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#6milioniperFirenze rassegna stampa dopo il presidio

9 Giugno 2020
Invisibili sotto il Palazzo nel primo giorno di consiglio: STAMP Toscana In piazza per un cambio nelle politiche sociali: Novaradio “Sbloccate i 6 milioni per i buoni alimentari”: Firenze Today Protesta in piazza per il reddito di emergenza: QuiNews Firenze Sotto Palazzo Vecchio per chiedere lo sblocco dei 6 milioni: 055Firenze Servizio del TG3 Toscana

Presidio davanti a Palazzo Vecchio #6MilioniperFirenze

9 Giugno 2020
Oggi, durante il presidio organizzato per chiedere l’applicazione della mozione “6 milioni” presentata da Sinistra Progetto Comune e approvata l’11 maggio in Consiglio Comunale, una delegazione composta da Firenze Città Aperta, Potere al Popolo e due attiviste delle reti di solidarietà, ha incontrato l’assessore Vannucci. Volevamo conoscere i tempi di applicazione di questo “Atto di Indirizzo”, che indica come e dove reperire 6 milioni da destinare alle spese sociali (aiuto alimentare, aiuto ai consumi e alle bollette). L’Assessore ha precisato che non si tratta di una modifica di bilancio ma “solo” di un “atto di indirizzo”, aggiungendo che ritiene inopportuno parlare di “vittoria” come abbiamo fatto noi. Sì assessore, per noi anche questo Atto di Indirizzo è una vittoria politica, e appunto, noi volevamo sapere quando e come sarebbe stato dato coerentemente seguito a questo indirizzo, in modo da rendere immediatamente disponibili queste risorse. L’assessore ha aggiunto che dal suo punto di vista, non sarebbe responsabile “tagliare dei servizi” per dare aiuti alimentari. Ora, a parte che la nostra proposta prevede di stanziare vari tipi di aiuti (bollette, aiuti al consumo), non si capisce perché si dovrebbero tagliare dei servizi, quando la mozione approvata in Consiglio prevede per esempio di utilizzare i dividendi delle società partecipate: “PRESO ATTO che il Comune di Firenze potrebbe realizzare un piano di spesa, finanziata attraverso il contributo delle società partecipate che ogni anno erogano ai soci una quantità ingente di utili e dividenti, da risparmi del bilancio 2020, e dalla ‘forzatura’ delle norme e degli accordi con le banche, in virtù del periodo di crisi eccezionale e di sofferenza della popolazione”. Il messaggio è comunque chiaro: è responsabilità del Consiglio Comunale l’approvazione di una variazione di bilancio, in coerenza con questa mozione. L’11 luglio intanto scadono i termini per l’applicazione della mozione. “Non va tutto bene”, l’ha ammesso l’Assessore Vannucci: su questo siamo perfettamente d’accordo. Questi 6 milioni non risolveranno tutti i problemi. Ma intanto iniziamo da qui, con 6 milioni per tante persone potrebbe andare molto meglio. Questa mozione invita la Giunta a reperire 6 milioni, e ci sono passi che la Giunta può e deve fare, anche senza variazioni di bilancio, senza scaricare le responsabilità di quest’atto sul Consiglio Comunale. Il tempo stringe, seguiremo da vicino la questione. Firenze Città Aperta

Tutto sulla spesa SOSpesa 2020

30 Maggio 2020
Da qui puoi arrivare a tutte le informazioni riguardanti l’iniziativa Spesa SOSpesa dell’Associazione Firenze Città Aperta. Se vuoi fare una donazione in denaro. Se vuoi unirti a noi come volontario/a.

Spesa SOSpesa: abbiamo bisogno del vostro aiuto

20 Maggio 2020
Care amiche/amici Come forse saprete stiamo collaborando alla raccolta cibo per supportare il lavoro di distribuzione della Comunità delle Piagge di Don Alessandro Santoro, nel quartiere 5 di Firenze. Qui trovate le informazioni. Ma la quantità è insufficiente per le necessità che la crisi economica, indotta dalla pandemia, ha fatto esplodere drammaticamente. Inoltre alcune tipologie di viveri non vengono sufficientemente forniti, per cui è necessario effettuare acquisti mirati. Per tali motivi abbiamo attivato anche tre canali di raccolta fondi, ai quali vi chiediamo di donare anche solo un piccolo, prezioso contributo, e di diffonderne l’esistenza tra i vostri contatti: FacebookAttraverso la collaborazione di attiviste ed attivisti della associazione Firenze Città Aperta. Dopo quella di Sandra Carpi, Andrea Bagni e Massimo Torelli, attualmente è il turno di Francesco Torrigiani. Accedi alla raccolta fondi da qui. Bonifico bancario direttamente sul conto della associazione Iban: IT 46 R 05018 02800 000016784043 Banca etica Agenzia 07 filiale Firenze Beneficiario: Firenze Città Aperta Causale: Donazione per SPESA SOSPESA Crowdfunding Tramite la piattaforma GoFoundMe, a questo link. Potete contribuire anche condividendo questo appello sui social, nelle chat e nelle mailing list: possiamo fare di più! Firenze Città Aperta

La rinascita di Firenze passa attraverso il lavoro

16 Maggio 2020
In molti dicono che non dobbiamo permettere che da questa tragedia si esca con le vecchie logiche di sviluppo. Già negli anni ’70 i lavori di vari autori (Commoner, Gabor&Colombo) mostravano come l’intensità dei consumi di capitale, risorse ed energia fosse inversamente proporzionale alla richiesta di lavoro. In altre parole, un oggetto che richiede alti costi di materiali ed energia durante la sua vita, richiede poco lavoro per produrlo e mantenerlo. La Pennacchi (Il manifesto 1/5/’20) ricorda che il New Deal roosveltiano si basava “sull’idea-cardine che alle persone si dovesse dare non un sussidio ma un lavoro con una paga adeguata”. Quindi per superare la crisi economica di cui vediamo solo l’inizio, riferendoci alla realtà fiorentina dobbiamo partire da quelle che sono le caratteristiche della città e dai suoi bisogni spingendo su investimenti ad alta richiesta di lavoro. Uscendo dalla sbornia turistica ritengo che i punti di forza siano: l’industria meccanica l’Università ed i centri di ricerca l’industria farmaceutica e biomedicale la moda ed il design Le scuole di restauro le biblioteche l’artigianato di alta qualità Per far partire questi settori che spesso sono legati all’esportazione occorrerà attendere che si attenuino le norme di “distanziamento sociale” antivirus, e considerare comunque che difficilmente si tornerà alla situazione pre-pandemia; il timore di nuovi spillover resterà. Nel frattempo che facciamo? Il PO in elaborazione del Comune dovrà aprire fortemente all’uso delle fonti rinnovabili facilitando la formazione di Comunità Energetiche che attualmente possono formarsi per l’uso del fotovoltaico. Secondo un recentissimo studio dell’Università di Oxford, ogni investimento nell’energia pulita crea il triplo dei posti di lavoro rispetto allo stesso ammontare speso nei combustibili fossili. E inoltre, le infrastrutture connesse a fonti rinnovabili come eolico e solare sono più “resistenti” agli effetti perversi della globalizzazione, come le delocalizzazioni. Si dovrebbe spingere Fiorentinagas (o altri interessati) ad attuare una politica di cogenerazione. Usare direttamente il calore di scarto dalla produzione di energia elettrica nel riscaldamento/condizionamento e l’energia elettrica per riscaldare altre abitazioni con pompe di calore. A parità di servizio emetteremmo il 40% in meno. In questo modo si diffonderebbe l’uso delle pompe di calore, fondamentale in un passaggio futuro a sistemi prevalentemente elettrici. L’attuale incentivazione per interventi di risparmio energetico e sicurezza sismica prevede sgravi fiscali fino all’80%, sgravi che dovrebbero essere ulteriormente aumentati. Non tutti possono permettersi l’investimento, tuttavia è già possibile cedere il credito fiscale ad una azienda che faccia l’intervento. Purtroppo le aziende toscane sono spesso piccole e sottocapitalizzate; spetta alle aziende pubbliche intervenire, in particolare a Firenze potrebbe essere Casa SpA a guidare una serie di interventi che rimetterebbero in moto l’edilizia ed i settori connessi, studi professionali ed impianti. Si potrebbe coinvolgere l’Università per interventi innovativi che accedano a fondi di ricerca. Ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale, nel settore dell’approvvigionamento alimentare ), potremmo aggiungere un nuovo tipo di GAS, Gruppi di AFFITTO Solidale. In questo caso una serie di beni verrebbero acquisiti e messi a disposizione dei soci che pagherebbero solo una quota di “sostituzione”; ciò incentiverebbe la produzione

Ultimi Comunicati

ZTL: per di qua o per di là?

11 Agosto 2020
Sull’apertura della ZTL l’amministrazione fiorentina prova ad arrampicarsi sugli specchi e porta a giustificazione di questa scelta scellerata i mancati introiti delle attività commerciali del centro storico, che in un periodo di emergenza come questo devono essere sostenute. Le situazioni straordinarie necessitano di decisioni extra-ordinarie, di coraggio e di inventiva ma non di passi indietro, col ritorno ad una Firenze anni ‘80 che credevamo ormai lasciata definitivamente alle spalle. Anche perché nelle scorse settimane il Sindaco e l’Assessore Giorgetti non hanno fatto altro che parlare di mobilità green, strade scolastiche, pedibus, ciclabili di ogni tipo, portando a termine pedonalizzazioni importanti e significative, anche sul piano dell’immaginario, come quella del Lungarno Acciaiuoli. Poi con un provvedimento di apertura della ZTL hanno vanificato con i fatti molte parole e molte buone intenzioni… Non sappiamo fino a che punto loro stessi credano realmente che questo provvedimento giovi ai fiorentini e alle attività commerciali, o quanto sia invece una mossa pre-elettorale per imbonirsi qualche categoria. Di certo possiamo elencare alcuni fatti per come li conosciamo: • i residenti lamentano scarsità di parcheggi, e con l’apertura della ztl i loro posti auto saranno occupati da chi va in centro in macchina. • se da una parte si incentivano i cittadini ad usare la bicicletta, dall’altra li esponiamo al pericolo del traffico privato nelle strette strade del centro storico. • il distanziamento fisico imposto dal covid viene rispettato dando più spazio ai pedoni, non costringendoli sui marciapiedi per lasciare la carreggiata ai mezzi privati. • concedendo i dehor esterni e contemporaneamente aprendo le strade a tutto il traffico privato, si viene a creare una situazione malsana, antigienica e spiacevole per i clienti stessi • il commercio respira e fiorisce nelle strade pedonali, in cui è facile guardare le vetrine e scegliere dove fermarsi in sicurezza; questo è un dato di fatto rilevato da decine di studi condotti in molti paesi del mondo e basati sul flusso dei pagamenti nelle aree pedonali o nelle attività che insistono lungo le piste ciclabili. • i cambiamenti sulla mobilità, necessari a Firenze come in ogni altra città italiana, si fanno con chiarezza e determinazione, incrementando la sicurezza stradale, i mezzi pubblici e la sharing mobility; dando incentivi, sconti e soluzioni per chi utilizza metodi di spostamento sostenibili. Aprire il centro storico per qualche mese non servirà a niente, se non a farci vergognare di fronte ai visitatori internazionali, e la strada verso una città più sostenibile e vivibile sarà molto più lunga facendo avanti e indietro fra soluzioni rattoppate e messaggi contraddittori.

“Signor Stella, ma mi faccia il piacere!”

11 Giugno 2020
È tempo di campagna elettorale in Toscana ed è normale che ogni parte politica cerchi visibilità mediatica e sui social. Quello che invece non dovrebbe essere normale è farlo con dei video nei quali si filmano le persone senza consenso per scopi elettorali, si utilizzano accenti razzisti e si dimostra disprezzo per le persone povere. Non crediamo infatti che simili pratiche e contenuti siano compatibili con la dialettica democratica, che dovrebbe invece riguardare i piani per il futuro delle nostre città e della Regione, soprattutto durante e dopo una pandemia. Sembra voler ignorare tutto questo Marco Stella, attuale consigliere regionale di Forza Italia, che durante una diretta Facebook dal Mercato di Sant’Ambrogio a Firenze ha ironicamente parlato di “risorse” con riferimento ai migranti, utilizzando una modalità espressiva che speravamo ci fossimo lasciati alle spalle. Stella cerca degrado là dove non c’è: filma due persone rom (è forse un reato essere rom?), denuncia la presenza di una -UNA- persona che chiede l’elemosina (è forse un reato chiedere l’elemosina, per giunta in un’epoca di crisi senza precedenti?), parla dell’assenza dei vigili urbani, pur sapendo che la sede dei carabinieri è a pochi metri di distanza, in piazza dei Ciompi. Non contento, Stella ricorda sdegnato che a Firenze c’è stata una manifestazione dei Rom (perché a loro è forse vietato manifestare?) e aggiunge anche una serie di falsità in proposito: in primis che il loro scopo era la richiesta di soldi al Comune, quando in realtà la richiesta riguardava unicamente dei buoni alimentari. Al minuto 15:40 Stella viene bruscamente interrotto da un passante indignato almeno quanto noi dalla volgarità di quel video, che di “politico” non ha nulla, essendo pura propaganda di bassa lega. Il consigliere di Forza Italia denuncia l’accaduto su Facebook parlando di grave aggressione e incassa la cieca solidarietà di alcuni, compreso il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani che nel suo comunicato non introduce nessuna precisazione sul contesto dei fatti e sulle provocazioni di Stella. Mentre gli Stati Uniti e il mondo intero sono in pieno fermento antirazzista, la nostra solidarietà va alle vittime della pessima comunicazione politica di Marco Stella, al quale ricordiamo -per intero- l’Art. 3 della Costituzione repubblicana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il compito di chi ricopre un ruolo istituzionale è tradurre in politiche pubbliche i valori costituzionali, non raccogliere like su Facebook con subdoli mezzi. Firenze Città Aperta Per chi si fosse perso l’aggressione con minacce può andare direttamente al minuto 15:40.

Il patrimonio di Firenze in svendita

9 Giugno 2020
💥  In nome dell’emergenza sanitaria e sociale, Nardella vuole mano libera sui beni vincolati. “Nel decreto semplificazione bisogna consentire ai sindaci delle città d’arte, e sono tantissimi in Italia, di superare un muro di vincoli burocratici sul patrimonio storico-artistico senza il quale noi non potremmo fare niente. (…), non possiamo fare un piano di ristrutturazione vero e serio perché è tutto vincolato. Allora questo decreto semplificazione deve dare ai sindaci dei poteri chiari su tutto il fronte della burocrazia, altrimenti ci prendiamo in giro” 🏦 Ora, sappiamo che già oggi a Firenze, grazie alla variante all’Art. 13 del Regolamento Urbanistico, siano permessi interventi di ristrutturazione degli edifici tutelati come beni culturali, purchè sia garantita la salvaguardia integrale «sostanziale» della sagoma e della facciata. In altre parole, il Comune due anni fa con questa variante si spoglia della sua funzione a tutela del patrimonio storico-architettonico, che resta in mano alla Sovrintendenza. 🏗 Togliendo anche questi ultimi “lacci e lacciuoli”, si darà via libera a ogni intervento. 💲 Già sappiamo che nel post Covid-19 il valore di mercato di molti palazzi e appartamenti di lusso fiorentini sia sceso anche del 30%, e che ci siano società e gruppi (come gli israeliani di Webuyhotel73 “Jointly buying a hotel at covid-19 opportunities”) che apertamente dichiarano di voler approfittare della crisi per acquistare beni a prezzi stracciati: la “semplificazione” che vorrebbe Nardella punta ad attrarre anche questo tipo di “investitori”? 🐑 Intanto Nardella diserta il Consiglio, ma lo ascoltiamo spesso alla Radio in “Un giorno da pecora”, compare nelle trasmissioni internazionali col cappello in mano cercando donatori, cui sarà data la possibilità di “dire la loro” sullo sviluppo della città. 🎢 Intanto le varianti per l’Ex ospedale militare San Gallo e quella dell’Ex Caserma di Costa San Giorgio (con annessa cremagliera che passa dentro Boboli per unire il nuovo resort di lusso a Forte Belvedere) vengono approvate come se nulla fosse successo. 6️⃣ Intanto la Giunta ammette di voler ignorare la Mozione di Sinistra Progetto Comune approvata dal Consiglio, che la invita a reperire i 6 milioni per le spese sociali, risorse già disponibili nel bilancio delle società partecipate. 🤳 Eppure fino a pochissime settimane, e già sembrano anni, fa sentivamo dire dal sindaco che “nulla sarà più come prima”, che dopo il Covid-19 “va ripensato il modello di sviluppo basato sul turismo”, che occorre “combattere la rendita” e “riportare i fiorentini a risiedere in Centro”. 🌬 Tutte parole al vento, come in un incubo sembra che il Covid-19 stia davvero offrendo opportunità per svendere meglio e più velocemente il patrimonio della nostra città. Firenze Città Aperta Svenditalia – Report (08/06/2020) Link alla puntata con le precisazioni di Cecilia Del Re assessore all’urbanistica del Comune di Firenze del 09/06/2020. La risposta del sindaco e del Comune.

2 Giugno: come ricordare la nascita della Repubblica e della sua Carta Costituzionale

2 Giugno 2020
Quest’anno, come conseguenza della pandemia da COVID-19, non avremo le consuete sfilate militari il giorno della Festa della Repubblica ed è uno dei pochi fatti positivi nella situazione drammatica che stiamo vivendo. Il 2 giugno si festeggiano la Repubblica e la Costituzione che la caratterizza, frutto della Resistenza e dell’impegno antifascista. Vi sono due articoli in particolare, il 10 e l’11, che scaturiscono da visioni del mondo e della vita completamente alternative a quelle del fascismo. Il primo riconosce il dovere per l’Italia di dare asilo a tutte/i coloro a cui nei loro Paesi sono negati i diritti riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale: è evidente come ciò sia stato influenzato dall’esperienza di chi aveva dovuto cercare rifugio in altri paesi durante il Ventennio. Il secondo ripudia la guerra, che era stata invece un punto essenziale nella teoria e nella pratica fasciste (uno dei motti mussoliniani era “libro e moschetto, fascista perfetto”). Tutto questo, evidentemente, ha poco a che fare con lo spirito che, qualunque sia la situazione politico/istituzionale a cui sono collegate, aleggia nelle parate militari. Sappiamo bene che in certe situazioni è stato, ed è, inevitabile ricorrere all’uso delle armi. Lo è stato ieri durante la Resistenza, fenomeno europeo che contrastò idee e azioni aberranti, ispirate dal concetto che esistano “razze” superiori destinate a dominare il mondo; lo è oggi nel Rojava dove curde/i in armi difendono le loro esperienze di autogoverno locale dalle aggressioni di Daesh e della Turchia di Erdogan. I combattenti di ieri e di oggi sono espressioni di esperienze che mettono al centro ideali e progetti basati sullo spirito di solidarietà, di accoglienza, di inclusione per tutti gli esseri umani, da qualunque parte del mondo provengano (“nostra patria è il mondo intero”, come sostiene un vecchio canto anarchico), sull’uguaglianza di genere, sull’ambientalismo, sull’interculturalità. Hanno un retroterra che affonda le sue radici nella vita di uomini e donne in carne ed ossa, nella loro umanità, nel tessuto di relazioni da loro prodotto, nel patrimonio di idee e di sentimenti che ne scaturisce: si tratta di un insieme di fattori diversi che fanno della Resistenza del secolo scorso un fenomeno non riducibile alla lotta armata e della lotta del popolo curdo una forma di Resistenza esemplare dei nostri giorni. La Repubblica che festeggiamo il 2 giugno ha quindi poco da spartire con eserciti e armamenti e sarebbe più in sintonia con manifestazioni di lavoratrici e lavoratori, di operatrici e operatori del sociale, di persone impegnate in interventi di solidarietà, finalizzati all’interesse collettivo, di cooperazione internazionale, di tutela ambientale (un tema che si impone sempre di più come prioritario per la nostra sopravvivenza). Va messo in evidenza che sono il lavoro (quello che permette la piena realizzazione delle persone e non quello precario, privo di diritti e in certi casi anche schiavistico, oggi prevalente) e l’interesse collettivo punti importanti della Costituzione (tanto che l’iniziativa economica è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale). Va anche rilevato come vi siano stati, e continuino a esservi, atti,

Vittoria! Bundu e Palagi: “Impegno del Comune a sostegno delle persone in difficoltà per 6 milioni”

13 Maggio 2020
Approvata dal Consiglio comunale la proposta portata avanti da Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta. “Assieme a Firenze Città Aperta avevamo lavorato alla proposta da 6 milioni avanzata per il nostro Comune, perché ci fosse un intervento diretto teso a far fronte alle numerose emergenze presenti sul territorio. Le risorse stanziate – ricordano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – non bastano e sono legate a quanto arriva dal livello nazionale e regionale. Non sono bastati i soldi per gli aiuti alimentari, per i buoni spesa e per il contributo affitti: la richiesta continua a crescere. Inoltre tante persone e famiglie stanno denunciando la difficoltà a far fronte alle bollette, di cui si è sospesa solo la scadenza.  Riteniamo che ogni ipotesi di ulteriore indebitamento dell’ente utilizzando il proprio patrimonio immobiliare sia da rifiutare, mentre abbiamo proposto concretamente delle strade diverse. Siamo soddisfatti del risultato conseguito oggi in aula che attesta come la nostra opposizione sia interessata a trovare risposte per la nostra Città, pur avendo molte perplessità sul percorso chiamato “Patto per la Città” e su alcune affermazioni di queste settimane sotto emergenza. Ringraziamo Firenze Città Aperta per il lavoro che voluto condividere con noi, permettendo di arrivare a un atto modificato in parte rispetto a quando inizialmente pensato, ma non mutato nella sostanza. Il nostro voto è ovviamente quello di tutta la coalizione, in questi mesi sempre coerente a un programma elettorale che aveva saputo indicare una direzione politica confermata da questa mozione”. Oggi – aggiungono Francesco Torrigiani e Tommaso Grassi di Firenze Città Aperta – è stato approvato un vero e proprio piano di spesa, con delle indicazioni che vanno nella direzione come indicato dal nostro atto. In particolare la Giunta ha ricevuto dal Consiglio l’indicazione di utilizzare le risorse dai risparmi delle utenze e ha proposto di non pagare gli interessi sui mutui in essere, dirottando le risorse per pacchi alimentari, buoni spesa, sostegno al pagamento delle bollette e ad un concreto sostegno all’affitto alle famiglie che stanno soffrendo questa situazione. La crisi non può aspettare e non può dipendere solo dall’azione del governo. Questo ci ha mosso.  Soddisfazione che dimostra come le proposte se elaborate entrando nel merito e calandosi nella realtà del nostro Comune possano vincere anche le resistenze politiche di chi ha raramente saputo ascoltare. Siamo convinti che la vittoria di oggi sia della Città e per la cittadinanza, prima che di qualunque parte politica”. Sinistra Progetto Comune e Firenze Città Aperta #6MilioniperFirenze Scarica la mozione approvata

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