 si costituì un primo coordinamento antifascista, precursore di quel CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) che costituirà il vertice politico della Resistenza, mentre gli uffici politici delle questure segnalavano un crescente sentimento sovversivo nella popolazione. La caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 causò poi manifestazioni di entusiasmo sotto il segno di un antifascismo e di un ripudio della guerra ormai diffusi, sia pure più a livello istintivo che di coscienza politica. Se in città si riorganizzava la politica delle correnti antifasciste, dai liberali ai comunisti, furono Monte Morello e Monte Giovi a ospitare, nei giorni successivi all’armistizio italiano e all’occupazione tedesca, i primi nuclei del movimento partigiano della provincia. Alla nascita del movimento partigiano provinciale contribuirono sia nuclei di attivisti già politicizzati, sia la massa dei militari sbandati: dal “Regio Esercito “, con il grado di tenente, proveniva anche il leader militare più capace della Resistenza locale, Aligi Barducci, noto con il nom de guerre di “Potente”, in contatto con l’organizzazione militare comunista patrocinata, a livello regionale, da Alessandro Sinigaglia. Sull’eccezionale figura di Sinigaglia, di origini ebraico-fiorentina da parte paterna e afro-americana da parte materna,  consiglio la lettura della biografia scritta da Mauro Valeri “Negro, ebreo, comunista”. Intanto a Firenze le frange estremiste del fascismo, si riorganizzavano all’ombra degli occupanti, dopo la nascita  della “Repubblica  Sociale” di Mussolini, trovando un riferimento nazionale nel fiorentino Alessandro Pavolini, segretario del neo-costituito Partito Fascista  Repubblicano, e distinguendosi subito per la ferocia repressiva di alcune formazioni paramilitari, come la banda del Maggiore Mario Carità. La risposta urbana più attiva della Resistenza fu allora la nascita dei GAP (Gruppi d’Azione Patriottica), diretti dai comunisti e guidati a Firenze da Sinigaglia e Bruno Fanciullacci, mentre per le attività d’intelligence militare fu importante il ruolo del gruppo di Radio Cora capeggiato dall’avvocato Italo Bocci e legato al Partito d’Azione. Le azioni dei GAP fiorentini cominciarono nel dicembre 1943 e seminarono

Rinnovo delle cariche sociali di Firenze Città Aperta

25 Marzo 2021
L’ Assemblea di Firenze Città Aperta del 23/03/2021 ha eletto la nuova Portavoce femminile: Lara Panzani, e il nuovo Tesoriere dell’associazione: Tommaso Gai. In linea con la lettera dello Statuto, nel ruolo di Presidente rimane, per almeno altri due mesi, Andrea Bagni, mentre Francesco Torrigiani sarà ancora il Portavoce maschile per altri sei mesi.   A questo gruppo guida vanno i nostri più affettuosi ed entusiasti auguri di buon lavoro: noi saremo al vostro fianco.  Salutiamo e ringraziamo Daniela Chironi e Alberto Mariani (rispettivamente Portavoce femminile e Tesoriere uscenti) che lasciano il loro ruolo, ma entrano in Coordinamento di diritto.   Sono stati inoltre eletti dall’Assemblea come membri del Coordinamento dell’associazione Francesca Cavarocchi, Simonetta Di Pino, Monica Sgherri, Sandra Carpi Lapi, Silvano Ghisolfi, Tommaso Grassi, Gianni Mantelli, Dmitrij Palagi e Alessandro Orsetti.   Il nuovo Coordinamento sta lavorando adesso al rinnovo dei gruppi funzionali, mentre i gruppi tematici si riuniranno nelle due settimane successive all’Assemblea per scegliere i propri due rappresentanti per il Coordinamento.  Vi daremo conto del lavoro svolto e della composizione finale del coordinamento in prossime comunicazioni e nella prossima assemblea. 

Balcani: la porta chiusa dell’Europa

21 Gennaio 2021
MARTEDÌ 26 GENNAIO 2021 ALLE ORE 18:15 Martedì 26 gennaio 2021 – ore 18:15 VIDEO INCONTROIl 23 dicembre il campo profughi di Lipa, in Bosnia, è stato distrutto da un incendio. La situazione già drammatica dei migranti che vi alloggiavano si è così ulteriormente aggravata: oggi oltre tremila persone sopravvivono in condizioni estreme, senza nessuna protezione contro temperature che arrivano di notte a -20°. Mancano acqua e cibo.Cosa intende fare l’Europa? Quali iniziative intraprendere perché siano rispettati i diritti umani? Cosa possiamo fare? Ne parliamo con– Gianfranco Schiavone, vicepresidente A.S.G.I.– Annalisa Comuzzi e Michele Negro ReteDASI FVG per la campagna #rottabalcanica #norespingimenti.– Antonella Bundu, consigliera comunale di Firenze. per collegarsi: https://meet.google.com/qop-bgwa-vcn ********************* Per documentarsihttps://www.facebook.com/retedasifvg/http://sconfini.net/https://www.facebook.com/RiVoltiAiBalcani/https://www.facebook.com/lungolarottabalcanicahttps://lungolarottabalcanica.wordpress.com/https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Migranti-Bosnia-Erzegovina-lager-d-Europa-207727https://vimeo.com/393507989

La politica che progetta per il futuro, l’utopia, il conflitto

17 Dicembre 2020
Le innovazioni, mancate, della politica – Si è detto da più parti che la pandemia, oltre alle conseguenze drammatiche che comporta, avrebbe portato ad innovare profondamente la politica in senso positivo, e cioè come rivalutazione del pubblico sul privato, come definizione di priorità diverse nella destinazione delle risorse, come maggiore attenzione alle tematiche ambientali. Ebbene, non vi sono segnali concreti e significativi di svolte in tal senso. Tanto che il Governo attuale, nonostante che abbia grandi limiti, vivendo alla giornata e senza progetti per il futuro che colgano le esigenze di innovazione e di trasformazione (ma piuttosto quelle dei poteri forti per l’utilizzo dei finanziamenti che arriveranno dall’Europa al fine di contrastare le conseguenze del corona virus), non ha alternative, se non peggiorative. Una proposta di buon senso come quella di una imposta straordinaria sui grandi patrimoni – per trovare le risorse necessarie in questo momento di emergenza – suscita reazioni scomposte e grida di allarme per il minacciato attentato ai ceti medi (ceti medi che si sarebbero arricchiti tutto ad un tratto, venendo, evidentemente e improvvisamente, in possesso di grandi patrimoni). Fa scandalo, infatti, il proposito di intervenire, con una tassazione progressiva che andrebbe dallo 0,2 al 2 %, su patrimoni superiori a 500.000 euro, con tasse cioè che riguarderebbero il 6% della popolazione italiana, quel 6% che detiene il 45% della ricchezza complessiva. Un ragionamento serio andrebbe fatto sul perché si sia determinato un aumento della distanza fra chi ha molto e chi ha poco o niente, come attesta il rapporto del CENSIS, sulla crescita dei Paperoni miliardari da un lato e di quanti vivono in condizioni di povertà assoluta e relativa dall’altro, su come, quindi, ci si sia allontanati sempre di più da quelle misure volte ad eliminare gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini/delle cittadine, misure prospettate dalla Costituzione. Ci si concentra, invece, sullo sbarrare il passo ad un accenno di patrimoniale. L’ambiente, una priorità solo a parole – Sull’ambiente, una priorità assoluta secondo le dichiarazioni degli scienziati (per evitare che la vita sulla terra diventi impossibile entro i prossimi decenni), si continuano a fare enunciazioni, a livello centrale e periferico, senza cominciare ad operare concretamente, mettendo termine, finalmente, agli investimenti per grandi, e piccole, opere inutili e dannose (si pensi, tanto per esemplificare, al TAV in Val di Susa e, restando nell’area fiorentina, al sottoattraversamento TAV di Firenze ed all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, un aeroporto che, fra l’altro, non ha nemmeno le carte in regola per funzionare così com’è, progetti entrambi riproposti con forza dal Presidente regionale Giani). E si continua ad ignorare l’unica grande opera urgentemente necessaria, quella della messa in sicurezza del territorio, che significa interventi di manutenzione, cessazione delle cementificazioni e della distruzione degli ambienti naturali, sostegno all’agricoltura diffusa e non monotematica, rivitalizzazione delle numerose  zone in via di abbandono (il che, fra l’altro, comporterebbe numerose possibilità occupazionali – sia di tecnici ed esperti che di operai ed agricoltori, italiani e migranti

Cara Lidia

7 Dicembre 2020
Cara Lidia, questa maledetta pandemia ha preso anche te. Ti ha presa dopo una vita vissuta “dalla parte del torto”, in tutti i conflitti di questi anni belli e difficili. Non ti sarebbe piaciuta la retorica militarista che ha applicato alla pandemia , e a te, la categoria della battaglia, della guerra, combattuta, vinta o persa. Ti sarebbe piaciuta invece la parola “resistenza”. Alla malattia hai opposto resistenza. A quella contro il nazifascismo avevi partecipato attivamente, fino a quella repubblica dell’Ossola che fu, anche se di breve durata, uno dei momenti più alti, perché in quei 40 giorni furono elaborati quei principi che poi sarebbero stati alla base della Costituzione. Ti piaceva anche la parola “conflitto”. Il conflitto lo avevi vissuto nelle varie forme in cui si è presentato. Conflitto di classe, conflitto fra i sessi. Conflitti che ritenevi necessario gestire non con la prospettiva di eliminare l’avversario, ma nemmeno di cercare una conciliazione con la retorica della “buona volontà”. I conflitti si affrontano e si superano trovando collettivamente la forza per sconfiggere la sopraffazione, lo sfruttamento. Tu non hai perso una guerra e nemmeno una battaglia. La tua morte non segna la fine di qualcosa. Quello che rimane non è soltanto un ricordo. Se è vero che ci mancherai, è ancora più vero che vivrai nel ricordo di tante donne, da quelle che ti hanno conosciuto a quelle che ti hanno solo sentita citare. Il tuo essere femminista non era una definizione formale. Era la parola che indicava una scelta di campo, un posizionamento, che poteva tenere insieme tutte le donne che guardano il mondo e affrontano i conflitti con uno sguardo di genere. Addio Lidia. Che la terra ti sia lieve. Una compagna

Ultimi Comunicati

Comunicato stampa – Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta avanzano una proposta per gli affitti commerciali contro la rendita immobiliare

22 Aprile 2021
Il sindaco Nardella ha detto che contro la rendita non può far nulla. Non è così, basta volerlo. Non si combatte la rendita e non si può risolvere la crisi che stiamo vivendo con la bacchetta magica, e neppure con slogan e proposte futuristiche, ma neppure auspicando un flashback al periodo pre-Covid. Immediatamente, prima che sia troppo tardi la prima mossa che ci aspettiamo dalle Istituzioni è un attacco frontale alla rendita immobiliare che strangola la città: una Legge scritta dai Comuni, insieme alle categorie economiche, ed inviata a Roma per una rapida approvazione che tagli e riduca, con logica e progressività, i costi che in questi mesi, i fondi commerciali, chiusi o con incassi ridotti, hanno dovuto continuare a sostenere. Una proposta ragionata che certo non ha i tempi di un’intervista sulla stampa o di un post o un tweet sui social, ma che merita di esser studiata. Nella pandemia è emersa nuovamente sulla città il peso della rendita immobiliare, la mano pesante di grandi multiproprietà che soffocano attività economiche e la residenza, con affitti altissimi e del tutto indisponibili a farsi carico della gravità della situazione, riducendo gli affitti. Parliamo di proprietà che hanno patrimoni immobiliari milionari e che stanno approfittando della crisi per ampliare le proprie proprietà: mentre c’è chi ha problemi ad arrivare alla fine del mese e di permettersi di avere i beni di prima necessità per mandare avanti la propria famiglia, c’è chi fa shopping in città di immobili e locali avendo una liquidità significativa, approfittando della disperazione di chi non vedendo un futuro, preferisce salvarsi svendendo il proprio bene. Abbiamo visto in questi mesi come i sussidi, dal costo per la collettività elevatissimo, che si è proposto persino di erogare direttamente ai proprietari degli immobili, non siano stati uno strumento che ha funzionato. Milioni di euro sono stati dati dallo Stato, come credito di imposta e contributi affitti, per pagare la proprietà, creando così il paradosso che lo Stato finanzia la rendita immobiliare, l’unica non toccata dalla crisi. Basta con questa logica. Vogliamo apprezzare quei soggetti insospettabili della città, dal Comune alla Camera di Commercio, hanno posto in evidenza questa situazione, ma registriamo che si sono limitati a dichiarazioni di massima e alla enunciazione di piani alquanto paradossali. Nardella dopo aver “venduto” l’immobile di Sant’Orsola propone di acquistare con fondi pubblici beni abbandonati nella stessa zona da destinare a imprenditori e artigiani per le loro attività. Dopo aver tentato la carriera di sensale nella vendita ai privati, il nostro Sindaco Nardella si sperimenta anche immobiliarista dell’ultima ora, con risultati deludenti in entrambi i campi. La pandemia ci obbliga a cambiare radicalmente e attaccare questo sistema che deve cambiare ma non con slogan e proposte futuristiche e neppure auspicando un flashback al periodo pre-Covid. La proposta sugli affitti commerciali Per questo stiamo elaborando un quadro di proposte, che vanno dal peso della rendita sugli esercizi commerciali e gli affitti residenziali alla regolamentazione degli AIRNB, dal come riportare residente reali in centro all’intervento sulle attività commerciali.

FIRENZE CITTÀ APERTA sul governo Draghi

12 Aprile 2021
La formazione del governo Draghi è un fatto importante su cui sentiamo la necessità di esprimerci, su più aspetti: il merito, il simbolo, il processo, la beatificazione. Merito: è un governo chiaramente conservatore, sia per il profilo del presidente, sia per il suo programma, sia per la squadra dei ministri. Avere come presidente del Consiglio dei ministri uno dei principali protagonisti delle privatizzazioni in Italia e l’autore della famosa lettera del 2011 con la quale si imponeva una serie di misure pesantissime è già un elemento di merito. I primi atti sono assolutamente coerenti con il giudizio: la scelta McKinsey come supporto tecnico per il Recovery fund, essendo la McKinsey tra i principali interpreti del paradigma iperliberista che anche Draghi ha interpretato a lungo; la scelta di un superliberista come Francesco Giavazzi come consulente economico; la scelta di un militare, generale Figliuolo, per gestire la campagna di vaccinazione; lo scioglimento, accogliendo le richieste della Lega, del precedente Comitato Tecnico Scientifico; il primo vero atto economico, un condono fiscale; il secondo atto, quello di avere previsto, a partire dal 1° luglio 2021, lo sblocco dei licenziamenti nel settore manifatturiero; l’opposizione alla richiesta di liberare i vaccini Covid dalla proprietà privata dei brevetti; la visita di Stato in Libia, la prima di Draghi, che ha legittimato quel paese come partner affidabile anche nella gestione dei flussi migratori, nonostante il non riconoscimento dei diritti dei rifugiati e le denunce di organismi internazionali sulle sistematiche violenze contro migranti cui viene impedita la partenza verso l’Italia; inserire all’interno del Recovery Plan importanti risorse finanziarie per finalità assurde come il “green washing” dell’industria degli armamenti, settore che ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti sostegni e facilitazioni, a scapito di settori ben più vitali per il paese, come la sanità e la scuola Simbolo: è una scelta di restaurazione e oligarchica Se la pandemia ha mostrato i fallimenti di trent’anni di politiche liberiste, la scelta del Presidente della Repubblica di affidare l’incarico ad uno dei massimi protagonisti di quel periodo è una scelta politica grave, che non condividiamo. Che sia una scelta di restaurazione è reso evidente dalla squadra dei ministri, con figure pessime che vengono richiamate a ministeri importanti. È una scelta d’ordine, che rappresenta nitidamente quello che aveva scritto Luciano Gallino, la “lotta di classe è in corso e l’hanno vinta i ricchi”.  Quindi capo del governo è uno dei protagonisti di questa vittoria. Alla necessità di maggiore uguaglianza e stato sociale, si risponde con un paladino della diseguaglianza, comunicando in sostanza che solo un’oligarchia può gestire il paese. Se anche una dose minima di protezione sociale (su reddito e altro) non potrà essere completamente cancellata, sarà però del tutto funzionale al disegno autoritario, neoliberista e conservatore. Processo: è una scelta politica che viene a completare la delegittimazione della politica rappresentativa, per creare una nuova scena politica. Come scrive Libertà e Giustizia “la scelta di chiamare Draghi al vertice di governo, a prescindere dalle valutazioni circa i suoi meriti, ha avuto il sapore di una radicale

REGIONE TOSCANA: LA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE È UN DISASTRO ANNUNCIATO

10 Aprile 2021
9 aprile 2021 Comunicato di Firenze Città Aperta REGIONE TOSCANA: LA GESTIONE DEL PIANO VACCINALE È UN DISASTRO ANNUNCIATO UN’OPPOSIZIONE ESISTE E SCENDE IN PIAZZA SABATO 10 APRILE PER IL VACCINO BENE COMUNE I dati diffusi dalla Fondazione GIMBE, aggiornati all’8 aprile 2021, indicano che la Toscana è ancora la penultima regione d’Italia nella vaccinazione alle persone sopra gli 80 anni. I cittadini anziani e le cittadine anziane che hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il COVID-19 sono il 31,4% e quelli che hanno ricevuto due dosi sono appena il 23,6%. La Toscana condivide il triste primato con la Sardegna e la Sicilia, due regioni amministrate dalla destra e la cui sanità pubblica non poggia su una tradizione di eccellenza. Crediamo che questi dati evidenzino alcune caratteristiche del governo regionale guidato da Eugenio Giani: 1) la subalternità ai potentati locali; 2) la superficialità che sfocia nell’incompetenza; 3) il tramonto definitivo di una sanità pubblica d’eccellenza. Aver preferito vaccinare gli avvocati non è stato un semplice errore, ma una precisa scelta politica. Il governo regionale ha voluto rispondere a un gruppo sociale dotato di potere e abilità lobbistiche, anteponendo gli interessi di alcuni al benessere della collettività. Si obietterà che AstraZeneca, il vaccino messo a disposizione degli avvocati, non poteva ai tempi essere somministrato agli over 65. Vero, ma chi stabilisce che gli avvocati corrano maggiori rischi rispetto ad esempio ai cassieri e alle cassiere dei supermercati? Lo stesso ragionamento vale per il personale accademico, già vaccinato, in confronto ad esempio agli autisti dei mezzi pubblici. I criteri da seguire avrebbe dovuto essere unicamente l’età, la fragilità e l’esposizione al virus. La superficialità consiste nel pensare che si possa procedere alle vaccinazioni seguendo criteri politici senza che ciò comporti disorganizzazione e lentezza. Impiegare energie, tempo e risorse organizzative per seguire percorsi vaccinali di tipo politico e non sanitario ha distolto quelle stesse fondamentali energie, tempo e risorse dalla realizzazione di un piano vaccinale serio e rivolto innanzitutto alle categorie sociali più a rischio. In politica la superficialità è sempre grave, anche in momenti di normalità, ma lo è molto di più in una fase di emergenza. Oggi essere superficiali significa essere incompetenti e impreparati a gestire una pandemia. Il 26 febbraio il Presidente Giani annunciava con grande squillo di trombe che la Toscana sarebbe rimasta zona arancione. Non era vero: siamo entrati in zona rossa il 27 febbraio e lo siamo ancora. Una zona che è rossa di vergogna: carenza di posti letto (dal 2012 al 2018 la Regione Toscana ha tagliato 1726 posti letto, piazzandosi seconda dopo la Lombardia); carenza cronica di anestesisti (come ha denunciato il dottor Luigi De Simone, presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani-Emac Toscana); generale carenza di personale e ospedali fiorentini definiti “allo stremo” dalla FP CGIL USL Toscana sia all’Ansa che al TG1, con malati di COVID-19 ricoverati in corridoio; 995 residenti in Toscana morti di COVID-19 nei primi due mesi del 2021, con un incremento della mortalità totale del +5,9% rispetto alle

Rinnovo delle cariche sociali di Firenze Città Aperta

25 Marzo 2021
L’ Assemblea di Firenze Città Aperta del 23/03/2021 ha eletto la nuova Portavoce femminile: Lara Panzani, e il nuovo Tesoriere dell’associazione: Tommaso Gai. In linea con la lettera dello Statuto, nel ruolo di Presidente rimane, per almeno altri due mesi, Andrea Bagni, mentre Francesco Torrigiani sarà ancora il Portavoce maschile per altri sei mesi.   A questo gruppo guida vanno i nostri più affettuosi ed entusiasti auguri di buon lavoro: noi saremo al vostro fianco.  Salutiamo e ringraziamo Daniela Chironi e Alberto Mariani (rispettivamente Portavoce femminile e Tesoriere uscenti) che lasciano il loro ruolo, ma entrano in Coordinamento di diritto.   Sono stati inoltre eletti dall’Assemblea come membri del Coordinamento dell’associazione Francesca Cavarocchi, Simonetta Di Pino, Monica Sgherri, Sandra Carpi Lapi, Silvano Ghisolfi, Tommaso Grassi, Gianni Mantelli, Dmitrij Palagi e Alessandro Orsetti.   Il nuovo Coordinamento sta lavorando adesso al rinnovo dei gruppi funzionali, mentre i gruppi tematici si riuniranno nelle due settimane successive all’Assemblea per scegliere i propri due rappresentanti per il Coordinamento.  Vi daremo conto del lavoro svolto e della composizione finale del coordinamento in prossime comunicazioni e nella prossima assemblea. 

TUTTE LE VITE VALGONO

26 Febbraio 2021
Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella sede dell’Associazione “Linea d’ombra”, che è anche l’abitazione dei due fondatori, Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi. Hanno sequestrato cellulari e computer, e Gian Andrea Franche, vicepresidente dell’Associazione, è inquisito per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Linea d’ombra è presente da tre anni in piazza, a Trieste, per portare aiuto e primo soccorso ai migranti che arrivano dalla rotta balcanica, dopo aver sopportato viaggi estenuanti e violenze intollerabili. Ad accoglierli, a fornire loro i primi indispensabili sostegni (pasti caldi, vestiti, cure) trovano i volontari dell’Associazione. Ma aiutare, portare sostegno e solidarietà in Italia possono diventare reati. E’ normale invece che le persone possano rimanere per strada senza cibo, senza riparo, con i piedi piagati da lunghe marce e addosso i segni delle violenze subite: così le istituzioni di un paese democratico calpestano impunemente i diritti umani. Lorena, Gian Andrea, e i volontari di Linea d’ombra fanno quello che le nostre istituzioni dovrebbero sentire il dovere di fare: garantire a donne e uomini in condizioni di difficoltà l’assistenza necessaria e il soddisfacimento dei bisogni primari. Garantire la loro dignità di persone. Firenze Città Aperta è al fianco di Lorena, di Gian Andrea, di tutti quelli che non hanno paura di schierarsi dalla parte giusta, riportando una luce di umanità e di speranza nel nostro paese.

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