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Eletto il nuovo coportavoce di Firenze Città Aperta

26 Ottobre 2021
L’assemblea di Firenze Città Aperta ha eletto ieri sera Massimo Torelli come nuovo portavoce dell’associazione. Tra Piazze e Draghi, confidiamo che saprà fare un ottimo lavoro, con competenza ed impegno. Un grande grazie va ovviamente a Francesco Torrigiani, per la disponibilità, l’energia ed il gran lavoro fatto per l’associazione in mesi decisamente non semplici.Adelante! Nella foto (da sinistra verso destra), oltre a Massimo Torelli (Coportavoce entrante) e Francesco Torrigiani (Coportavoce uscente) anche Lara Panzani (Coportavoce) e Sandra Carpi Lapi (Presidente). Leggi la bozza di discussione per l’assemblea𝗜𝗹 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲

Firenze Città Aperta sul governo Draghi e l’operato di Nardella

22 Giugno 2021
In questi primi mesi del governo Draghi stiamo assistendo a cambiamenti radicali, pessimi, che investono sia la struttura democratica del nostro paese, sia il tema dell’economia e della giustizia sociale. Se all’inizio, al momento dell’insediamento del governo, era forse lecito qualche dubbio, adesso è davvero difficile non riconoscere il carattere di fondo iperliberista dell’esecutivo. Di un neoliberismo paradossale e parassitario, esaltazione dell’iniziativa privata, ma con i soldi pubblici. L’allievo di Federico Caffè resta quello del pilota automatico che ha massacrato la Grecia. Nel    cuore    del PNRR esiste certo un ruolo dello stato, ma è quello di agevolare il più possibile l’accumulazione di risorse e la realizzazione di profitti da parte delle aziende. Sono loro il motore dello sviluppo, anzi della crescita economica, l’unico valore profondo della società. Compito della collettività è non frapporre ostacoli, non indirizzare altrove finanziamenti, non pensare a un intervento pubblico che non sia di puro sostegno all’iniziativa privata. E soprattutto, naturalmente, non tassare le ricchezze. Quelle diventeranno, per una sorta di movimento ontologico, investimenti, gli investimenti lavoro, il lavoro reddito. Dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezza e potere deriverà il benessere generale della società. Anzi sgocciolerà, secondo la teoria che ha sostenuto la rivoluzione conservatrice iniziata negli anni Ottanta. Teoria smentita da tutta la letteratura scientifica e oggi abbandonata anche da un moderato come Joe Biden. Per realizzare tutto questo i lavoratori devono essere disposti a tutto, a lavorare a qualunque condizione. In questo quadro, l’unico lavoro sicuro è quello che c’è e va accettato ‘whatever it takes’, non è più quello che non ferisce o non uccide. La sicurezza sul lavoro rallenta evidentemente l’efficienza e le semplificazioni del sistema di spesa. Per questo il reddito di cittadinanza è considerato una specie di perversione morale dei giovani, responsabile di un intollerabile vizio, l’abitudine e il “piacere del divano”: ragazze e ragazzi non accetteranno di lavorare per salari da fame se non saranno affamati, disponibili anche a condizioni lavorative semi schiavistiche. Al contrario, proprio questo è il merito del reddito di base: permettere di rifiutare lavoretti umilianti sotto-pagati o addirittura il lavoro gratuito, giustificato dall’esigenza di fare curriculum e diventare così brillanti imprenditori di se stessi. La povertà è una colpa. Il sostegno al reddito assistenzialismo. Allora perfino una misura modesta e di tradizione liberale come la tassazione delle successioni per i patrimoni più cospicui, non viene neppure presa in considerazione. La meritocrazia tanto celebrata come legittimazione delle “giuste disuguaglianze”, mostra qui la sua natura più autentica, quasi ontologica. È stabilita da prima del concepimento, si nasce ricchi cioè meritevoli. Una forma di superiore predestinazione. (Peraltro in quella famiglia avrai i libri importanti, farai le scuole giuste, ti presenterai agli esami con il curriculum adeguato. Alla fine avrai il voto che effettivamente “ti meriti”, mica sarai privilegiato). Ma pensare di intervenire sulla trasmissione dei patrimoni diventa mettere le mani in tasca agli italiani – perché va da sé che gli italiani sono tutti uguali, la società è un insieme organico dove non esistono differenze o

Eletta la nuova Presidente della nostra associazione.

18 Giugno 2021
Ieri 17 giugno, l’assemblea di Firenze Città Aperta, riunita presso l’SMS Rifredi, ha eletto all’unanimità la nuova Presidente, Sandra Carpi Lapi.Grazie a Sandra per aver accettato con entusiasmo, e buon lavoro!E grazie al Presidente uscente Andrea Bagni, per aver sostenuto e rappresentato l’associazione in un periodo complicato per tutti e tutte.

Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto

27 Maggio 2021
Un altro pezzo del patrimonio della città viene svenduto per farci una struttura ricettiva di alto livello. Dopo l’ex scuola di Sanità Militare di Costa San Giorgio, su cui continua la polemica. ancora una volta una struttura sanitaria come Villa Basilewsky diventerà una struttura ricettiva di lusso. E come ci ricordava La Città invisibile – Rivista di PerUnaltracittà Firenze con questo articolo dello scorso settembre, il valore si è più che dimezzato in pochi anni.https://www.perunaltracitta.org/2020/09/09/villa-basilewsky-in-svendita-le-promesse-di-giani-smentite-dai-fatti-anzi-dagli-atti/

La nostra storia: Firenze fra Resistenza e occupazione

23 Aprile 2021
di Lorenzo Lazzerini Firenze “fascistissima” secondo la definizione mussoliniana o Firenze “Capitale morale della Resistenza”? Ancora oggi, il dualismo del capoluogo toscano lungo il ciclo storico del fascismo  e della Resistenza riflette un’identità cittadina complessa e difficile da decifrare. Nella Firenze del ventennio di regime c’era, certamente, un sentimento popolare antifascista, spesso taciuto, radicato soprattutto in alcuni quartieri (l’Oltrarno e vicino alla Pignone; i quartieri di San Jacopino e Rifredi, con un forte tessuto operaio, nel nord della città). Questo sentimento popolare antifascista si nutriva di tradizioni familiari o del ricordo ancora vivo delle violenze squadriste, di casi simbolici come l’assassinio del sindacalista comunista Spartaco Lavagnini o, infine, dei tumulti del febbraio-marzo 1921. Ma c’era anche il volto di una città plasmata dall’animo squadrista e del fascismo locale, dall’accettazione conformista del regime, o dall’immagine della folla plaudente che accolse Hitler in occasione della sua visita il 9 maggio 1938. La guerra, con i suoi disastri militari e l’impatto sulla popolazione civile, mostrò a Firenze come nel resto d’Italia, le fragilità del fascismo, dando all’antifascismo clandestino la possibilità di farsi forza di massa. Già nel gennaio 1943 si costituì un primo coordinamento antifascista, precursore di quel CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) che costituirà il vertice politico della Resistenza, mentre gli uffici politici delle questure segnalavano un crescente sentimento sovversivo nella popolazione. La caduta di Mussolini il 25 luglio 1943 causò poi manifestazioni di entusiasmo sotto il segno di un antifascismo e di un ripudio della guerra ormai diffusi, sia pure più a livello istintivo che di coscienza politica. Se in città si riorganizzava la politica delle correnti antifasciste, dai liberali ai comunisti, furono Monte Morello e Monte Giovi a ospitare, nei giorni successivi all’armistizio italiano e all’occupazione tedesca, i primi nuclei del movimento partigiano della provincia. Alla nascita del movimento partigiano provinciale contribuirono sia nuclei di attivisti già politicizzati, sia la massa dei militari sbandati: dal “Regio Esercito “, con il grado di tenente, proveniva anche il leader militare più capace della Resistenza locale, Aligi Barducci, noto con il nom de guerre di “Potente”, in contatto con l’organizzazione militare comunista patrocinata, a livello regionale, da Alessandro Sinigaglia. Sull’eccezionale figura di Sinigaglia, di origini ebraico-fiorentina da parte paterna e afro-americana da parte materna,  consiglio la lettura della biografia scritta da Mauro Valeri “Negro, ebreo, comunista”. Intanto a Firenze le frange estremiste del fascismo, si riorganizzavano all’ombra degli occupanti, dopo la nascita  della “Repubblica  Sociale” di Mussolini, trovando un riferimento nazionale nel fiorentino Alessandro Pavolini, segretario del neo-costituito Partito Fascista  Repubblicano, e distinguendosi subito per la ferocia repressiva di alcune formazioni paramilitari, come la banda del Maggiore Mario Carità. La risposta urbana più attiva della Resistenza fu allora la nascita dei GAP (Gruppi d’Azione Patriottica), diretti dai comunisti e guidati a Firenze da Sinigaglia e Bruno Fanciullacci, mentre per le attività d’intelligence militare fu importante il ruolo del gruppo di Radio Cora capeggiato dall’avvocato Italo Bocci e legato al Partito d’Azione. Le azioni dei GAP fiorentini cominciarono nel dicembre 1943 e seminarono

Ultimi Comunicati

La candidatura di Berlusconi è un oltraggio al pudore.

18 Gennaio 2022
ELEZIONI PRESIDENZIALI- La candidatura di Berlusconi è un oltraggio al pudore. Ma non basta stopparla per rispettare la Costituzione. In queste ore, dopo l’ufficializzazione da parte della Destra del sostegno alla candidatura di Berlusconi, stanno piovendo appelli molto condivisibili ma poche mobilitazioni, che mostrino lo sdegno. Per questo ci dichiariamo disponibili a mobilitarci, in piazza, nel prossimo week end. E sarebbe importante farlo in contemporanea in tante città d’Italia. Non possiamo assistere in silenzio, solo sui social, ad un oltraggio al pudore, quale è solo il proporre Berlusconi alla presidenza della Repubblica. Non ci volevamo credere, ma questa candidatura esiste. Come scrivono Ferrajoli e altri “Silvio Berlusconi, protagonista di uno scontro che per lunghi anni ha diviso il nostro Paese, già esponente della loggia P2 che aveva come fine l’instaurazione in Italia di un’altra Repubblica, titolare tuttora di un vistoso conflitto di interessi, condannato per gravi reati, prosciolto per prescrizione da delitti di corruzione e tuttora imputato in procedimenti penali, non ha i requisiti per poter svolgere le funzioni di Capo dello Stato. Riteniamo pertanto un’offesa alla dignità della Repubblica e di milioni di cittadini italiani il fatto che venga candidato e votato come Presidente della Repubblica.” Come nell’appello https://www.change.org/p/una-candidature-che-offende-le-donne la candidatura di Berlusconi legittima la mercificazione costante del corpo femminile, praticata e promossa nell’ambito di un indecente sistema di scambio prostitutivo tra potere, denaro e sesso. Ma la risposta ad una candidatura irricevibile non può essere l’elezione di Mario Draghi, con il suo spostamento da capo del Governo a Presidente della Repubblica. Sarebbe una svolta iperpresidenzialista “di fatto”, che non è prevista dalla nostra Costituzione. Sarebbe una conferma dell’incapacità della classe politica di guardare oltre i fragili equilibri che la sostengono, affidandosi sempre di più nelle mani di un solo uomo ritenuto capace di garantire la governabilità del paese. La governabilità, forse, ma non certo l’applicazione della Costituzione, il superamento delle disuguaglianze, la tutela delle fasce più fragili della popolazione. Ricordiamo che Il Presidente della Repubblica deve essere espressione de ’“l’unità nazionale”, come richiede l’articolo 87, 1° comma della Costituzione. È garante di questa Costituzione e deve assicurare fedeltà ad essa come impone l’articolo 91. L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica, come è preteso dall’articolo 84, 2° comma. Egli presiede il Consiglio Superiore della Magistratura a garanzia dell’autonomia e indipendenza dell’ordine della magistratura da qualsiasi altro potere, come è scritto negli articoli 87 e 104.” Una alternativa ancora esiste, gracile ma da praticare, e sta proprio nella Costituzione. Mobilitiamoci per pressare i partiti e i parlamentari affinché- come chiede Libertà e Giustizia- avvertano la responsabilità di “nobilitare” l’elezione del Presidente con una figura di cui essere orgogliosi, che rappresenti un modello civile e che parli al Paese con una voce autorevole e indipendente, che rispetti la Costituzione e ne incarni i valori più profondi. E non è vero che non esistono altri nomi. Basta uscire da questa gabbia. In questo paese esistono figure e storie di DONNE che risponderebbero benissimo a questo profilo. Da fiorentine e fiorentini sappiamo, ad esempio, che la giudice Costituzionale Silvana

𝗡𝗮𝗹𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗹𝗮𝘁𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗿𝗲𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗔𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶. 𝗦𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮.

13 Gennaio 2022
Comunicato stampa 13/01/2022 “La scelta fatta ha già segnato un punto positivo e vale come monito a chi si arroga il diritto di calunnia”. Sono queste le affermazioni rilasciate alla stampa ( allegato) dall’amministratore di Toscana Aeroporti, Roberto Naldi, per spiegare il significato della querela per diffamazione fatta nei nostri confronti, su cui il PM già chiesto l’archiviazione.In maniera plateale e spudorata Naldi conferma che l’azione della società è una intimidazione e che al di là dell’esito giudiziario il suo risultato è già stato raggiunto: chiunque vuole criticare l’operato di Toscana Aeroporti è avvertito su cosa gli accadrà. Siamo di fronte ad un messaggio di una gravità inaudita che conferma non solo l’arroganza e protervia di questa multinazionale, ma anche la mancanza di qualsiasi rispetto verso i fondamenti dell’assetto democratico, attraverso un uso spericolato dello strumento giudiziario. Si fanno le denunce non perché si pensa che siano minimamente fondate, come lo stesso PM ha oltretutto chiarito, ma per mandare un messaggio molto preciso: nei confronti di Toscana Aeroporti non vale il diritto di critica ma solo il principio feudale di lesa maestà.Con queste dichiarazioni, qualora ce ne fosse bisogno, Naldi getta definitivamente la maschera sull’obiettivo tutto politico che la società cerca di raggiungere con queste querele, inviando un segnale chiaro al mondo della politica, alle istituzioni, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni e movimenti che difendono il territorio e l’ambiente dai devastanti progetto urbanistici ed immobiliari di Toscana Aeroporto. Siamo alla sacralizzazione ed intoccabilità degli interessi privati.𝗡𝗼𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗶𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼, 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀, 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗶𝗿𝗲: 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗰𝘂𝘀𝗲.Di fronte a simili affermazioni occorre una presa di distanza ed una condanna netta da parte dei soci pubblici, ma anche di tutte le forze politiche e sindacali a livello locale e regionale. Qui è in gioco il concetto stesso di libertà di opinione e per questo già nei prossimi giorni rilanceremo nuove iniziative pubbliche in vista dell’udienza del prossimo 26 gennaio – 𝐷𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑃𝑖𝑠𝑎: 𝑈𝑛𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 – 𝑅𝑖𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 – 𝑃𝑖𝑠𝑎 𝑃𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒– 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝐴𝑝𝑒𝑟𝑡𝑎– 𝑆𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 – 𝐹𝑖𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒

Il Draghismo imperante, primi movimenti sociali, l’assenza di una sinistra politica nazionale e bagliori a Firenze

10 Gennaio 2022
Draghi: La ripresa dell’attività dopo l’estate, come discusso nel nostro precedente incontro di giugno, si caratterizza dallo sviluppo in tutta la sua forza dell’azione del governo Draghi. Un governo conservatore, sempre sintonizzato con le richieste di Confindustria, sta portando avanti cambiamenti radicali, pessimi, che investono la struttura democratica del Paese e che rimuovono, atto dopo atto, il tema della giustizia sociale nel nostro paese. Draghi sta svolgendo questo ruolo con grande capacità, viene applaudito e rispettato dalla gran parte delle forze politiche, dal complesso dei media e da buona parte dell’opinione pubblica. Il carattere del governo è ben espresso da questo passaggio all’assemblea di Confindustria: “alcuni Paesi hanno affrontato gli anni 70, che sono stati anni difficilissimi, con successo. E una caratteristica che separa questi paesi dall’Italia, è proprio il sistema di relazioni industriali. In questi Paesi le relazioni industriali, pur stimolate, pur stressate da quello che avveniva intorno, sono state relazioni industriali buone.” Di conseguenza individua nelle lotte operaie e nei diritti sindacali la fine della competitività, priorità e valore assoluto dell’azione di Governo, dell’Italia. E coerentemente con il Pnrr sta predisponendo uno Stato debole, pagatore dei conti delle aziende, affidando tutto (anche i servizi locali con l’annunciata riforma Concorrenza) alla centralità delle aziende a cui sono affidati decine di migliaia di miliardi. Quindi un paese che non ha un progetto industriale, non ha un piano per lavoro, che si ritroverà tra 5 anni più arretrato degli altri paesi europei che stanno investendo sul rafforzare lo Stato, per renderlo resistente a nuove pandemie, e sulla transizione ecologica. FISCO In questo contesto si inseriscono varie riforme. La più importante è l’annunciata riforma fiscale. Una riforma a misura di Confindustria, che ha il perno nel taglio delle tasse alle imprese. Una riforma che può essere così definita “Lo stato che non ridistribuisce”. Cosa prevede: ▪️Meno tasse per i redditi societari; ▪️No a riforma progressiva del fisco; ▪️Via l’Irap (utilizzato al 90% per i trasferimenti alle Regioni destinati al Fondo Sanitario Nazionale, quindi alla sanità pubblica!) Il dibattito che si è aperto è emblematico del periodo che stiamo vivendo: senza guardare il merito, per difenderla dalle critiche di Salvini su punti marginali e che non sono all’ordine del giorno, questa proposta viene battezzata e difesa come simbolo del progressismo. DRAGHISMO Questo è il DRAGHISMO, una forma di controllo del dibattito politico, che fa passare per normali, accettabili, inevitabili o quasi, proposte che rimuovono i principi della lotta alla diseguaglianza. Il ‘whatever it takes’ applicato in casa alza una cortina fumogena e fa quindi dimenticare che dal 31 ottobre ci sarà lo sblocco generalizzato dei licenziamenti. E rimuove il tema del lavoro povero nero e sempre più pericoloso, dei bassi salari, della povertà e delle diseguaglianze crescenti. Agisce nella disattenzione generale, di un’opinione pubblica che sta allontanandosi forse dai sovranismi e dagli estremismi, che cerca una guida riconosciuto a livello internazionale e dalla forma pacata per passare una nottata che si sta facendo sempre più buia per tanti e tante. Il Draghismo spicca

𝗜𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗖𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗔𝗽𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶

3 Gennaio 2022
Abbiamo scoperto sotto le feste che 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒓𝒆𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 ha denunciato il nostro portavoce Massimo Torelli, il consigliere comunale di Pisa Ciccio Auletta e altri.Per cosa: per l’attività politica a difesa dei #lavoratori e delle #lavoratrici di #Toscana #Aeroporti (diretti, indiretti, in appalto) e contro una grande opera devastante come la nuova Pista di #Peretola da 2400 metri. Il Gip ha chiesto l’archiviazione chiarendo che non si tratta in alcun modo di diffamazione, ma di critica politica, evidenziando che non c’è un intento diffamatorio ma il solo ed esclusivo fine di criticare una strategia di carattere politico-economico e riaffermando la piena legittimità della critica politica. Ma 𝑻𝒐𝒔𝒄𝒂𝒏𝒂 𝑨𝒓𝒆𝒐𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 ha fatto #opposizione, continuando la propria azione di #intimidazione. E quindi ci sarà un’udienza preliminare il 26 gennaio, in cui il giudice dovrà decidere se archiviare o meno il procedimento. Di cosa è accusato Massimo? Del fatto che sulla nostra pagina sia stato condiviso questo comunicato del gruppo consiliare: https://www.facebook.com/Firenzecittaaperta/posts/2846998302252388 (circostanza curiosa e che forse è sfuggita a chi indaga: il comunicato incriminato è presente sul sito del #Comune di #Firenze). Domani, 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟰 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟮 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗖𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗔𝘂𝗹𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗹’𝗮𝗲𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝘀𝗮, 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 Dmitrij Palagi, e con i compagni e le compagne di 𝑫𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆: Una città in comune – Rifondazione Comunista Federazione di Pisa – Pisa Possibile – Comitato ‘Gli Spettinati’.In questi anni abbiamo portato avanti insieme la battaglia contro la nuova pista di Peretola, a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici. Non ci facciamo certo intimidire e domani rilanceremo le nostre battaglie a tutela degli interessi pubblici. 𝙀 𝙘𝙞 𝙨𝙩𝙧𝙞𝙣𝙜𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙖 𝙈𝙖𝙨𝙨𝙞𝙢𝙤 𝙚 𝘾𝙞𝙘𝙘𝙞𝙤. Firenze Città Aperta https://www.facebook.com/Firenzecittaaperta/posts/3144529019165980

Il divieto di manifestazione è un atto di eversione costituzionale. Come è possibile applaudirlo??

10 Novembre 2021
Il Ministero dell’Interno, tramite messaggi social e dichiarazioni, annuncia il divieto dal 10 novembre tutte le manifestazioni nei centri storici “tutte non solo quelle no greenpass e no vax” dichiara il sottosegretario Sibilia. Solo presidi statici quindi e cortei in zone periferiche.Ci sono tutti i mezzi per impedire gli assembramenti senza mascherine, con i conseguenti contagi, di alcune manifestazioni No greenpass, ma si sceglie di vietare le manifestazioni a tutti.Non lo condividiamo, è un fatto grave che crea una situazione di limitazione alla libertà di manifestare gravissima.E lo fa, e questo aumenta la gravità, raccogliendo la richiesta dei commercianti. Lo shopping pre-natalizio deve andare avanti, la democrazia costituzionale può andare indietro fino a scomparire. Questa decisione rientra nella cultura di Draghi, che rigetta il conflitto e impone il silenzio, in nome dell’ordine costituito e del profitto. Ma il consenso che sta ricevendo da forze politiche che si dichiarano democratiche ci lascia sconcertati e preoccupati. Firenze Città Aperta

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