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La Giunta dà il via alla Pistoiese Rosselli nel silenzio della stampa fiorentina. Così si devastano le Cascine.

22 Agosto 2022
Nei giorni di ferragosto la stampa locale ha dato la notizia di due delibere di Giunta: per la linea 2, si formalizza l’avvio della progettazione della variante per l’estensione della Linea 2 fino a Sesto. Per la futura Linea 4, Leopolda-Piagge (4.1) e Piagge-Campi Bisenzio (4.2), si dà il via libera al progetto di fattibilità, c’è già un cronogramma e i soldi, del PNRR. Verrà dunque dismessa come previsto,  già da settembre, la linea ferroviaria che da Porta al Prato attraversa le Cascine lungo il Canale Macinante per arrivare alle Piagge. Quello che nessuno dice, è che a questa progettazione della Linea 4.1 è associata[1] quella della Pistoiese Rosselli, una strada di penetrazione di traffico che porterà, secondo le previsioni, 1.700 auto l’ora  nel cuore delle Cascine e verso il centro[2]. Nessuno fa notare come questa nuova bretella, che verrà connessa col ponte all’Indiano, comporterà consumo e impermeabilizzazione di suolo, abbattimento di alberi, la copertura con cemento dei Canali Macinante e Goricina, perdita di biodiversità e l’aumento del traffico in città, verso il centro e dentro il parco monumentale delle Cascine. Mentre l’assessore all’ambiente dà la colpa ai vincoli della Sovrintendenza se c’è poco verde a Firenze, mentre ci parlano di deasfaltare e depermeabilizzare la città (ancora l’assessore, e il Prof Mancuso), mentre siamo in balia di eventi meteorici sempre più gravi e imprevedibili. Il giorno dopo la tempesta improvvisa e quasi imprevista che ha abbattuto migliaia di alberi in Toscana, si va avanti con questo progetto. Un’idea vecchia già quando è nata, la prima delibera è del 2006: eppure il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), se si va a leggere l’Appendice 1 conferma la  visione: “la strada Rosselli – Pistoiese con andamento parallelo alla linea ferroviaria Porta a Prato – Cascine, costituirà un asse prioritario per il collegamento della piana fiorentina con le aree più centrali della città. La vicinanza del suo estremo più periferico con il viadotto del Ponte all’Indiano (…) la renderà estremamente appetibile per il collegamento centro-periferia per i veicoli provenienti da settori urbani dell’ovest, anche diversi da quelli direttamente attraversati. L’idea è quella di realizzare una viabilità a doppio senso di marcia con poche connessioni con la viabilità esistente, con la funzione di intercettare parte del traffico proveniente sia dalla direttrice Pistoiese che dal raccordo dell’Indiano e diretto verso il centro città”. Ora diventa funzionale non solo a portare auto in centro, ma anche alle trasformazioni in corso: come chiarisce il ancora il PUMS:  “La nuova strada servirà anche a collegare in modo efficiente alla città le nuove centralità dell’ex Manifattura Tabacchi e dell’ex OGR, creando i presupposti per un miglioramento delle condizioni di esercizio del sistema della viabilità a servizio dei nuovi insediamenti”. Un progetto sbagliato, da bloccare Francesco Torrigiani – Firenze Città Aperta [1] La delibera di Giunta è chiara: “procedere alla progettazione definitiva della linea tramviaria 4.1 tratta Leopolda – Piagge e delle opere ad essa strettamente supplementari, ovvero la nuova viabilità Pistoiese – Rosselli, Parcheggio Scambiatore Svincolo Indiano e

𝗨𝗻𝗶𝘀𝗰𝗶𝘁𝗶 𝗮 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮, 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗼/𝗮 𝗼 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮.

7 Febbraio 2022
Anche quest’anno contiamo su di te-Il tuo sostegno ci ha permesso di tenere in vita Firenze Città Aperta in un periodo di forte difficoltà. Il 2021 è stato un anno ricchissimo di impegni, sia sul versante della politica cittadina tramite l’azione dei nostri eletti nei consigli Comunale e di Quartiere, sia per l’azione contro la 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 della nostra città portata avanti dalla giunta #Nardella, sia con la partecipazione alla lotta della e per la #GKN. Come compete a chi svolge il ruolo di soggetto di rappresentanza cittadino. Abbiamo accompagnato queste iniziative con attività di solidarietà attiva come la 𝙎𝙥𝙚𝙨𝙖 𝙎𝙤𝙨𝙥𝙚𝙨𝙖.https://www.facebook.com/hashtag/SpesaSospesaQ5/ Ed abbiamo continuato il nostro 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗮𝘇𝘇𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗮 in città.𝗡𝗼𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘂𝗻’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗼, ed anche per il 2022 abbiamo necessità di un tuo “piccolo” ma per noi “grandissimo” contributo con queste soluzioni: • Ridotto Euro 10,00 (pensionati, studenti, disoccupati) • Ordinario Euro 20,00 • Sostenitore Euro 40,00 Se puoi e se vuoi, e se non lo hai ancora fatto, associati a #Firenze #Città #Aperta, è una bella iniziativa e una bella esperienza: • puoi fare tutto 𝙤𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚 al seguente link: https://www.firenzecittaaperta.it/modulo-adesione-aderisci-a-firenze-citta-aperta-anno-2022 • oppure con 𝙗𝙤𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙤 bancarioBeneficiario Firenze Città ApertaIBAN IT46R05018 02800 000016784043Causale : Tesseramento 2022 (indica mail di riferimento) • oppure 𝙥𝙧𝙚𝙣𝙤𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 tramite cellulare o WA o Telegram con pagamento da concordareAlberto 334 9178819Massimo 393 9259281

𝗗𝗘𝗡𝗨𝗡𝗖𝗘 𝗧𝗢𝗦𝗖𝗔𝗡𝗔 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗔𝗨𝗟𝗘𝗧𝗧𝗔 𝗘 𝗧𝗢𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜: 𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗗𝗜𝗖𝗘 𝗔𝗥𝗖𝗛𝗜𝗩𝗜𝗔, 𝗔𝗖𝗖𝗨𝗦𝗘 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗘 𝗗𝗜 𝗢𝗚𝗡𝗜 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢

5 Febbraio 2022
“𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒊 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒆 𝒄𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒂𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆”. E’ questo il presupposto fondamentale sulla base del quale la giudice ha respinto il ricorso fatto dai legali di 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐍𝐚𝐥𝐝𝐢, amministratore delegato di 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐀𝐞𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢, contro l’archiviazione, già richiesta dal PM, nei confronti del consigliere comunale Ciccio Auletta della coalizione della sinistra “𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞” di Pisa e di Massimo Torelli, portavoce di 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐀𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚. La giudice ha così disposto 𝗹’𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 del procedimento riconoscendo che quanto da noi affermato rientra nel “𝒍𝒆𝒈𝒊𝒕𝒕𝒊𝒎𝒐 𝒆𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂”. In particolare “𝒍𝒆 𝒐𝒔𝒔𝒆𝒓𝒗𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒓𝒊𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒍𝒕𝒆 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝑪𝒐𝒓𝒑𝒐𝒓𝒂𝒄𝒊𝒐𝒏 𝑨𝒎𝒆𝒓𝒊𝒄𝒂 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂 𝒔.𝒑.𝒂. 𝒆 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒆𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒔.𝒑.𝒂. -𝒅𝒊 𝒄𝒖𝒊 𝒊𝒍 𝑵𝒂𝒍𝒅𝒊 𝒆̀ 𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒆𝒈𝒂𝒕𝒐- 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒍𝒆𝒈𝒊𝒕𝒕𝒊𝒎𝒆 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒅 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒂𝒅𝒖𝒕𝒆 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒔𝒖𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒊𝒏𝒅𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒆𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒊𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒆 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒍𝒐𝒄𝒂𝒍𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂”.In altre parole, la giudice ha confermato quanto già sostenuto dal PM: la totale infondatezza delle accuse di Toscana Aeroporti. Si tratta di una sconfitta pesantissima e senza appello per questa società, che ha tra i suoi soci anche la 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 e i Comuni di 𝐏𝐢𝐬𝐚 e 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞. Hanno imbastito questa denuncia sul nulla solo per provare ad intimidire noi e soprattutto mandare un monito, come lo stesso Naldi ha ripetuto pubblicamente, contro chiunque si voglia opporre ai progetti di questa multinazionale che prova a svendere i lavoratori e le lavoratrici, come nel caso del comparto dell’handling, e a realizzare una grande opera, come la nuova pista di Peretola, che porterà solo devastazione e speculazione. Si tratta di una ulteriore conferma del disprezzo che Toscana Aeroporti ha per le forme della democrazia previste dalla nostra Costituzione in cui, invece, la libera informazione e il ruolo dei rappresentanti eletti dal popolo sono strumenti fondamentali. Questa sentenza mette a nudo la strategia di intimidazione che questa società ha provato a portare avanti, strategia che abbiamo battuto anche nelle aule giudiziarie. 𝗣𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼, 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗔𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼.In questo quadro è emerso il sostegno nei fatti a Toscana Aeroporti, di cui è presidente 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐫𝐚𝐢, da parte della Regione Toscana che non ha preso minimamente parola su questa denuncia intimidatoria e del 𝐏𝐃 di #Firenze, che ha bocciato in commissione al Consiglio Comunale di Firenze una mozione di invito a ritirare l’opposizione all’archiviazione, atto che invece il Consiglio comunale di #Pisa ha assunto alla unanimità. 𝑫𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆: 𝑼𝒏𝒂 𝒄𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 – 𝑹𝒊𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒔𝒕𝒂 𝑷𝒊𝒔𝒂- 𝑷𝒊𝒔𝒂 𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆𝑭𝒊𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝑪𝒊𝒕𝒕𝒂̀ 𝑨𝒑𝒆𝒓𝒕𝒂𝑺𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒂 𝑷𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒐 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 – 𝑭𝒊𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆

Eletto il nuovo coportavoce di Firenze Città Aperta

26 Ottobre 2021
L’assemblea di Firenze Città Aperta ha eletto ieri sera Massimo Torelli come nuovo portavoce dell’associazione. Tra Piazze e Draghi, confidiamo che saprà fare un ottimo lavoro, con competenza ed impegno. Un grande grazie va ovviamente a Francesco Torrigiani, per la disponibilità, l’energia ed il gran lavoro fatto per l’associazione in mesi decisamente non semplici.Adelante! Nella foto (da sinistra verso destra), oltre a Massimo Torelli (Coportavoce entrante) e Francesco Torrigiani (Coportavoce uscente) anche Lara Panzani (Coportavoce) e Sandra Carpi Lapi (Presidente). Leggi la bozza di discussione per l’assemblea𝗜𝗹 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲

Firenze Città Aperta sul governo Draghi e l’operato di Nardella

22 Giugno 2021
In questi primi mesi del governo Draghi stiamo assistendo a cambiamenti radicali, pessimi, che investono sia la struttura democratica del nostro paese, sia il tema dell’economia e della giustizia sociale. Se all’inizio, al momento dell’insediamento del governo, era forse lecito qualche dubbio, adesso è davvero difficile non riconoscere il carattere di fondo iperliberista dell’esecutivo. Di un neoliberismo paradossale e parassitario, esaltazione dell’iniziativa privata, ma con i soldi pubblici. L’allievo di Federico Caffè resta quello del pilota automatico che ha massacrato la Grecia. Nel    cuore    del PNRR esiste certo un ruolo dello stato, ma è quello di agevolare il più possibile l’accumulazione di risorse e la realizzazione di profitti da parte delle aziende. Sono loro il motore dello sviluppo, anzi della crescita economica, l’unico valore profondo della società. Compito della collettività è non frapporre ostacoli, non indirizzare altrove finanziamenti, non pensare a un intervento pubblico che non sia di puro sostegno all’iniziativa privata. E soprattutto, naturalmente, non tassare le ricchezze. Quelle diventeranno, per una sorta di movimento ontologico, investimenti, gli investimenti lavoro, il lavoro reddito. Dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezza e potere deriverà il benessere generale della società. Anzi sgocciolerà, secondo la teoria che ha sostenuto la rivoluzione conservatrice iniziata negli anni Ottanta. Teoria smentita da tutta la letteratura scientifica e oggi abbandonata anche da un moderato come Joe Biden. Per realizzare tutto questo i lavoratori devono essere disposti a tutto, a lavorare a qualunque condizione. In questo quadro, l’unico lavoro sicuro è quello che c’è e va accettato ‘whatever it takes’, non è più quello che non ferisce o non uccide. La sicurezza sul lavoro rallenta evidentemente l’efficienza e le semplificazioni del sistema di spesa. Per questo il reddito di cittadinanza è considerato una specie di perversione morale dei giovani, responsabile di un intollerabile vizio, l’abitudine e il “piacere del divano”: ragazze e ragazzi non accetteranno di lavorare per salari da fame se non saranno affamati, disponibili anche a condizioni lavorative semi schiavistiche. Al contrario, proprio questo è il merito del reddito di base: permettere di rifiutare lavoretti umilianti sotto-pagati o addirittura il lavoro gratuito, giustificato dall’esigenza di fare curriculum e diventare così brillanti imprenditori di se stessi. La povertà è una colpa. Il sostegno al reddito assistenzialismo. Allora perfino una misura modesta e di tradizione liberale come la tassazione delle successioni per i patrimoni più cospicui, non viene neppure presa in considerazione. La meritocrazia tanto celebrata come legittimazione delle “giuste disuguaglianze”, mostra qui la sua natura più autentica, quasi ontologica. È stabilita da prima del concepimento, si nasce ricchi cioè meritevoli. Una forma di superiore predestinazione. (Peraltro in quella famiglia avrai i libri importanti, farai le scuole giuste, ti presenterai agli esami con il curriculum adeguato. Alla fine avrai il voto che effettivamente “ti meriti”, mica sarai privilegiato). Ma pensare di intervenire sulla trasmissione dei patrimoni diventa mettere le mani in tasca agli italiani – perché va da sé che gli italiani sono tutti uguali, la società è un insieme organico dove non esistono differenze o

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IL 25 SETTEMBRE STA PER ARRIVARE E NON SARÀ UN GIORNO DI FESTA. ANDIAMO A VOTARE.

14 Settembre 2022
Mancano ormai pochi giorni alla fatidica e temuta data delle elezioni politiche. Come Firenze Città Aperta non siamo parte di nessuna delle proposte elettorali in campo ma riteniamo di condividere il confronto che abbiamo fatto nel Coordinamento. Come compagne e compagni attivi siamo dentro quella grande parte del paese che vive l’annunciato successo della Meloni come un giorno di lutto. Per la democrazia e per il paese. È dal 2019, dal Papeete di Salvini, che si rinvia l’appuntamento elettorale per evitare un dominio della destra e l’assalto alla Costituzione (allora a guida Salvini, ora a guida Meloni). Per fare questo era necessario cambiare politiche, cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, creare una sinistra competitiva. Sono passati quasi tre anni, abbiamo la stessa legge elettorale ed un quadro disastroso. I sondaggi e la conoscenza di questa legge elettorale mostrano come la destra neofascista di Fratelli d’Italia sia proiettata verso il successo e la coalizione di destra si avvii a conquistare un’ampia maggioranza. Le sole incertezze che ad oggi avvertiamo sono se la destra avrà o meno la maggioranza qualificata dei seggi (67%) che le permetta di cambiare la Costituzione senza referendum e se arriverà alla maggioranza assoluta di voti validi. È un esito annunciato da anni, che si realizza nelle modalità peggiori. È una conseguenza di cosa ha rappresentato l’avvento del governo Draghi, ovvero la restaurazione dei vecchi poteri e dei soliti interessi, in un quadro bellico. E del sostegno incondizionato alla Nato e al permanere della guerra in Ucraina a qualsiasi costo. E dell’irrituale scelta del Presidente Mattarella che ha sciolto le Camere a fine luglio senza neanche le consultazioni per verificare altre soluzioni, al culmine di mesi di una campagna mediatica contro chiunque avesse contrarietà e dubbi sulla guerra e contro alcune proposte progressiste avanzate dai M5S. Il tutto è passato dalla legittimazione di Meloni come garante delle istituzioni sovranazionali, a partire da quelle atlantiche e finanziarie. Nessun allarme democratico, neppure in caso di vittoria del partito neofascista. Toni molto diversi da quelli utilizzati da moderati come Joe Biden che attacca Donald Trump definendolo, giustamente, come un quasi fascista. Di questa legittimazione appare sempre più garante lo stesso Draghi. Ma a fine luglio, allo scioglimento delle Camere, alcune azioni di salvaguardia potevano essere attivate e così non è stato per una scelta politica precisa del PD, che di fatto accetta la propria certa sconfitta consegnando il paese nelle mani di questa destra illiberale. Interrogarsi sul perché è utile anche per il domani: ricordiamo che, in chiave di emergenza democratica, poteva e doveva essere fatto un accordo tecnico fra tutti i soggetti che si oppongono alla destra nei collegi uninominali (come proposto da mille parti) così almeno da poter ridimensionare la prevedibile vittoria. Per il PD, ed il sistema internazionale di cui è parte, elemento fondativo è l’asse con gli Usa e l’impegno della Nato nella guerra escludendo qualsiasi azione per il cessate il fuoco e per la pace, non si considera in fondo questa destra e la Meloni

La Giunta dà il via alla Pistoiese Rosselli nel silenzio della stampa fiorentina. Così si devastano le Cascine.

22 Agosto 2022
Nei giorni di ferragosto la stampa locale ha dato la notizia di due delibere di Giunta: per la linea 2, si formalizza l’avvio della progettazione della variante per l’estensione della Linea 2 fino a Sesto. Per la futura Linea 4, Leopolda-Piagge (4.1) e Piagge-Campi Bisenzio (4.2), si dà il via libera al progetto di fattibilità, c’è già un cronogramma e i soldi, del PNRR. Verrà dunque dismessa come previsto,  già da settembre, la linea ferroviaria che da Porta al Prato attraversa le Cascine lungo il Canale Macinante per arrivare alle Piagge. Quello che nessuno dice, è che a questa progettazione della Linea 4.1 è associata[1] quella della Pistoiese Rosselli, una strada di penetrazione di traffico che porterà, secondo le previsioni, 1.700 auto l’ora  nel cuore delle Cascine e verso il centro[2]. Nessuno fa notare come questa nuova bretella, che verrà connessa col ponte all’Indiano, comporterà consumo e impermeabilizzazione di suolo, abbattimento di alberi, la copertura con cemento dei Canali Macinante e Goricina, perdita di biodiversità e l’aumento del traffico in città, verso il centro e dentro il parco monumentale delle Cascine. Mentre l’assessore all’ambiente dà la colpa ai vincoli della Sovrintendenza se c’è poco verde a Firenze, mentre ci parlano di deasfaltare e depermeabilizzare la città (ancora l’assessore, e il Prof Mancuso), mentre siamo in balia di eventi meteorici sempre più gravi e imprevedibili. Il giorno dopo la tempesta improvvisa e quasi imprevista che ha abbattuto migliaia di alberi in Toscana, si va avanti con questo progetto. Un’idea vecchia già quando è nata, la prima delibera è del 2006: eppure il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), se si va a leggere l’Appendice 1 conferma la  visione: “la strada Rosselli – Pistoiese con andamento parallelo alla linea ferroviaria Porta a Prato – Cascine, costituirà un asse prioritario per il collegamento della piana fiorentina con le aree più centrali della città. La vicinanza del suo estremo più periferico con il viadotto del Ponte all’Indiano (…) la renderà estremamente appetibile per il collegamento centro-periferia per i veicoli provenienti da settori urbani dell’ovest, anche diversi da quelli direttamente attraversati. L’idea è quella di realizzare una viabilità a doppio senso di marcia con poche connessioni con la viabilità esistente, con la funzione di intercettare parte del traffico proveniente sia dalla direttrice Pistoiese che dal raccordo dell’Indiano e diretto verso il centro città”. Ora diventa funzionale non solo a portare auto in centro, ma anche alle trasformazioni in corso: come chiarisce il ancora il PUMS:  “La nuova strada servirà anche a collegare in modo efficiente alla città le nuove centralità dell’ex Manifattura Tabacchi e dell’ex OGR, creando i presupposti per un miglioramento delle condizioni di esercizio del sistema della viabilità a servizio dei nuovi insediamenti”. Un progetto sbagliato, da bloccare Francesco Torrigiani – Firenze Città Aperta [1] La delibera di Giunta è chiara: “procedere alla progettazione definitiva della linea tramviaria 4.1 tratta Leopolda – Piagge e delle opere ad essa strettamente supplementari, ovvero la nuova viabilità Pistoiese – Rosselli, Parcheggio Scambiatore Svincolo Indiano e

Draghi non è il salvatore, no davvero!

20 Luglio 2022
Pensavamo di vivere l’emergenza della guerra in Ucraina, l’emergenza sociale che sta esplodendo, l’emergenza climatica che non si può più nascondere. E scopriamo, da tutti i media, che l’unica emergenza del nostro paese è la tenuta del governo Draghi. A questo coro supplicante stanno partecipando forze politiche, imprenditoriali, associative, categorie professionali, sindaci. Stiamo sbagliando? No. È una situazione che ci sbalordisce e ci preoccupa. Sbalordisce perché mostra un nucleo di interessi del tutto staccato dalla situazione sempre più difficile del paese, colpito dagli stipendi bassi e dalla precarizzazione crescente, lavorativa, sociale, sanitaria, educativa, ambientale. Ci preoccupa perché mostra una saldatura intorno a politiche conservatrici e paternalistiche e manifesta chiaramente il rifiuto di ogni dialettica democratica come quella aperta – in ritardo – dal M5S. È evidente il peso delle relazioni internazionali e dei rapporti con gli USA: Draghi è un protagonista, nella situazione di guerra, della trasformazione dell’Unione Europea in appendice della NATO. Su Draghi e cosa rappresenta (lo abbiamo definito draghismo) ci siamo espressi più volte: aprile 2021 https://www.firenzecittaaperta.it/firenze-citta-aperta-sul-governo-draghi/ giugno 2021 https://www.firenzecittaaperta.it/firenze-citta-aperta-sul-governo-draghi-e-loperato-di-nardella/ ottobre 2021 https://www.firenzecittaaperta.it/il-draghismo-imperante-primi-movimenti-sociali-lassenza-di-una-sinistra-politica-nazionale-e-bagliori-a-firenze/ Sono sempre attualissimi. Ora ci interessa riprendere 2 aspetti: ASPETTO SIMBOLICO: Draghi rappresenta una scelta di restaurazione oligarchica. Se la pandemia ha mostrato i fallimenti di trent’anni di politiche liberiste, la scelta del Presidente della Repubblica di affidare l’incarico ad uno dei massimi protagonisti di quel periodo è una scelta politica grave, una scelta d’ordine. Alla necessità di maggiore uguaglianza e stato sociale, si risponde con un paladino della diseguaglianza, comunicando in sostanza che solo un’oligarchia può gestire il paese. Se anche una dose minima di protezione sociale (su reddito e altro) non potrà essere completamente cancellata, sarà però del tutto funzionale al disegno autoritario, neoliberista e conservatore. ASPETTO DEMOCRATICO: la decisione di chiamare Draghi al vertice di governo, con la definizione del “governo dei migliori”, ha avuto il sapore di una radicale delegittimazione del ceto politico italiano, nella sua totalità. È una scelta che ha sancito la delegittimazione della politica rappresentativa, dei meccanismi democratici. In questo contesto si inserisce la CRONACA DI QUESTE ORE. Draghi pur avendo la fiducia si presenta dimissionario (in un contesto completamente al di fuori del nostro quadro costituzionale), parte la campagna mediatica di santificazione di Draghi unita al tentativo, altrettanto martellante, di distruggere la credibilità politica di Conte, colpevole, in fondo, soltanto di aver chiesto qualche timida misura progressista al governo che appoggia. La sua colpa, in questa situazione, è definibile come reato di LESA MAESTA’. E si arriva al punto culminante: non è il Parlamento che deve votare la fiducia a Draghi ma Draghi che deve darla al Parlamento. Una “MANFRINA” inaccettabile. Leggiamo appelli come “L’Italia ha bisogno di Draghi.” Quale Italia e per fare cosa? diciamo noi. Per fare quello che ha fatto in questi mesi certamente no. Conosciamo compagne e compagni che si appellano a Draghi con la motivazione che se cade vince la Meloni. A loro, di cui capiamo la paura, rispondiamo che con queste politiche, con queste scelte, senza una legge elettorale proporzionale,

FIRENZE A FIANCO DEL POPOLO CURDO.

1 Luglio 2022
MARTEDÌ 5 LUGLIO MOBILITAZIONE CITTADINANESSUN SILENZIO E NESSUNA COMPLICITÀ CON LA GUERRA E CON LA NATO • ore 18.00 PRESIDIO al consolato della Svezia- Via Bonifacio Lupi, 14• ore 18.45 CORTEO fino alla Prefettura, via Cavour Il progetto di adesione di Svezia e Finlandia alla Nato rappresenta un ulteriore passo verso una guerra permanente ed una escalation militare imprevedibile.È una scelta sbagliata che allontana la possibilità di un cessate il fuoco.Mai come ora è importante mantenere viva la prospettiva di una fascia smilitarizzata dal Baltico al Mar Nero. E tutto questo viene fatto sulla pelle del movimento curdo, che in Svezia e Finlandia aveva trovato fino ad ora ospitalità. Nel protocollo d’accordo firmato si richiede l’estradizione verso le carceri turche di 33 persone. Non solo, al punto 8 del documento si prevede, «sulla base delle informazioni fornite dalla Turchia», l’estradizione di membri del Pkk, come presunti terroristi, ma anche degli appartenenti alle organizzazioni affiliate come l’Ypg curdo-siriano, le milizie che proteggono l’esistenza del Rojava.Non basta, viene sancito che Finlandia e Svezia toglieranno anche il bando alla vendita di armi ad Ankara e che la Svezia adotti una nuova legge in Svezia «più severa sulla criminalità terroristica che entrerà in vigore il 1° luglio» oltre a un «inasprimento della legislazione antiterrorismo» e la cessazione di qualsiasi supporto alle Ypg curde o al movimento di opposizione turco Gülen. Tutto questo svela nuovamente l’ipocrisia e la falsità di chi dice di combattere per libertà e diritti. La NATO, con la continua espansione e con i progetti dell’ultimo vertice di Madrid, di rafforzamento militare in Europa con nuove basi anche in Italia, oltre alle 135 esistenti, è nient’altro che strumento di guerra e tale si dimostra anche ora.NON SIAMO SORPRESE E SORPRESI di come si volti le spalle a chi ha combattuto contro l’Isis ed è sottoposto alla repressione di Erdogan: l’abbandono degli amici pro-tempore contro i nemici pro-tempore è quello che le grandi e piccole potenze hanno sempre fatto. Il progetto curdo di emancipazione sociale e popolare, anticapitalista, ecologista e antisessista rimane antagonista a questo sistema di potere e reale alternativa per l’area alle politiche di sfruttamento e guerra.PROVIAMO RABBIA E INDIGNAZIONE. Ed anche un po’ di vergogna.Il movimento curdo, che ben conosce queste ipocrisie, sa che può contare su sé stesso e sulla solidarietà reale di chi lotta per gli stessi valori. La città di Firenze, la città di Lorenzo Orsetti che ha espresso in questi anni grande solidarietà al movimento curdo, è al fianco di chi realmente combatte per la libertà e l’emancipazione, ed è messo fuori legge proprio nei nostri paesi. Nel silenzio, complice, di questa città e della Regione.Per questo – FIRENZE A FIANCO DEL POPOLO CURDO.MARTEDÌ 5 LUGLIO MOBILITAZIONE CITTADINA- PRESIDIO ORE 18.00 CONSOLATO SVEDESE Promosso da: Coordinamento Toscano per il Kurdistan, Comunità curda Toscana, Firenze Città Aperta, Associazione per Lorenzo Orsetti Orso Tekoşer, Assemblea fiorentina contro la guerraPer adesioni: toscana.kurdistan@gmail.com Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/400713198746822/

Referendum giustizia: dannosi per il Paese e per l’istituto del referendum

8 Giugno 2022
In questi mesi, come la maggior parte dei cittadini e delle cittadine italiani, non abbiamo investito grande attenzione sui quesiti sulla #GIUSTIZIA, promossi in primis dalla 𝑳𝒆𝒈𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝑺𝒂𝒍𝒗𝒊𝒏𝒊 𝑷𝒓𝒆𝒎𝒊𝒆𝒓 e depositati solo tramite la firma dei loro nove presidenti di Regione. Per buona prassi ci esprimiamo sulle cose di cui discutiamo e su cui promuoviamo iniziative. Avendo però avuto sollecitazioni da parte dei nostri iscritti e iscritte, il coordinamento di Firenze Città Aperta si è confrontato sul tema e ha deciso di rendere pubbliche le proprie valutazioni. Avremmo voluto votare i referendum sulla legalizzazione della cannabis e l’eutanasia legale, perché questi sono dei temi su cui una consultazione ampia e realmente partita dal basso può incidere e smuovere dibattito e sistema normativo. Battaglie come quella di 𝑾𝒂𝒍𝒕𝒆𝒓 𝑫𝒆 𝑩𝒆𝒏𝒆𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 in Toscana sulla legalizzazione della #CannabisLegale, o quella legata al caso di 𝑭𝒂𝒃𝒊𝒐 𝑹𝒊𝒅𝒐𝒍𝒇𝒊 sul diritto a una morte dignitosa (#EutanasiaLegale) interrogano direttamente e indirettamente, un numero importante di persone che possono e devono esprimersi anche con lo strumento referendario. I #referendum che ci vengono ora proposti, invece, riguardano alcuni aspetti molto tecnici del sistema giudiziario che dovrebbero essere parte di una riforma organica, da troppo tempo necessaria. Per questo, gli esiti delle modifiche richieste dai quesiti avrebbero delle ricadute difficili, tra loro anche contraddittorie e difficili da ricondurre a sistema. L’aspetto che emerge e preoccupa è che, anziché migliorare i diritti e le domande di giustizia, esprimono una diffidenza nei confronti del lavoro dei magistrati e del controllo della legalità. Da qui le ragioni della nostra 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝗶𝘁𝗶. Il quesito sulle modalità di presentazione delle candidature dei magistrati per le elezioni del #CSM e quello sulla partecipazione dei membri laici alla redazione delle “pagelle” dei magistrati sono del tutto irrilevanti ai fini di un migliore funzionamento della giustizia. Il quesito sulla divisione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici avrebbe l’unico effetto di allontanare il Pubblico Ministero dalla cultura della giurisdizione, schiacciandolo su un’attività di polizia. Ed infatti è un 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗯𝗲𝗿𝗹𝘂𝘀𝗰𝗼𝗻𝗶𝗮𝗻𝗮. Il quesito sulla custodia cautelare è riferito a tutte le misure sia coercitive sia interdittive e quindi è ingannevole. Esclusi i delitti di mafia e quelli commessi con l’uso delle armi, l’effetto sarebbe non solo impedire la custodia cautelare per chi ha commesso reati gravi, ma anche l’allontanamento dalla casa familiare del coniuge violento o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona vittima di atti persecutori. Infine, il quesito sull’abrogazione della legge #Severino è particolarmente odioso perché abroga l’intera disciplina riguardante la decadenza e l’incandidabilità degli eletti condannati con sentenza definitiva a una pena superiore a due anni. Il referendum è uno degli strumenti principali per l’esercizio della democrazia diretta; utilizzarlo per promuovere e tutelare interessi molto particolari rischia di snaturarne la funzione, contribuendo ad allontanare ulteriormente la cittadinanza dalla partecipazione alla vita politica del Paese. La distanza fra società e istituzioni, sempre più visibile nei momenti elettorali con il costante aumento dell’astensionismo, è oggi

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