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Eletto il nuovo coportavoce di Firenze Città Aperta

26 Ottobre 2021
L’assemblea di Firenze Città Aperta ha eletto ieri sera Massimo Torelli come nuovo portavoce dell’associazione. Tra Piazze e Draghi, confidiamo che saprà fare un ottimo lavoro, con competenza ed impegno. Un grande grazie va ovviamente a Francesco Torrigiani, per la disponibilità, l’energia ed il gran lavoro fatto per l’associazione in mesi decisamente non semplici.Adelante! Nella foto (da sinistra verso destra), oltre a Massimo Torelli (Coportavoce entrante) e Francesco Torrigiani (Coportavoce uscente) anche Lara Panzani (Coportavoce) e Sandra Carpi Lapi (Presidente). Leggi la bozza di discussione per l’assemblea𝗜𝗹 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲

Firenze Città Aperta sul governo Draghi e l’operato di Nardella

22 Giugno 2021
In questi primi mesi del governo Draghi stiamo assistendo a cambiamenti radicali, pessimi, che investono sia la struttura democratica del nostro paese, sia il tema dell’economia e della giustizia sociale. Se all’inizio, al momento dell’insediamento del governo, era forse lecito qualche dubbio, adesso è davvero difficile non riconoscere il carattere di fondo iperliberista dell’esecutivo. Di un neoliberismo paradossale e parassitario, esaltazione dell’iniziativa privata, ma con i soldi pubblici. L’allievo di Federico Caffè resta quello del pilota automatico che ha massacrato la Grecia. Nel    cuore    del PNRR esiste certo un ruolo dello stato, ma è quello di agevolare il più possibile l’accumulazione di risorse e la realizzazione di profitti da parte delle aziende. Sono loro il motore dello sviluppo, anzi della crescita economica, l’unico valore profondo della società. Compito della collettività è non frapporre ostacoli, non indirizzare altrove finanziamenti, non pensare a un intervento pubblico che non sia di puro sostegno all’iniziativa privata. E soprattutto, naturalmente, non tassare le ricchezze. Quelle diventeranno, per una sorta di movimento ontologico, investimenti, gli investimenti lavoro, il lavoro reddito. Dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezza e potere deriverà il benessere generale della società. Anzi sgocciolerà, secondo la teoria che ha sostenuto la rivoluzione conservatrice iniziata negli anni Ottanta. Teoria smentita da tutta la letteratura scientifica e oggi abbandonata anche da un moderato come Joe Biden. Per realizzare tutto questo i lavoratori devono essere disposti a tutto, a lavorare a qualunque condizione. In questo quadro, l’unico lavoro sicuro è quello che c’è e va accettato ‘whatever it takes’, non è più quello che non ferisce o non uccide. La sicurezza sul lavoro rallenta evidentemente l’efficienza e le semplificazioni del sistema di spesa. Per questo il reddito di cittadinanza è considerato una specie di perversione morale dei giovani, responsabile di un intollerabile vizio, l’abitudine e il “piacere del divano”: ragazze e ragazzi non accetteranno di lavorare per salari da fame se non saranno affamati, disponibili anche a condizioni lavorative semi schiavistiche. Al contrario, proprio questo è il merito del reddito di base: permettere di rifiutare lavoretti umilianti sotto-pagati o addirittura il lavoro gratuito, giustificato dall’esigenza di fare curriculum e diventare così brillanti imprenditori di se stessi. La povertà è una colpa. Il sostegno al reddito assistenzialismo. Allora perfino una misura modesta e di tradizione liberale come la tassazione delle successioni per i patrimoni più cospicui, non viene neppure presa in considerazione. La meritocrazia tanto celebrata come legittimazione delle “giuste disuguaglianze”, mostra qui la sua natura più autentica, quasi ontologica. È stabilita da prima del concepimento, si nasce ricchi cioè meritevoli. Una forma di superiore predestinazione. (Peraltro in quella famiglia avrai i libri importanti, farai le scuole giuste, ti presenterai agli esami con il curriculum adeguato. Alla fine avrai il voto che effettivamente “ti meriti”, mica sarai privilegiato). Ma pensare di intervenire sulla trasmissione dei patrimoni diventa mettere le mani in tasca agli italiani – perché va da sé che gli italiani sono tutti uguali, la società è un insieme organico dove non esistono differenze o

Eletta la nuova Presidente della nostra associazione.

18 Giugno 2021
Ieri 17 giugno, l’assemblea di Firenze Città Aperta, riunita presso l’SMS Rifredi, ha eletto all’unanimità la nuova Presidente, Sandra Carpi Lapi.Grazie a Sandra per aver accettato con entusiasmo, e buon lavoro!E grazie al Presidente uscente Andrea Bagni, per aver sostenuto e rappresentato l’associazione in un periodo complicato per tutti e tutte.

Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto

27 Maggio 2021
Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto per farci una struttura ricettiva di alto livello. Dopo l’ex scuola di Sanità Militare di Costa San Giorgio, su cui continua la polemica. ancora una volta una struttura sanitaria come Villa Basilewsky diventerà una struttura ricettiva di lusso. E come ci ricordava La Città invisibile – Rivista di PerUnaltracittà Firenze con questo articolo dello scorso settembre, il valore si è più che dimezzato in pochi anni.https://www.perunaltracitta.org/2020/09/09/villa-basilewsky-in-svendita-le-promesse-di-giani-smentite-dai-fatti-anzi-dagli-atti/

La nostra storia: Firenze fra Resistenza e occupazione

23 Aprile 2021
di Lorenzo Lazzerini Firenze “fascistissima” secondo la definizione mussoliniana o Firenze “Capitale morale della Resistenza”? Ancora oggi, il dualismo del capoluogo toscano lungo il ciclo storico del fascismo  e della Resistenza riflette un’identità cittadina complessa e difficile da decifrare. Nella Firenze del ventennio di regime c’era, certamente, un sentimento popolare antifascista, spesso taciuto, radicato soprattutto in alcuni quartieri (l’Oltrarno e vicino alla Pignone; i quartieri di San Jacopino e Rifredi, con un forte tessuto operaio, nel nord della città). Questo sentimento popolare antifascista si nutriva di tradizioni familiari o del ricordo ancora vivo delle violenze squadriste, di casi simbolici come l’assassinio del sindacalista comunista Spartaco Lavagnini o, infine, dei tumulti del febbraio-marzo 1921. Ma c’era anche il volto di una città plasmata dall’animo squadrista e del fascismo locale, dall’accettazione conformista del regime, o dall’immagine della folla plaudente che accolse Hitler in occasione della sua visita il 9 maggio 1938. La guerra, con i suoi disastri militari e l’impatto sulla popolazione civile, mostrò a Firenze come nel resto d’Italia, le fragilità del fascismo, dando all’antifascismo clandestino la possibilità di farsi forza di massa. Già nel gennaio 1943 si costituì un primo coordinamento antifascista, precursore di quel CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) che costituirà il vertice politico della Resistenza, mentre gli uffici politici delle questure segnalavano un crescente sentimento sovversivo nella popolazione. La caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 causò poi manifestazioni di entusiasmo sotto il segno di un antifascismo e di un ripudio della guerra ormai diffusi, sia pure più a livello istintivo che di coscienza politica. Se in città si riorganizzava la politica delle correnti antifasciste, dai liberali ai comunisti, furono Monte Morello e Monte Giovi a ospitare, nei giorni successivi all’armistizio italiano e all’occupazione tedesca, i primi nuclei del movimento partigiano della provincia. Alla nascita del movimento partigiano provinciale contribuirono sia nuclei di attivisti già politicizzati, sia la massa dei militari sbandati: dal “Regio Esercito “, con il grado di tenente, proveniva anche il leader militare più capace della Resistenza locale, Aligi Barducci, noto con il nom de guerre di “Potente”, in contatto con l’organizzazione militare comunista patrocinata, a livello regionale, da Alessandro Sinigaglia. Sull’eccezionale figura di Sinigaglia, di origini ebraico-fiorentina da parte paterna e afro-americana da parte materna,  consiglio la lettura della biografia scritta da Mauro Valeri “Negro, ebreo, comunista”. Intanto a Firenze le frange estremiste del fascismo, si riorganizzavano all’ombra degli occupanti, dopo la nascita  della “Repubblica  Sociale” di Mussolini, trovando un riferimento nazionale nel fiorentino Alessandro Pavolini, segretario del neo-costituito Partito Fascista  Repubblicano, e distinguendosi subito per la ferocia repressiva di alcune formazioni paramilitari, come la banda del Maggiore Mario Carità. La risposta urbana più attiva della Resistenza fu allora la nascita dei GAP (Gruppi d’Azione Patriottica), diretti dai comunisti e guidati a Firenze da Sinigaglia e Bruno Fanciullacci, mentre per le attività d’intelligence militare fu importante il ruolo del gruppo di Radio Cora capeggiato dall’avvocato Italo Bocci e legato al Partito d’Azione. Le azioni dei GAP fiorentini cominciarono nel dicembre 1943 e seminarono

Ultimi Comunicati

Il divieto di manifestazione è un atto di eversione costituzionale. Come è possibile applaudirlo??

10 Novembre 2021
Il Ministero dell’Interno, tramite messaggi social e dichiarazioni, annuncia il divieto dal 10 novembre tutte le manifestazioni nei centri storici “tutte non solo quelle no greenpass e no vax” dichiara il sottosegretario Sibilia. Solo presidi statici quindi e cortei in zone periferiche.Ci sono tutti i mezzi per impedire gli assembramenti senza mascherine, con i conseguenti contagi, di alcune manifestazioni No greenpass, ma si sceglie di vietare le manifestazioni a tutti.Non lo condividiamo, è un fatto grave che crea una situazione di limitazione alla libertà di manifestare gravissima.E lo fa, e questo aumenta la gravità, raccogliendo la richiesta dei commercianti. Lo shopping pre-natalizio deve andare avanti, la democrazia costituzionale può andare indietro fino a scomparire. Questa decisione rientra nella cultura di Draghi, che rigetta il conflitto e impone il silenzio, in nome dell’ordine costituito e del profitto. Ma il consenso che sta ricevendo da forze politiche che si dichiarano democratiche ci lascia sconcertati e preoccupati. Firenze Città Aperta

La vergogna dell’affossamento del disegno di legge Zan

27 Ottobre 2021
L’affossamento del Disegno di Legge Zan contro l’omolesbobitransfobia è una marcia indietro grave nel cammino di emancipazione culturale del nostro Paese, uno stop pesante all’affermazione dell’eguaglianza dei diritti delle persone contenuta nell’art. 3 della Costituzione, un atto di inciviltà politica che si inserisce cupamente nella negazione in atto, da parte delle destre al governo di alcuni paesi europei, del contrasto alla violenza ed alle discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. In Italia questo avviene grazie all’alleanza in Parlamento fra le forze della destra e parte del centrosinistra, grazie soprattutto ai voti di Italia Viva, ampiamente e non da ora minacciati e usati come arma di ricatto. Una sconfitta annunciata dell’equità e della democrazia, che mette in luce tutte le contraddizioni e la debolezza intrinseca del centrosinistra, non solo sul terreno dei diritti sociali ma anche su quello dei diritti civili. Firenze Città Aperta #DDLZan

𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝗮𝘂𝗱𝗶𝘁𝗮. #iostoconmimmolucano

30 Settembre 2021
13 anni e 2 mesi di carcere e 700mila € di multa per Mimmo Lucano, che secondo il presidente del Tribunale di Locri è a capo di una associazione a delinquere. La richiesta della Procura è stata raddoppiata. Siamo storditi, arrabbiati e stupiti per questa pesantissima sentenza. Che vuole cancellare il modello #Riace e tutto quello che ha rappresentato in Italia e nel mondo. Aspettiamo con fiducia l’appello, e come Firenze Città Aperta ribadiamo con maggiore forza il nostro affetto solidale e la nostra stima incondizionata a Mimmo #Lucano e al modello di accoglienza che ha portato avanti per anni. #iostoconmimmolucano #eoracondannatecituttietutte #Riacenonsiarresta

Turno di notte in Gkn

1 Settembre 2021
Ultimi giorni di agosto, arriva il mio turno di sorveglianza notturna alla GKN di Campi Bisenzio. Fabbrica occupata. Si comincia alle 22 e si arriva alle 06, quando entra un altro gruppo. Quattro postazioni, agli angoli del quadrilatero enorme costituito dalla fabbrica. A noi tocca il “cinema”, proprio alle spalle della mega multisala di una zona che è quasi una sintesi perfetta di questa post-modernità. Iper centro commerciale da un lato, multisala dall’altro, i grandi magazzini dei centri della logistica, alcune fabbriche e l’immigrazione cinese tutt’intorno. Dove arriviamo c’è una specie di capannino coperto con teli di plastica perché quella del cinema è la postazione più aperta, da proteggere dal vento. In realtà, si capirà presto, dal freddo. Passano quasi subito a prendere le prenotazioni per gli spaghetti, programmati alle due di notte. Nello spazio all’ingresso dove si mangerà abbiamo già preso il caffè. Arriveranno anche latte e brioche verso le quattro di mattina. Inutile dire che l’atmosfera è magnifica. Siamo fra compagni. Si spezza il pane insieme, questa notte spaghetti e brioche. Sono momenti di una specie di amore politico, ci si sente straordinariamente vicini a degli sconosciuti. Fratelli. Verso mezzanotte arrivano cinque giovani operai. In quella postazione ci siamo solo noi, “esterni” di Firenze Città Aperta, e vogliono esserci per darci nel caso una mano. C’è infatti una ricetrasmittente per comunicare con la base, e nessuno di noi la sa usare. Portano un pallone, un cane e anche delle coperte. Il cane si occupa intensamente del pallone. Ci dicono che abbiamo beccato proprio la notte che segna la fine dell’estate. Hanno l’aria di scusarsi, quasi fosse colpa loro – oppure è il loro modo un po’ timido di ringraziarci per il gesto di solidarietà. Chiaro che ci considerano un po’ vecchietti dunque fragili. E non è che sbaglino di molto. Due operai ci fanno visitare l’interno della fabbrica. Sembra tutto nuovo, enorme, pieno di box e celle, monitor dappertutto, macchine e robot dalle braccia grandi, alcuni lucidissimi. Nuovi. Ci spiegano tutto, veramente tutto, come fosse la fabbrica una loro creatura, e noi facciamo finta di capire, ma è un linguaggio tutto particolare. Ci spiegano che è come un organismo vivente di cui bisogna avere cura (anche con le trappole per i topi che se no si mangiano i cavi), e in effetti sembra di sentire il respiro della megamacchina, ronzii, vibrazioni – artificiale e potente, come in certi film di fantascienza. Il più giovane dei due ci fa vedere i pezzi che giacciono nei contenitori, inutilizzati. Già venduti e abbandonati. Prende un lungo cilindro di ferro, ci dice che è un semiasse della Ferrari, Guardate che meraviglia. Dice anche che deve smettere, se no gli viene da piangere. Qui c’è ancora una sorta di sincero orgoglio del lavoro, del lavoro fatto bene. Quei pezzi così puliti sono figli di una meccanica che – per quanta automazione ci sia – ha sempre assoluto bisogno dell’intervento umano. Chi decide le procedure non ha quasi contatto con la realtà del lavoro. Tecnici e

Bando per lo stadio: i nostri dubbi, le nostre proposte.

29 Luglio 2021
𝗕𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗱𝗶𝗼. 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗕𝘂𝗻𝗱𝘂 𝗲 𝗗𝗺𝗶𝘁𝗿𝗶𝗷 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗴𝗶 (𝗦𝗣𝗖), 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗻𝗱𝗿𝗶 𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗚𝗲𝗻𝗴𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶 (𝗦𝗣𝗖 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝟮), 𝗧𝗼𝗺𝗺𝗮𝘀𝗼 𝗚𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶, 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗭𝗼𝗹𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 (𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮): “𝗜 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶, 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲”28 luglio 2021“Oggi è prevista la prima scadenza per i chiarimenti di primo grado, questa mattina si è tenuta una seduta di due commissioni per il concorso internazionale. Molti gli elementi di preoccupazione”“La giornata di oggi prevedeva la scadenza per i chiarimenti di primo grado sul Concorso Internazionale per la riqualificazione dell’area di Campo di Marte Nord e dello stadio di Pier Luigi Nervi di Firenze. Questa mattina – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu con i consiglieri di Sinistra Progetto Comune al Q1 Lorenzo Palandri e Francesco Gengaroli e con Tommaso Grassi, Filippo Zolesi e Massimo Torelli di Firenze Città Aperta – si è tenuta una seduta delle commissioni 3 e 5 congiunte, per dare informazioni su questo percorso, verso il quale abbiamo numerosi dubbi.Siamo sempre stati per una soluzione che garantisse un futuro pubblico del Franchi, ma vogliamo che le cose siano fatte bene. La documentazione ci pare evanescente e i tempi troppo stretti. Ci viene da dire che la vittoria da parte di uno studio come quello di Casamonti non ci stupirebbe.Che fine hanno fatto le promesse del Sindaco pre-Covid-19 sull’uso di risorse comunali, ora che al 50% il bando è coperto dalla sponsorizzazione della Fondazione Cassa di Risparmio e da Banca Intesa?Qual è l’idea di fondo del futuro di Campo di Marte e che ruolo avrà il consiglio comunale rispetto agli ampi margini lasciati alla progettazione, anche in modo improprio?Che tipo di mobilità è ipotizzata, concretamente?Nell’introdurre la conferenza stampa Massimo Torelli ha insistito sul fatto che è un’opera fondamentale per la città e che per questo c’è preoccupazione per i punti aleatori e precari dell’operazione nel suo insieme”.Lorenzo Palandri ha evidenziato “l’assenza di una progettualità sugli usi degli spazi e dell’area circostante, considerando problematici i 15.000 metri quadri di aree direzionale, residenziale e alberghiera previste, a cui si aggiunge un parcheggio in uno spazio di pertinenza di Ferrovie dello Stato che non si sa come dovrà essere recuperato. Quei 3.000 posti vicini allo stadio come faranno a non essere un ulteriore attrattore di traffico?”.Filippo Zolesi ha mostrato “mappe alla mano” come “ci sia un’intera area che rischia di rimanere scoperta anche una volta che verranno realizzate le linee della tramvia annunciate. Il tessuto urbano nel suo insieme è privo di una visione pubblica: ci sembra che troppo sia stato lasciato alle decisione dei privati”.Antonella Bundu era presente in commissione oggi, “la prima vera occasione per il Consiglio comunale di avere qualche informazione da parte dell’Amministrazione. Evidenzia le contraddizioni delle dichiarazioni della Giunta sui flussi turistici e le trasformazioni urbanistiche della città, con cui si rende chiara l’assenza di una progettazione pubblica effettiva”.Tommaso Grassi chiude su “quanto potrebbe essere nascosto dietro alla mancanza di chiarezza: quei 15.000 metri quadri sono lì per far quadrare i conti economici alla

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